Whatsapp e la crittografia incompiuta

Whatsapp e la crittografia incompiuta

La notizia pubblicata in questi giorni sul suo blog da WhatsApp è stata: end-to-end encryption. I nostri messaggi, si legge nel post, saranno criptati, saranno protetti e solo e soltano noi potremo vederli. Nessuno compreso il servizio di messaggistica avrà accesso ai nostri messaggi, nessuno come detto a parte noi. La sicurezza quindi cresce, avremo maggiore protezione su quello che pubblichiamo, i nostri messaggi saranno protetti da crittografia, una notizia interessante che ci rassicura, che ci protegge, che mette al sicuro le nostre conversazioni. Ma è proprio tutto così perfetto? Quali sono i pro e i contro di questa novità per i tantissimi utenti Whatsapp?

Sono diversi i punti di vista a riguardo e potremmo aprire un lunghissimo discorso a riguardo senza magari arrivare ad una conclusione sensata. La prima conferma a questa notizia è: i nostri messaggi sono crittografati, neanche WhatsApp può leggerli, nessuno, tranne noi. Cosa possiamo dire davanti a questa cosa? Niente! Praticamente perfetta per noi utenti ma sono tutti vantaggi oppure ci sono degli svantaggi comunque in questa novità?

Per prima cosa sappiamo che se le forze dell’ordine hanno la necessità di indagare su un utente e, leggendo i suoi messaggi, possono capire dove si trova per arrestarlo, grazie ad un mandato lo possono fare. Quindi la nostra protezione? Non è proprio così completa come WhatsApp dice, è una crittografia che può essere aggirata non pensate? Certo, chi tra di noi ,visti gli avvenimenti legati al terrorismo impedirebbe del tutto questo controllo? Credo nessuno, abbiamo bisogno di sicurezza, vogliamo essere protetti non c’è dubbio. A questo punto la crittografia dichiarata dal servizio di messaggistica si ferma e davanti alla classica perquisizione non può fare niente. Ci rimane, se possiamo dirlo così, che solo le forze dell’ordine possono avere accesso ai contenuti tutti gli altri no.

Tanti hanno voluto dire la loro davanti a questa novità introdotta da WhatsApp, tanti la credono finta, tanti la credono come il classico zuccherino per addolcire l’utente ma che poi in sostanza non porti a nessuna protezione e infine tanti altri sono contenti di questa protezione. WhatsApp, primo servizio di messaggistica al mondo, non poteva fare altrimenti che non proteggerci da accessi non autorizzati ma davanti a determinate situazioni anche lui si deve fermare e accettare che ci sono necessità più importanti che possono mettere a serio rischio la nostra sicurezza.

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