About Andrea Cerutti

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Disegnatore meccanico e Information Technology per lavoro, musicista per passione, scopre il mondo dei social network e da allora non riesce più a smettere. Vive con la convinzione che "se non conosce una cosa la impara".

Posts by Andrea Cerutti:

Facebook in Myanmar, ma come viene utilizzato?

Facebook in Myanmar, ma come viene utilizzato?

Ogni mattina, prima di iniziare la giornata lavorativa, faccio il mio solito giro sui social e su mio fidato Feedly, dove concentro tutti gli argomenti di interesse per il blog, per leggere gli ultimi aggiornamenti e trovare spunto per un nuovo post. In questi giorni, quasi per caso, ho trovato un interessante analisi scritta per il giornale The Atlantic dal giornalista Craig Mod in cui si parlava del progetto di Mark Zuckerberg di collegare tutto il mondo ad internet. Nell’articolo si parlava di come questi nuovi mondi e come stanno vivendo il cambiamento dopo il regalo del numero di Facebook e quali sono i loro problemi e limiti nell’utilizzo.

Il Myanmar, la meglio conosciuta Birmania, una terra di agricoltori, che non molto tempo fa non sapeva niente di internet e di servizi online, oggi grazie ad un programma pensato appositamente per loro, è in grado di collegarsi ad internet e visualizzare per esempio le previsioni meteo e le informazioni sanitarie. Persone reali con problemi reali che, beneficiando dalla generosità di Facebook, vengono utilizzati putroppo come simboli di un mondo che sta cambiando. Zuckerberg parla di loro della loro autenticità, della loro simpatia per dare ulteriore valore alla sua scelta di diffondere la connessione ad internet in questi paesi.

Al di là dell’idea di connettere tutto il mondo, l’articolo mette in evidenza le preoccupazioni tecnologiche di questo paese povero che fa dell’agricoltura la sua fonte di guadagno. L’obbiettivo del mondo tecnologico è quello di raggiungere tutti con la connessione ad internet, un argomento poco considerato in questi luoghi dove ci sono problemi più grandi prima di questo. Come spiega Mod nel suo articolo, il Myanmar è un paese con 53 milioni di persone, circa trenta milioni dei quali sono agricoltori, molti di loro grazie al collegamento voluto da Mark Zuckerberg sono on-line. Grazie a questa nuova possibilità tutto sta cambiando, nel 2014, il costo di una scheda SIM era di 2000 dollari per poi passare in poco tempo a 200 dollari e infine a 1,50 dollari provocando, come forse era prevedibile, l’invasione dei negozi da parte dei contadini nella speranza di poterne comprare una.

Queste persone non hanno però l’elettricità, e per caricare i loro telefoni devono collegarsi tramite USB alla batteria della loro auto. La situazione economica, com’è intuibile non è delle migliori e gli agricoltori del Myanmar non potendosi permettere un piano dati, comprano delle ricariche prepagate con un certo numero di megabyte di traffico. In alternativa per sfruttare al meglio lo smartphone aspettano fino a notte fonda perché la rete dati è più veloce e meno costosa. Vista la quantità di dati richiesta per il funzionamento di Facebook, Zuckerberg, per evitare un consumo eccessivo, ha voluto dare un ulteriore vantaggio a queste persone: una versione più leggera del social.

Facebook offre a queste persone tanta attenzione, ma un po’ a sopresa il loro utilizzo è diverso da quello previsto. Craig Mod nel suo articolo descrive un agricoltore che vuole assolutamente fargli vedere una cosa su Facebook. Sarà una nuova tecnica di allevamento? Delle notizie su prossime elezioni? Un’analisi sull’agricoltura? No! Una normalissima mucca ma a cinque zampe!

Per loro il social di Zuckerberg è più del classico feed di notizie utilizzato per esempio da noi con una serie di collegamenti esterni a vari servizi, a loro basta seguire persone che condividono i loro stessi interessi come: il meteo, il Buddismo e le belle ragazze in costume da bagno, niente di più. Per molti di loro, Facebook è internet, al di fuori di questo per loro non esiste niente; un fenomeno riscontrato prima in Indonesia, Filippine e Thailandia. Gli abitanti del Myaanmar userà Facebook come uno strumento utile alla loro vita quotidiana non come un servizio di contorno come avviene da noi. La differenza è grande, loro pensano più all’utile che all’inutile se vogliamo, un’importante differenza tra noi e loro.

Tutto porta ad un’importante riflessione di come sta cambiando il mondo. Zuckerberg, utilizza gli agricoltori di questi paesi come mezzo per portare a termine i suoi obiettivi di crescita di Facebook. Ma queste persone usano questo nuovo servizio come i colossi americani avevano prefissato? Vista l’intervista di Craig Mod direi proprio di no, non vanno a condividere tutto quello che ci succede durante il giorno, per loro sono più importanti cose che aiutano a migliorare la vita, il lavoro. Meno pubblicazioni ma molto più utili. Facebook sta facendo un ottimo lavoro, non c’è dubbio: mettere a disposizione di tutto il mondo la connessione ad internet. In particolare in zone dove nessun avrebbe mai pensato di inverstirci qualcosa. Ma tutto questo, mi viene da pensare, è davvero una buona idea? Facebook fornisce la connessione Internet a tutto ma è giusto che decida anche quali informazioni possono vedere?

Situazione imbarazzante sui social? Ecco 5 consigli!

Situazione imbarazzante sui social? Ecco 5 consigli!

Vi è mai capitato di abbracciare qualcuno che voleva solo una stretta di mano? Vi è mai capitato di tutt’altra cosa ad una semplice domanda come: preferisci vaniglia o cioccolato? Una bella risata e tutto passa ma nel momento in cui succede è sicuramente una situazione imbarazzante, non c’è dubbio, che almeno una volta nella vita ci è capitata. La stessa cosa può succederci nel mondo dei social network con un post o un commento fuori luogo e anche in questo caso la figuraccia è garantita. Ma quali sono i modi migliori per evitare queste situazioni imbarazzanti sui social? Come possiamo evitarle? Di seguito ecco alcuni consigli pratici che potrebbero evitarci l’ennesima situazione imbarazzante che sui social, rispetto alla vita di tutti i giorni, è putroppo molto più visibile.

1. Essere presenti (con la testa!!)
Siamo così abituati a fare le cose in multitasking tanto da non renderci conto di quanto siamo poco presenti con la testa quando rispondiamo ad un commento. Quando stai parlando con qualcuno, ma sei distratto da altri pensieri o emozioni, la gente lo nota, e può succedere che ci rimangamno male considerandoli magari meno importanti. In questi casi è importante esserci con la testa, concentrarsi sul lavoro che si sta facendo pensando esclusivamente a quello e a niente altro. Questo può fare la differenza senza dubbio.

2. Capire con chi stai parlando
Quando parliamo con un’altra persona è molto importante capire chi si ha davanti. Grazie a questo è possibile evitare situazioni imbarazzanti, frasi fuori luogo.
Presentarsi come il luminare di un determinato prodotto all’amministratore delegato dell’azienda produttrice diciamolo non è il massimo. Certo sto esagerando, ma come avviene nella vita di tutti i giorni anche sui social è importante avere questa piccola attenzione, credetemi farà la differenza!!

3. Conta fino a 10!!
Prima o poi capiterà di trovarci davanti ad una situazione scomoda, una situazione che avreste voluto volentieri evitare. Cosa fare in queste situazioni? La reazione d’impulso siamo sinceri non è la soluzione ideale per risolvere il problema, ma neanche fare finta di niente. Se succede la prima cosa da fare è contare con calma fino a 10, riflettere su cosa scrivere e digitare quello che abbiamo pensato.
Un attimo di pausa per pensare a cosa scrivere è importante, così facendo eviteremo di complicare ulteriormente la situazione già difficile. Certo ci sono le situazioni limite ma in quel caso invece di reagire è il caso di non rispondere del tutto, essendo pubblico gli altri vedranno l’intervendo poco felice e capiranno il perchè della mancata risposta.

4
. Un po’ d’improvvisazione non guasta mai!
Un quarto punto che può essere considerato una continuazione del terzo ma comunque utile. A volte ci troviamo in situazioni che possono sembrare senza via d’uscita, dove magari vi stanno criticando per un post sbagliato e siete arrivati al punto di dire: è adesso cosa faccio? Una soluzione è in un certo senso prendere spunto dal
teatro d’improvvisazione. Se non sapete letteralmente che pesce pigliare e non avete alternative la soluzione è improvvisare è in qualche modo spostare l’attenzione da voi portandola su qualcun’altro. Se pubblicando alcuni post riuscirete a portare l’attenzione lontano da voi avrete risolto la situazione super imbarazzante.

5. La buona reputazione a volte aiuta!
Un buon modo per evitare situazioni imbarazzanti e di conseguenza avere una discreta visibilitò in rete
è quello di crearsi una rete di conoscenze e amicizie di un certo tipo. Avere tra i propri contatti con un’importante conoscenza in rete può fare la differenza e magari non finire in situazioni scomode. Ma come crearsi una buona reputazione in rete con magari una serie di contatti che potremmo definire giusti? La risposta è una sola: diventando utenti social attivi, interagendo con gli altri, commentando e pubblicando nuovi contenuti tenendo ovviamente in considerazione i quattro punti citati sopra! Con un po’ di pazienza e di buona volontà vi costruirete così una buona rete di contatti dove poter condividere con lo quello che più vi interessa ricevendo da loro un feedback sua quanto pubblicato. 

Sarcasm Detection: sarà possibile capire se un tweet è ironico

Sarcasm Detection: sarà possibile capire se un tweet è ironico

Twitter, come altri social network, è un mondo dove vengono condivisi moltissimi micro messaggi (almeno fino ad oggi) di 140 caratteri. Spesso, tra le tante cose pubblicate, ci capita di trovare tweet con un pizzico di umorismo, che ci fanno sorridere e perchè no interagire con una retweet o una risposta simpatica. Per noi è facile riconoscere quando il tweet è stato scritto con un po’ ironia, se dovessimo chiederlo ad un computer è praticamente impossibile. Impossibile a quanto pare fino ad oggi! David Bamman e Noah A. Smith due informatici statuntitensi hanno trovato un modo per insegnare ai computer come identificare quando gli utenti hanno pubblicato un tweet con dell’ironia.

Nel documento Contextualized Sarcasm Detection on Twitter  creato dai due ricercatori viene spiegao come hanno “insegnato ai loro computer a rilevare l’ironia all’interno di un tweet in funzione di una serie di fattori e di alcune parole chiave come: clearly, shocked, gasp e anche hashtag come #lol e #sarcasm.” Oltre a questo sono state considerate anche la geolocalizzazione, l’età, il sesso e tutti i tweet pubblicati sul social. Da una prima analisi fatta sembra che gli utenti di sesso maschile statunitensi sono molto più ironici rispetto agli altri. In funzione di tutti i fatto utilizzati per analizzare il tweet, i ricercatori sono stati in grado di capire se c’era dell’ironia nell’85 per cento di quelli analizzati. L’hashtag #sarcasm è in realtà fuorviante in alcuni casi infatti il tweet pubblicato non voleva essere ironico.

Il progetto sviluppato dai due ricercatori ci dice chiaramente una cosa: un qualsiasi computer con al suo interno questo programma potrebbe essere in grado di distinguere quando un tweet ha un tono scherzoso oppure serio. I computer potranno quindi capire meglio il rapporto tra gli utenti e magari delineare per esempio una migliore strategia in ambito commerciale? L’individuazione dell’umorismo e ironia nei post di social media potrebbe davvero portare a una migliore analisi del contenuto, un controllo senza dubbio più sofisticato certo, ma che potrebbe portare a risultati più specifici per chi fa del suo lavoro l’analisi dei post per poi creare una campagna pubblicitaria mirata.

Whatsapp è gratis e la sua crescita non si ferma

Whatsapp è gratis e la sua crescita non si ferma

WhatsApp ha annunciato alcuni giorni fa che i suoi utenti non dovranno più pagare 0,89€ per poter utilizzare l’applicazione. L’annuncio, ufficializzato in un post pubblicato lunedi sul suo blog, porterà ad un primo importante cambiamento per la società: la perdità di centinaia di milioni di fatturato all’anno. L’applicazione, particolarmente popolare in Europa, in buona parte dell’Asia , del Sud America e negli Stati Uniti, ha avuto una crescita incredibile negli ultimi anni e, molto probabilmente tra poche settimane raggiungerà l’importante traguardo di un miliardo di utenti. Come possiamo vedere nel grafico sottostante Whatsapp, partita nell’aprile del 2013 con 200 milioni di utenti, arriverà quasi sicuramente nel corso del 2016 a superare l’importante traguardo, superato da tempo da Facebook, società proprietaria del servizio di messaggistica numero uno al mondo.

La scelta di WhatsApp, come abbiamo detto, porterà ad una riduzione dei guadagni. A questo proposito la stessa società a voluto dare delle spiegazioni della scelta e quale sarà a questo punto il suo futuro. Un po’ a sorpresa la società, per compensare la perdita sul fatturato, data dal pagamento dell’applicazione, non inserirà annunci pubblicitari di terze parti come era facile prevedere, ma è al lavoro per sviluppare sistemi di guadagno alternativi. Nel corso del 2016, spiegà WhatsApp testererà una serie di nuovi strumenti pensati per utilizzare l’applicazione all’interno delle imprese e delle organizzazioni. In futuro potremo per esempio comunicare con la nostra banca per un chiarimento su un pagamento, con una compagnia aerea per avere informazioni su un volo in ritardo.

Oggi – spiega Whatsapp sul suo blog – riceviamo questa messaggi su altri servizi come un SMS o una normale telefonata. In futuro vogliamo portare tutto all’interno di WhatsApp, creando un unico punto di invio e ricezione per tutte le comunicazioni che riteniamo importanti. Vogliamo – conclude – mettere a disposizione dei nostri utenti un’esperienza più completa, ma sopratutto senza annunci pubblicitari spesso fastidiosi.

Infographic: WhatsApp Approaches 1 Billion Users | Statista
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Germania: la funzione Trova Amici è illegale

Germania: la funzione Trova Amici è illegale

La Germania dichiara che la funzione Trova amici di Facebook è illegale. La Corte Suprema, dopo un attenta analisi, considera che quella utilizzata dal social numero uno al mondo, è una procedura di marketing ingannevole. Nello specifico il permesso che gli utenti hanno dato a Facebook di poter utilizzare gli indirizzi e-mail presenti nella rubrica di ogni utente, per l’invio di messaggi di invito ad utilizzare il servizio, non è legale. Una delle motivazioni legate a questa decisione è anche la mancanza di una spiegazione adeugata del procedimento utilizzato da Facebook. Gli utenti in sostanza in mancanza di una serie di informazioni sul procedimento permettono al social di accedere ai propri dati e di utilizzarli senza limitazioni.

La Corte Suprema dichiarando quindi che la funzione Trova Amici è ingannevole conferma le posizioni prese nel 2012 e 2014 da due tribunali di Berlino che sostenevano che Facebook violava le leggi tedesche sulla protezione dei dati utilizzando tecniche illegali. Un portavoce di Facebook ha comunicato che il social successivamente alla decisione ufficiale della Germania effettuerà un’analisi approfontita per capire come questa decisione influirà sull’intero sistema.

Una delle funzioni base di Facebook viene quindi considerata illegale dalla Germania bloccando quella che per il social era forse una delle tecniche più sfruttate per portare nuovi utenti all’interno del servizio. La decisione presa dalla Corte Suprema quali ripercussioni avrà sull’utilizzo di Facebook? Il social a questo punto non potrà far altro che accettare la decisione e modificare la funzione Trova Amici limitandola nei punti dove è ritenuta ingannevole per ritornare ad essere completamente legale ed essere utilizzato in Germania.

Questa notizia porterà ad una reazione a catena oppure rimarrà un caso circoscritto alla Germania? Le politiche sul trattamento dei dati personali nei vari stati è diversa, non è detto che avvenga un effetto domino, a questo punto che aspettare per capire quali saranno le linee scelte in funzione di questa decisione.

 

 

Social network: punto d’incontro o punto di scontro?

Social network: punto d’incontro o punto di scontro?

Nello scrivere questo post non voglio autoproclamarmi come il miglior utente dell’anno, quello che in ogni situazione sa come comportarsi senza usare modi bruschi e cattivi. Questo che ho scritto di seguito è solo una riflessione o meglio una reazione a quello che sempre più spesso trovo scorrendo la timeline dei vari social che utilizzo. Ogni consiglio o critica ovviamente e bene accetta, con questo post mi piacerebbe creare uno scambio di idee, un confronto ovviamente costruttivo su quello che oggi succede in rete.

Spesso mi piace osservare gli altri,  vedere quello che scrivono, come lo scrivono e perchè no imparare qualcosa. In questo ultimo periodo mi capita spesso di fermarmi e leggere le tante e differenti reazioni degli utenti nei vari social network presenti in rete. Davanti ad un post, uno stato pubblicato su Facebook, Twitter Google+ o Linkedin le reazioni degli utenti sono spesso un sopresa, una cosa inaspettata. Se da una parte va riconosciuta la correttezza e l’essere al di sopra delle parti davanti ad un post di un certo tipo, dall’altra troviamo sempre più spesso reazioni scoordinate, a volte anche cattive.

L’idea di scrivere questo post non è arrivata oggi, è un po’ di tempo che ci penso e oggi ho deciso di scriverlo per condividere con voi i miei pensieri e una mia riflessione. Più che pensieri se vogliamo sono domande, dubbi a cui spesso non trovo una risposta. Come dicevo mi capita molto spesso di trovare, davanti ad un post che può portare ad una reazione, risposte, critiche, prese in giro e cattiverie a non finire. Tutto questo è giusto? Siamo arrivati al livello di tolleranza zero dove al minimo sbaglio è d’obbligo puntare il dito e condannare l’errore? Non credo sia giusto.

Non siamo più capaci a tollerare e non ci resta che dire la nostra opinione a tutti i costi condannando il poverino che ha scritto una cosa per noi sbagliata? Spero di no, spero davvero di no! I social network a questo punto non ci hanno insegnato davvero niente, ci hanno fatto disimparare tutto quello che di buono sapevamo? Inizialmente sono nati come un punto di incontro diventando, con il passare del tempo, un punto di scontro?

Sempre più spesso queste situazioni si verificano e sempre più spesso le cattiverie arrivano condannando l’errore di turno. Sbaglio una considerazione, sbaglio la data di un evento, scrivo semplicemente una mia considerazione e vengo additato o se mi va bene preso in giro. Ognuno di noi ha la sua ragione e per un motivo o per l’altro nessuna uguale ad un’altra. La situazione dal mio punto di vista fa pensare, e a questo punto mi chiedo riusciremo mai ad andare d’accordo in queste situazioni? Tra i miei pensieri esiste sempre quella speranza di vedere una situazione dove proviamo a risolvere quella situazione dando l’esempio rispondendo per esempio in maniera pacata senza colpi di testa. Ma visto il continuo crescere di questi fatti anche la mia speranza potrebbe inziare a vacillare.

 

Facebook per Android: addio Google Play Store?

Facebook per Android: addio Google Play Store?

Secondo alcune informazioni, condivise in rete dal sito 9to5google.com, Facebook starebbe effettuando una serie di test per capire quanto può essere indipendente dal Play Store di Google. A quanto parte il social numero uno al mondo vuole ridurre la dipendenza da Mountain View e quindi dalla sua applicazione per Android. Facebook avrebbe, a quanto pare, sviluppato di proposito degli errori per mandare in crash la sua app Android durante il suo utilizzo e capire quanto gli utenti siano dipendenti dal servizio.

Ma quali sono stati i risultati di questa mossa sinceramente non molto simpatica? Lo stesso Facebook ha riferito che gli utenti davanti al crash dell’applicazione si sono arresi e nella maggior parte dei casi per poter accedere comunque al servizio hanno utilizzato la versione mobile di Facebook. In alcuni paesi il social ha voluto utilizzare una politica differente permettendo agli utenti di scaricare l’applicazione dal proprio sito e non dal Play Store dove era stata eliminata.

La società non vuole essere troppo dipendente da Google per portare al successo la sua applicazione Android. Google in passato ha più volte minacciato di rimuovere l’applicazione dal Play Store, in un primo momento per la violazione di alcune regole della società e in un secondo momento per mettere a disposizione il dowonload dell’applicazione all’interno del suo sito invece di utilizzare lo store di BigG. Al di la di questo il diverbio tra le due società non è mai stato così grave da far pensare ad un uscita di Facebook per Android dal Play Store ma i test fatti dal social non fanno pensare ad un futuro insieme.

Quali sono le intezioni di Facebook a questo punto? I test effetuati per capire l’utilizzo dell’applicazioni a quali scelte porterà? Il social di Mark Zuckerberg vuole indipendenza, dipendere da altri non è nelle sue corde. In futuro gli utenti Android utilizzeranno ancora l’app scaricata da Play Store, l’app scaricata dal sito di Facebook oppure addirittura la versione mobile del sito web?

2016: tempi duri per l’elettronica di consumo

2016: tempi duri per l’elettronica di consumo

Uno dei più grandi eventi sull’elettronica di consumo, il CES 2016, si è appena concluso. Accenture, una multinazionale americana che si occupa di consulenza, ha voluto effettuare un sondaggio internazionale per capire i pensieri e le inteznioni future degli utilizzatori di dispositivi elettronici. I risultati ottenuti pubblicati da Statista, sito che si occupa di analisi statistiche, sono abbbastanza preoccupanti, il decennio di innovazione e di forte crescita è a questo punto finito? La corsa alle nuove tecnologie sembra destinata a fermarsi.

Secondo i risultati dell’analisi fatta da Accenture, i consumatori sono molto meno intenzionati ad acquistare una nuovo dispositivo tecnologico rispetto all’anno scorso. I mercati a causa di questa contiuna crescita sono saturi e di conseguenza, vista una minore richiesta anche l’innovazione si è rallentata. Gli smartphone presenti oggi sul mercato, sono indubbiamente meglio rispetto a quelli commercializzati due anni fa, ma non non hanno comunque caratteristiche tali da convincere il consumatore medio ad acquistarlo.

Il 48 per cento non ha infatti intenzione di acquistare un nuovo smartphone nel corso del 2016 anzi, ha dichiarato di essere felice e soddisfatto del dispositivo attuale, non c’è insomma la necessità di sostituirlo.Il mercato sta rallentado, l’innovazione sta rallentando, forse è arrivato il momento che nuove tipologie di dispositivi guadagnino posizioni sugli attuali? Smartwatch, braccialetti fitness e altri dispositivi simili stanno guadagnando terrendo vista il loro differente utilizzo, ma meno del 15 per cento degli intervistati da Accenture acquisterà nel 2016 uno di questi dispositivi considerati più appetibili rispetto al classico smartphone.

Il progresso continuo purtroppo non esiste, prima o poi tutto si ferma e mettendo magari in crisi realtà che hanno puntato tutto su questo mercato. La crisi di questi anni dopotutto lo testimonia non si può continuare a sviluppare e produrre e pensare che tutti comprino il nuovo prodotto in una specie di sistema perfetto dove tutto viene sistematicamente sostituito. l’elettronica di consumo e quindi smartphone, tablet, laptpop e televisioni doveva rallentare prima o poi era prevedibile! I grandi colossi hanno spostato l’attenzione su altri dispositvi, a questo punto non resta che aspettare e capire se hanno fatto la scelta giusta.

 

Infographic: Tough Times Ahead for the Tech Industry? | Statista
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Twitter: ecco gli annunci interattivi

Twitter: ecco gli annunci interattivi

Twitter nel 2015, con l’obbiettivo di uscire da un un periodo molto negativo, ha rilasciato una serie di nuove funzioni per invogliare i suoi utenti ad utilizzarlo maggiormente. Il cuoricino al posto della stella, la sezione di invio dei messaggi diretti completamente revisionata, la nuova funzione per i sondaggi, la possibilità di caricare i video, l’indicizzazione su Google, la creazione di Moments, sono alcune delle migliorie che il social ha voluto regalare ai suoi utenti. La prossima novità che molto probabilmente arriverà è l’innalzamento dei caratteri da 140 a 10.000, una modifica che però secondo molti andrà a togliere quell’originalità che solo Twitter possiede.

In attesa di questa importante modifica la società non rimane ferma a guardare e, in un post pubblicato sul suo blog, dedicato principalmente alle aziende, annuncia un’interessante evoluzione degli annunci nella sua timeline: gli annunci interattivi. Twitter inizierà presto ad inserire una nuova tipologia di Promoted Tweets pensati per interagire di più con gli utenti esistenti. La società spiega che questi nuovi annunci, che ho voluto definire interattivi, permetteranno una sorta di mini conversazione grazie all’utilizzo di alcuni pulsanti di azione con al loro interno la possibiltà di inserire un hashtag personalizzato legato alla promozione.

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Grazie ai Promoted Tweets negli anni i vari responsabili marketing – spiega Twitter – utilizzando immagini, video e hashtag hanno creato campagne pubblicitarie davvero interessanti. Oggi – contiuna il social – per incrementare ulteriormente il coinvolgimento gli annunci fanno un ulteriore passo avanti diventando interattivi. Presto gli utenti, in aggiunta al classico tweet promozionale, troveranno nella parte bassa due pulsanti con hashtag personalizzati, sui quali sarà chiesto di cliccare per condividere l’annuncio.

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Nel momento in cui cliccheranno sul pulsante, il social presenterà un tweet pre-compilato da ricondividere con tanto di pulsanti per permettere ad un nostro follower di retwittarlo. Effettuato il retweet l’utente riceverà un tweet di ringraziamento e l’invito a conoscere meglio il prodotto tramite un link al sito. Una sorta di mini conversazione tra il brand e l’utente che partecipa alla promozione del prodotto in questione. Twitter anche con questa novità dove presenta gli annunci interattivi non smette investire sul coivolgimento dei suoi utenti. Facebook a conti fatti vince proprio per questo motivo, coinvolgimento dell’utente che porta a quella che oggi il social diretto da Jack Dorsey non ha: presenza contiuna sul social.

Attualmente i nuovi annunci sono disponibili in versione beta ad un gruppo di inserzionisti selezionati. Non è chiaro quando Twitter rilascerà la versione definitiva e di conseguenza sarà a disposizione di tutti il nuovo modo di creare una campagna pubblicitaria.