Standard della comunità di Facebook: il comportamento rispettoso

Standard della comunità di Facebook: il comportamento rispettoso

Come si utilizza un social network? Ci sono delle regole da rispettare? Quali sono i limiti che non dobbiamo superare? Bella domanda! Spesso ce lo dimentichiamo, spesso ci sfugge che non siamo a casa nostra e che stiamo utilizzando un servizio di un’azienda privata che portrebbe per un motivo o per un altro buttarci fuori e non farci più accedere al servizio. Ultimamente su Facebook trovo sempre di più post un po’ fuori dalle righe pieni di rabbia di cattiveria di sfogo nei confronti di qualcuno o qualcosa. A volte faccio finta di niente, a volte no e per capire se quel post può davvero stare li oppure no. Facebook, come gli altri social, mette a disposizione di noi utenti ha tra le sue pagine un regolamento su come ci si comporta, su cosa si può e cosa non si può pubblicare.

Tra i vari punti presenti nella sezione Standard della Comunità c’è il punto Invito ad un comportamento rispettoso dove viene spiegato cosa possiamo e cosa non possiamo condividere, delle regole del gioco per farci capire che non possiamo fare quello che vogliamo nel rispetto di tutti. Nell’introdurre questa sezione Facebook spiega che molte persone usano il suo servizio per condividere un esperienza e un’argomento di sensibilizzazione. Questo, spiega giustamente il socia numero uno al mondo, può portarci a trovare opinioni diverse dalle nostre, che possono portare a conversazioni anche molto accese. A regolamentare tutto questo ci pensa Facebook stesso che per mantenere un certo equilibrio nel rispetto di una comunità eterogenea, potrà decidere di rimuovere determinati contenuti ritenuti inappropriati oppure dargli una visibilità limitata.

Facebook a questo punto suddivide gli argomenti legati al comportamento rispettoso a tre punti principali:

I contenuti di nudo
Per ognuno di questi il social da una spiegazione, un motivazione della sua scelta spiegandone il motivo. Nel caso dei contenuti di nudo, per esempio, Facebook spiega che a volte alcuni utenti condividono contenuti che mostrano nudi legati a campagne di sensibilizzazione e proprio per questo nel rispetto della cultura e dell’età ne limita la visualizzazione. Attento alle segnalazioni degli utenti, Facebook è vigile su quello che pubblichiamo e, una volta ricevuta la notifica, analizza e risponde all’utente che ha sengalato l’anomalia.

I contenuti che incitano all’odio
Altro punto toccato da Facebook sono i contenti che incitano all’odio, e quelli rivolti ad una persona o ad un gruppo in funzione della razza, dell’etnia della nazionalità, della religione, dell’orientamento sessuale, del sesso, di una disabilità o malattia. Il social a questo proposito è molto chiaro: chi promuovere l’odio non può essere su Facebook. Come per i nudi, anche in questo caso, le segnalazioni degli utenti vengono ascoltate per individuare meglio questi contenuti. La discussione su questi temi è bene accetta ma entro certi limiti e nel rispetto di tutti.

I contenuti violenti e immagini forti
Facebook è per molti un ottimo modo per condividere un’esperienza. A volte però queste condivisioni contengono immagini forti, immagini violente come per esempio la violazione dei diritti umani e di atti di terrorismo. Spesso gli utenti condividono questi contenuti per condannarli e sensibilizzare gli altri sull’argomento. Facebook, si legge, le rimuove quando vengono utilizzate per secondi fini per esempio per giustificare la violenza. La condivisione deve essere fatta responsabilmente, scegliendo chi vedrà il contenuto avvisando magari chi lo vedrà del tipo di argomento condiviso.

Facebook in questi tre punti ci mette a disposizione delle semplici regole di comportamento legate in questo caso al rispetto. Pubblicare contenuti offensivi, violenti non portano da nessuna parte, il nostro contenuto se trovato o segnalato da un altro utente quasi sicuramente verrà eliminato. In conclusione potrei vedere la cosa da due punti di vista, il primo legato al mio, al nostro comportamento perchè penso che come nella vita di tutti i giorni è importante il rispetto per gli altri, non possiamo aprire Facebook per scaricare la nostra rabbia mandando a quel paese tutto e tutti. Secondo se troviamo altri che fanno di questo servizio la loro valvola di sfogo segnaliamolo, farlo è molto semplice e costa poco. Avere un luogo sano e tranquillo dove poter ridere, scherzare o perchè no parlare di un argomento importante è il diritto di tutti.

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