About Andrea Cerutti

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Disegnatore meccanico e Information Technology per lavoro, musicista per passione, scopre il mondo dei social network e da allora non riesce più a smettere. Vive con la convinzione che "se non conosce una cosa la impara".

Posts by Andrea Cerutti:

Russia: ecco la prima centrale nucleare galleggiante a prova tsunami

Russia: ecco la prima centrale nucleare galleggiante a prova tsunami

Mosca realizzerà la prima centrale nucleare galleggiante del mondo. Annunciata da diversi giorni la nuova centrale nucleare è stata pensata a prova di tsunami e di terremoti e una volta ultimata sarà installata in una zona artica della Russia, la regione di Chukotka per la precisione. Il progetto prevede la sua attivazione e quindi la produzione di energia a partire dal 2020.

Georgui Tijomirov, professore dell’istituto di Ingegneria e fisica di Mosca, parlando del centrale nucleare galleggiante ha spiegato che attualmente la piattaforma, sulla quale sono montati i due reattori nucleari, è all’interno di un cantiere navale dove verrà sottoposta ad una serie di test che termineranno entro la fine di quest’anno oppure, nella peggiore delle ipotesi nel 2017. Terminata questa serie di prove, la centrale nucleare galleggiante verrà trasportata a Pevek, la città più settentrionale della Russia. Nella città di destinazione nel frattempo è partita alla fine del 2015 la costruzione di una struttura necessaria per poter effettuare l’attracco dell’impianto. 

Parlando di numeri la piattaforma su cui saranno installati due reattori nucleari è lunga 144 metri e larga 30 pari a un peso di 21 mila tonnellate. I reattori KLT-40SK, verranno utilizzati in contemporanea e saranno in grado di produrre 40MW. I progettisti hanno stimato una riserva di combustibile nucleare per il funzionamento ininterrotto e autonomo dell’impianto per tre anni e una vita complessiva dell’impianto di 40 anni. Una curiosità riguarda infine i dipendenti dell’impianto che potranno disporre di ogni confort, sulla piattaforma infatti sarà realizzato un hotel 4 stelle.

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Com’era facile prevedere non tutti sono d’accordo con questo modo di produrre energia, tra questi gli ambientalisti che considerano le centrali nucleari galleggianti delle vere e proprie bombe ad orologeria perché, accumulando una grossa quantità di uranio, potrebbero trasformarsi un vero e proprio bersaglio per i terroristi, obbligando lo stato proprietario dell’impianto a garantire la protezione. I progettisti russi, assicurano però che i reattori installati sono sicuri, come confermano i reattori installati su almeno tre rompighiaccio atomici. Fino ad oggi non si sono verificati fatti di questo tipo ma è sempre importante tenerli in considerazione. Va però ricordato che Chukotka, grazie alla sua sua posizione, è un luogo molto isolato e poco accessibile.

Per quanto riguarda il pericolo tsunami o terremoto, la centrale nucleare si solleverà sopra del livello del mare, la struttura dei reattori resa compatta e autonoma garantirà una migliore gestione della situazione di pericolo escludendo il ripetersi di un’altra Fukushima. Infine, nel caso in cui la centrale venisse presa di mira dai terroristi è importante ricordare che gli impianti di ultima generazioni sono dotati di una serie di sistemi di sicurezza che impediscono l’accesso diretto al combustibile.

Il tanto discusso nucleare continua ad esistere e anzi non sembra fermarsi. I nuovi impianti continuano ad essere sviluppati per incrementare la produzione di energia elettrica mai sufficiente per il nostro fabbisogno. Ma questa è davvero la strada giusta per produrre energia? Non esistono alternative più pulite che possono sostituire completamente una tecnica che se non gestita con cura può portare a pericoli inimmaginabili?

Twitter news: 140 caratteri, autoretweet e niente più @

Twitter news: 140 caratteri, autoretweet e niente più @

Le voci a questo punto erano attendibili, quello che si ipotizzava come la nuova modifica di Twitter adesso è realtà. Si pensava che dovessero sparire, che si dovessero diventare addirittura 10.000, che insomma l’originalità di questo social dovesse completamente sparire. I famosi 140 caratteri rimarranno (almeno per il momento) ma saranno davvero 140, utilizzabili completamente come avevo scritto in un precedente post 140 caratteri veri.

Twitter lo annuncia in un nuovo post sul suo blog spiegando che dopo averli creati, poco più di 10 anni fa i 140 caratteri consideravano al suo interno, nel conteggio dei caratteri anche: nome utente foto, GIF, video e sondaggi non saranno più inclusi. Ma cosa cambierà nello specifico? Twitter lo spiega con un piccolo elenco:

  • Retweet – Quando risponderemo ad un Tweet, i caratteri non saranno più conteggiati. Una piccola semplificazione nelle conversazioni con più spazio a disposizione.
  • Contenuti multimediali – Quando inseriamo un allegato come per esempio foto, GIF, video, sondaggi  che i media non saranno più considerati come caratteri all’interno del tuo Tweet. Più spazio per le parole!

Twitter nell’annunciare la modifica per i suoi 140 caratteri presenta altre due nuove modifiche:

  • AutoRetweet – cosa impossibile fino all’annuncio di questa modifica è la possibilità di retwittare il proprio tweet. Prossimamente il social farà cadere anche questo limite permettendoci di retwittare qualcosa che noi stessi abbiamo condiviso in rete, con la possibilità di aggiungere una citazione, una diversa riflessione su quanto condiviso il precedenza.
  • Addio @ – Altra sorpresa, dal mio punto di vista inaspettata, è la sparizione della @. Twitter la definisce una semplificazione per permetterci di citare un altro utente senza dovere per forza ricordarsi di inserire il carattere @.

Tutto questo, spiega Twitter a conclusione del post, sarà disponibile nei prossimi mesi, gli sviluppatori stanno affinando le ultime cose prima di effettuare il definitivo rilascio su scala mondiale. Quali saranno le reazioni a questo punto degli utenti, le novità avranno un impatto significativo oppure non incrementeranno l’utilizzo di un social in crisi da tempo? L’ottimizzazione dei 140 caratteri togliendo dal conteggio la parte occupata da un retweet e i vari contenuti multimediali ci darà maggiore spazio di manovra, se vogliamo definirla così.

Nella seconda parte del post Twitter parla anche della possibilità di autoretwittarsi e della sparizione del carattere @. Due modifiche interessanti, la prima per ricondividere un proprio contenuto che possiamo ritenere importante magari finito tra i tanti tweet condivisi nel passato e il secondo per una maggiore comodità nel citare un altro utente. Piccole cose ma sempre utili.

Twitter: test in corso sulla modalità notturna per Android

Twitter: test in corso sulla modalità notturna per Android

Una cosa è certa, molti pensano che la modalità notturna sia una funzione che devono assolutamente avere. Quale sia il motivo di questa voglia di avere questa funzione a tutti costi non è possibile saperlo, ma è così, non ci sono particolari motivazioni. Guardando in rete sono molte le aziende che stanno inserendo la modalità notturna nel loro OS e nelle applicazioni, una tendenza che si sta piano piano diffondendo. Un esempio tra queste aziende è Google Maps in versione modalità notturna.

Ma davvero vogliamo questa modalità oppure è soltanto una scelta dei tanti colossi del web per lanciare una nuova funzione che ai fini pratici da pochi vantaggi? Per anni, si sono susseguiti molti annunci e molte smentite a riguardo fino ad oggi dove questa modalità è presente su vari servizi. A questo punto, senza voler essere ripetitivo, la modalità notte ci serve davvero? La stessa Apple ha aggiunto nell’ultima release del suo sistema operativo la modalità notturna, una sorpresa forse? Oppure no?

Una di queste società, l’ultima nell’ordine di tempo ad inserire la modifica è Twitter che, visti gli screenshot condivisi in rete, inserirà presto la modalità notturna. La notizia di questo prossimo aggiornamento arriva tramite Taylor Wimberly, un dipendente Huawei, che ha notato il cambiamento installando la versione alpha dell’applicazione di Twitter. Osservando l’immagine non ci sono particolari annotazioni da fare, sembra la classica prova grafica che Twitter rilascia per alcuni suoi tester. Non sappiano se il social rilascerà questa modifica, potrebbe trattarsi solo dell’ennesimo test che non andrà in porto, ma se la tendenza della modalità notturna inizierà a diffondersi le probabilità che Twitter inserirà la funzione cresceranno. La modalità notturna a conti fatti, come dice la parola stessa porta ad utilizzare il dispositivo anche in assenza di luce dando all’utente una visibilità migliore e, visto il diverso utilizzo del display, anche un risparmio di energia.


Twitter: saranno 140 caratteri veri!

Twitter: saranno 140 caratteri veri!

Quando ci viene proposto un nuovo piano tariffario alcune compagnie telefoniche ci dicono a proposito delle chiamate che sono minuti veri. Twitter proporrà a quanto sembra, per quanto riguarda i suoi 140 caratteri, in un certo senso la stessa cosa. Secondo quanto riportato infatti dal  Bloomberg, il social diretto da Jack Dorsey, non eliminerà il limite dei 140 caratteri ma eliminerà dal conteggio quelli occupati da link e foto. Saranno quindi 140 caratteri veri.

L’azienda non ha confermato ne smentito la cosa, tutto tace, si tratta infatti di una voce di corridoio trapelata non si sa come. Attualmente lo spazio occupato da un link è di 23 caratteri, una quantità di caratteri fissa decisa da Twitter che non cambia nel caso in cui l’url fosse più lungo. Tolta questa parte dal calcolo dei caratteri avremo quindi più spazio di scrittura per pubblicare il nostro stato.

I 140 caratteri, nati da una selta tecnica per poter twittare via sms sono diventati un simbolo di Twitter, una caratteristica che lo distingue dagli altri social. Pensare che tra le intezioni di Twitter ci sia quella di portare il numero dei caratteri a 10.000 è per certi versi una cosa strana, una vera e propria snaturalizzazione di tutta la sua linea. Oggi i 140 caratteri sono però diventati un limite alle possibilità di crescita e Jack Dorsey a questo punto deve fare qualcosa per dare una spinta al suo prodotto.

Nel rispondere alle critiche su questo imporante incremento dei caratteri e nello smentire le voci, aveva twittato una foto originale da un certo punto di vista: un testo lunghissimo come per fare capire che la modifica era alle porte. Oggi tutto questo non è ancora cambiato e non sappiamo se e quando cambierà, per il momento se questo verrà confermato avremo 140 caratteri da sfruttare ma il problema dello spazio esiste comunque, non resta che aspettare per capire le prossime mosse del social.

Ok, vuoi commentare una notizia, ma il contesto lo leggi?

Ok, vuoi commentare una notizia, ma il contesto lo leggi?

L’arrivo dei social in tutto il mondo ha cambiato molte nostre abitudini. Le notizie vengono lette in modo differente rispetto al passato, migliorando in certi casi e peggiorando in altri, la loro diffusione. Spesso, succede che pubblicata una notizia si scateni una reazione con una serie di commenti di vario tipo, che vanno da quello educato che rispetta la notizia, anche se in disaccordo, a quello fuori di se per la cosa che insulta tutto e tutti. Capisco la reazione di tutti, ad essere sinceri un po’ meno di quello che ha perso la calma ma, ad un certo punto mi chiedo: ma lo leggiamo il contesto in cui è inserita quella frase con cui non ci troviamo d’accordo oppure appena letta partiamo decisi con discorsi filosofici e moralistici o peggio spariamo una serie di insulti come se non ci fosse un domani?

Bella domanda vero? Per dare una risposta la prima cosa che mi viene in mente è legata a quello che ho appena scritto: il contesto in cui è inserita quella frase lo leggiamo? Cerchiamo di capire le ragioni di quella scelta oppure appena siamo in disaccordo gli tiriamo una mazzata sui denti? Scusate il francesismo. Ho la sensazione che sia proprio così e la sequenza può essere sintetizzata in tre fasi: primo la leggo, secondo mi innervosisco, terzo parto con la mia reazione educata o meno a commentare quella notizia. Sbaglio? Sono anch’io come tutti e davanti ad una cosa che non mi piace ho la mia idea ma prima di partire e scrivere cerco di capire il motivo di quella frase, cerco di capire quando e come è stata detta. Facendo questo potrei capire qualcosa in più ed evitare una reazione completamente sbagliata.

Ma il peggio, come succede in questi casi, deve ancora venire! Sto parlando delle persone che godono di tanta visibilità che spesso intervenendo in determinate situazioni esprimono la loro moralità andando a peggiorare la situazione. Non voglio essere polemico e criticare queste persone ma, se godete di tanta visibiltà siate di esempio, cercate di capire il perchè prima di dire la vostra opinione potreste essere d’aiuto e risolvere una situazione magari complicata. Ho scritto questo post non polemizzare con tutto e tutti e quindi mettermi nella posizione di puntare il dito contro chi non usa il buon senso, vuole essere una semplice riflessione su quello che sta accandendo ogni giorno sui social e su internet in genere e lasciatemelo dire, spesso è un totale caos.

Privacy.com: crea la tua carta di credito usa e getta

Privacy.com: crea la tua carta di credito usa e getta

Negli Stati Uniti, quasi il 70% dello shopping viene fatto online mediamente almeno volta al mese. Un’azione che per certi versi può essere considerata come di routine ormai vista la frequenza di utilizzo. Purtroppo insieme a questa abitudine va ad aggiungersi un problema molto importante: la sicurezza nel pagamento. La paura di pagare online con la propria carta di credito è molto diffusa, inserire il numero di carta di credito su un sito di e-commerce non viene accettato da tutti. Privacy.com, un interessante servizio negli Stati Uniti, nato proprio per questo scopo: ridurre i  timori dei consumatori nell’effettuare un acquisto online tramite carta di credito.

Utilizzando infatti la funzione Pay with Privacy verrà creata una carta di credito digitale monouso o usa e getta se preferite per effettuare solo e soltanto quel pagamento online. Grazie infatti ad un generatore casuale di numeri di carta di credito dal sito Privacy.com creerà la carta di credito poi, tramite un semplice plugin per il browser (Firefox o Chrome), oppure sul vostro iPhone sarà possibile effettuare il pagamento. Una volta utilizzata la carta di credito digitale si autodistruggerà evitando un possibile rischio di furto.

Iscriversi a Privacy.com è molto semplice, unavolta creato l’account basterà collegare la vostra banca al sito. Fatto questo sarà possibile utilizzare Privacy.com e creare un numero illimitato di carte di credito nel momento in cui dovremo fare un acquisto online. Oltre a questo il nuovo servizio permetterà di creare delle carte di credito dedicate in funzione del tipo di utilizzo, come ad esempio una scheda solo per l’abbonamento Netflix abbonamento, o per i vostri acquisti su Amazon. Oltre ad avere una carta di credito usa e getta Privacy.com ha voluto inserire anche l’autenticazione a due fattori, lo stesso sistema di sicurezza anti frode utilizzato da care di credito come Visa o Mastercard.

Privacy.com ha solo un piccolo difetto è attualmente disponibile solo negli Stati Uniti, non è possibile sapere quando e se arriverà in Europa e quindi in Italia. Sicuramente si tratta di un prodotto interessante che potrebbe davvero invogliare le persone contrarie al pagamento online ad effettuarne. Come detto però il servizio non è attivo in tutto il mondo e non potremo sfruttare la sua comodità.

 

Whatsapp e la crittografia incompiuta

Whatsapp e la crittografia incompiuta

La notizia pubblicata in questi giorni sul suo blog da WhatsApp è stata: end-to-end encryption. I nostri messaggi, si legge nel post, saranno criptati, saranno protetti e solo e soltano noi potremo vederli. Nessuno compreso il servizio di messaggistica avrà accesso ai nostri messaggi, nessuno come detto a parte noi. La sicurezza quindi cresce, avremo maggiore protezione su quello che pubblichiamo, i nostri messaggi saranno protetti da crittografia, una notizia interessante che ci rassicura, che ci protegge, che mette al sicuro le nostre conversazioni. Ma è proprio tutto così perfetto? Quali sono i pro e i contro di questa novità per i tantissimi utenti Whatsapp?

Sono diversi i punti di vista a riguardo e potremmo aprire un lunghissimo discorso a riguardo senza magari arrivare ad una conclusione sensata. La prima conferma a questa notizia è: i nostri messaggi sono crittografati, neanche WhatsApp può leggerli, nessuno, tranne noi. Cosa possiamo dire davanti a questa cosa? Niente! Praticamente perfetta per noi utenti ma sono tutti vantaggi oppure ci sono degli svantaggi comunque in questa novità?

Per prima cosa sappiamo che se le forze dell’ordine hanno la necessità di indagare su un utente e, leggendo i suoi messaggi, possono capire dove si trova per arrestarlo, grazie ad un mandato lo possono fare. Quindi la nostra protezione? Non è proprio così completa come WhatsApp dice, è una crittografia che può essere aggirata non pensate? Certo, chi tra di noi ,visti gli avvenimenti legati al terrorismo impedirebbe del tutto questo controllo? Credo nessuno, abbiamo bisogno di sicurezza, vogliamo essere protetti non c’è dubbio. A questo punto la crittografia dichiarata dal servizio di messaggistica si ferma e davanti alla classica perquisizione non può fare niente. Ci rimane, se possiamo dirlo così, che solo le forze dell’ordine possono avere accesso ai contenuti tutti gli altri no.

Tanti hanno voluto dire la loro davanti a questa novità introdotta da WhatsApp, tanti la credono finta, tanti la credono come il classico zuccherino per addolcire l’utente ma che poi in sostanza non porti a nessuna protezione e infine tanti altri sono contenti di questa protezione. WhatsApp, primo servizio di messaggistica al mondo, non poteva fare altrimenti che non proteggerci da accessi non autorizzati ma davanti a determinate situazioni anche lui si deve fermare e accettare che ci sono necessità più importanti che possono mettere a serio rischio la nostra sicurezza.

Twitter: le immagini per gli ipovedenti

Twitter: le immagini per gli ipovedenti

Le immagini, specialmente nel mondo dei social network sono un ottimo strumento per comunicare e condividere un determinato stato d’animo o situazione. Twitter, in un post condiviso sul suo blog, spiega che le foto sono state al centro di alcuni dei più grandi momenti su Twitter, ed è quindi importante che le immagini condivise siano accessibili a tutti, comprese quelle persone che hanno perso la vista. A partire da oggi gli utenti – annuncia Twitter – tramite le nostre applicazioni iOS e Android potranno aggiungere una descrizione, una sorta di testo alternativo all’immagine allegata ad un tweet.

Grazie a questo aggiornamento – conclude il social sul suo blog – renderemo i contenuti condivisi su Twitter accessibili al più ampio pubblico possibile. La prossima volta quindi che aggiungeremo un’immagine ad un Tweet, ci verrà presentato un pulsante per inserire la descrizione aggiuntiva. Le persone non vedenti, tramite le funzioni presenti sul loro smartphone, come ad esempio un lettore del display, oppure il braille display potranno ascoltare la descrizione da noi aggiunta e capire meglio quanto abbiamo condiviso. Le descrizioni potranno avere infine un massimo di 420 caratteri. 

Twitter non si ferma però qui e grazie all’API Rest e a Twitter Cards metterà a disposzione la nuova funzione anche agli sviluppatori per creare applicazioni con all’interno questa funzione. Servizi come EasyChirp, Chicken Nugget e The Qube potranno beneficiare quindi della nuova funzione per non vedenti.

La nuova funzione di Twitter ha un obbiettivo nobile: aiutare chi ha problemi di vista per utilizzare il suo servizio nel modo più completo possibile. Una soluzione davvero interessante che ancora una volta va a dimostrare che le nuove tecnologie non sono solo utili per creare divertimento o funzioni a volte inutili, possono essere sfruttate anche per aiutare chi ha dei problemi, come in questo caso la vista. La funzione presentata alcuni giorni fa è già attiva sull’applicazione sia in versione iOS o Android eseguendo semplicemente l’aggiornamento.

 

India: l’aeroporto ad energia solare

India: l’aeroporto ad energia solare

L’energia solare sta diventando in questi ultimi anni una valida alternativa alle fonti di energia convenzionali guadagnando sempre più terreno rispetto alle altre soluzioni, spesso inquinanti, presenti sul mercato. In alcuni stati, per rendere più conveniente il passaggio alla produzione di energia elettrica con fonti rinnovabili, sono state create delle interessanti agevolazioni. Chi sarà disposto a passare all’utilizzo di energia pulita potrà usufruire di prezzi più convenienti.

Un interessante passaggio all’utilizzo delle sole fonti rinnovabili è l’aeroporto internazionale di Cochin in India che ha come fonte unica di energia il sole. Il nuovo impianto recentemente installato, in sostituzione del vecchio che ne produceva solo 1,1 Megawatt, genera una potenza di 12 megawatt permettendo così al terminal indiano di essere totalmente indipendente da fonti di energia esterne.

Il nuovo impianto installato, costa 9,3 milioni di dollari compre una superficie di quasi 200.000 metri quadrati di terreno inutilizzato, nei pressi dell’aeroporto. Anche durante la notte l’aeroporto è indipendente perché grazie all’energia elettrica prodotta dai suoi 46.000 pannelli fotovoltaici ha abbastanza autonomia per la notte. L’investimento iniziale è stato importante, ma i gestori dell’aeroporto sono certi di recuperare l’investimento in meno di sei anni. Il progetto di realizzare una aeroporto ad energia solare non si ferma però qui perché c’è l’intenzione di incrementare ulteriormente la capacità dell’impianto portandola potenza da 12 a 26,50 megawatt.

La scelta dell’aeroporto di Cochin è davvero molto interessante, potrebbe essere l’inizio di un cambiamento importante per questo tipo di strutture. Stiamo parlando però di un terminal non molto grosso, pensando a Dubai, Hong Kong, Londra, New York, la superficie occupata dai pannelli solari sarà sicuramente maggiore, quello di Cochin è infatti solo il settimo più attivo in India. Un problema per i terminal più grossi ma una soluzione da prendere in considerazione per quelli di minori dimensioni. Poterli trasformare in strutture autosufficienti è una scelta che dovrebbe essere presa in considerazione per abbattere ulteriormente la di produzione di energia con sistemi inquinanti per il nostro pianeta.

Standard della comunità di Facebook: protezione della proprietà intellettuale

Standard della comunità di Facebook: protezione della proprietà intellettuale

Siamo al quarto punto dell’analisi degli standard della comunità di Facebook e l’argomento trattato è la protezione della proprietà intellettuale. Un tema molto discusso in rete che spesso non porta ad una linea chiara da seguire. Nell’introdurre questa sezione Facebook non sembra lasciare dubbi in merito dichiarando che l’utente è proprietario di tutti i contenuti e di tutte le informazioni pubblicate su Facebook. Può inoltre controllare se e come vengono condivisi tramite le impostazioni sulla privacy e sulle applicazioni.

Facebook però sottolinea anche questa cosa che ritengo molto importante: prima di condividere qualcosa su Facebook, assicurati di avere i diritti per farlo. Rispetta i diritti d’autore, i marchi e altri diritti legali legati alla proprietà intellettuale. Cliccando poi sul link interno alla sezione Informazioni sulla proprietà intellettuale è possibile visualizzare una seconda pagina con informazioni più approfondite a riguardo dove, riportando Dichiarazione dei diritti e delle responsabilità Facebook ci spiega come comportarsi nel caso di Copyright e marchi commerciali.

Copyright

Nel caso del copyright, Facebook spiega che il copyright ha valenza legale, una protezione per le opere dell’ingegno originali come per esempio libri, musica, film e opere d’arte. Il copyright quindi protegge una modalità di espressione originale, come parole o immagini, ma non le idee, che possono essere protette da parole o immagini originali utilizzate per descriverla. Non sono protetti infine i nomi, i titoli e gli slogan, che fanno parte di un altra sezione chiamato marchio commerciale.

A questa serie di link possiamo poi trovare altre informazioni più approfondite in merito al copyright sul sito web dell’Organizzazione mondiale della proprietà intellettuale mentre se vogliamo consultare la gestione paese per paese sempre sullo stesso sito troviamo questo elenco. Nel caso in cui qualcuno sta usando qualcosa di nostro protetto da copyright senza la nostra autorizzazione, è poi possibile compilare questo modulo oppure contattare un persona incaricata da Facebook per seguire il nostro caso a questo link. Prima di fare questo è consigliabile contattare la persona che ha pubblicato i contenuti e chiedere spiegazioni in merito oltre a rimuovere il contenuto. Facebook confida nel fatto che potremmo risolvere il problema da soli senza contattarlo.

Marchio commerciale

Premessa: cos’è un marchio commerciale? Un marchio commerciale è una parola, uno slogan, un simbolo oppure una riproduzione grafica che va ad identificare quel determinato prodotto. Com’è intuibile i marchi sono protetti da una serie di leggi che ne regolamento i limiti, utilizzarne uno senza autorizzazione è una violazione e proprio per questo Facebook impone delle regole a questo proposito. Se questo si verificasse il possessore del marchio, che ha effettuato la registrazione presso un ufficio brevetti e marchi, può sporgere denuncia per un utilizzo non autorizzato.

Facebook dispone di una rete a livello mondiale e di conseguenza ogni paese dispone di una sua serie di regole che potrebbero andare bene per uno stato e non per l’altro. A questo proposito è importante conoscere bene questi limiti per evitare il rischio di essere denunciati.  Nel caso in cui fossimo noi vittime di un utilizzo non autorizzato del nostro marchio sempre tramite il modulo a questo link è possibile segnalare a Facebook il fatto.

N.B. Nel caso in cui si verificasse violazioni che non riguardano il Copyright o il marchio commerciale Facebook, come spiegato a questo link, suggerisce comunque di utilizzare il modulo a questo link per inoltrare la segnalazione che verrà presa in carico.