Londra: ecco il più grande parco fotovoltaico galleggiante d’Europa

Londra: ecco il più grande parco fotovoltaico galleggiante d’Europa

Il nuovo impianto in fase di realizzazione sul lago artificiale Queen Elizabeth II ad ovest di Londra nel Walton-on-Thames, una volta terminato sarà il più grande parco fotovoltaico galleggiante più grande d’Europa e produrrà 6.3 Megawatt di potenza. La Lightsource Renewable Energy, incaricata dello sviluppo dell’impianto fotovoltaico, nel presentare il progetto, ha spiegato che sarà composto da 23.000 pannelli solari fotovoltaici e l’energia elettrica genererata sarà sufficiente per soddisfare il fabbisogno di circa 1800 famiglie. Ennoviga Solar società costruttrice del parco solare ha invece dichiarato che nella realizzazione verranno utilizzate 61.000 piattaforme di galleggiamento con 177 ancoraggi.

Negli ultimi 5 anni – spiega il CEO di Lightsource Nick Boyle  – abbiamo realizzato una serie di installazioni di ogni forma e dimensione, ma questo progetto ha alcune importanti differenze che hanno portato la nostra squadra ad affrontare nuove sfide. L’acqua del Tamigi, a questo punto, diventa per queste società una fonte di business molto importante che diventerà parte integrante della loro strategia futura. Quello che verrà realizzato sul lago artificiale Queen Elizabeth II a Londra è il più grande progetto dopo quello realizzato in Giappone e il primo con finanziamento europeo.

L’acqua, vista la recente realizzazione di una serie di progetti, è una superficie sempre più sfruttata per la produzione di energia elettrica. I pannelli solari a Londra, le turbine che sfruttano l’energia delle maree in Galles, senza dimenticare i parchi eolici galleggianti nel nord Europa. L’impiego delle fonti rinnovabili come in questo caso il sole, sono scelte strategiche per non dire obbligate per la salvaguardia del nostro pianeta. La produzione di energia elettrica con soluzioni inquinanti come per esempio le centrali termodinamiche è un discorso ormai chiuso oppure nel mondo gli interessi e quindi caro vecchio petrolio la farà ancora da padrone bloccando la possibilità di crescere a soluzioni alternative e ad impatto zero per il nostro pianeta?

 

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