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Twitter news: 140 caratteri, autoretweet e niente più @

Twitter news: 140 caratteri, autoretweet e niente più @

Le voci a questo punto erano attendibili, quello che si ipotizzava come la nuova modifica di Twitter adesso è realtà. Si pensava che dovessero sparire, che si dovessero diventare addirittura 10.000, che insomma l’originalità di questo social dovesse completamente sparire. I famosi 140 caratteri rimarranno (almeno per il momento) ma saranno davvero 140, utilizzabili completamente come avevo scritto in un precedente post 140 caratteri veri.

Twitter lo annuncia in un nuovo post sul suo blog spiegando che dopo averli creati, poco più di 10 anni fa i 140 caratteri consideravano al suo interno, nel conteggio dei caratteri anche: nome utente foto, GIF, video e sondaggi non saranno più inclusi. Ma cosa cambierà nello specifico? Twitter lo spiega con un piccolo elenco:

  • Retweet – Quando risponderemo ad un Tweet, i caratteri non saranno più conteggiati. Una piccola semplificazione nelle conversazioni con più spazio a disposizione.
  • Contenuti multimediali – Quando inseriamo un allegato come per esempio foto, GIF, video, sondaggi  che i media non saranno più considerati come caratteri all’interno del tuo Tweet. Più spazio per le parole!

Twitter nell’annunciare la modifica per i suoi 140 caratteri presenta altre due nuove modifiche:

  • AutoRetweet – cosa impossibile fino all’annuncio di questa modifica è la possibilità di retwittare il proprio tweet. Prossimamente il social farà cadere anche questo limite permettendoci di retwittare qualcosa che noi stessi abbiamo condiviso in rete, con la possibilità di aggiungere una citazione, una diversa riflessione su quanto condiviso il precedenza.
  • Addio @ – Altra sorpresa, dal mio punto di vista inaspettata, è la sparizione della @. Twitter la definisce una semplificazione per permetterci di citare un altro utente senza dovere per forza ricordarsi di inserire il carattere @.

Tutto questo, spiega Twitter a conclusione del post, sarà disponibile nei prossimi mesi, gli sviluppatori stanno affinando le ultime cose prima di effettuare il definitivo rilascio su scala mondiale. Quali saranno le reazioni a questo punto degli utenti, le novità avranno un impatto significativo oppure non incrementeranno l’utilizzo di un social in crisi da tempo? L’ottimizzazione dei 140 caratteri togliendo dal conteggio la parte occupata da un retweet e i vari contenuti multimediali ci darà maggiore spazio di manovra, se vogliamo definirla così.

Nella seconda parte del post Twitter parla anche della possibilità di autoretwittarsi e della sparizione del carattere @. Due modifiche interessanti, la prima per ricondividere un proprio contenuto che possiamo ritenere importante magari finito tra i tanti tweet condivisi nel passato e il secondo per una maggiore comodità nel citare un altro utente. Piccole cose ma sempre utili.

Ok, vuoi commentare una notizia, ma il contesto lo leggi?

Ok, vuoi commentare una notizia, ma il contesto lo leggi?

L’arrivo dei social in tutto il mondo ha cambiato molte nostre abitudini. Le notizie vengono lette in modo differente rispetto al passato, migliorando in certi casi e peggiorando in altri, la loro diffusione. Spesso, succede che pubblicata una notizia si scateni una reazione con una serie di commenti di vario tipo, che vanno da quello educato che rispetta la notizia, anche se in disaccordo, a quello fuori di se per la cosa che insulta tutto e tutti. Capisco la reazione di tutti, ad essere sinceri un po’ meno di quello che ha perso la calma ma, ad un certo punto mi chiedo: ma lo leggiamo il contesto in cui è inserita quella frase con cui non ci troviamo d’accordo oppure appena letta partiamo decisi con discorsi filosofici e moralistici o peggio spariamo una serie di insulti come se non ci fosse un domani?

Bella domanda vero? Per dare una risposta la prima cosa che mi viene in mente è legata a quello che ho appena scritto: il contesto in cui è inserita quella frase lo leggiamo? Cerchiamo di capire le ragioni di quella scelta oppure appena siamo in disaccordo gli tiriamo una mazzata sui denti? Scusate il francesismo. Ho la sensazione che sia proprio così e la sequenza può essere sintetizzata in tre fasi: primo la leggo, secondo mi innervosisco, terzo parto con la mia reazione educata o meno a commentare quella notizia. Sbaglio? Sono anch’io come tutti e davanti ad una cosa che non mi piace ho la mia idea ma prima di partire e scrivere cerco di capire il motivo di quella frase, cerco di capire quando e come è stata detta. Facendo questo potrei capire qualcosa in più ed evitare una reazione completamente sbagliata.

Ma il peggio, come succede in questi casi, deve ancora venire! Sto parlando delle persone che godono di tanta visibilità che spesso intervenendo in determinate situazioni esprimono la loro moralità andando a peggiorare la situazione. Non voglio essere polemico e criticare queste persone ma, se godete di tanta visibiltà siate di esempio, cercate di capire il perchè prima di dire la vostra opinione potreste essere d’aiuto e risolvere una situazione magari complicata. Ho scritto questo post non polemizzare con tutto e tutti e quindi mettermi nella posizione di puntare il dito contro chi non usa il buon senso, vuole essere una semplice riflessione su quello che sta accandendo ogni giorno sui social e su internet in genere e lasciatemelo dire, spesso è un totale caos.

Standard della comunità di Facebook: la protezione del nostro account

Standard della comunità di Facebook: la protezione del nostro account

Nel momento in cui ci iscriviamo su Facebook accettiamo di inserire il nostro nome e cognome, la nostra vera identità, e di non poter, in mancanza di consenso, pubblicare informazioni personali di altri utenti. Due regole base che stanno alla base della protezione di noi stessi e degli altri utenti all’interno del social network. Facebook inizia così la sezione degli standard della comunità dedicata alla protezione dell’account e delle informazioni personali, mettendo subito in chiaro qual è la sua linea per quanto riguarda questo argomento.

Tre sono i punti toccati da Facebook, vediamoli insieme:

Identità autentica

Avere una comunità più responsabile è importante. Ecco spiegato il motivo Facebook ci chiede di utilizzare la nostra identità autentica, perchè nel momento in cui pubblicheremo qualcosa, quel determinato contenuto sarà riconducibile a un nome e ad una reputazione autentica. Per dirla molto semplicemente Facebook ci chiedere di mettere la faccia per avere da noi maggiore responsabilità nella pubblicazione. La soluzione alla pubblicazione senza responsabilità è quella di utilizzarla sotto falso nome, ma Facebook interviene anche in questo caso e, nel caso in cui verificasse la presenza di  più profili personali, ne chiederà la chiusura oppure di un unirli in un unico account.

Il social rimuove inoltre profili che fanno le veci di altre persone. Se quindi vogliamo creare su Facebook il profilo del nostro cane, di un’organizzazione, di un personaggio per noi importante o altro ancora va creata una pagina e non un profilo. Le Pagine sono state pensate proprio per questo è possono essere un imporante aiuto per gestire un’azienda, oppure promuovere una causa.

La protezione da frodi e spam

Facebook è molto chiaro: ci impegniamo al massimo per garantire che le tue informazioni siano protette. Le violazioni e i tentativi di compromissione di un profilo e le frodi, verranno segnalati alle forze dell’ordine. Facebook non permette in maniera assoluta l’utilizzo di false informazioni con l’unico scopo di incrementare “Mi piace”, fan e condivisioni. Il social chiede infine di rispettare gli utenti evitando di contattarle, senza la loro autorizzazione, per scopi commerciali.

Il ricordo di Facebook di amici o parenti che sono venuti a mancare

Su Facebook le persone condividono le proprie esperienze e a volte ricordano amici e parenti che sono venuti a mancare. Ricevuto un documento che ne certifichi il decesso – spiega il social – l’account della persona scomparsa verrà protetto e trasformato in un account commemorativo. Questo sarà però possibile – precisa il social network – solo se ci saranno prove sufficienti per confermare il decesso.  Per spiegare meglio questo processo Facebook mette a disposizione a questo link una spiegazione più completa e dettagliata senza dimenticare però che i familiari più stretti hanno il diritto di richiedere la rimozione del profilo del loro parente scomparso.

 

Terzo step legata agli standard della comunità Facebook, una sezione importante che parla di un argomento che tocca tutti noi: la protezione del nostro account. Il social numero uno al mondo, sempre molto attento e vigile, tiene sotto controllo le situazioni che si possono verificare all’interno della sua rete e nel momento in cui qualcosa non funziona interviene bloccando e segnalando il fatto a chi di dovere. Facebook però chiede come sempre il nostro aiuto non solo per segnalare qualcosa di sospetto ma anche di essere corretti al momento dell’iscrizione. Confidando infatti nel senso di responsabilità di tutti Facebook ci chiede di iscriverci con il nostro vero nome e non con uno inventato.

Facebook li ha chiamati standard della comunità non a caso, iscrivendoci al social accettiamo di fare parte di una gigantesca comunità digitale e come succede nella vita di tutti i giorni, per far si che questa fuzioni, ci sono delle regole da seguire. Per Facebook possiamo dire che è la stessa cosa e noi siamo tenuti a rispettarle per far si che questa enorme comunità digitale funzioni.

 

Standard della comunità Facebook: la nostra sicurezza

Standard della comunità Facebook: la nostra sicurezza

Trattato l’argomento comportamento rispettoso, un altro punto presente tra gli standard della comunità di Facebook è la sicurezza. Una sezione importante, che parla di un argomento che non può non essere preso in considerazione da tutti gli utilizzatori del social. Introducendo questa sezione, il social di Mark Zuckerberg promette ai suoi utenti che, nel caso in cui la loro sicurezza venga messa a rischio, provvederà a rimuovere i contenuti, disabilitare gli account e nel caso in cui ci fosse la necessità contattare le forze dell’ordine. Per spiegarci meglio questo argomento Facebook ha voluto suddividerlo in alcuni punti principali, vediamoli insieme:

Minacce: come Facebook ci aiuta

Facebook, per vigilare meglio sulla sicurezza, tiene sempre sotto controllo le segnalazioni che gli utenti inviano per verificare che non ci siano reali minacce che mettano in pericolo la sicurezza pubblica e dell’utente stesso. Nel caso in cui questo si dovesse verificare il social rimuove le minacce fisiche, di furto, di atti di vandalismo o altri danni economici. In alcuni casi, per un maggiore controllo, la minaccia, spiega inoltre Facebook, viene inoltre analizzata anche secondo altri fattori come il luogo geografico in cui vive l’utente e la sua visibilità all’interno del social, un sorta di incrocio dei dati per capire meglio la situazione.

Prevenzione dell’autolesionismo e del suicidio

Su questo secondo punto Facebook è molto chiaro dichiarando di essere vigile e attento al verificarsi di situazioni di autolesionismo e suicidio. In collaborazione con decine di organizzazioni nel mondo il social fornisce infatti aiuto alle persione in difficoltà. Su Facebook è vietata quindi la pubblicazione di contenuti che invogliano il suicidio e forme di autolesionismo, compresa l’automutilazione e i disturbi alimentari. Non tutto viene eliminato su questi argomenti, gli utenti possono infatti condividere informazioni a riguardo per informare gli altri di queste situazioni.

Organizzazioni criminali: come vengono gestite

Le organizzazioni che promuovono il terrorismo e il crimine organizzato verranno rimosse. I contenuti che sostengono un comportamento violento o criminale verranno rimossi. Facebook, molto chiara anche su questo punto condanna questi argomenti ma allo stesso tempo permette la possibilità di discutere di questi argomenti, per sensibilizzare e informare gli utenti di queste situazioni molto pericolose.

Il bullismo e le intimidazioni

Facebook non tollera atti di bullismo e intimidazioni. Permettendo come sempre la possibilità di discutere di questi argomenti, il social è molto attento a questi contenuti rimuovendoli nel caso in cui vengono pubblicati con il solo scopo di umiliare e mettere in imbarazzo una persona. Verranno quindi eliminate pagine, foto e video che provocano queste situazioni, che condividono informazioni molto personali che provocano imbarazzo, che ricattano determinati utenti.

Protezione ai personaggi pubblici

Per quanto riguarda i personaggi pubblici Facebook permette ai suoi utenti di discutere di quello che viene per esempio menzionato sui giornali o riviste. Tutto questo senza dimenticare la sicurezza di questi personaggi molto in vista Facebook rimuoverà tutte le minacce credibili nei loro confronti e le possibili incitazioni all’odio, azione che, come sottolinea il social, gia avviene anche per tutti gli utenti.

Lo sfruttamento sessuale

Facebook spiega che lo sfruttamento sessuale, in modo particolare a minorenni, e le aggressioni a sfondo sessuale sono sempre sotto controllo. A protezione delle vittime il social rimuove foto, video che portano a situazioni di violenza sessuale, oppure immagini pubblicate per vendetta e soprattuto senza l’autorizzazione della persona presente nella foto. Facebook mette sotto controllo anche le richieste di materiale a sfondo sessuale, le minacce di condivisione di immagini intime e di offerte di servizi sessuali. Al verificarsi di queste situazioni il social chiede l’intervento delle forze dell’ordine.

Beni soggetti a limitazioni legali
Facebook proibisce infine ogni tentativo di rivendere tramite il proprio profilo qualsiasi prodotto soggetto a limitazioni legali. Non è quindi possibile acquistare, vendere o barattare medicinali, marijuana o armi da fuoco. Nel caso in cui l’utente voglia vendere prodotti come alcol, tabacco o prodotti per adulti, è importante che conforme alle le leggi vigenti in materia e di essere verificare a quale pubblico è indirizzato quel determinato prodotto. Il social network vieta l’utilizzo di  sistemi di pagamento al suo interno per la vendita di prodotti che sono soggetti a delle limitazioni legali.

In questa sezione Facebook affronta l’argomento sotto molti aspetti per metterci a disposizione tutte le risposte di cui potremmo avere bisogno. Il social network, leggendo questa sezione, non ci abbandona e nel caso di situazioni pericolose e difficili è pronto ad intervenire per risolvere al meglio la situazione.  La nostra sicurezza è importante, molto importante, non è una cosa che va lasciata al caso, queste situazioni a volte pericolose si verificano e, non dimentichiamolo, potrebbero purtroppo succedere anche a noi.

Far finta di niente negando il fatto che queste cose non succedono non è giusto e proprio per questo oltre ad essere attenti alla nostra sicurezza è importante, nel caso in cui le visualizziamo, di segnalarle aiutando chi si trova in difficoltà. Spesso alla fine dei post riporto sempre la mia idea di un mondo, quello dei social, pulito educato e corretto, lo so è difficile ma con un po’ di impegno da parte di tutti questo luogo di condivisione lo possiamo migliorare.

Standard della comunità di Facebook: il comportamento rispettoso

Standard della comunità di Facebook: il comportamento rispettoso

Come si utilizza un social network? Ci sono delle regole da rispettare? Quali sono i limiti che non dobbiamo superare? Bella domanda! Spesso ce lo dimentichiamo, spesso ci sfugge che non siamo a casa nostra e che stiamo utilizzando un servizio di un’azienda privata che portrebbe per un motivo o per un altro buttarci fuori e non farci più accedere al servizio. Ultimamente su Facebook trovo sempre di più post un po’ fuori dalle righe pieni di rabbia di cattiveria di sfogo nei confronti di qualcuno o qualcosa. A volte faccio finta di niente, a volte no e per capire se quel post può davvero stare li oppure no. Facebook, come gli altri social, mette a disposizione di noi utenti ha tra le sue pagine un regolamento su come ci si comporta, su cosa si può e cosa non si può pubblicare.

Tra i vari punti presenti nella sezione Standard della Comunità c’è il punto Invito ad un comportamento rispettoso dove viene spiegato cosa possiamo e cosa non possiamo condividere, delle regole del gioco per farci capire che non possiamo fare quello che vogliamo nel rispetto di tutti. Nell’introdurre questa sezione Facebook spiega che molte persone usano il suo servizio per condividere un esperienza e un’argomento di sensibilizzazione. Questo, spiega giustamente il socia numero uno al mondo, può portarci a trovare opinioni diverse dalle nostre, che possono portare a conversazioni anche molto accese. A regolamentare tutto questo ci pensa Facebook stesso che per mantenere un certo equilibrio nel rispetto di una comunità eterogenea, potrà decidere di rimuovere determinati contenuti ritenuti inappropriati oppure dargli una visibilità limitata.

Facebook a questo punto suddivide gli argomenti legati al comportamento rispettoso a tre punti principali:

I contenuti di nudo
Per ognuno di questi il social da una spiegazione, un motivazione della sua scelta spiegandone il motivo. Nel caso dei contenuti di nudo, per esempio, Facebook spiega che a volte alcuni utenti condividono contenuti che mostrano nudi legati a campagne di sensibilizzazione e proprio per questo nel rispetto della cultura e dell’età ne limita la visualizzazione. Attento alle segnalazioni degli utenti, Facebook è vigile su quello che pubblichiamo e, una volta ricevuta la notifica, analizza e risponde all’utente che ha sengalato l’anomalia.

I contenuti che incitano all’odio
Altro punto toccato da Facebook sono i contenti che incitano all’odio, e quelli rivolti ad una persona o ad un gruppo in funzione della razza, dell’etnia della nazionalità, della religione, dell’orientamento sessuale, del sesso, di una disabilità o malattia. Il social a questo proposito è molto chiaro: chi promuovere l’odio non può essere su Facebook. Come per i nudi, anche in questo caso, le segnalazioni degli utenti vengono ascoltate per individuare meglio questi contenuti. La discussione su questi temi è bene accetta ma entro certi limiti e nel rispetto di tutti.

I contenuti violenti e immagini forti
Facebook è per molti un ottimo modo per condividere un’esperienza. A volte però queste condivisioni contengono immagini forti, immagini violente come per esempio la violazione dei diritti umani e di atti di terrorismo. Spesso gli utenti condividono questi contenuti per condannarli e sensibilizzare gli altri sull’argomento. Facebook, si legge, le rimuove quando vengono utilizzate per secondi fini per esempio per giustificare la violenza. La condivisione deve essere fatta responsabilmente, scegliendo chi vedrà il contenuto avvisando magari chi lo vedrà del tipo di argomento condiviso.

Facebook in questi tre punti ci mette a disposizione delle semplici regole di comportamento legate in questo caso al rispetto. Pubblicare contenuti offensivi, violenti non portano da nessuna parte, il nostro contenuto se trovato o segnalato da un altro utente quasi sicuramente verrà eliminato. In conclusione potrei vedere la cosa da due punti di vista, il primo legato al mio, al nostro comportamento perchè penso che come nella vita di tutti i giorni è importante il rispetto per gli altri, non possiamo aprire Facebook per scaricare la nostra rabbia mandando a quel paese tutto e tutti. Secondo se troviamo altri che fanno di questo servizio la loro valvola di sfogo segnaliamolo, farlo è molto semplice e costa poco. Avere un luogo sano e tranquillo dove poter ridere, scherzare o perchè no parlare di un argomento importante è il diritto di tutti.

Siamo sinceri è un overdose da informazione!

Siamo sinceri è un overdose da informazione!

Nella normale vita di tutti giorni avvengono in tutto il mondo fatti che la maggior parte dei siti presenti in rete pubblica con lo scopo di mettere a conoscenza tutti di quello che è accaduto. Notizie positive o notizie negative che una volta diffuse in rete, molto spesso, grazie a condivisioni e commenti, vanno fuori controllo. Lo sviluppo di internet e la sua conseguente diffusione ha portato alla creazione di innumerevoli siti e di conseguenza innumerevoli fonti che possono pubblicare la stessa notizia magari vista da un punto di vista diverso, una sorta di reazione a catena.

Veniamo invasi ogni giorno da una serie di notizie pubblicate da varie fonti, dove c’è per esempio chi tocca questo punto, chi tocca quest’altro. Tutta questa disponibilità ti fa pensare: fantastico! Posso leggere la notizia con diverse opinioni o punti di vista! Davanti però a questa enorme disponibilità di fonti però la scelta dell’utente può diventare difficile e arrivare alla conclusione di non sapere più a chi credere.

La scelta diciamocelo diventa molto complicata e a volte si rischia di non sapere proprio che pesce pigliare! Quella notizia che abbiamo letto è vera? Se è vera quanto lo è? In certi momenti la confusione è tale da non capire più se quella notizia è attendibile, se è realmente accaduta oppure. In certi momenti sembra di essere in balia di queste notizie pubblicate e ripubblicate senza capirci più niente. Un totale caos ingestibile, una vera e propria overdose da informazione che può creare solo una cosa: confusione.

Dicendo questo non voglio dire di chiudere tutto, bloccare ogni cosa al di fuori di un gruppo ristretto di siti ritenuti attendibili, assolutamente no! Il mondo di internet oggi è questo e non possiamo far altro che accettarlo e imparare a capire come utilizzarlo come per esempio quando quell’articolo, quel post che stiamo leggendo è vero, è autentico fino in fondo. Dobbiamo insomma essere capaci di scegliere.

Questo lo dico in modo particolare per le notizie che potrei definire sensibili, notizie che ci interessano maggiormente per un motivo o per un altro. Leggere l’articolo giusto che mi da la notizia giustà è importante, molto importante. Certo, con il passare del tempo l’utente non dovrebbe avere problemi perché grazie al suo gruppetto di fonti fidate ha risolto il problema, ma non è sempre così, si potrebbe comunque capitare su una notizia non molto attendibile. Ho deciso di scrivere questo post non per fare polemica, per accusare qualcuno di dare notizie sbagliate, l’ho scritto per condividere una mia preoccupazione su quello che sta succedendo quotidianamente in rete. Spesso siamo in balia di questo e non sappiamo davvero più a chi credere! Internet non ci insegna come utilizzare nel modo corretto questi nuovi strumenti, siamo noi a doverlo capire e imparare. In certi casi più facile a dirsi che a farsi.

Personal Branding: 8 utili consigli da seguire

Personal Branding: 8 utili consigli da seguire

Nelle scorse settimane in un post ho affrontato il tema della reputazione online, argomento spesso affrontato nel modo sbagliato oppure, nel peggiore dei casi, completamente dimenticato. Parlando di cosa bisogna tenere in considerazione per costruirsi una buona reputazione online o fare personal branding se preferite, ho toccato diversi punti che vanno a formare il profilo perfetto. Per dare una guida veloce e immediata alla costruzione delle nostra reputazione online ho voluto creare una lista di 8 consigli che racchiudono quanto detto.

Una guida rapida e immediata che punta dritta all’obbiettivo:

  1. Non sono iscritto a nessun social e quindi non ho una reputazione online. Sbagliato! Ance se non sei iscritto a nessun social non significa che tu non abbia una reputazione oppure che tu ne abbia una perfetta. Tutti ne abbiamo una. Rifiutarsi di costruirla porta solo ad una conclusione essere dimenticati.
  2. Nel caso in cui pubblichiamo un nostro contenuto accettiamo i complimenti. Un feedback è molto importante soprattutto per un’azienda. Ovviamente più commenti positivi ci sono meglio è perchè acquisteremo sicuramente visibilità.
  3. Stai attento a cosa dicono di te! Dobbiamo essere molto attenti a questo, a quello che viene detto di noi o nel caso della nostra azienda. Sia che si tratti di cose vere o false, è molto importante vigilare su questo. Un controllo in più non fa mai male.
  4. Le varie cose che vengono dette di te online non ti piacciono? Presentano cose di te che non ti rappresentano? Se tutto questo non va bene puoi fare solo una cosa, creare un contesto diverso intorno alle varie discussioni presenti in rete, invertendo quella tendenza che non ti si addice.
  5. In rete è importante esserci. Per aumentare la nostra visibilità online il nostro nome deve comparire sui social network e su vari siti professionali. Facendo questo sarà più facile per gli altri trovarci, capire chi siamo e cosa facciamo. La soluzione ideale per darci un’identità ben precisa è quella di creare un sito web dove ci raccontiamo e pubblichiamo i nostri interessi. Tra i vari indirizzi utilizzabili una soluzione è: www.nomecognome.com oppure nel caso in cui il nostro nome e cognome fossero utilizzati potremmo creare un brand sotto il quale mettere la nostra pagina utente www.brand.com/nomecognome.
  6. Quando si pubblica online può succedere di ricevere delle critiche su quello che scriviamo e l’importante in questi casi è non essere permaloso, e non rispondere nel modo sbagliato. Certo la voglia di rispondere per le rime e tanta ma è importante resistere. Nel Kentucky in questi casi si dice: non fare la lotta con un maiale, o finirete entrambi coperti di fango. In sostanza ringrazia per la critica ricevuta traendone il lato positivo e passa oltre. Non ti curar di loro guarda e passa, se vogliamo dirlo così.
  7. Cercarsi online non è un’azione inutile, capire quanto e come siamo presenti è importante. Inserire su Google il nostro nome e cognome ci permettere di capire cosa la gente vede di noi cercandoci. Se quello che trovano è poco o peggio ancora negativo la nostra reputazione non sarà sicuramente delle migliori. Fare personal branding diventa a questo punto determinante!
  8. Il nostro comportamento online è il riflesso del nostro comportamento offline. Il mio profilo in rete deve essere in linea con quella che è la tua personalità nella vita di tutti i giorni. Se tra le mie passioni c’è per esempio il settore energetico è imporante farlo capire in rete. Non dobbiamo pensare che se su Facebook interessiamo solo per la musica non ci siano utenti a cui interessi parlare di altre tue passioni. Avere più di una passioni magari totalmente diverse tra loro può portare molte più persone ad interessarsi e ad interagire con noi.

Questi ovviamente sono solo consigli, degli spunti da cui partire per costruirsi una propria reputazione, per fare personal branding. In campo lavorativo questo fa la differenza, essere presenti in rete oggi è determinante, molto determinante per avere maggiori possibilità per un nuovo lavoro. Essere online nel modo sbagliato ci fa perdere tutto questo, potremmo vederci sfuggire sotto il naso quell’occasione che aspettavamo da tempo per colpa di un commento di troppo messo senza pensarci più di tanto.

Facebook in Myanmar, ma come viene utilizzato?

Facebook in Myanmar, ma come viene utilizzato?

Ogni mattina, prima di iniziare la giornata lavorativa, faccio il mio solito giro sui social e su mio fidato Feedly, dove concentro tutti gli argomenti di interesse per il blog, per leggere gli ultimi aggiornamenti e trovare spunto per un nuovo post. In questi giorni, quasi per caso, ho trovato un interessante analisi scritta per il giornale The Atlantic dal giornalista Craig Mod in cui si parlava del progetto di Mark Zuckerberg di collegare tutto il mondo ad internet. Nell’articolo si parlava di come questi nuovi mondi e come stanno vivendo il cambiamento dopo il regalo del numero di Facebook e quali sono i loro problemi e limiti nell’utilizzo.

Il Myanmar, la meglio conosciuta Birmania, una terra di agricoltori, che non molto tempo fa non sapeva niente di internet e di servizi online, oggi grazie ad un programma pensato appositamente per loro, è in grado di collegarsi ad internet e visualizzare per esempio le previsioni meteo e le informazioni sanitarie. Persone reali con problemi reali che, beneficiando dalla generosità di Facebook, vengono utilizzati putroppo come simboli di un mondo che sta cambiando. Zuckerberg parla di loro della loro autenticità, della loro simpatia per dare ulteriore valore alla sua scelta di diffondere la connessione ad internet in questi paesi.

Al di là dell’idea di connettere tutto il mondo, l’articolo mette in evidenza le preoccupazioni tecnologiche di questo paese povero che fa dell’agricoltura la sua fonte di guadagno. L’obbiettivo del mondo tecnologico è quello di raggiungere tutti con la connessione ad internet, un argomento poco considerato in questi luoghi dove ci sono problemi più grandi prima di questo. Come spiega Mod nel suo articolo, il Myanmar è un paese con 53 milioni di persone, circa trenta milioni dei quali sono agricoltori, molti di loro grazie al collegamento voluto da Mark Zuckerberg sono on-line. Grazie a questa nuova possibilità tutto sta cambiando, nel 2014, il costo di una scheda SIM era di 2000 dollari per poi passare in poco tempo a 200 dollari e infine a 1,50 dollari provocando, come forse era prevedibile, l’invasione dei negozi da parte dei contadini nella speranza di poterne comprare una.

Queste persone non hanno però l’elettricità, e per caricare i loro telefoni devono collegarsi tramite USB alla batteria della loro auto. La situazione economica, com’è intuibile non è delle migliori e gli agricoltori del Myanmar non potendosi permettere un piano dati, comprano delle ricariche prepagate con un certo numero di megabyte di traffico. In alternativa per sfruttare al meglio lo smartphone aspettano fino a notte fonda perché la rete dati è più veloce e meno costosa. Vista la quantità di dati richiesta per il funzionamento di Facebook, Zuckerberg, per evitare un consumo eccessivo, ha voluto dare un ulteriore vantaggio a queste persone: una versione più leggera del social.

Facebook offre a queste persone tanta attenzione, ma un po’ a sopresa il loro utilizzo è diverso da quello previsto. Craig Mod nel suo articolo descrive un agricoltore che vuole assolutamente fargli vedere una cosa su Facebook. Sarà una nuova tecnica di allevamento? Delle notizie su prossime elezioni? Un’analisi sull’agricoltura? No! Una normalissima mucca ma a cinque zampe!

Per loro il social di Zuckerberg è più del classico feed di notizie utilizzato per esempio da noi con una serie di collegamenti esterni a vari servizi, a loro basta seguire persone che condividono i loro stessi interessi come: il meteo, il Buddismo e le belle ragazze in costume da bagno, niente di più. Per molti di loro, Facebook è internet, al di fuori di questo per loro non esiste niente; un fenomeno riscontrato prima in Indonesia, Filippine e Thailandia. Gli abitanti del Myaanmar userà Facebook come uno strumento utile alla loro vita quotidiana non come un servizio di contorno come avviene da noi. La differenza è grande, loro pensano più all’utile che all’inutile se vogliamo, un’importante differenza tra noi e loro.

Tutto porta ad un’importante riflessione di come sta cambiando il mondo. Zuckerberg, utilizza gli agricoltori di questi paesi come mezzo per portare a termine i suoi obiettivi di crescita di Facebook. Ma queste persone usano questo nuovo servizio come i colossi americani avevano prefissato? Vista l’intervista di Craig Mod direi proprio di no, non vanno a condividere tutto quello che ci succede durante il giorno, per loro sono più importanti cose che aiutano a migliorare la vita, il lavoro. Meno pubblicazioni ma molto più utili. Facebook sta facendo un ottimo lavoro, non c’è dubbio: mettere a disposizione di tutto il mondo la connessione ad internet. In particolare in zone dove nessun avrebbe mai pensato di inverstirci qualcosa. Ma tutto questo, mi viene da pensare, è davvero una buona idea? Facebook fornisce la connessione Internet a tutto ma è giusto che decida anche quali informazioni possono vedere?

Situazione imbarazzante sui social? Ecco 5 consigli!

Situazione imbarazzante sui social? Ecco 5 consigli!

Vi è mai capitato di abbracciare qualcuno che voleva solo una stretta di mano? Vi è mai capitato di tutt’altra cosa ad una semplice domanda come: preferisci vaniglia o cioccolato? Una bella risata e tutto passa ma nel momento in cui succede è sicuramente una situazione imbarazzante, non c’è dubbio, che almeno una volta nella vita ci è capitata. La stessa cosa può succederci nel mondo dei social network con un post o un commento fuori luogo e anche in questo caso la figuraccia è garantita. Ma quali sono i modi migliori per evitare queste situazioni imbarazzanti sui social? Come possiamo evitarle? Di seguito ecco alcuni consigli pratici che potrebbero evitarci l’ennesima situazione imbarazzante che sui social, rispetto alla vita di tutti i giorni, è putroppo molto più visibile.

1. Essere presenti (con la testa!!)
Siamo così abituati a fare le cose in multitasking tanto da non renderci conto di quanto siamo poco presenti con la testa quando rispondiamo ad un commento. Quando stai parlando con qualcuno, ma sei distratto da altri pensieri o emozioni, la gente lo nota, e può succedere che ci rimangamno male considerandoli magari meno importanti. In questi casi è importante esserci con la testa, concentrarsi sul lavoro che si sta facendo pensando esclusivamente a quello e a niente altro. Questo può fare la differenza senza dubbio.

2. Capire con chi stai parlando
Quando parliamo con un’altra persona è molto importante capire chi si ha davanti. Grazie a questo è possibile evitare situazioni imbarazzanti, frasi fuori luogo.
Presentarsi come il luminare di un determinato prodotto all’amministratore delegato dell’azienda produttrice diciamolo non è il massimo. Certo sto esagerando, ma come avviene nella vita di tutti i giorni anche sui social è importante avere questa piccola attenzione, credetemi farà la differenza!!

3. Conta fino a 10!!
Prima o poi capiterà di trovarci davanti ad una situazione scomoda, una situazione che avreste voluto volentieri evitare. Cosa fare in queste situazioni? La reazione d’impulso siamo sinceri non è la soluzione ideale per risolvere il problema, ma neanche fare finta di niente. Se succede la prima cosa da fare è contare con calma fino a 10, riflettere su cosa scrivere e digitare quello che abbiamo pensato.
Un attimo di pausa per pensare a cosa scrivere è importante, così facendo eviteremo di complicare ulteriormente la situazione già difficile. Certo ci sono le situazioni limite ma in quel caso invece di reagire è il caso di non rispondere del tutto, essendo pubblico gli altri vedranno l’intervendo poco felice e capiranno il perchè della mancata risposta.

4
. Un po’ d’improvvisazione non guasta mai!
Un quarto punto che può essere considerato una continuazione del terzo ma comunque utile. A volte ci troviamo in situazioni che possono sembrare senza via d’uscita, dove magari vi stanno criticando per un post sbagliato e siete arrivati al punto di dire: è adesso cosa faccio? Una soluzione è in un certo senso prendere spunto dal
teatro d’improvvisazione. Se non sapete letteralmente che pesce pigliare e non avete alternative la soluzione è improvvisare è in qualche modo spostare l’attenzione da voi portandola su qualcun’altro. Se pubblicando alcuni post riuscirete a portare l’attenzione lontano da voi avrete risolto la situazione super imbarazzante.

5. La buona reputazione a volte aiuta!
Un buon modo per evitare situazioni imbarazzanti e di conseguenza avere una discreta visibilitò in rete
è quello di crearsi una rete di conoscenze e amicizie di un certo tipo. Avere tra i propri contatti con un’importante conoscenza in rete può fare la differenza e magari non finire in situazioni scomode. Ma come crearsi una buona reputazione in rete con magari una serie di contatti che potremmo definire giusti? La risposta è una sola: diventando utenti social attivi, interagendo con gli altri, commentando e pubblicando nuovi contenuti tenendo ovviamente in considerazione i quattro punti citati sopra! Con un po’ di pazienza e di buona volontà vi costruirete così una buona rete di contatti dove poter condividere con lo quello che più vi interessa ricevendo da loro un feedback sua quanto pubblicato. 

Social network: punto d’incontro o punto di scontro?

Social network: punto d’incontro o punto di scontro?

Nello scrivere questo post non voglio autoproclamarmi come il miglior utente dell’anno, quello che in ogni situazione sa come comportarsi senza usare modi bruschi e cattivi. Questo che ho scritto di seguito è solo una riflessione o meglio una reazione a quello che sempre più spesso trovo scorrendo la timeline dei vari social che utilizzo. Ogni consiglio o critica ovviamente e bene accetta, con questo post mi piacerebbe creare uno scambio di idee, un confronto ovviamente costruttivo su quello che oggi succede in rete.

Spesso mi piace osservare gli altri,  vedere quello che scrivono, come lo scrivono e perchè no imparare qualcosa. In questo ultimo periodo mi capita spesso di fermarmi e leggere le tante e differenti reazioni degli utenti nei vari social network presenti in rete. Davanti ad un post, uno stato pubblicato su Facebook, Twitter Google+ o Linkedin le reazioni degli utenti sono spesso un sopresa, una cosa inaspettata. Se da una parte va riconosciuta la correttezza e l’essere al di sopra delle parti davanti ad un post di un certo tipo, dall’altra troviamo sempre più spesso reazioni scoordinate, a volte anche cattive.

L’idea di scrivere questo post non è arrivata oggi, è un po’ di tempo che ci penso e oggi ho deciso di scriverlo per condividere con voi i miei pensieri e una mia riflessione. Più che pensieri se vogliamo sono domande, dubbi a cui spesso non trovo una risposta. Come dicevo mi capita molto spesso di trovare, davanti ad un post che può portare ad una reazione, risposte, critiche, prese in giro e cattiverie a non finire. Tutto questo è giusto? Siamo arrivati al livello di tolleranza zero dove al minimo sbaglio è d’obbligo puntare il dito e condannare l’errore? Non credo sia giusto.

Non siamo più capaci a tollerare e non ci resta che dire la nostra opinione a tutti i costi condannando il poverino che ha scritto una cosa per noi sbagliata? Spero di no, spero davvero di no! I social network a questo punto non ci hanno insegnato davvero niente, ci hanno fatto disimparare tutto quello che di buono sapevamo? Inizialmente sono nati come un punto di incontro diventando, con il passare del tempo, un punto di scontro?

Sempre più spesso queste situazioni si verificano e sempre più spesso le cattiverie arrivano condannando l’errore di turno. Sbaglio una considerazione, sbaglio la data di un evento, scrivo semplicemente una mia considerazione e vengo additato o se mi va bene preso in giro. Ognuno di noi ha la sua ragione e per un motivo o per l’altro nessuna uguale ad un’altra. La situazione dal mio punto di vista fa pensare, e a questo punto mi chiedo riusciremo mai ad andare d’accordo in queste situazioni? Tra i miei pensieri esiste sempre quella speranza di vedere una situazione dove proviamo a risolvere quella situazione dando l’esempio rispondendo per esempio in maniera pacata senza colpi di testa. Ma visto il continuo crescere di questi fatti anche la mia speranza potrebbe inziare a vacillare.