Google: 5 fattori di classificazione per un contenuto di qualità

Google: 5 fattori di classificazione per un contenuto di qualità

Quando scriviamo un post, sappiamo benissimo che se vogliamo ottenere il massimo della visibilità dobbiamo creare un contenuto di qualità. Google nello stabilire un ranking tra i vari argomenti pubblicati in rete, analizza quello che scriviamo e, in funzione del modo in un cui scrivamo e delle immagini da o meno visibilità a quello che viene condiviso in rete. In che modo i motori di ricerca ma soprattutto Goole analizzano questi contenuti? Quali sono i fattori chiave che fanno la differenza in fatto di visibilità all’interno di un post? Il blog di Econsultancy ha provato a rispondere a queste domande indicando cinque fattori da cui prendere spunto.

1. Contenuto
Nella realizzazione di un post non si deve concentrare la propria attenzione solo sulle parole chiave, è necessario affrontare bene l’argomento in maniera completa utilizzando una serie di termini correlati. Un brand per esempio per essere sviluppare un contenuto visibile deve includere nel testo una serie di termini chiamati content clusters correlati all’argomento, che possono essere ricercati da una certa varietà di utenti da modalità di ricerca diverse tra loro.

Per fare un esempio pratico possiamo pensare ad termine come iPhone6 plus dove, parole come Apple o mobile sono molto legate all’argomento trattato, tanto da essere visualizzate insieme alla ricerca principale, questi termini sono definiti proof terms. Altri termini rilevanti definiti relevant terms possono essere curvatura oppure dimensioni dello schermo che possono essre classificati come topic cluster subordinati, ma comunque importanti.

2. Lunghezza del testo
Nel 2012 Searchmetrics dichiarava che le pagine che avevano ottenuto un basso ranking contenevano un elevato numero di parole, due anni dopo tutto viene smentito dal Ranking Factory study, che definisce che un articolo è ben indicizzato quando contiene 975 parole – 8313 caratteri. Per essere più pratici due pagine in Times New Roman 11 di un documento Word.

3. Leggibilità del testo
Nell’ottica di fornire all’utente contenuti di qualità, Google sta pensando di valutare anche la leggibilità del contenuto. Econsultancy, prova a dare un indicie di valutazione a questa possibile analisi del motore di ricerca numero uno al monto utilizzando come riferimento la scala di leggibilità Flesch, che analizzata la lunghezza delle parole e delle frasi valuta quanto il contenuto dandogli un valore da 0=difficile a 100=facile. La formula, riportata qui sotto abbastanza complessa definisce per esempio per le pagine con ranking elevato un punteggio tra 73 e 74.

indice di leggibilità flesh

4. Pubblicità
Secondo quando riportato nell’analisi di Econsultancy, i primi siti che occupano le prime 30 posizioni su Google visulalizzano di solito meno pubblicità rispetto ad altri. Questa va a confermare una scelta degli utenti che vogliono vedere solo il contenuto e non essere distratti da banner pubblicitari.

5. Immagini
Le imagini valgono più delle parole si dice, stesso discorso per i video contenuto che Google apprezza molto. Al di là del punto di vista estetico del vostro post è importante considerare che i primi dieci siti in classifica inserisconto tra 6 8 immagini o video per pagina. Molto probabilmente in futuro Google limitetà questi contenuti ma oggi, per ottenere visibilità è importante utilizzare anche immagini di qualità.

Conclusioni
Google sta sempre più migliorando il suo algoritmo per individuare i contenuti di qualità, un sempre maggiore ottimizzazione andrò in futuro a declassare le pagine povere e con contenti di bassa qualità riducendogli di molto la visibilità. Per raggiungere una buona visibilità sarà quindi imporante rispettare tutti questi fattori, con però un ulteriore condizione che aiuterà sicuramente a fare la differenza: una piano di lavoro, una strategia così fornire agli utenti un flusso regolare e di qualità agli utenti.

Fonte | econsultancy

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