Standard della comunità di Facebook: la protezione del nostro account

Standard della comunità di Facebook: la protezione del nostro account

Nel momento in cui ci iscriviamo su Facebook accettiamo di inserire il nostro nome e cognome, la nostra vera identità, e di non poter, in mancanza di consenso, pubblicare informazioni personali di altri utenti. Due regole base che stanno alla base della protezione di noi stessi e degli altri utenti all’interno del social network. Facebook inizia così la sezione degli standard della comunità dedicata alla protezione dell’account e delle informazioni personali, mettendo subito in chiaro qual è la sua linea per quanto riguarda questo argomento.

Tre sono i punti toccati da Facebook, vediamoli insieme:

Identità autentica

Avere una comunità più responsabile è importante. Ecco spiegato il motivo Facebook ci chiede di utilizzare la nostra identità autentica, perchè nel momento in cui pubblicheremo qualcosa, quel determinato contenuto sarà riconducibile a un nome e ad una reputazione autentica. Per dirla molto semplicemente Facebook ci chiedere di mettere la faccia per avere da noi maggiore responsabilità nella pubblicazione. La soluzione alla pubblicazione senza responsabilità è quella di utilizzarla sotto falso nome, ma Facebook interviene anche in questo caso e, nel caso in cui verificasse la presenza di  più profili personali, ne chiederà la chiusura oppure di un unirli in un unico account.

Il social rimuove inoltre profili che fanno le veci di altre persone. Se quindi vogliamo creare su Facebook il profilo del nostro cane, di un’organizzazione, di un personaggio per noi importante o altro ancora va creata una pagina e non un profilo. Le Pagine sono state pensate proprio per questo è possono essere un imporante aiuto per gestire un’azienda, oppure promuovere una causa.

La protezione da frodi e spam

Facebook è molto chiaro: ci impegniamo al massimo per garantire che le tue informazioni siano protette. Le violazioni e i tentativi di compromissione di un profilo e le frodi, verranno segnalati alle forze dell’ordine. Facebook non permette in maniera assoluta l’utilizzo di false informazioni con l’unico scopo di incrementare “Mi piace”, fan e condivisioni. Il social chiede infine di rispettare gli utenti evitando di contattarle, senza la loro autorizzazione, per scopi commerciali.

Il ricordo di Facebook di amici o parenti che sono venuti a mancare

Su Facebook le persone condividono le proprie esperienze e a volte ricordano amici e parenti che sono venuti a mancare. Ricevuto un documento che ne certifichi il decesso – spiega il social – l’account della persona scomparsa verrà protetto e trasformato in un account commemorativo. Questo sarà però possibile – precisa il social network – solo se ci saranno prove sufficienti per confermare il decesso.  Per spiegare meglio questo processo Facebook mette a disposizione a questo link una spiegazione più completa e dettagliata senza dimenticare però che i familiari più stretti hanno il diritto di richiedere la rimozione del profilo del loro parente scomparso.

 

Terzo step legata agli standard della comunità Facebook, una sezione importante che parla di un argomento che tocca tutti noi: la protezione del nostro account. Il social numero uno al mondo, sempre molto attento e vigile, tiene sotto controllo le situazioni che si possono verificare all’interno della sua rete e nel momento in cui qualcosa non funziona interviene bloccando e segnalando il fatto a chi di dovere. Facebook però chiede come sempre il nostro aiuto non solo per segnalare qualcosa di sospetto ma anche di essere corretti al momento dell’iscrizione. Confidando infatti nel senso di responsabilità di tutti Facebook ci chiede di iscriverci con il nostro vero nome e non con uno inventato.

Facebook li ha chiamati standard della comunità non a caso, iscrivendoci al social accettiamo di fare parte di una gigantesca comunità digitale e come succede nella vita di tutti i giorni, per far si che questa fuzioni, ci sono delle regole da seguire. Per Facebook possiamo dire che è la stessa cosa e noi siamo tenuti a rispettarle per far si che questa enorme comunità digitale funzioni.

 

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