Curiosità

Apple Watch: nel 1995 era così [Video]

Apple Watch: nel 1995 era così [Video]

Contrariamente a quanto si pensa il tanto atteso Apple Watch non è il primo orologio da polso creato da Cupertino. Nel 1995, due anni prima che Steve Jobs ritornasse, Apple aveva già creato un un orologio da polso con lunetta in alluminio anodizzato e il vetro resistente ai graffi. Tutto questo veniva offferto come incentivo agli utenti per effettuare l’aggiornamento al sistema operativo Mac OS System 7.5.

Per riportarci a quel 1995 e ricordare che Apple non è nuova alla creazione di un orologio da polso lo youtuber Jonathan Morrison ha creato un video, dove presenta l’allora Apple Watch del 1995. Come divevamo priuma caratterizzato lunetta in alluminio anodizzato blu, il logo Apple colorato, il vetro resistente ai graffi e “Mac OS” in rilievo su tutta la banda.

Ecco il video del modello di Apple Watch del 1995:

Fonte | idownloadblog

PopSlate: un secondo display per il tuo iPhone

PopSlate: un secondo display per il tuo iPhone

Il motivo per cui lo YotaPhone 2 si distingue da tutti gli altri smartphone non è il display E Ink, ma di avere due display: una frontale e uno sul retro. A questo punto se siete possessori di un iPhone e sentite la necessità di avere un secondo display ma non avete voluto comprare un YotaPhone 2 cosa potete fare? Semplice basterà comprare una popSlate studiata proprio per soddisfare questa necessità.

La cover popSlate si comporta esattamente come il display posteriore del YotaPhone 2, essendo uno schermo E Ink da 4 pollici visualizzando la schermata principale del vostro iPhone. Sul secondo display è possibile così controllare le notifiche, rispondere ai messaggi, se per esempio, il vostro iPhone ha la batteria quasi scarica. Inoltre, essendo sempre attivo permette di visualizzare immagini statiche, come le carte d’imbarco e biglietti per il cinema. Può infine essere sfruttato per leggere gli e-book.

Insieme alla cover popSlate viene messa a disposizione un’app con una serie di funzioni interessanti come scattare le foto e sfogliare le immagini. Per quanto riguarda l’autonomia della batteria la società dichiara una settimana con una singola carica. La cover popSlate è disponibile per iPhone 5, i Phone 5S, e il nuovo iPhone 6, sul sito della società ad un costo che non passa sicuramente inosservato: 130 dollari. Attualmente le scorte a magazzino sono terminate, i potenziali acquirenti dovranno aspettare fino a febbraio per riceverla.

Ecco il video di presentazione di popSlate:

Fonte | digitaltrends

NetRider: i mezzi di trasporto diventano hotspot gratuiti

NetRider: i mezzi di trasporto diventano hotspot gratuiti

Vi è mai capitato di essere in una grossa città alla ricerca di un HotSpot Wi-Fi e magari non trovare nelle vicinanze un bar, un locale che lo mettere a disposizione gratuitamente? Credo proprio di si. A questo punto se non ci sono punti di connessione vicine e se la rete dati del vostro cellulare vi ha abbandonato, le possibilità di connessione sono pari a zero. A quanto pare, grazie ad una startup portoghese una possibilità di connessione esiste.

NetRider, questo il nome del dispositivo, è stato testato a Porto, capitale del Portogallo, dove la startup, invece di pensare ad una fornitura di massa della rete wi-fi, ha pensato di equipaggiare diverse centinaia di veicoli con un router WiFi, più di 600 per l’esattezza. Grazie alla circolazione di questi veicoli la città sarà coperta anche in punti dove prima non era possibile avere connessione WiFi. L’azienda, per sviluppare al meglio il progetto, ha recentemente trasferito la sua sede negli Stati Uniti, dove però prima di tutto dovrà capire la regolamentazione legale per poterlo testare. NetRider verrà secondo le prime ipotesi testato in città come San Francisco, New York City e Austin prima di passare ad altre parti del paese.

NetRider è interessante non c’è dubbio, in altri paesi, come per esempio i Paesi Bassi, la presenza del wi-fi a bordo dei mezzi pubblici è già presente, ma questa vuole andare oltre e creare una vera e propria rete all’interno delle città. Ecco di seguito il video di presentazione di Veniam la società che ha sviluppato NetRider:

Fonte | ubergizmo

Statistica: gli smartphone sostituiscono le fotocamere digitali

Statistica: gli smartphone sostituiscono le fotocamere digitali

Quando dobbiamo scattare una foto qual è la prima cosa che abbiamo a portata di mano? Risposta semplice: lo smartphone. In questi ultimi anni questo dispositivo sta sostituendo la fotocamera digitale che alcuni anni fa aveva il monopolio nello scatto di una foto. Certo, la fotocamera integrata non è paragonabile ad una reflex, ma grazie agli ultimi modelli di smartphone presenti sul mercato oggi è possibile fare foto di buon livello.

Secondo un rapporto condotto da Edelman Shutterfly e pubblicato da Statista, negli Stati Uniti l’81% degli utenti utilizza uno smartphone per effettuare una foto il 55% la macchina fotografica, il 25% un tablet mentre il 24% una reflex. Uno dei motivi principali per il dominio dello smartphone, come dicevamo è il fatto che un oggetto che ormai portiamo ovunque prendiamo ovunque a differenza di fotocamere, tablet o reflex che sono più ingombranti e più complicate da utilizzare. Otre alla comodità, lo smartphone ci permette inoltre di condividere le foto sui social media o inviarle per messaggio, cosa che attualmente pochissime fotocamere fanno.

Ecco il grafico di Statista:

Infographic: Digital Cameras Are Getting Ditched For Smartphones | Statista

You will find more statistics at Statista

Apple Campus 2: nuove riprese da un drone

Apple Campus 2: nuove riprese da un drone

Nuovo volo di un drone su quello che diventerà Apple Campus 2, il nuovo quartier generale di Tim Cook e di tutti i suoi dipendenti. La ripresa aerea fa vedere che le cose si stanno muovendo tutto inizia ad avere una forma, le fondamenta fanno capire quale sara la forma definitiva di questo gigantesco edificio che diventerà il centro di tutte le attività Apple nel futuro.

Ecco i lavori di Apple Campus 2 nel video pubblicato da 9to5Mac e realizzato da Myithz:

Happy planet Index: la felicità nel mondo in un infografica

Happy planet Index: la felicità nel mondo in un infografica

Com’è distribuita la felicità nel mondo? Quali sono i paesi più felici? Happy Planet Index, un interessante infografica realizzata dal sito MovHub, prova a rispondere a questa domanda, dando un immagine complessiva del livello di felicità del mondo in funzione della prospettiva di vita, della felicità e delle condizioni dell’ambiente. Questa infografica potrebbe presentare delle sorprese però, in funzione di quello che si pensa di certi stati come per esempio potreste essere sorpresi di vedere che il Regno Unito, l’Australia e gli Stati Uniti non fanno parte della top 40!

La maggior parte delle misure attuate dagli stati per incrementare le attività economiche dello stato senza dare molto importanza all’ambiente o ad aspetti meno tangibili, come il benessere hanno infuenzato la classifica finale di questa infografica. L’HPI (Happy Planet Index) si basa sullidea che la felicità non è necessariamente la ricchezza, ma è vivere una vita lunga, con un buon livello di benessere e in un ambiente sano. Ecco la ragione per cui alcune nazioni ad alto reddito economico non occupano i primi posti rispetto ad altri stati dove il lato ambientale viene maggiormente considerato.

Una appunto va fatto però su come è stata sviluppata questa infografica: i dati di Happy Planet Index, non prende purtroppo in considerazione le disuguaglianze interne e le violazioni dei diritti umani legate ad alcuni paesi che sono sono nella parte alta della classifica. Altra punto è il modo in cui vengono stilati i punteggi, questa mappa illustra la classifica assoluta HPI, senza però tenere in condierazione le variabili che determinano il punteggio.

An interesting map from MoveHub reveals how happy people are around the world.

Happines Index Around the World
Amazon: 10000 robot per la gestione degli ordini

Amazon: 10000 robot per la gestione degli ordini

Vi siete mai chiesti come avviene la gestione degli ordini in casa Amazon? Quali sono le tecniche e le procedure utilizzate dal primo sito di ecommerce al mondo per preparare enormi quantità di prodotti? Secondo una ricerca effettuata dal Wall Street Jornal in casa Amazon ci sono migliaia di robot che sostituiscono i dipendenti sostituendosi nel lavoro di spostamento dei prodotti. La notizia dell’inserimento di queste macchine era già stata data da Jeff Bezos alcuni mesi fa, ma visti gli ottimi risultati l’azienda ha deciso di inserirne di nuovi.

Il loro compito è quello di prelevare la merce, sollevando interi scaffali e portarli ai dipendenti umani, che procederanno poi con l’imballaggio dei prodotti in ordine. Secondo il Wall Street Journal in alcuni magazzini i dipendenti grazie ai robot riescono a gestire 300 ordini al giorno, 100 articoli senza l’aiuto delle macchine. Amazon visti i primi test positivi, si è posta come obbiettivo di avere a disposizione circa 10.000 robot nelle suoi magazzini entro la fine di questo anno, sei mesi fa erano solo 1000. Le macchine, che come potete vedere nel video sollevano l’intero scaffale e non prelevano l’ariticolo, sono state realizzate dalla Kiva Systems, una società che Amazon ha acquistato per 775 milioni di dollari nel 2012.

Fonte | businessinsider

Mini Power: le batterie usa e getta per il tuo iPhone

Mini Power: le batterie usa e getta per il tuo iPhone

Non importa quanto grandi sono le batterie di uno smartphone, gli utenti quasi sempre devono fare affidamento su una batteria esterna per poterli utilizzare, quindi non c’è da stupirsi se il mercato degli accessori è sempre molto attivo con tantissime alternative prealizzate da terze parti che promettono di prolungare la durata della batteria di iPhone, dispositivi Android e altri dispositivi. Tra le tante possibilità presenti sul mercato è interessante segnalare un idea pubblicata da FastCoDesign, che parla di un nuovo concetto di batteria esterna, che offre un approccio diverso e unico nel suo genere nel fornire autonomia extra al nostro smartphone.

Il designer Tsung ChihHsien nel realizzare Mini Power, questo il nome della batteria esterna, l’ha immaginata con un involucro in cartone e con una caratteristica unica: che sia usa e getta. Pensata poi in varie dimensioni Mini Power sarà in grado di fornire autonomia alla batteria per un certo periodo di tempo, ma soprattuto sarà riciclabile! Le batterie potranno essere acquistate in confezioni da più pezzi e la carica sarà attivata togliendo una piccola protezione che manterrà carica la batteria fino al suo utilizzo. Una volta esaurite le batterie potranno essere riciclate, portadole nel negozio in cui sono state acquistate.

Anche se la batteria Mini Power ha vinto il premio Red Dot Design, non è ancora chiaro se e quando sarà effettivamente messa sul mercato. Non resta che aspettare se questo progetto diventerà davvero realtà, sicuramente l’idea è interessante, perchè potrebbe risolvere il problema per tanti utenti che ogni giorno hanno problemi di autonomia con il loro smartphone.

Fonte | bgr

MeezyCube: proteggi dallo sfilacciamento l’alimentatore del tuo MacBook

MeezyCube: proteggi dallo sfilacciamento l’alimentatore del tuo MacBook

Quando dovete proteggere il vostro iPhone utilizzate una custodia, per il vostro MacBook magari uno skin più la borsa, ma per quanto riguarda l’alimentatore MagSafe? Come lo protegete? Per prima cosa dobbiamo fare una premessa, il piccolo alimentatore bianco che viene fornito con i computer portatili di Apple non ha proprio un design ottimo. A causa della sua forma il cavo è a richio sfilacciamento. Il problema esiste da diverso tempo tanto da portare Apple a modificare l’accessorio e ultimamente ad attivare un programma di sostituzione gratuita.

MezzyCube

Al di la dei suggerimenti Apple cosa è possibile fare? Leon Spencer, un inventore di Atlanta, in Georgia, ha la risposta: inserire l’alimentatore in una custodia protettiva speciale.  MeezyCube, questo il nome della protezione è una custodia protettiva, è stata pensata proprio per prevenire lo sfilacciamento del cavo dell’alimentatore, proteggerlo dallo sporco e graffi evitando il surriscaldamento durante l’uso.

MeezyCube, realizzato dalla Bulwark Products, si rivela come un grande aiuto per Apple, grazie alla sua forma infatti riesce a diminuire la tensione sul cavo che avremmo se lo arrotoliamo su quelle dell’alimentatore. La protezione dispone inoltre una parte in plastica morbida che protegge la base del cavo, evitando anche in questo caso tensioni e pieghe che con l’andare del tempo rovinerebbero il cavo. Gli angoli di MeezyCube sono stati pensati per prevenire il surriscaldamento, lasciando che il flusso d’aria passi intorno all’alimentatore mantenendolo fresco. MeezyCube è composto da sei pezzi di plastica, disponibili in un vasto assortimento di colori, che lo rendendono molto personalizzabile. I colori possono essere mescolati e abbinati in funzione dei gusti dell’utente.

MeezyCube ha attivato una campagna di crowfounding su Kickstarter della durata di 12 giorni. Per averlo sarà sufficiente versare 15 dollari, un prezzo nettamente inferiore di un alimentatore MagSafe sostitutivo. La campagna Kickstarter si conclude il 18 novembre con una data di spedizione stimata di gennaio 2015. Questo post è portato a voi da Baluardo Products, creatore del MeezyCube.

Fonte | cultofmac

SolaRoad: la pista ciclabile con i pannelli solari

SolaRoad: la pista ciclabile con i pannelli solari

Gli olandesi sono famosi per un sacco di cose, che a volte possiamo definire alternitive ma allo stesso tempo innovative. Un interessante progetto, legato a una delle caratteristiche distintive come la bicicletta, consiste nella costruzione di una pista ciclabile lunga 70 metri realizzata con degli speciali pannelli solari. SolaRoad, il consorzio a capo del progetto insieme con la Netherlands Organization for Applied Scientific Research (TNO), spera di portare la pista ciclabile fino a 100 metri entro il 2016 ma soprattutto portare il progetto ad altre aree.

La pista ciclabile, che verrà inaugurata il 12 novembre a Krommenie, paese a 25 chilometri da Amsterdam, è realizzata con speciali blocchi di cemento rettangolari con al loro interno i pannelli solari protetti da uno strato di vetro spesso 1 pollice, in grado di sopportare il peso di un veicolo. SolaRoad, secondo le stime della società che lo ha realizzato produrrà energia elettrica sufficiente per alimentare tre case, una resa limitata soprattutto dal fatto che i pannelli solari non possono essere spostati o inclinati verso il sole per farli rendere al massimo. SolaRoad, con questo progetto che possiamo definire pilota, spera di incorporare in tutte le strade i pannelli solari, in modo da generare elettricità sufficiente ad alimentare tutto, dalle auto elettriche, alle abitazioni, alle imprese.

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Il progetto SolaRoad è sicuramente nobile e contribuirà a diminuire la dipendenza dal mondo dai combustibili fossili, anche se come succese spesso per questo tipo di progetti, il problema sono i costi. Fino ad oggi, i totali dei costi del progetto ammontano a 1,5 milioni di euro che arriverano a a 3 milioni a progetto ultimato, secondo la BBC. Certo se questo progetto prenderà forma e pannelli verranno prodotti su larga scala il costo diminuira ma per il momento, le strade solari rimangono solo un sogno.

Fonte | digitaltrends