Sicurezza

Privacy.com: crea la tua carta di credito usa e getta

Privacy.com: crea la tua carta di credito usa e getta

Negli Stati Uniti, quasi il 70% dello shopping viene fatto online mediamente almeno volta al mese. Un’azione che per certi versi può essere considerata come di routine ormai vista la frequenza di utilizzo. Purtroppo insieme a questa abitudine va ad aggiungersi un problema molto importante: la sicurezza nel pagamento. La paura di pagare online con la propria carta di credito è molto diffusa, inserire il numero di carta di credito su un sito di e-commerce non viene accettato da tutti. Privacy.com, un interessante servizio negli Stati Uniti, nato proprio per questo scopo: ridurre i  timori dei consumatori nell’effettuare un acquisto online tramite carta di credito.

Utilizzando infatti la funzione Pay with Privacy verrà creata una carta di credito digitale monouso o usa e getta se preferite per effettuare solo e soltanto quel pagamento online. Grazie infatti ad un generatore casuale di numeri di carta di credito dal sito Privacy.com creerà la carta di credito poi, tramite un semplice plugin per il browser (Firefox o Chrome), oppure sul vostro iPhone sarà possibile effettuare il pagamento. Una volta utilizzata la carta di credito digitale si autodistruggerà evitando un possibile rischio di furto.

Iscriversi a Privacy.com è molto semplice, unavolta creato l’account basterà collegare la vostra banca al sito. Fatto questo sarà possibile utilizzare Privacy.com e creare un numero illimitato di carte di credito nel momento in cui dovremo fare un acquisto online. Oltre a questo il nuovo servizio permetterà di creare delle carte di credito dedicate in funzione del tipo di utilizzo, come ad esempio una scheda solo per l’abbonamento Netflix abbonamento, o per i vostri acquisti su Amazon. Oltre ad avere una carta di credito usa e getta Privacy.com ha voluto inserire anche l’autenticazione a due fattori, lo stesso sistema di sicurezza anti frode utilizzato da care di credito come Visa o Mastercard.

Privacy.com ha solo un piccolo difetto è attualmente disponibile solo negli Stati Uniti, non è possibile sapere quando e se arriverà in Europa e quindi in Italia. Sicuramente si tratta di un prodotto interessante che potrebbe davvero invogliare le persone contrarie al pagamento online ad effettuarne. Come detto però il servizio non è attivo in tutto il mondo e non potremo sfruttare la sua comodità.

 

La tua password è sicura? Non fidarti dei sistemi di verifica

La tua password è sicura? Non fidarti dei sistemi di verifica

Quando effettuiamo un iscrizione on line, spesso troviamo vicino alla casella per l’inserimento della password un sistema di verifica che tramite i colori rosso, verde e giallo indica se la parola o il codice inserito è più o meno sicuro. Un sistema sicuramente interessante ma, secondo una ricerca effettuata dalla Concordia University di Montreal, questo sistema non è molto attendibile.

L’università canadese ha infatti effettuato una serie di test per arrivare a questa conclusione semplicemente inserendo una lunga serie di parole chiave. I risultati ottenuti sono stati piuttosto deludenti, i sistemi di verifica di Google, Yahoo, Microsoft, Skype e altri, hanno visualizzato una colorazione verde anche con password non molto sicure.

A questo proposito va però detto che chi utilizza spesso il web si era già accorto di questo problema perchè questi sistemi vanno a controllare che siano stati inseriti numeri e lettere maiuscole nella parola chiave e non in che modo. Se inseriamo per esempio Password123 il sistema di controllo conferma che la password è conforme ai canoni di sicurezza.

I software di controllo sono però diversi tra di loro, lo studio infatti metti in evidenza per esempio che Password1 a differenza di Yandex non è accettata da Dropbox. Altre differenze ci sono nella accettazione dei caratteri speciali come @ e #, alcuni siti infatti li ammettono tutti, suggerendo in alcuni casi quali utilizzare, altri no. Al di la di tutti questi problemi una ricerca richiesta da Microsoft e in collaborazione con Berkeley e della British Columbia dimostra che il sistema di vigilanza ha certamente alcuni limiti ma è spesso stimolo per le persone a trovare password più creative.

Questi sistemi di controllo sono sicuramente utili per creare una passorwd non troppo scontata ma per una protezione migliore sarebbe utile che in fase di inserimento il controllo indicasse all’utente di evitare date e nomi riconducibili a se stessi, di non utilizzare la stessa password su diversi siti, di cambiarle periodicamente, di utilizzare numeri e caratteri speciali e se potesse servire ad aiutare la poca memoria utilizzare frasi come L@n3bb1@@gl11rt1coll1.

Fonte | concordia

Whooming si aggiorna, eccole novità

Whooming si aggiorna, eccole novità

Whooming, l’applicazione per proteggersi contro lo stalking si aggiorna con alcune imporanti novità. Il livello cresce grazie a questa nuova realease grazie alle nuove funzioni inserite gli utenti disporranno di una maggiore protezione. Whooming con la funzione Parla con lo stalker, permette da oggi di parlare direttamente con lo stalker, grazie alla possibilità di rintracciare il numero nascosto così da smascherarlo e richiamarlo subito dopo.

Un’altra funzione che Whooming propone nella nuova release si chiama Registra la chiamata, novità che permette di registrare la chiamata con lo stalker così da poterla scaricare su PC o dipositivo portatile in caso di necessità. Terzo aggiornamento da segnalare è la Protezione Facebook, che permette, dopo aver attivato il servizio di mettere a conoscenza gli utenti a voi collegati sul social, dell’utilizzo dell’applicazione, così da allontanare possibili malintenzionati.

Oltre a queste tre novità principali Whooming ha effettuato altri piccoli cambiamenti come la disattivazione le notifiche via mail a favore di un SMS di notifica al costo di 0,02 centesimi e la ristrutturazione del sito per renderlo più semplice e immediato. Come scritto nel precedente post, il problema degli scherzi telefonici a causa di malintenzionati è un problema sempre più diffuso e a volte pericoloso. Applicazioni come Whooming possono fare la differenza in questo aiutando persone spesso in difficoltà.

 

Cameron: blocco di Whatsapp, iMessage e altre app nel Regno Unito

Cameron: blocco di Whatsapp, iMessage e altre app nel Regno Unito

Sulla scia dei recenti attentati terroristici in Francia, il primo ministro britannico David Cameron si è espresso in maniera molto chiara sulla possibilità di vietare nel Regno Unito le applicazioni di messaggistica criptate. Secondo le ultime dichiarazioni, Cameron votrebbe bloccare servizi come iMessage, WhatsApp, Telegram, Snapchat e altri ancora. Motivo di questa proposta? Cameron spiega che che stiamo permettendo l’utilizzo di un mezzo di comunicazione che non è possibile controllare nel momento in cui è necessario un maggiore controllo per ragioni di sicurezza. Le dichiarazioni del primo ministro risalgono a lunedì durante la campagna elettorale, dove ha fatto chiaramente riferimento ad applicazioni come WhatsApp, Snapchat, e altri servizi simili.

Questo è solo l’ultima delle battaglie per la privacy per quanto riguarda gli smartphone. Alla fine del 2014 negli Stati Uniti la NSA è stata accusata di spiare i cittadini attraverso l’uso di sistemi poco corretti, pochi giorni dopo, un disegno di legge bloccava queste intrusioni nella vita privata delle persone. Oggi dopo le dichiarazioni del primo ministro Cameron ci troviamo davanti ad un possibile nuovo caso di intrusione e di controllo delle nostre conversazioni private se il blocco non andrà in porto. Dal punto di vista della sicurezza tutto questo può essere un bene, ma a questo punto è giusto farsi delle domande sulla nostra privacy: se invece di essere bloccate fossero controllate? Addio privacy.

Fonte | imore

Apple: due livelli di sicurezza per gli account iCloud

Apple: due livelli di sicurezza per gli account iCloud

Dopo poco più di un anno dall’inserimenti della verifica in due passaggi per gli account ID Apple, Apple sta aggiungendo lo stesso procedimeno per alcuni utenti per quanto riguarda el sue applicaizone web presenti su iCloud.com. Secondo AppleInsider, come testimonia la foto, Cupertino starebbe alzando il livello di sicurezza per alcuni suoi servizi.

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La nuova impostazione di sicurezza inserirà un’icona a forma di lucchetto su tutte le applicazioni iCloud tranne per Trova il mio iPhone, supponendo che l’utente abbia già l’autenticazione a due livelli. Per sbloccare il secondo livello di sicurezza l’utente dovrà ottenere il secondo codice di verifica a quattro cifre da un dispositivo approvato come per esempio un iPhone oppure un iPad.

Fonte | thenextweb

Sicurezza Facebook: anti-malware disponibile

Sicurezza Facebook: anti-malware disponibile

L’utilizzo di internet porta ad essere molto esposti e spesso di correre il rischio di essere infettati. Una parte di internet dove questo può succedere è il mondo dei social network che, tramite link a volte invitanti  infettano i profili degli utenti. A proposito di questo problema Facebook, con l’obbiettivo di dare più sicurezza ai propri utenti, ha voluto mettere a disposizione alcuni software gratuiti per prevenire un eventuale presenza di virus sul profilo.Per mette a disposizione un servizio anti-malware, il social ha raggiunto un accordo con alcuni produttori di software per sicurezza on-line più precisamente F-Secure e Trend Micro. In funzione poi del tipo di malware sarà ail social stesso a decidere quale dei due utilizzare per eliminare il problema.

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Il funzionamento del nuovo servizio è del tutto automatizzato o quasi perchè gli utenti, che sono stati riscontrati infetti, saranno avvisati tramite una notifica popup in cui verrà indicato quale malware utilizzarei. Una volta cliccato su download, l’applicazione si installerà in automatico ed eseguirà la scansione. Effettuata poi l’analisi Facebook invierà i risultati della scansione tramite una notifica. Terminata l’operazione di analisi e pulizia il software si disinstallerà da solo.

Facebook, sta mettendo a disposizione degli utenti una funzione davvero importante ma per capire meglio la sua funzione è importante fare una precisazione: il servizio anti-malware non andrà a sostituire l’antivirus presente sul computer, perchè si tratta una funzione dedicata ad un utilizzo specifico e non al controllo dell’intero sistema. Un portavoce di Facebook ha infine dichiarato che questa funzione è disponibile solo per la versione desktop di Windows, senza aggiungere altre info su quando il servizio anti-malware sara rilasciato per gli altri dispositivi.