About Andrea Cerutti

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Disegnatore meccanico e Information Technology per lavoro, musicista per passione, scopre il mondo dei social network e da allora non riesce più a smettere. Vive con la convinzione che "se non conosce una cosa la impara".

Posts by Andrea Cerutti:

Ecco l’impianto termosolare più grande del mondo

Ecco l’impianto termosolare più grande del mondo

Una volta ultimato, l’impianto termosolare che verrà costruito a Rabat, la capitale del Marocco, sarà il più grande del mondo e darà elettricità a più di un milione di famiglie. Tutto è pronto in marocco per costruire la centrale Ouarzazate Solar Power Station, questo il nome del gigantesco progetto, batterà ogni record superando Ivanpah, l’impianto termosolare in California, famoso per anche per avere Google tra gli investitori. Il termine per la realizzazione di Ouarzazate Solar Power Station è fissato per il 2020 e una volta messo in funzione potrà produrre 580 MegaWatt di corrente che potranno soddisfare il 50% del fabbisogno energetico del Marocco.

Ouarzazate, famosa per i colossal cinematografici Babel, Lawrence d’Arabia Il Gladiatore e, più recentemente, la serie tv Il Trono di Spade, sono già presenti più di 500mila specchi disposti su 800 file, al completamento dell’impianto la superficie coperta sarà pari a quella di 35 campi di calcio. La realizzazione dell’impianto termosolare è stata suddivisa in quattro step di avanzamento, la prima chiamata Noor 1, in arabo noor significa luce, è stata attivata all’inizio di dicembre. Successivamente  partiranno Noor 2 e 3, che entro il 2017 porteranno al completamento del 75% del progetto.

impianto termosolare

Una delle caratteristiche interessanti di questo impianto è la sua capacità di produrre energia elettrica anche dopo il tramonto. Questo è possibile grazie ad un sistema che permette di trattenere e accumulare calore nelle ore in cui il sole non è presente. Tramite una lunga serie di specchi appositamente posizionati per riflettere la luce del sole, il fluido presente all’interno dell’impianto, viene surriscaldato a temperature che possono superare i 500°C e immagazzinato in grossi serbatoi. Grazie quindi ad un’alta capacità di trattenere calore è possibile utilizzare il liquido anche nelle ore notturne, permettendo così all’impianto di non fermarsi mai e produrre energia elettrica 24 ore su 24.

L’impianto termosolare fortemente voluto dal re Mohammed IV per rendere autonomo il Marocco, e quindi evitare l’importazione di combustibili da altri paesi si pone un importante obiettivo: diventare un punto di riferimento per la produzione di energia pulita entro il 2020 e di conseguenza ridurre le emissione del 32% nei prossimi quindici anni. Sono 9 miliardi di dollari i soldi stanziati per portare a termine l’impianto.

Il surriscaldamento terrestre è un importante problema da risolvere, il mondo intero non può stare a guardare, deve muoversi in fretta. Quello che è avvenuti a Parigi nella conferenza mondiale sul clima COP21 può essere un primo passo ma non deve essere l’unico. Sfruttare le energie rinnovabili è la scelta da portare avanti, i combustibili fossili hanno rovinato e stanno rovinando il nostro pianeta, i tanti interessi e i troppi soldi in gioco non hanno permesso all’energie alternative di guadagnarsi fiducia e di conseguenza mercato. A questo punto vista la situazione mondiale credo sia il momento di decidere e voltare definitivamente pagina.

Il sole può generare un’eruzione solare dannosa per Terra

Il sole può generare un’eruzione solare dannosa per Terra

Il sole in futuro potrebbe sorprenderci e farci vedere qualcosa che non si è mai verificato in passato. A rivelare questa possibile sopresa è la stella KIC9655129, una sorella del Sole presente nella Via Lattea,  osservata con il telescopio spaziale della NASA Kepler. Il sole, secondo gli studi fatto e capace generare un’eruzione solare fino a mille volte più potente di quelle studiate fino ad oggi. Lo studio, realizzato dall’Università britannica di Warwick, viene descritto sulla rivista scientifica Astrophysical Journal Letters.

Le eruzioni osservate sulla KIC9655129 sono molto simili a quelle che potrebbero generarsi sul nostro sole, questa la conclusione dei ricercatori. Secondo Chloë Pugh, ricercatore a capo del team che ha studiato la stella, il sole sia in grado di fare la stessa cosa, anche se osservando l’attività degli utlimi anni, le possibilità che questo avvenga sono molto basse. Nel caso in cui però questo avvenisse, il sole rilascerebbe una una quantità di energia molto maggiore, paragonabile ad una bomba da un miliardo di megatoni. Una fenomeno del genere, confermano i ricercatori, potrebbe seriamente mandare in tilt la rete di comunicazioni sulla Terra.

Una super eruzione solare sarebbe devestante per il pianeta terra – spiega Pugh – tutte le apparecchiature sulle quali sono basate tutte le comunicazioni, come Gps e radio, verrebbero distrutte, senza dimenticare una serie di  blackout nella rete di distribuzione dell’energia elettrica. Una minaccia insomma per il nostro pianeta che però ha una buona notizia. Come divevamo prima il sole non genera di frequente eruzioni così violente e la probabilità quindi che si verifichino non sono alte.

La notizia non svela niente di nuovo se vogliamo,  in passato molti ricercatori avevano previsto e confermato che un’eruzione solare avrebbe mandato in crisi la nostra rete di comunicazioni ora, successivamente alla ricerca sviluppata dall’università di Warwick ne abbiamo la conferma.  La terra, se si verificasse tutto questo, sarebbe completamente bloccata costringento alla popolazione mondiale a dover ricostruire tutto di nuovo ripartendo da zero tornando da un certo punto di vista nel passato dove questi sistemi non erano ancora stati scoperti e utilizzati.

Un passo falso e addio reputazione online

Un passo falso e addio reputazione online

Fare un passo falso sui social network oggi mette senza dubbio in serio pericolo la nostra reputazione online. Con un post completamente sbagliato potremmo perdere un’occasione che aspettavamo da tempo. Michael Fertik, fondatore di Reputation.com, prova a dare una spiegazione a questi possibili rischi, dando delle indicazioni su come mantenere una buona reputazione online.

Nella ricerca di un nuovo lavoro, spiega Fertik, il rischio di scartati per colpa di una foto sbagliata su Facebook, oggi è molto concreto. Il discorso non si ferma però solo alla ricerca di un nuovo lavoro, chi siamo e come siamo online oggi è importante in ogni situazione, basta fare una semplice ricerca su Google inserendo il nostro nome e cognome per capire cosa gli altri vedono di noi. Pochi credono in questo ma dobbiamo convincerci che la reputazione online è determinante per tante cose. Il nostro profilo online, quello che troviamo su Google, è il nostro curriculum. In funzione di questo si può aprire una porta per una nuova opportunità, oppure chiudersi e non riaprirsi mai più. In paesi come Stati Uniti, Germania, Francia e Gran Bretagna oltre l’80 per cento delle aziende, prima di assumere il candidato verifica il suo profilo online.

Chi pensa che utilizzare un social in un determinato modo sia solo per i fanatici della comunicazione digitale sbaglia di grosso! Il tema riguarda tutti. Pensare di non avere una reputazione online perché non si utilizza Facebook è un errore. Anche chi non ha un profilo pubblico sui social ne avrà comunque uno.

Ma a questo punto come possiamo creare una buona reputazione online? In certi casi basta anche il solo profilo LinkedIn, aggiornato e completato in tutte le sue parti. Utilizzare Facebook o Twitter oggi è utile ma non fondamentale ma è comunque un buon mezzo per interagire con gli altri. La condizione base, al di là dei social che utilizzeremo, sarà quello di crearsi una vera e propria identità virtuale usando il proprio nome e cognome e non altri nomi così da aumentare le possibilità di essere trovati.

A questo punto saranno però importanti i contenuti che andremo a pubblicare. Se non siete Justin Bieber, o comunque un personaggio famoso, è molto importante scegliere cosa pubblichiamo. Ma cosa possiamo pubblicare allora sui social network? Fertik spiega che nella vita sei un avvocato e pubblichi solo le foto di quando peschi non farai una buona impressione, se invece condividi anche notizie legate alla tua sfera lavorativa chi ti cercherà noterà che nel vostro lavoro ci mettete passione. Sono ovviamente importanti anche i post più personali, perchè metteranno in evidenza i vostri interessi e le vostre passioni, ma da soli non bastano.

Altro punto le foto, alle quali è importante prestare molta attenzione. Per gente comune e quindi non famosa, spiega Fertik, non ne servono molte, un paio e non di più da essere sfruttate come carta d’identità. Nel caso in cui dovessero circolare foto indesiderate o imbarazzanti sarà importante interventire e porre al più presto rimedio per non perdere quella reputazione che magari vi siete creati con fatica.

Ricordiamoci infine che oggi una foto sbagliata nel momento sbagliato può creare molti problemi, oppure peggio ancora, se qualcuno decide di prenderci di mira pubblicando immagini e informazioni false. Per porre rimedio a questo la strategia più efficace è stata denominata flooding, dall’inglese inondare, consiste nel pubblicare un numero importante di contenuti, ovviamente di un certo tipo, per far dimenticare quello che ci sta creando problemi.

Essere social? Si, ma nel modo giusto!

Essere social? Si, ma nel modo giusto!

I fatti di Parigi hanno cambiato tante cose nella nostra vita quotidiana, tutto non sarà più come prima dicono in molti. La paura di un nuovo attacco è nei pensieri di tante personle e al minimo pericolo i nervi a fior di pelle ci portano a reazioni istintive e forse esagerate. Oggi, diversamente da quello che facevamo in passato, abbiamo tra le mani uno strumento potentissimo per condividere un nostro pensiero un nostro stato d’animo: i social network.

Passando per Facebook, Twitter, Google+ e altri ancora molti hanno scritto il loro pensiero, la loro reazione a quello che è successo, reagendo a volte con compostezza oppure in certi casi con rabbia. Ma prima di pubblicare qualsiasi commento, reazione o giudizio a qualcosa che è successo ci siamo chiesti se era giusto scrivere? Domanda interessante.

Dire a un mondo che si nutre di condivisioni di non scrivere di non commentare è un controsenso se vogliamo, ma in certi casi credo che questa soluzione vada presa in considerazione. Il silenzio, si diceva, è d’oro e mai come in questi casi lo è. Il rispetto per quelle persone, il loro dolore la loro sofferenza credo vadano rispettate. Meglio scrivere un commento in meno a volte che lasciarsi prendere dalla situazione e buttarsi e giudicare quel fatto dall’alto. Durante i giorni di blocco totale a Bruxelles la polizia ha addirittura chiesto questo, il silenzio a protezione dell’indagine in corso permettendogli così di lavorare nel pieno delle loro funzioni.

Il mondo dei social media è utile, molto utile per esempio per mettere in contatto tante persone da ogni parte del mondo, ma a volte può diventare superfluo se non addirittura pericoloso se usato per buttarci dentro qualsiasi cosa che ci passa per la testa. Essere un esempio, specialmente in questo periodo storico è importante può essere d’aiuto per molti, può evitare l’innescarsi di una polemica inutile data da una reazione sbagliata senza il minimo fondamento. Siamo social certo… ma nel modo giusto!

Facebook apre l’iscrizione con soprannome, ma adesso cosa succederà?

Facebook apre l’iscrizione con soprannome, ma adesso cosa succederà?

Presto sarà possibile registrarsi su Facebook utilizzando un soprannome oppure uno pseudonimo. L’annuncio è stato dato da Alex Shultz, uno dei manager del social numero uno al mondo, all’interno di in una lettera indirizzata alle organizzazioni per i diritti civili. Un cambio di tendenza di Facebook che permetterà quindi maggiore flessibilità eliminando di fatto l’obbligo di registrarsi con il proprio nome. Al termine di un anno in cui Facebook ha ricevuto molte lettere di protesta per una policy giudicata discriminatoria permetterà quindi di utilizzare nomi di fantasia.

I primi test, comunica la società, partiranno nel mese dicembre e saranno due le modifiche che verranno inserire. La prima sarà nell’area delle informazioni personali dove Facebook implementerà un campo dove l’utente potrà spiegare il perchè della scelta di determinato nome di fantasia, così da far capire meglio la situazione al team di Facebook tutelando chi deciderà di utilizzare uno pseudonimo. L’inserimento delle motivazioni limiterà inoltre la segnalazione di un profilo con falso nome, scoraggiando quegli utenti che abusano dello strumento di segnalazione di un profilo.

Alex Shultz, al di là di questo cambiamento della policy Facebook, ha voluto ricordare a tutti gli utenti l’importanza di utilizzare il nome con cui siamo conosciuti. Facebook deve rimanere un ambiente sicuro e il rischio di dover bloccare in futuro account anonimi creati con fini poco corretti esiste. Le molestie online, gli atti di bullismo, le frodi sono all’ordine del giorno e la possibilità di utilizzare uno pseudonimo potrà portare a rischi e pericoli che prima erano limitati.

La scelta di Facebook è giusta? Maggiore flessibilità nell’inserimento del nome quali vantaggi porterà? Chi si sentiva discriminato, perchè non poteva crearsi una vita virtuale parallela, sicuramente non potrà lamentarsi di questa novità, ma tutti gli altri? Gli account fake esistevano e continueranno ad esistere non c’è dubbio ma questo non sarà una possibilità in più per incrementare questo pericolo? Certo Facebook chiede agli utenti di utilizzare il nome vero e nel caso in cui mettano il soprannome di scrivere una motivazione ma quelli che lo fanno con secondi fini? Non voglio essere disfattista, pessimista o peggio ma come spesso dico è imporante fermarsi e capire quali sono i pro e i contro di questa scelta.

Twitter, ma perchè diventi come Facebook?

Twitter, ma perchè diventi come Facebook?

Sparisce la stella dei preferiti su Twitter. Il social network, tramite un post sul suo blog, annuncia che la storica icona dei preferiti è stata sostituita da un cuore che si chiamerà like. Twitter cambia ancora elimina la possibilità di mettere la stellina che a volte ha creato un po’ confusione. Le cose che ci piacciono sono molte, ma non necessariamente le nostre preferite. Il social dell’uccellino Larry sceglie quindi il cuore, un simbolo capito da tutti, un simbolo che possiamo considerare universale perchè uguale in tutte le lingue e in tutte le culture nel mondo. Un cuore fa subito pensare ad emozione, ad uno stato d’animo che mette in connessione due o più persone tra loro.

Successivamente quindi ad una serie di test, per capire se agli utenti piaceva il nuovo simbolo, ecco il cuore al posto della stella. Anche Periscope, vista la risposta positiva al nuovo simbolo, utilizzerà questa nuova tecnologia, stesso discorso anche per Vine. I cuori disponibili saranno fin da subito su ogni tipo di piattaforma sia desktop che mobile portando subito a tutti la nuova funzionalità.

Twitter con una mossa lampo lancia quindi l’ennesimo cambiamento sulla sua piattaforma, ma cosa cambierà? Sarà solo un cambiamento grafico oppure no? Una cosa è certà: la sua originalità in questa funzione viene totalmente cancellata diventando come tutti gli altri. Ma a parte questo, la scelta è giusta? Twtter per crescere e per uscire da questo momento di difficoltà deve cambiare, non ha alternative, deve attirare nuovi utenti semplificando quelle funzioni che forse non piacevano molto e non venivano sfruttate. Lo stesso Twitter lo dice: è più facile mettere un like che un preferito. Quel dubbio di fare un tap o un clic sulla stellina sarà quindi solo un ricordo? Molto probabilmente si.

Ottimizza il profilo Linkedin in funzione del lavoro che fai

Ottimizza il profilo Linkedin in funzione del lavoro che fai

Linkedin, come sappiamo bene, è il social sviluppato per i professionisti, un mondo dove mettere in vetrina le proprie competenze e qualità. Negli ultimi anni la sua crescita è stata importante e, com’era prevedibile, mettere oggi in evidenza il proprio profilo diventa sempre più difficile a causa della troppa concorrenza. Aluni mesi fa avevamo già affrontato il discorso su come ottenere un profilo LinkedIn ben compilato, ma proviamo adesso proviamo a fare un passo in più e affrontarlo da quattro punti di vista differenti: lo studente, il libero professionista, l’imprenditore e il lavoratore dipendente che può avere incarichi di responsabilità o dirigenziali.

Prima di tutto è però importante fare alcune premesse fissando alcuni punti imporanti nella compilazione:

  • La prima cosa che si nota su un profilo è ovviamente la foto, se inserita la visibilità aumenterà di 14 volte. Nello scegliere l’immagine da caricare va considerato il social che stiamo utilizzando, un tocco di originalità non fa mai male ma è importante mantenere una certa professionalità.
  • La descrizione breve che inseriamo è la prima cosa che si nota in un profilo. Per questo è importante che la descrizione sia sintetica ed efficace e con al suo interno una serie di parole chiave, insomma un vero e proprio biglietto da visita.
  • La compilazione di tutte le sue parti è molto importante per disporre di un profilo completo. Nella compilazione è importante utilizzare il più possibile le parole chiave, termini che in fase di ricerca di una determinata competenza o esperienza diano visibiltà al profilo.
  • Linkedin permette di inserire le proprie competenze in un elenco. Saranno poi i vostri contatti a confermarle facendo di conseguenza crescere la visibiltà del vostro profilo.
  • Inserire all’inizio del profilo una sintesi di quello che sapete fare è importante perchè permette a chi lo visualizzerà di capire subito chi siete e quali sono le vostre esperienze e qualità. Se poi lo realizzerete utilizzando un elenco puntato la sua lettura sarà ancora più facile.

Fatta questa premessa ora vediamo nello specifico i vari profili Linkedin:

Studente

  • Sul profilo Linkedin, come dicevamo, è imporante essere professionali, un punto importante è l’immagione profilo. La scelta andrà, come detto, a determinare la vostra visibiltà, sceglietene quindi una che metta in evidenza la vostra personalità.
  • Nella compilazione del profilo è importante inserire tutte le esperienze utili a delineare la vostra persona. Lavorativamente parlando lo studente difficilmente ha avuto esperienze lavorative, se però si sono fatti lavori estivi, stage o esperienze di volontariato è importante inserirle.
  • Se si dispone di contenuti multimediali utili alla costruzione del profilo anche in questo caso è importante inserirli. Possono essere sfruttati come contenuti promozionali per presentare in maniera più immediata il profilo.

Libero professionista

  • Mettere in evidenza le proprie esperienze più imporanti le vostre competenze le vostre specializzazioni, faranno sicuramente la differenza, ma senza dilungarvi in elenchi inutili che rischiano di non essere letti.
  • Nella descrizione breve è imporante utilizzare una descrizione che incuriosisca gli utenti a capire chi siete invogliandoli magari a conoscere meglio la vostra esperienza.
  • La sistesi, come per la maggior parte dei profili, deve essere un punto di raccolta delle principali competenze. Il taglio che deve deve dare il professionista è amichevole, non deve essere freddo e distaccato, deve coinvolgere e conquistare l’attenzione di chi sta leggendo.

Imprenditore

  • La foto, come abbiamo detto fa la differenza, nel caso dell’imprenditore è imporante che la foto abbia qualcosa in più, qualcosa di originale come per esempio il logo dell’azienda. Dalla foto capiranno chi siete e qual è la vostra azienda.
  • La sintesi in questo caso potrebbe essere utilizzata in un modo differente rispetto agli altri profili. Sono due le possibili alternative: la prima è quella più professionale e consiste nel descrivere la propria azienda, la seconda è quella di descrivere la propria persona, mettere in evidenza il lato umano oppure. Presentare la propria attività o la propria persona trasmetterà un senso di fiducia.
  • Avere all’interno del proprio profilo una raccomandazione fatta da un cliente o dalle collaborazioni lavorative fanno certamente la differenza danno un senso di affidabilità.

Lavoratore dipendente che può avere incarichi di responsabilità o dirigenziali

  • Se nella carriera lavorativa ci sono state importanti esperienze è imporante metterle in evidenza. Per dare maggiore visibiltà al profilo è importante inserire un descrizione breve interessante per dare un po’ di personalità al vostro profilo.
  • Per dare maggiore spinta al profilo ed essere visibili a utenti esterni alla vostra rete e importante pubblicare dei contenuti su argomenti legati alla vostra esperienza lavorativa. Un’idea, un’intuizione sul tema trattato sarà la classica cigliegina sulla torta.
  • Nella compilazione del profilo è importante mettere in evidenza anche il lato umano ed è quindi importante inserire le esperienze di volontariato.
  • Se avete ottenuto delle certificazioni oppure delle abilitazioni è importante inserirle perchè aumenteranno il valore del vostro profilo. Inserendo poi le varie competenze saranno i vostri contatti a confermarle per voi facendo crescere la visibilità.
Facebook, ecco le schede in stile Google Now

Facebook, ecco le schede in stile Google Now

Facebook, visto il suo ultimo aggiornamento rilasciato, assomiglierà molto a Google Now. Nel post pubblicato sulla sua Newsroom il social racconta che ogni giorno moltissimi utenti sfruttano notifiche per mantenersi aggiornati e, tra le tante richieste ricevute, molti hanno chiesto di la possibilità di inserire una serie di informazioni, così da poterle facilmente vedere in un unico posto.

Grazie al nuovo aggiornamento sarà quindi possibile, sulle app mobile, creare delle schede personalizzate dove poter avere sottomano tutti le informazioni per noi più importanti. Ecco alcune delle notifiche che sarà possibile visualizzare:

  • Le informazioni importanti dei nostri amici, come i compleanni e le notizie più importanti.
  • I risultati sportivi e la programmazione televisiva, in funzione delle pagine a cui abbiamo messo mi piace.
  • Gli eventi futuri a cui ci siamo iscritti.

A queste sarà poi possibile aggiungere ulteriori informazioni in funzione del posizionamento GPS:

  • La visualizzazione degli eventi intorno a noi e le notizie più imporanti legate alla città o al paese in cui viviamo
  • Le previsioni meteo in tempo reale e gli alert in caso di maltempo
  • I film presenti nelle sale più vicine al posto in cui viviamo
  • Una lista di locali consigliati dove mangiare, con realativi collegameni alla pagina Mi Piace e le varie recensioni

Con l’arrivo di questo aggiornamento sarà tutto gestibile dall’utente all’interno del menù Impostazioni, oppure direttamente all’interno di ogni scheda aggiungendo i vari contenuti che più ci interessano. Queste nuove opzioni personalizzate sanno gradualmente rilasciate sulle app Facebook per Android e iPhone inizialmente negli Stati Uniti, non ci sono ancora informazioni se e quando la novità verrà diffusa in tutto il mondo.

La funzione di personalizzazione appena presentata ha un enorme potenziale, se funzionerà come sperato dallo stesso Facebook molti utenti sceglieranno di utilizzarla come il punto di raccolta di tutte le informazioni importanti. Il prodotto, come è logico pensare, è completamente nuovo e per Facebook è solo l’inizio di una lunga strada da percorrere, Google Now attualmente ha qualcosa in più, ma siamo certi Facebook ha le potenzialità per recuperare questo divario e mettersi alla pari con il servizio targato Mountain View.

Poll: come sfruttare i sondaggi su Twitter

Poll: come sfruttare i sondaggi su Twitter

Chi vincerà il mondiale di Mondiale di MotoGP (domanda interessante vista l’ultima gara)? Chi vincerà le prossime elezioni? La scelta del Governo è giusta oppure no? Grazie alla nuova funzione inserita da Twitter da pochi giorni queste domande le potremo farle direttamente ai nostri follower. Il nuovo strumento si chiama Poll ci permetterà di creare un vero e proprio sondaggio direttamente su Twitter. Le regole di inserimento sono molto semplici: una sola domanda e due risposte da caricare direttamente nella zona dove solitamente scriviamo il nostro tweet per un determinato tempo, 24 ore dalla pubblicazione.

Considerando che Twitter è il luogo ideale dove trovare notizie e gli argomenti del momento quale posto migliore dove, tramite Poll chiedere l’opinione degli utenti su un determinato argomento? A questo punto la domanda è quasi scontata: come sfruttare Twitter Pool? Ci sono due modalità principali se vogliamo, da una parte il classico utente che vuole diffondere la propria idea e magari chiedere un’opinine a riguardo, dall’altra ci sono i brand che con Pool avranno a disposizione un grande aiuto da Twitter.

Twitter Poll potrà essere sfruttato per esempio capire i gusti del pubblico su un nuovo prodotto, oppure per capire cosa si aspettano dal nuovo prodotto. Insomma non uno strumento da poco, se sfruttato bene potrà mettere in condizione l’azienda per capire, con una semplice domanda, se quella determinata scelta sarà giusta o sbagliata addirittura in anticipo. Per le aziende Twitter Poll potrebbe senza dubbio essere un importante strumento.

Terminati i test di cui ne avevamo parlato in precedenza eccola integrata nel social. Dopo l’annuncio di Poll dato sul blog ufficiale di Twitter, la funzione è stata subito su tutti nostri profili sia su fisso che su mobile (smartphone e tablet), tramite una piccola icona a forma circolare, un piccolo diagramma a torta, nella parte bassa della zona di inserimento del tweet.