Attualità

Ok, vuoi commentare una notizia, ma il contesto lo leggi?

Ok, vuoi commentare una notizia, ma il contesto lo leggi?

L’arrivo dei social in tutto il mondo ha cambiato molte nostre abitudini. Le notizie vengono lette in modo differente rispetto al passato, migliorando in certi casi e peggiorando in altri, la loro diffusione. Spesso, succede che pubblicata una notizia si scateni una reazione con una serie di commenti di vario tipo, che vanno da quello educato che rispetta la notizia, anche se in disaccordo, a quello fuori di se per la cosa che insulta tutto e tutti. Capisco la reazione di tutti, ad essere sinceri un po’ meno di quello che ha perso la calma ma, ad un certo punto mi chiedo: ma lo leggiamo il contesto in cui è inserita quella frase con cui non ci troviamo d’accordo oppure appena letta partiamo decisi con discorsi filosofici e moralistici o peggio spariamo una serie di insulti come se non ci fosse un domani?

Bella domanda vero? Per dare una risposta la prima cosa che mi viene in mente è legata a quello che ho appena scritto: il contesto in cui è inserita quella frase lo leggiamo? Cerchiamo di capire le ragioni di quella scelta oppure appena siamo in disaccordo gli tiriamo una mazzata sui denti? Scusate il francesismo. Ho la sensazione che sia proprio così e la sequenza può essere sintetizzata in tre fasi: primo la leggo, secondo mi innervosisco, terzo parto con la mia reazione educata o meno a commentare quella notizia. Sbaglio? Sono anch’io come tutti e davanti ad una cosa che non mi piace ho la mia idea ma prima di partire e scrivere cerco di capire il motivo di quella frase, cerco di capire quando e come è stata detta. Facendo questo potrei capire qualcosa in più ed evitare una reazione completamente sbagliata.

Ma il peggio, come succede in questi casi, deve ancora venire! Sto parlando delle persone che godono di tanta visibilità che spesso intervenendo in determinate situazioni esprimono la loro moralità andando a peggiorare la situazione. Non voglio essere polemico e criticare queste persone ma, se godete di tanta visibiltà siate di esempio, cercate di capire il perchè prima di dire la vostra opinione potreste essere d’aiuto e risolvere una situazione magari complicata. Ho scritto questo post non polemizzare con tutto e tutti e quindi mettermi nella posizione di puntare il dito contro chi non usa il buon senso, vuole essere una semplice riflessione su quello che sta accandendo ogni giorno sui social e su internet in genere e lasciatemelo dire, spesso è un totale caos.

La Svezia elimina il contante… e in Italia?

La Svezia elimina il contante… e in Italia?

Uno degli argomenti maggiormente discussi in questi giorni in Italia è l’innalzamento del limite di pagamento con i contanti da 1000€ a 3000€. Non tutti gli stati europei però la pensano allo stesso modo, vedendo il contante come un tipo di pagamento obsoleto e poco sicuro. Tra questi stati troviamo la Svezia che potrebbe presto diventare il primo stato al mondo dove tutte le transazioni potranno essere effettuate solo con carta di credito, oppure di debito. Primo sostenitore di questa scelta è Niklas Arvidsson, un professore della Stockholm’s KTH Royal Institute of Technology, studioso di management industriale ed economico.

Il professor Arvidsson è convinto che la sparizione del contante nel suo paese è dovuto al livello tecnologico raggiunto, l’arrivo del mobile payment, insieme alla lotta all’evasione fiscale e alla corruzione hanno portato la Svezia ad effettuare questo cambiamento. Il cambiamento non è però una decisione presa d’istinto, già da molti anni i cittadini svedesi pagano i biglietti del bus con la carta di credito e molti commercianti accettando i piccoli pagamenti anche con carta di credito.

Uno studio della Banca Centrale Europea, ha riscontrato che in Svezia vengono ancora effettuati piccoli prelievi al bancomat, per esempio le spese quotidiane, ma in diminuzione rispetto al passato. Secondo un’analisi fatta invece dalla Banca svedese Riksbank, il 41% delle persone preferisce il pagamento in contanti per transazioni sotto le 100 corone, circa 10 euro, mentre l’Organizzazione nazionale dei pensionati, con 400mila tesserati dichiara che circa il 7% dei suoi associato non ha mai utilizzato una carta di credito.

I rallentamenti che potrebbero rallentare il passaggio da denaro contante a pagamento con carte di credito potrebbero arrivare proprio da questi problemi, la difficoltà nell’utilizzo delle nuove tecnologie e il possibile incremente di frodi on line. Un altro rischio che va calcolato è sicuramente la possibilità che il sistema vada in blocco e non avendo a disposizione il contante come sistema pagamento alternativo tutto sarebbe bloccato. Niklas Arvidsson si dimostra però ottimista davanti a questi possibili rallentamenti, minori contanti in circolazione aiuteranno sicuramente a ridurre l’evasione fiscale e diminiuire il rischio di rapine.

E in Italia? Il governo ha appena comunicato l’innalzamento del pagamento in contanti a 3000 euro, scelta giusta o sbagliata, dipende da vari punti di vista. La prima domanda che mi pongo è molto semplice: chi gira con 3000 euro in tasca oggi? Davvero poche persone e siamo certi che nessuno, per evitare la tracciabilità dei 1000 euro, non aggirasse il problema facendo più pagamenti? Non è secondo me questione di limite o meno, è questione di mentalità e di cultura che putroppo non abbiamo, ancora oggi alcuni direttori di banca ci sconsigliano di utilizzare la carta di credito per pagare perchè pericolosa, certo in certi casi lo potrebbe essere ma usiamo il buon senso. Il futuro del pagamento è questo, andremo in questa direzione è quindi forse invece di passare da 1000 a 3000 euro sarebbe più giusto insegnare alle persone, fargli capire, fargli conoscere quali sono i vantaggi e quali sono i rischi di questa modalità di pagamento. Forse così facendo inizieremo a cambiare e a crescere.

Apple e IBM insieme per vendere alle imprese

Apple e IBM insieme per vendere alle imprese

Apple e IBM hanno annunciato oggi una nuova partnership, Cupertino con l’intento di espandere il suo mercato ha raggiunto questo tipo di accordo in cui il nuovo collaboratore contribuirà attivamente alla vendita di iPhone e iPad alle imprese. Scendendo più nei particolari questo accordo porterà nei dispositivi di Cupertino più di 100 soluzioni specifiche per il settore aziendale, grazie alla suite IBM e dei suoi servizi cloud come la gestione dei dispositivi, la sicurezza, il sistema di analisi e l’integrazione mobile. Apple da parte sua realizzerà alcuni piani AppleCare aziendali su misura.

Per la prima volta – dichiara Tim Cook, CEO Apple – stiamo mettendo a disposizione dei nostri utenti il sistema di analisi dei dati realizzata da IBM, tutto questo è una grande opportunità di mercato per Apple. Questo – contiuna Cook – è un passo importante a favore delle imprese ed è qualcosa che solo Apple e IBM saranno in grado di fornire. Mentre la nuova partnership prende forma, possiamo dire che è strano che queste due società lavorino insieme, decenni fa, erano concorrenti agguerriti, anche se ad un certo punto hanno scelto strade separate: Apple sulla tecnologia di consumo menre IBM verso l’impresa.

Il CEO di IBM Ginni Rometty con Tim Cook CEO Apple

Il CEO di IBM Ginni Rometty con Tim Cook CEO Apple

Apple per quanto le riguarda è riuscita a raggiungere i primi livelli nel mondo degli affari,diventando il dispositivi mobile più utilzizzato nelle aziende. IBM, tuttavia, può aiutare Apple a migliorarsi ancora di più grazie alla sua esperienza, portandola a conquistare un’altra fetta di mercato. Ricordiamo che al Worldwide Developer Conference del mese scorso, Apple ha presentato nuove funzionalità su iOS 8, proprio inerenti a questo discorso come la protezione avanzata dei dati e una migliore condivisione dei documenti.

Fonte | thenextweb

La Cina vieta Windows 8 sui nuovi computer governativi

La Cina vieta Windows 8 sui nuovi computer governativi

Windows 8, il tanto chiaccherato sistema operativo di Microsoft, siamo sinceri non conquistato tutti e ancora oggi molti sono scettici sulla sua funzionalità a causa delle scelte discutibili fatte dalla società. L’ennesima notizia sul prodotto Microsoft arriva in queste ore dalla Cina, dove lo stato, in un avviso pubblicato alla fine della scorsa settimana, ha vietato l’installazione di Microsoft Windows 8 sui nuovi computer governativi. L’agenzia statale Xinhua ha recentemene dichiarato che la scelta è legata alla sicurezza del sistema e di garantire che in futuro lo stato non sia lasciato senza aggiornamenti di sicurezza, come è appena successo con la chiusura di Windows XP .

Windows XP è ampiamente usato in Cina, il 70 del paese utilizza questo sisema operativo Microsoft ha dichiarato che continuerà ad aggiornare i suoi prodotti per garantire la sicurezza fino al 14 luglio 2015, ma ha anche comunicato che il sistema operativo non è più completamente sicuro. Il governo cinese davanti a tutto questo non si sente al sicuro e ha paura di dover affrontare gli problemi di sicurezza simili con Windows 8 in futuro, quando Microsoft deciderà di chiudere anche questa versione.

Per questo Xinhua sta pensando di cambiare completamente sistema e sviluppare un proprio sistema operativo basato su Linux. Questo sarà senza dubbio è un duro colpo per Microsoft, anche se riguarda solo i computer del governo, perchè la società sta attualmente investendo molto nelle imprese cinesi e questa decisione potrebbe essere una cattiva immagine per il colosso americano. 

Fonte | thenextweb

Apple Campus 2: la forma è chiaramente visibile

Apple Campus 2: la forma è chiaramente visibile

L’avvenieristo progetto Apple Campus 2 sta procedendo e dalle immagini appena condivise dal sito AppleToolbox è possibile verdere lo stato di l’avanzamento della nuova Apple. Il sito dichiara di aver effettuato queste foto ieri. Non ci sono ancora costruzioni sull’enorme terreno dove sorgerà la struttura ma l‘impronta dell’astronave Apple è ben visibile. Le dimensioni del nuovo Apple Campus 2 sono davvero impressionanti se le paragoniamo a tutti i macchinari presenti nel cantiere. Il nuovo Apple Campus 2 come ricordiamo era stato presentato  proprio da Steve Jobs nella sua ultima apparizione pubblica e in quell’occasione ha dichiarato che avrebbero costruito il quartier generale più bello del mondo, sede Apple che verrà completata entro il 2016 e ospiterà più di 12.ooo dipendenti.

Fonte | 9to5mac

Borse di studio in arrivo per Made in Italy: Eccellenze in Digitale

Borse di studio in arrivo per Made in Italy: Eccellenze in Digitale

Google in collaborazione con Unioncamere prosegue nella digitalizzazione delle aziende sul terrorio italiano. Il colosso americano e l’Unione italiana delle Camere di Commercio infatti hanno recentemente stanziato 104 borse di studio per giovani che avranno la possibilità di  lavorare, per una durata di 6 mesi, in 52 Camere di Commercio dove, affiancando piccole e medie imprese, potranno seguirle in un percorso di digitalizzazione. L’iniziativa fa parte del progetto Made in Italy: Eccellenze in Digitale, patrocinado dal Ministero dello Sviluppo Economico e dalla campagna e-Skills for jobs a cura della Commissione Europea.

L’obbiettivo di queste borse di studio, come era facile intuire, è quello di creare nuovi posti di lavoro qualificati nel settore tecnologico, posti di lavoro che andranno a creare in futuro altre possibilità di occupazione. Secondo un recente ricerca dell’Università KU Leuven, infatti per ogni nuovo posto di lavoro creato nel settore tecnologico si generano altri 4,3 nella stessa zona. Google e Unioncamere, si sono poste l’obbiettivo di formare laureandi e neolaureati in grado di favorire la digitalizzazione delle Pmi in oltre 50 aree della nostra penisola, zone in cui sono presenti prodotti di eccellenza del Made in Italy.

La borsa di studio sarà del valore di 6.000 euro e comprenderà un percorso formativo tenuto da Google e Unioncamere. Successivamente a questo i giovani selezionati verranno distribuiti sul territorio italiano nelle varie aree definite in precedenza. La nuova iniziativa è la prosecuzione di un progetto pilota avviato nel 2013 sempre da Google e Unioncamere, che vi avevamo accennato in questo post. Il progetto aveva permesso di raggiungere importanti obiettivi investendo su 20 giovani impiegati sempre nella digitalizzazione. Grazie a questo progetto infatti, in soli sei mesi sono state raggiunte 8.500 imprese, il 20% di queste sono state assistite dai 20 giovani nel percorso di digitalizzazione realizzanto in alcuni casi servizi personalizzati. Alcune di queste storie sono disponibili su www.eccellenzeindigitale.it.

Il bando è disponibile, a partire da oggi fino al 28 Maggio, sul sito dell’Universitas Mercatorum, mentre per visionare l’elenco con le Camere di Commercio aderenti basta cliccare su questo link.

Fonte | lastampa

Addio Nokia, si chiamerà Microsoft Mobile

Addio Nokia, si chiamerà Microsoft Mobile

Il marchio Nokia sembra giunto al capolinea, successivamente all’acquisizione di Nokia Devices and Services da parte di Microsoft la denominazione originale della società Nokia Oyj sarà cambiata in Microsoft Mobile Oy, convertento  l’azienda di dispositivi mobile finlandese in una sussidiaria del colosso di Bill Gates. La chiusura dell’accordo, stipulato mesi fa, che ammomontava alla cifra di 5,44 miliardi di euro avverrà il 25 aprile ma il cambio di nome è stato comunicato in anticipo tramite un documento da parte dell’azienda finlandese ai propri fornitori.

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Nel testo inviato si legge infatti che in funzione delle condizioni di vendita, Microsoft acquisirà diritti, benefici e obblighi di Nokia Devices and Services, compresi i contratti di Nokia effettuati con: fornitori, clienti e partner. Continunando poi nella lettura del docomento si legge che al momento della conclusione del passaggio da Nokia a Microsoft il nome dell’azienda Nokia Corporation/Nokia Oyj diventerà Microsoft Mobile Oy.

Made in Italy: le Eccellenze in Digitale per Google

Made in Italy: le Eccellenze in Digitale per Google

Il Made in Italy è un brand fatto di prodotti, di stile di vita, di cultura e di luoghi ed è riconosciuto e ricercato all’estero.

Ecco cosa scrive Google come descrizione al video appena condiviso che racconta l’eccellenza italiana nei suoi prodotti Made in Italy. Nel programma di investimento in Italia BigG prepara questo video di 90 secondi per esaltare quello che gli italiani sanno fare.

Un buon video per rinfrescare la memoria a tanti su quello che noi italiani sappiamo fare davvero bene. Il Made in Italy è un’importante biglietto da visita per il nostro paese. In tempo di crisi potrebbe essere per noi una grande possibilità? Se Google ci crede perchè non crederci anche noi?