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Twitter news: 140 caratteri, autoretweet e niente più @

Twitter news: 140 caratteri, autoretweet e niente più @

Le voci a questo punto erano attendibili, quello che si ipotizzava come la nuova modifica di Twitter adesso è realtà. Si pensava che dovessero sparire, che si dovessero diventare addirittura 10.000, che insomma l’originalità di questo social dovesse completamente sparire. I famosi 140 caratteri rimarranno (almeno per il momento) ma saranno davvero 140, utilizzabili completamente come avevo scritto in un precedente post 140 caratteri veri.

Twitter lo annuncia in un nuovo post sul suo blog spiegando che dopo averli creati, poco più di 10 anni fa i 140 caratteri consideravano al suo interno, nel conteggio dei caratteri anche: nome utente foto, GIF, video e sondaggi non saranno più inclusi. Ma cosa cambierà nello specifico? Twitter lo spiega con un piccolo elenco:

  • Retweet – Quando risponderemo ad un Tweet, i caratteri non saranno più conteggiati. Una piccola semplificazione nelle conversazioni con più spazio a disposizione.
  • Contenuti multimediali – Quando inseriamo un allegato come per esempio foto, GIF, video, sondaggi  che i media non saranno più considerati come caratteri all’interno del tuo Tweet. Più spazio per le parole!

Twitter nell’annunciare la modifica per i suoi 140 caratteri presenta altre due nuove modifiche:

  • AutoRetweet – cosa impossibile fino all’annuncio di questa modifica è la possibilità di retwittare il proprio tweet. Prossimamente il social farà cadere anche questo limite permettendoci di retwittare qualcosa che noi stessi abbiamo condiviso in rete, con la possibilità di aggiungere una citazione, una diversa riflessione su quanto condiviso il precedenza.
  • Addio @ – Altra sorpresa, dal mio punto di vista inaspettata, è la sparizione della @. Twitter la definisce una semplificazione per permetterci di citare un altro utente senza dovere per forza ricordarsi di inserire il carattere @.

Tutto questo, spiega Twitter a conclusione del post, sarà disponibile nei prossimi mesi, gli sviluppatori stanno affinando le ultime cose prima di effettuare il definitivo rilascio su scala mondiale. Quali saranno le reazioni a questo punto degli utenti, le novità avranno un impatto significativo oppure non incrementeranno l’utilizzo di un social in crisi da tempo? L’ottimizzazione dei 140 caratteri togliendo dal conteggio la parte occupata da un retweet e i vari contenuti multimediali ci darà maggiore spazio di manovra, se vogliamo definirla così.

Nella seconda parte del post Twitter parla anche della possibilità di autoretwittarsi e della sparizione del carattere @. Due modifiche interessanti, la prima per ricondividere un proprio contenuto che possiamo ritenere importante magari finito tra i tanti tweet condivisi nel passato e il secondo per una maggiore comodità nel citare un altro utente. Piccole cose ma sempre utili.

Twitter: test in corso sulla modalità notturna per Android

Twitter: test in corso sulla modalità notturna per Android

Una cosa è certa, molti pensano che la modalità notturna sia una funzione che devono assolutamente avere. Quale sia il motivo di questa voglia di avere questa funzione a tutti costi non è possibile saperlo, ma è così, non ci sono particolari motivazioni. Guardando in rete sono molte le aziende che stanno inserendo la modalità notturna nel loro OS e nelle applicazioni, una tendenza che si sta piano piano diffondendo. Un esempio tra queste aziende è Google Maps in versione modalità notturna.

Ma davvero vogliamo questa modalità oppure è soltanto una scelta dei tanti colossi del web per lanciare una nuova funzione che ai fini pratici da pochi vantaggi? Per anni, si sono susseguiti molti annunci e molte smentite a riguardo fino ad oggi dove questa modalità è presente su vari servizi. A questo punto, senza voler essere ripetitivo, la modalità notte ci serve davvero? La stessa Apple ha aggiunto nell’ultima release del suo sistema operativo la modalità notturna, una sorpresa forse? Oppure no?

Una di queste società, l’ultima nell’ordine di tempo ad inserire la modifica è Twitter che, visti gli screenshot condivisi in rete, inserirà presto la modalità notturna. La notizia di questo prossimo aggiornamento arriva tramite Taylor Wimberly, un dipendente Huawei, che ha notato il cambiamento installando la versione alpha dell’applicazione di Twitter. Osservando l’immagine non ci sono particolari annotazioni da fare, sembra la classica prova grafica che Twitter rilascia per alcuni suoi tester. Non sappiano se il social rilascerà questa modifica, potrebbe trattarsi solo dell’ennesimo test che non andrà in porto, ma se la tendenza della modalità notturna inizierà a diffondersi le probabilità che Twitter inserirà la funzione cresceranno. La modalità notturna a conti fatti, come dice la parola stessa porta ad utilizzare il dispositivo anche in assenza di luce dando all’utente una visibilità migliore e, visto il diverso utilizzo del display, anche un risparmio di energia.


Twitter: saranno 140 caratteri veri!

Twitter: saranno 140 caratteri veri!

Quando ci viene proposto un nuovo piano tariffario alcune compagnie telefoniche ci dicono a proposito delle chiamate che sono minuti veri. Twitter proporrà a quanto sembra, per quanto riguarda i suoi 140 caratteri, in un certo senso la stessa cosa. Secondo quanto riportato infatti dal  Bloomberg, il social diretto da Jack Dorsey, non eliminerà il limite dei 140 caratteri ma eliminerà dal conteggio quelli occupati da link e foto. Saranno quindi 140 caratteri veri.

L’azienda non ha confermato ne smentito la cosa, tutto tace, si tratta infatti di una voce di corridoio trapelata non si sa come. Attualmente lo spazio occupato da un link è di 23 caratteri, una quantità di caratteri fissa decisa da Twitter che non cambia nel caso in cui l’url fosse più lungo. Tolta questa parte dal calcolo dei caratteri avremo quindi più spazio di scrittura per pubblicare il nostro stato.

I 140 caratteri, nati da una selta tecnica per poter twittare via sms sono diventati un simbolo di Twitter, una caratteristica che lo distingue dagli altri social. Pensare che tra le intezioni di Twitter ci sia quella di portare il numero dei caratteri a 10.000 è per certi versi una cosa strana, una vera e propria snaturalizzazione di tutta la sua linea. Oggi i 140 caratteri sono però diventati un limite alle possibilità di crescita e Jack Dorsey a questo punto deve fare qualcosa per dare una spinta al suo prodotto.

Nel rispondere alle critiche su questo imporante incremento dei caratteri e nello smentire le voci, aveva twittato una foto originale da un certo punto di vista: un testo lunghissimo come per fare capire che la modifica era alle porte. Oggi tutto questo non è ancora cambiato e non sappiamo se e quando cambierà, per il momento se questo verrà confermato avremo 140 caratteri da sfruttare ma il problema dello spazio esiste comunque, non resta che aspettare per capire le prossime mosse del social.

Whatsapp e la crittografia incompiuta

Whatsapp e la crittografia incompiuta

La notizia pubblicata in questi giorni sul suo blog da WhatsApp è stata: end-to-end encryption. I nostri messaggi, si legge nel post, saranno criptati, saranno protetti e solo e soltano noi potremo vederli. Nessuno compreso il servizio di messaggistica avrà accesso ai nostri messaggi, nessuno come detto a parte noi. La sicurezza quindi cresce, avremo maggiore protezione su quello che pubblichiamo, i nostri messaggi saranno protetti da crittografia, una notizia interessante che ci rassicura, che ci protegge, che mette al sicuro le nostre conversazioni. Ma è proprio tutto così perfetto? Quali sono i pro e i contro di questa novità per i tantissimi utenti Whatsapp?

Sono diversi i punti di vista a riguardo e potremmo aprire un lunghissimo discorso a riguardo senza magari arrivare ad una conclusione sensata. La prima conferma a questa notizia è: i nostri messaggi sono crittografati, neanche WhatsApp può leggerli, nessuno, tranne noi. Cosa possiamo dire davanti a questa cosa? Niente! Praticamente perfetta per noi utenti ma sono tutti vantaggi oppure ci sono degli svantaggi comunque in questa novità?

Per prima cosa sappiamo che se le forze dell’ordine hanno la necessità di indagare su un utente e, leggendo i suoi messaggi, possono capire dove si trova per arrestarlo, grazie ad un mandato lo possono fare. Quindi la nostra protezione? Non è proprio così completa come WhatsApp dice, è una crittografia che può essere aggirata non pensate? Certo, chi tra di noi ,visti gli avvenimenti legati al terrorismo impedirebbe del tutto questo controllo? Credo nessuno, abbiamo bisogno di sicurezza, vogliamo essere protetti non c’è dubbio. A questo punto la crittografia dichiarata dal servizio di messaggistica si ferma e davanti alla classica perquisizione non può fare niente. Ci rimane, se possiamo dirlo così, che solo le forze dell’ordine possono avere accesso ai contenuti tutti gli altri no.

Tanti hanno voluto dire la loro davanti a questa novità introdotta da WhatsApp, tanti la credono finta, tanti la credono come il classico zuccherino per addolcire l’utente ma che poi in sostanza non porti a nessuna protezione e infine tanti altri sono contenti di questa protezione. WhatsApp, primo servizio di messaggistica al mondo, non poteva fare altrimenti che non proteggerci da accessi non autorizzati ma davanti a determinate situazioni anche lui si deve fermare e accettare che ci sono necessità più importanti che possono mettere a serio rischio la nostra sicurezza.

Twitter: le immagini per gli ipovedenti

Twitter: le immagini per gli ipovedenti

Le immagini, specialmente nel mondo dei social network sono un ottimo strumento per comunicare e condividere un determinato stato d’animo o situazione. Twitter, in un post condiviso sul suo blog, spiega che le foto sono state al centro di alcuni dei più grandi momenti su Twitter, ed è quindi importante che le immagini condivise siano accessibili a tutti, comprese quelle persone che hanno perso la vista. A partire da oggi gli utenti – annuncia Twitter – tramite le nostre applicazioni iOS e Android potranno aggiungere una descrizione, una sorta di testo alternativo all’immagine allegata ad un tweet.

Grazie a questo aggiornamento – conclude il social sul suo blog – renderemo i contenuti condivisi su Twitter accessibili al più ampio pubblico possibile. La prossima volta quindi che aggiungeremo un’immagine ad un Tweet, ci verrà presentato un pulsante per inserire la descrizione aggiuntiva. Le persone non vedenti, tramite le funzioni presenti sul loro smartphone, come ad esempio un lettore del display, oppure il braille display potranno ascoltare la descrizione da noi aggiunta e capire meglio quanto abbiamo condiviso. Le descrizioni potranno avere infine un massimo di 420 caratteri. 

Twitter non si ferma però qui e grazie all’API Rest e a Twitter Cards metterà a disposzione la nuova funzione anche agli sviluppatori per creare applicazioni con all’interno questa funzione. Servizi come EasyChirp, Chicken Nugget e The Qube potranno beneficiare quindi della nuova funzione per non vedenti.

La nuova funzione di Twitter ha un obbiettivo nobile: aiutare chi ha problemi di vista per utilizzare il suo servizio nel modo più completo possibile. Una soluzione davvero interessante che ancora una volta va a dimostrare che le nuove tecnologie non sono solo utili per creare divertimento o funzioni a volte inutili, possono essere sfruttate anche per aiutare chi ha dei problemi, come in questo caso la vista. La funzione presentata alcuni giorni fa è già attiva sull’applicazione sia in versione iOS o Android eseguendo semplicemente l’aggiornamento.

 

Standard della comunità di Facebook: protezione della proprietà intellettuale

Standard della comunità di Facebook: protezione della proprietà intellettuale

Siamo al quarto punto dell’analisi degli standard della comunità di Facebook e l’argomento trattato è la protezione della proprietà intellettuale. Un tema molto discusso in rete che spesso non porta ad una linea chiara da seguire. Nell’introdurre questa sezione Facebook non sembra lasciare dubbi in merito dichiarando che l’utente è proprietario di tutti i contenuti e di tutte le informazioni pubblicate su Facebook. Può inoltre controllare se e come vengono condivisi tramite le impostazioni sulla privacy e sulle applicazioni.

Facebook però sottolinea anche questa cosa che ritengo molto importante: prima di condividere qualcosa su Facebook, assicurati di avere i diritti per farlo. Rispetta i diritti d’autore, i marchi e altri diritti legali legati alla proprietà intellettuale. Cliccando poi sul link interno alla sezione Informazioni sulla proprietà intellettuale è possibile visualizzare una seconda pagina con informazioni più approfondite a riguardo dove, riportando Dichiarazione dei diritti e delle responsabilità Facebook ci spiega come comportarsi nel caso di Copyright e marchi commerciali.

Copyright

Nel caso del copyright, Facebook spiega che il copyright ha valenza legale, una protezione per le opere dell’ingegno originali come per esempio libri, musica, film e opere d’arte. Il copyright quindi protegge una modalità di espressione originale, come parole o immagini, ma non le idee, che possono essere protette da parole o immagini originali utilizzate per descriverla. Non sono protetti infine i nomi, i titoli e gli slogan, che fanno parte di un altra sezione chiamato marchio commerciale.

A questa serie di link possiamo poi trovare altre informazioni più approfondite in merito al copyright sul sito web dell’Organizzazione mondiale della proprietà intellettuale mentre se vogliamo consultare la gestione paese per paese sempre sullo stesso sito troviamo questo elenco. Nel caso in cui qualcuno sta usando qualcosa di nostro protetto da copyright senza la nostra autorizzazione, è poi possibile compilare questo modulo oppure contattare un persona incaricata da Facebook per seguire il nostro caso a questo link. Prima di fare questo è consigliabile contattare la persona che ha pubblicato i contenuti e chiedere spiegazioni in merito oltre a rimuovere il contenuto. Facebook confida nel fatto che potremmo risolvere il problema da soli senza contattarlo.

Marchio commerciale

Premessa: cos’è un marchio commerciale? Un marchio commerciale è una parola, uno slogan, un simbolo oppure una riproduzione grafica che va ad identificare quel determinato prodotto. Com’è intuibile i marchi sono protetti da una serie di leggi che ne regolamento i limiti, utilizzarne uno senza autorizzazione è una violazione e proprio per questo Facebook impone delle regole a questo proposito. Se questo si verificasse il possessore del marchio, che ha effettuato la registrazione presso un ufficio brevetti e marchi, può sporgere denuncia per un utilizzo non autorizzato.

Facebook dispone di una rete a livello mondiale e di conseguenza ogni paese dispone di una sua serie di regole che potrebbero andare bene per uno stato e non per l’altro. A questo proposito è importante conoscere bene questi limiti per evitare il rischio di essere denunciati.  Nel caso in cui fossimo noi vittime di un utilizzo non autorizzato del nostro marchio sempre tramite il modulo a questo link è possibile segnalare a Facebook il fatto.

N.B. Nel caso in cui si verificasse violazioni che non riguardano il Copyright o il marchio commerciale Facebook, come spiegato a questo link, suggerisce comunque di utilizzare il modulo a questo link per inoltrare la segnalazione che verrà presa in carico.

Standard della comunità di Facebook: la protezione del nostro account

Standard della comunità di Facebook: la protezione del nostro account

Nel momento in cui ci iscriviamo su Facebook accettiamo di inserire il nostro nome e cognome, la nostra vera identità, e di non poter, in mancanza di consenso, pubblicare informazioni personali di altri utenti. Due regole base che stanno alla base della protezione di noi stessi e degli altri utenti all’interno del social network. Facebook inizia così la sezione degli standard della comunità dedicata alla protezione dell’account e delle informazioni personali, mettendo subito in chiaro qual è la sua linea per quanto riguarda questo argomento.

Tre sono i punti toccati da Facebook, vediamoli insieme:

Identità autentica

Avere una comunità più responsabile è importante. Ecco spiegato il motivo Facebook ci chiede di utilizzare la nostra identità autentica, perchè nel momento in cui pubblicheremo qualcosa, quel determinato contenuto sarà riconducibile a un nome e ad una reputazione autentica. Per dirla molto semplicemente Facebook ci chiedere di mettere la faccia per avere da noi maggiore responsabilità nella pubblicazione. La soluzione alla pubblicazione senza responsabilità è quella di utilizzarla sotto falso nome, ma Facebook interviene anche in questo caso e, nel caso in cui verificasse la presenza di  più profili personali, ne chiederà la chiusura oppure di un unirli in un unico account.

Il social rimuove inoltre profili che fanno le veci di altre persone. Se quindi vogliamo creare su Facebook il profilo del nostro cane, di un’organizzazione, di un personaggio per noi importante o altro ancora va creata una pagina e non un profilo. Le Pagine sono state pensate proprio per questo è possono essere un imporante aiuto per gestire un’azienda, oppure promuovere una causa.

La protezione da frodi e spam

Facebook è molto chiaro: ci impegniamo al massimo per garantire che le tue informazioni siano protette. Le violazioni e i tentativi di compromissione di un profilo e le frodi, verranno segnalati alle forze dell’ordine. Facebook non permette in maniera assoluta l’utilizzo di false informazioni con l’unico scopo di incrementare “Mi piace”, fan e condivisioni. Il social chiede infine di rispettare gli utenti evitando di contattarle, senza la loro autorizzazione, per scopi commerciali.

Il ricordo di Facebook di amici o parenti che sono venuti a mancare

Su Facebook le persone condividono le proprie esperienze e a volte ricordano amici e parenti che sono venuti a mancare. Ricevuto un documento che ne certifichi il decesso – spiega il social – l’account della persona scomparsa verrà protetto e trasformato in un account commemorativo. Questo sarà però possibile – precisa il social network – solo se ci saranno prove sufficienti per confermare il decesso.  Per spiegare meglio questo processo Facebook mette a disposizione a questo link una spiegazione più completa e dettagliata senza dimenticare però che i familiari più stretti hanno il diritto di richiedere la rimozione del profilo del loro parente scomparso.

 

Terzo step legata agli standard della comunità Facebook, una sezione importante che parla di un argomento che tocca tutti noi: la protezione del nostro account. Il social numero uno al mondo, sempre molto attento e vigile, tiene sotto controllo le situazioni che si possono verificare all’interno della sua rete e nel momento in cui qualcosa non funziona interviene bloccando e segnalando il fatto a chi di dovere. Facebook però chiede come sempre il nostro aiuto non solo per segnalare qualcosa di sospetto ma anche di essere corretti al momento dell’iscrizione. Confidando infatti nel senso di responsabilità di tutti Facebook ci chiede di iscriverci con il nostro vero nome e non con uno inventato.

Facebook li ha chiamati standard della comunità non a caso, iscrivendoci al social accettiamo di fare parte di una gigantesca comunità digitale e come succede nella vita di tutti i giorni, per far si che questa fuzioni, ci sono delle regole da seguire. Per Facebook possiamo dire che è la stessa cosa e noi siamo tenuti a rispettarle per far si che questa enorme comunità digitale funzioni.

 

Facebook: pronto il plugin WordPress per gli Instant Articles

Facebook: pronto il plugin WordPress per gli Instant Articles

Siamo sempre alla ricerca di nuove soluzioni per rendere ancora più facile la condivisione dei propri contenuti. Inizia così l’ultimo post pubblicato da Facebook sul proprio blog dove grazie al un accordo raggiunto con Automattic, società detentrice del domino WordPress.com VIP, realizzerà un plugin gratuito per Instant Articles, che avrà come obbiettivo quello di semplificare il processo di pubblicazione e condivisione degli articoli da piattaforma WordPress.

Un sito su quattro oggi utilizza la piattaforma open-source WordPress, Facebook vista l’enorme utlizzo del CMS, ha voluto esserci mettendo a disposizione di milioni di editori in tutto il mondo il nuovo plugin. Come sempre avviene con i nuovi progetti, il social numero uno al mondo ha già testato il nuovo prodotto mettendo a disposizione di un gruppo ristretto di utenti la versione beta del software e, visti i risultati positivi ha pubblicato la notizia annunciando che presto i contenuti Facebook per mobile avranno una marcia in più. Facebook fa poi degli esempi nel presentare il nuovo plugin come nel caso dell’immagine, il plugin riconoscendo presente nel post WordPress pubblicato sul sito la posiziona per farla adattarla al nostro dispositivo mobile. La foto si espande fino a riempire lo schermo permettendo inoltre una migliore visilità semplicemente inclinando il telefono.

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Quando il nuovo plugin per gli Instant Articles verrà rilasciato nel mese di aprile, gli editori che utilizzano WordPress standard potranno attivare il plugin e creare finalmente contenuti nel nuovo e ultraveloce formato creato da Facebook. Sarà inoltre possibile disporre di un’esperienza completa – spiega il social – avendo a dispozione una serie di estensioni per personalizzarlo in funzione delle proprie necessità. Il nuovo prodotto non è ancora disponibile, si tratta solo di un annuncio per il momento, la presentazione del nuovo progetto e del conseguente rilascio avverrà il 12 aprile durante l’evento Faceboook F8.

Facebook con Instant Articles e Google con AMP, sono loro i due contendenti a questo nuovo mercato dei contenuti accelerati. Chi avrà maggiori possibilità in questo settore? Una domanda da 1 milione di dollari. Sicuramente noi utenti beneficeremo di questo nuovo modo di visualizzare un contenuto con un caricamento più rapido. Una soluzione che invoglierà gli uenti a visualizzare più contenuti e ad interagire maggiormente con siti web che prima a causa di un caricamento lento avremmo evitato di aprire. La scelta dei due colossi americani è sicuramente interessante, non resta che aspettare e vedere come questa lotta, se possiamo definirla così, si evolverà nel tempo.

 

Standard della comunità di Facebook: il comportamento rispettoso

Standard della comunità di Facebook: il comportamento rispettoso

Come si utilizza un social network? Ci sono delle regole da rispettare? Quali sono i limiti che non dobbiamo superare? Bella domanda! Spesso ce lo dimentichiamo, spesso ci sfugge che non siamo a casa nostra e che stiamo utilizzando un servizio di un’azienda privata che portrebbe per un motivo o per un altro buttarci fuori e non farci più accedere al servizio. Ultimamente su Facebook trovo sempre di più post un po’ fuori dalle righe pieni di rabbia di cattiveria di sfogo nei confronti di qualcuno o qualcosa. A volte faccio finta di niente, a volte no e per capire se quel post può davvero stare li oppure no. Facebook, come gli altri social, mette a disposizione di noi utenti ha tra le sue pagine un regolamento su come ci si comporta, su cosa si può e cosa non si può pubblicare.

Tra i vari punti presenti nella sezione Standard della Comunità c’è il punto Invito ad un comportamento rispettoso dove viene spiegato cosa possiamo e cosa non possiamo condividere, delle regole del gioco per farci capire che non possiamo fare quello che vogliamo nel rispetto di tutti. Nell’introdurre questa sezione Facebook spiega che molte persone usano il suo servizio per condividere un esperienza e un’argomento di sensibilizzazione. Questo, spiega giustamente il socia numero uno al mondo, può portarci a trovare opinioni diverse dalle nostre, che possono portare a conversazioni anche molto accese. A regolamentare tutto questo ci pensa Facebook stesso che per mantenere un certo equilibrio nel rispetto di una comunità eterogenea, potrà decidere di rimuovere determinati contenuti ritenuti inappropriati oppure dargli una visibilità limitata.

Facebook a questo punto suddivide gli argomenti legati al comportamento rispettoso a tre punti principali:

I contenuti di nudo
Per ognuno di questi il social da una spiegazione, un motivazione della sua scelta spiegandone il motivo. Nel caso dei contenuti di nudo, per esempio, Facebook spiega che a volte alcuni utenti condividono contenuti che mostrano nudi legati a campagne di sensibilizzazione e proprio per questo nel rispetto della cultura e dell’età ne limita la visualizzazione. Attento alle segnalazioni degli utenti, Facebook è vigile su quello che pubblichiamo e, una volta ricevuta la notifica, analizza e risponde all’utente che ha sengalato l’anomalia.

I contenuti che incitano all’odio
Altro punto toccato da Facebook sono i contenti che incitano all’odio, e quelli rivolti ad una persona o ad un gruppo in funzione della razza, dell’etnia della nazionalità, della religione, dell’orientamento sessuale, del sesso, di una disabilità o malattia. Il social a questo proposito è molto chiaro: chi promuovere l’odio non può essere su Facebook. Come per i nudi, anche in questo caso, le segnalazioni degli utenti vengono ascoltate per individuare meglio questi contenuti. La discussione su questi temi è bene accetta ma entro certi limiti e nel rispetto di tutti.

I contenuti violenti e immagini forti
Facebook è per molti un ottimo modo per condividere un’esperienza. A volte però queste condivisioni contengono immagini forti, immagini violente come per esempio la violazione dei diritti umani e di atti di terrorismo. Spesso gli utenti condividono questi contenuti per condannarli e sensibilizzare gli altri sull’argomento. Facebook, si legge, le rimuove quando vengono utilizzate per secondi fini per esempio per giustificare la violenza. La condivisione deve essere fatta responsabilmente, scegliendo chi vedrà il contenuto avvisando magari chi lo vedrà del tipo di argomento condiviso.

Facebook in questi tre punti ci mette a disposizione delle semplici regole di comportamento legate in questo caso al rispetto. Pubblicare contenuti offensivi, violenti non portano da nessuna parte, il nostro contenuto se trovato o segnalato da un altro utente quasi sicuramente verrà eliminato. In conclusione potrei vedere la cosa da due punti di vista, il primo legato al mio, al nostro comportamento perchè penso che come nella vita di tutti i giorni è importante il rispetto per gli altri, non possiamo aprire Facebook per scaricare la nostra rabbia mandando a quel paese tutto e tutti. Secondo se troviamo altri che fanno di questo servizio la loro valvola di sfogo segnaliamolo, farlo è molto semplice e costa poco. Avere un luogo sano e tranquillo dove poter ridere, scherzare o perchè no parlare di un argomento importante è il diritto di tutti.

Twitter: cerca e inserisci la GIF più adatta a te

Twitter: cerca e inserisci la GIF più adatta a te

L’anno scorso, spiega Twitter nel suo post, gli utenti  hanno condiviso oltre 100 milioni di GIF. Tantissime condivisioni fatte per esprimere ancora meglio il proprio stato d’animo o più semplicemente per farsi una risata. Vista questa interessante risposta da parte degli utenti il social fa un passo avanti e inserisce la possibilità di cercare e inserire una GIF direttamente all’interno del tweet. Grazie ad un procedimento molto semplice e soprattutto immediato ogni volta che staremo componendo un nuovo tweet o un nuovo messaggio diretto, sarà possibile, cercando all’interno di libreria, la GIF più adatta. Nel post Twitter spiega che se per esempio saremo alla ricerca della GIF di un gatto che sbadiglia, per esprimere ancora meglio come ci si sente in quel momento, basterà semplicemente fare clic sul nuovo pulsante GIF per caricarla. Sarà infatti possibile effettuare una ricerca per parole chiave, per categorie così da trovare la GIF più adatta al nostro utilizzo.

Twitter Gif

Il rilascio della novità sarà come sempre graduale, quindi a partire dalla pubblicazione del post sul blog, Twitter rilascerà nelle prossime settimane, per tutti gli utenti di tutto il mondo, il nuovo aggiornamento su app iOS, Android, e sul sito twitter.com.  Grazie alla collaborazione con Giphy e Riffsy, due siti che creano GIF, Twitter mette a disposizione degli utenti questa nuova funzione per dare nuova vitalità ad un servizio che non sta passando un buon periodo.

Twitter grazie a Giphy vuole in tempo reale mettere a disposizione dei suoi utenti un nuovo strumento per spiegare meglio quella determinata situazione e contribuire alla creazione di una conversazione – spiega Alex Chung, fondatore e CEO di Giphy. Ogni giorno vengono create dal partner di Twitter una serie di GIF da utilizzare per notizie, intrattenimento, sport, e di espressione così da arricchire i tanti tweets pubblicati. Anche Riffsy, altro partner di Twitter nella nuova fuzione è entusiasta della nuova funzione David McIntosh, CEO e co-fondatore di Riffsy spiega che tramite una GIF si possono esprimere tante cose, utilizzando poi il nuovo motore di ricerca interno sarà ancora più rapido ed efficiente.

Una nuova funzione per Twitter, una nuova caratteristica per dare ai propri utenti qualcosa di nuovo, qualcosa di diverso. Le novità apportate al social dopo l’arrivo di Jack Dorsey sono state molte ma purtroppo i risultati dell’ultimo trimestre 2015 il futuro non danno ragione a queste scelte. L’inserimento per esempio dei sondaggi e adesso delle GIF sono sicuramente funzioni interessanti per gli utenti, nel caso di quest’ultima novità sono decisamente una facilitazione, non dovrò più cercarla, e poi caricarla su Twitter perché sarà lui stesso a metterle a disposizione tramite il tasto GIF. La novità come detto non è ancora attiva e verrà gradualmente rilasciata in tutto il mondo, non resta che aspettare e vedere se la scelta darà ragione a Twitter.