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Privacy.com: crea la tua carta di credito usa e getta

Privacy.com: crea la tua carta di credito usa e getta

Negli Stati Uniti, quasi il 70% dello shopping viene fatto online mediamente almeno volta al mese. Un’azione che per certi versi può essere considerata come di routine ormai vista la frequenza di utilizzo. Purtroppo insieme a questa abitudine va ad aggiungersi un problema molto importante: la sicurezza nel pagamento. La paura di pagare online con la propria carta di credito è molto diffusa, inserire il numero di carta di credito su un sito di e-commerce non viene accettato da tutti. Privacy.com, un interessante servizio negli Stati Uniti, nato proprio per questo scopo: ridurre i  timori dei consumatori nell’effettuare un acquisto online tramite carta di credito.

Utilizzando infatti la funzione Pay with Privacy verrà creata una carta di credito digitale monouso o usa e getta se preferite per effettuare solo e soltanto quel pagamento online. Grazie infatti ad un generatore casuale di numeri di carta di credito dal sito Privacy.com creerà la carta di credito poi, tramite un semplice plugin per il browser (Firefox o Chrome), oppure sul vostro iPhone sarà possibile effettuare il pagamento. Una volta utilizzata la carta di credito digitale si autodistruggerà evitando un possibile rischio di furto.

Iscriversi a Privacy.com è molto semplice, unavolta creato l’account basterà collegare la vostra banca al sito. Fatto questo sarà possibile utilizzare Privacy.com e creare un numero illimitato di carte di credito nel momento in cui dovremo fare un acquisto online. Oltre a questo il nuovo servizio permetterà di creare delle carte di credito dedicate in funzione del tipo di utilizzo, come ad esempio una scheda solo per l’abbonamento Netflix abbonamento, o per i vostri acquisti su Amazon. Oltre ad avere una carta di credito usa e getta Privacy.com ha voluto inserire anche l’autenticazione a due fattori, lo stesso sistema di sicurezza anti frode utilizzato da care di credito come Visa o Mastercard.

Privacy.com ha solo un piccolo difetto è attualmente disponibile solo negli Stati Uniti, non è possibile sapere quando e se arriverà in Europa e quindi in Italia. Sicuramente si tratta di un prodotto interessante che potrebbe davvero invogliare le persone contrarie al pagamento online ad effettuarne. Come detto però il servizio non è attivo in tutto il mondo e non potremo sfruttare la sua comodità.

 

Whatsapp è gratis e la sua crescita non si ferma

Whatsapp è gratis e la sua crescita non si ferma

WhatsApp ha annunciato alcuni giorni fa che i suoi utenti non dovranno più pagare 0,89€ per poter utilizzare l’applicazione. L’annuncio, ufficializzato in un post pubblicato lunedi sul suo blog, porterà ad un primo importante cambiamento per la società: la perdità di centinaia di milioni di fatturato all’anno. L’applicazione, particolarmente popolare in Europa, in buona parte dell’Asia , del Sud America e negli Stati Uniti, ha avuto una crescita incredibile negli ultimi anni e, molto probabilmente tra poche settimane raggiungerà l’importante traguardo di un miliardo di utenti. Come possiamo vedere nel grafico sottostante Whatsapp, partita nell’aprile del 2013 con 200 milioni di utenti, arriverà quasi sicuramente nel corso del 2016 a superare l’importante traguardo, superato da tempo da Facebook, società proprietaria del servizio di messaggistica numero uno al mondo.

La scelta di WhatsApp, come abbiamo detto, porterà ad una riduzione dei guadagni. A questo proposito la stessa società a voluto dare delle spiegazioni della scelta e quale sarà a questo punto il suo futuro. Un po’ a sorpresa la società, per compensare la perdita sul fatturato, data dal pagamento dell’applicazione, non inserirà annunci pubblicitari di terze parti come era facile prevedere, ma è al lavoro per sviluppare sistemi di guadagno alternativi. Nel corso del 2016, spiegà WhatsApp testererà una serie di nuovi strumenti pensati per utilizzare l’applicazione all’interno delle imprese e delle organizzazioni. In futuro potremo per esempio comunicare con la nostra banca per un chiarimento su un pagamento, con una compagnia aerea per avere informazioni su un volo in ritardo.

Oggi – spiega Whatsapp sul suo blog – riceviamo questa messaggi su altri servizi come un SMS o una normale telefonata. In futuro vogliamo portare tutto all’interno di WhatsApp, creando un unico punto di invio e ricezione per tutte le comunicazioni che riteniamo importanti. Vogliamo – conclude – mettere a disposizione dei nostri utenti un’esperienza più completa, ma sopratutto senza annunci pubblicitari spesso fastidiosi.

Infographic: WhatsApp Approaches 1 Billion Users | Statista
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2016: tempi duri per l’elettronica di consumo

2016: tempi duri per l’elettronica di consumo

Uno dei più grandi eventi sull’elettronica di consumo, il CES 2016, si è appena concluso. Accenture, una multinazionale americana che si occupa di consulenza, ha voluto effettuare un sondaggio internazionale per capire i pensieri e le inteznioni future degli utilizzatori di dispositivi elettronici. I risultati ottenuti pubblicati da Statista, sito che si occupa di analisi statistiche, sono abbbastanza preoccupanti, il decennio di innovazione e di forte crescita è a questo punto finito? La corsa alle nuove tecnologie sembra destinata a fermarsi.

Secondo i risultati dell’analisi fatta da Accenture, i consumatori sono molto meno intenzionati ad acquistare una nuovo dispositivo tecnologico rispetto all’anno scorso. I mercati a causa di questa contiuna crescita sono saturi e di conseguenza, vista una minore richiesta anche l’innovazione si è rallentata. Gli smartphone presenti oggi sul mercato, sono indubbiamente meglio rispetto a quelli commercializzati due anni fa, ma non non hanno comunque caratteristiche tali da convincere il consumatore medio ad acquistarlo.

Il 48 per cento non ha infatti intenzione di acquistare un nuovo smartphone nel corso del 2016 anzi, ha dichiarato di essere felice e soddisfatto del dispositivo attuale, non c’è insomma la necessità di sostituirlo.Il mercato sta rallentado, l’innovazione sta rallentando, forse è arrivato il momento che nuove tipologie di dispositivi guadagnino posizioni sugli attuali? Smartwatch, braccialetti fitness e altri dispositivi simili stanno guadagnando terrendo vista il loro differente utilizzo, ma meno del 15 per cento degli intervistati da Accenture acquisterà nel 2016 uno di questi dispositivi considerati più appetibili rispetto al classico smartphone.

Il progresso continuo purtroppo non esiste, prima o poi tutto si ferma e mettendo magari in crisi realtà che hanno puntato tutto su questo mercato. La crisi di questi anni dopotutto lo testimonia non si può continuare a sviluppare e produrre e pensare che tutti comprino il nuovo prodotto in una specie di sistema perfetto dove tutto viene sistematicamente sostituito. l’elettronica di consumo e quindi smartphone, tablet, laptpop e televisioni doveva rallentare prima o poi era prevedibile! I grandi colossi hanno spostato l’attenzione su altri dispositvi, a questo punto non resta che aspettare e capire se hanno fatto la scelta giusta.

 

Infographic: Tough Times Ahead for the Tech Industry? | Statista
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Integra Sbizzy e inizia a guadagnare con i numeri temporanei

Integra Sbizzy e inizia a guadagnare con i numeri temporanei

Tutelare la propria privacy su Internet è importante, proprio per questo è nato Sbizzy: un servizio che genera numeri ed indirizzi e-mail alternativi che può essere utilizzato quando si convalida un account, quando si inserisce un annuncio o per fare nuove conoscenze. Ma non è tutto qui, per chi gestisce un sito web, infatti ora ha la possibilità di integrare Sbizzy in modo totalmente gratuito e iniziare a guadagnare sui numeri temporanei che vengono generati. Esistono diverse modalità d’integrazione: banner, modal o API. Ovviamente un tecnico specializzato del servizio seguirà ogni interessato per decidere insieme quale modalità d’integrazione soddisfi le sue esigenze.

  • Banner – Verrà fornito un codice HTML da inserire autonomamente nel proprio sito, scegliendo la categoria di banner che si desidera e le dimensioni. Il guadagno verrà riconosciuto sui numeri acquistati attraverso quel banner.
    banner
  • Modal – All’interno del sito apparirà una finestra di dialogo con la procedura per creare direttamente il numero Sbizzy all’interno del sito dell’affiliato senza passare per quello di Sbizzy. Anche qui viene riconosciuta la percentuale sui numeri generati.
    modal
  • API – La forma d’integrazione più personalizzabile, consigliata per chi ha un traffico elevato nel sito. Verranno infatti fornite le API del sito di Sbizzy e l’affiliato potrà deciderne sia il prezzo sia occuparsi della gestione del servizio. Gli interessati avranno un wallet precaricato e per ogni numero che riescono a “vendere” noi toglieremo il costo del numero (inferiore a quello del sito), lasciando il resto all’affiliato.
    api

Per vedere nel dettaglio le singole integrazioni e controllare i guadagni maturati si deve iscrivere gratuitamente qui. Per maggiori informazioni e per essere contattati dal team di Sbizzy si deve mandare una mail a questo indirizzo.

Vuoi bloccare la pubblicità su iPhone e iPad? Ecco 6 interessanti adblocker

Vuoi bloccare la pubblicità su iPhone e iPad? Ecco 6 interessanti adblocker

Apple, con l’arrivo di iOS 9, ha messo a disposizione dei suoi utenti la possibilità di installare sui suoi dispositivi applicazioni per il blocco della pubblicità e di contenuti Web specifici, come per esempio i codici per la profilazione dell’utente. Su App Store sono molte le app, più o meno efficaci, che permettono questo tipo di blocco. Installarle è molto facile e, nel caso in cui si voglia vedere la pagina completa è sempre possibile ricaricarla con tutte le pubblicità. Utilizzando queste applicazioni i risultati saranno evidenti fin da subito, il caricamento delle pagine sarà infatti velocissimo e il consumo di dati e di batteria saranno sensibilmente ridotti. anche rispetto alla stessa visualizzaizone su rete fissa che deve fare comunque fare i contti con una certa quantità di dati pubblicitari che devono essere per forza scaricati per permettere la visualizzazione della pagina.

L’installazione di queste app è molto semplice, una volta scaricata e installata infatti basterà entrare nel Impostazioni, Safari e Blocchi dei contenuti. Nella pagina è poi possibile attivare più di una contemporaneamente e in alcuni casi, in funzione dell’applicazione installata, disporre di un pannello di controllo dove scegliere quali contenuti da bloccare, una white list insomma dove poter inserire i siti dei quali vogliamo continuare a vedere le pubblicità.

Ecco di seguito una selezione di 6 adblocker per iPhone e iPad, tra i più popolari ed efficaci disponibili:

Crystal – Una delle più semplici disponibili oggi su iPhone e iPad. L’applicazione è molto semplice senza particolari impostazioni e non permette di aggiornare una white list. A parte questo limite Crystal è un applicazione sempre aggiornata grazie al continuo lavoro degli sviluppatori. App molto utile e pratica per chi non vuole troppe impostazioni è disponibile su App Store a 0,99€

1Blocker – Questa è l’applicazione è adata a chi vuole un controllo maggiore sui contenuti. Attivato il blocco nelle impostazioni di sistema è poi necessario impostare i filtri all’interno dell’applicazione. 1Blocker è disponibile gratuitamente con la possibilità di bloccare un solo tipo di contenuto alla volta. Per avere funzioni più avanzate e di conseguenza filtrare tutti i contenuti come tracker, font web, widget è necessario passare alla versione a pagamento da 2,99€. Qui il link per scaricarla.

Purify – Presente su App Store dopo qualche mese di test in versione beta, Purify è l’applicazione più costosa tra le tante disponibili ma ritenuta da tanti una delle migliori. Questo adblocker permette di aggiornare la whitelist in una modalità molto semplice: visualizzata la pagina filtrare basterà fare tap sull’estensione nelle opzioni di condivisione su Safari. Purify è disponibile su App Store sia per iPhone che iPad al prezzo di 3,99€

Freedom – Completamente gratuito Freedom non dispone di opzioni che permettono all’utente di personalizzare i filtri. Una volta scaricato è possibile attivarlo dal menù Impostazioni di Safari dando subito risultati immediati come: il caricamento nella metà del tempo di una pagina web, un minor consumo della rete dati e della batteria. Freedom è disponibile su App Store gratuitamente.

Blockr – Rispetto alle altre applicazione Blockr è basato principalmente sulla protezione della privacy, molto spesso messa a rischio dalle pubblicità. Una caratteristica interessante presente in Blockr è la possibilità di creare delle whitelist per tipologia di contenuto, permettendo per esempio di bloccare i vari banner pubblicitari ma non i widget per la condivisione sui social. Blockr è disponibile su App Store al prezzo di 0,99€

Silentium – Sviluppata da Francesco Zerbinati si presenta come molto semplice e minimale. Silentium permette di bloccare banner pubblicitari e altri contenuti su Safari. Imporante segnale per Silentium la modalità di risparmio dati e la possibilità di disattivare i fastidiosi pop-up sulla cookie law attivi dal mese di giugno. Silentium è disponibile su App Store al costo di 1,99€.

iPhone 6s: 16GB si o 16GB no? Questo è il dilemma

iPhone 6s: 16GB si o 16GB no? Questo è il dilemma

L’evento Apple, nel quale sono stati presentati alcuni prodotti, si è appena concluso e, come succede spesso in questi casi, si tracciano le prime conclusioni. Una prima riflessione che possiamo fare riguarda i nuovi iPhone 6s che, un po’ a sorpresa dispongono ancora di una memoria interna da 16 GB. La decisione di Cupertino a riguardo può essere capita nell’ottica di mantenere all’interno della gamma un prodotto a minor prezzo ma, ai fini pratici, questo modello ha ancora senso di esistere?

Leggendo alcuni commenti online c’è chi lo riteneva già assurdo lo scorso anno, vedendolo anche sui nuovi iPhone 6s l’assurdità si è trasformata in follia. Il consiglio di molti, nel caso in cui si abbia l’intenzione di acquistare uno dei nuovi iPhone, è quella di non considerare per niente il modello da 16GB e, spendendo un po’ di più, acquistare il modello da 64GB o 128GB. Il rischio di un ripensamento è dietro l’angolo.

Ma perchè questi consigli molto chiari e molto decisi nello sconsigliare completamente il nuovo iPhone 6s 16GB? Perchè devo spendere più soldi per un telefono che, siamo sinceri, non ha un costo proprio così basso? Prima di vedere quali sono le ragioni va fatta una giusta premessa. Se utilizzo il mio iPhone con poche applicazioni, la lettura delle email e per navigare su internet, l’acquisto del modello da 16GB non è sbagliato, lo spazio a disposizione è sufficiente per un utlizzo tranquillo, forse troppo tranquillo.

L’utilizzo invece più intensivo, e con questo non voglio dire esagerato, non è compatibile con la versione a 16GB perche ne limita l’utilizzo e obbliga l’utente a fare delle scelte proprio in funzione dello spazio a disposizione. Il nuovo iPhone 6s avrà a disposizione il nuovo processore A9, componente che consentirà agli sviluppatori di realizzare contenuti grafici di alta qualità, come per esempio nel caso dei giochi. Questo metterà a disposizione dell’utente un prodotto migliore ma anche più spazio occupato sulla memoria dello smartphone, quindi a conti fatti 16 GB saranno limitanti. Sono molti i giochi che oggi possono tranquillamente superare anche 1 GB o 2 GB di spazio e l’arrivo del processore A9 non ridurrà sicuramente lo spazio occupato.

Apple Event iPhone 6S 01

Questo per quanto riguarda i giochi, se poi dovessimo considerare tutte le altre applicazioni la situazione non migliora. Tra i più utilizzati c’è iMovie che richiede 736MB di spazio per l’editing video 4K, che a loro volta richiedono spazio di memorizzazione, Microsoft Word che occupa 543MB. La somma di tutti queste applicazioni va a riempire molto rapidamente la memoria dello smartphone senza dimenticare la musica i download di video e la cache di iMessage.

Gli argomenti per non acquistare il modello da 16GB sono tanti ma dobbiamo anche considerare il prezzo di questi dispositivi, il prezzo del modello da 64GB e 128GB non è molto facile da digerire e tanti, proprio per queste cifre imporanti, ripiegano sul modello da 16GB. Decisione giusta, non possiamo dire il contrario, ma se richiediamo molto al nostro iPhone, prima di effettuare l’acquisto, è forse meglio spendere qualcosa in più per non doversene pentire in futuro.

PayPal.me: il pagamento adesso è social

PayPal.me: il pagamento adesso è social

PayPal lancia un nuovo servizio chiamato PayPal.Me che metterà a disposizione dei suoi utenti un nuova nuova modalità di pagamento più semplice e più intuitiva. Grazie alla novità introdotta sarà possibile, creando un URL personalizzato collegato all’account principale, ricevere una somma in denaro via sms, chat, email semplicemente condividendolo.

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Una volta condiviso, chi dovrà inviare soldi per esempio per saldare un debito, visualizzerà una semplice schermata nella quale potrà effettuare l’operazione. Per poter utilizzare PayPal.me è necessario disporre di un account PayPal. Il servizio di pagamenti, per rendere il servizio più accessibile, ha inserito nella sezione di  PayPal.Me la possibilità di creare velocemente il profilo così evitare all’utente di creare prima il profilo su PayPal e poi accedere al nuovo servizio.

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Se ci pensiamo bene, il denaro è una tra le cose più social – spiega il general manager di PayPal Italia Angelo Meregalli –  tramite l’utilizzo dei soldi si possono creare relazioni per esempio tra le persone e le aziende. Oltre ad essere conveniente per tutti, l’ingresso del sistema di pagamento all’interno dei social network è un processo del tutto naturale. I pagamenti digitali, soprattutto via smartphone, si stano diffondendo sempre di più – contiuna Meregalli – Apple, Samsung e Google sono da tempo al lavoro su applicazioni che permettano una transazione virtuale di denaro. Stesso discorso per Facebook che, per il momento solo negli Stati Uniti, sta testando l’invio di denaro tramite Messenger.

Guardando invece al nostro paese com’è la situazione ? In Italia i pagamenti digitali stanno crescendo del 20% ogni anno, secondo il Politecnico di Milano, un valore inferiore rispetto al resto dell’Europa. La strata è ancora lunga, ci sono ancora tante cose da sistemare prima di vedere utilizzato nella maggior parte dei casi il pagamento in digitale. Al di là delle tante applicazioni e possibilità che le tante aziende ci mettono a disposizione c’è da affrontare un discorso di mentalità. Sono ancora tante le persone che si rifiutano di utilizzare il pagamento in digitale per abitudine oppure per paura.

L’ostacolo grosso che si troveranno davanti le aziende come Apple, Samsung o Google è proprio qui. Cambiare la mentalità, le abitudini delle persone. Ci vorrà tempo, ci vorrà pazienza ma magari con un po’ di informazione fatta nel modo giusto, spiegando a chi è scettico di queste nuove modalità di pagamento che è meglio, veloce e sicuro. Le speranze di Meregalli nel parlare della novità PayPal.me sono molte. Speriamo – dichiara – di riuscire a rompere questo tabù dei soldi, un punto spinoso per tantissime persone. L’arrivo di questo nuovo servizio potrà essere la carta in più da giocare per ottenere nuovi utenti?

Architecture of Radio: l’app che vede le reti Wi-Fi intorno a noi

Architecture of Radio: l’app che vede le reti Wi-Fi intorno a noi

Sarebbe bello poter vedere intorno a noi le onde elettromagnetiche del segnale wi-fi per capire immediatamente se abbiamo o meno la copertura. A questo punto voi direte che questo è possibile solo in un film di fantascienza, nella realtà di tutti i giorni questo è praticamente impossibile. Avete ragione certo, ma fino ad un certo punto, perchè un ragazzo olandese ha sviluppato un’applicazione per iPad che ci permetterà di vedere queste onde e di conseguenza capire la copertura del segnale wi-fi.

architecture of radio

Richard Vijgen, questo il nome del ragazzo, ha creato Architecture of Radio, un applicazione per iPad che oltre a rilevare Wi-Fi, rileverà anche il segnale delle torri dei cellulari e dei satelliti di osservazione. L’applicazione non è ancora stata rilasciata, ma nella dimostrazione video condivisa è possibile vedere quali sono le sue potenzialità.

Nel video è possibile vedere che Architecture of Radio riesce a rilevare diverse reti Wi-Fi rappresentate da onde circolari e, nel momento in cui ne viene rilevato uno nuovo segnale, l’applicazione avvisa l’utente con un segnale acustico. Una versione specifica per interni per  rilevare i nodi di comunicazione all’interno di uno spazio espositivo sarà esposta all’inizio di questo mese presso il Centro per l’Arte e la tecnologia dei media ZKM di Karlsruhe in Germania.

Sul sito viene indicato che una versione per Apple iOS sarà disponibile da dicembre 2015, mentre gli utenti Android dovrano aspettare gennaio 2016. Richard Vijgen nel raccontare Architecture of Radio la immagina come una guida che permette di vedere il mondo nascosto delle reti digitali.

Dendroid: chiesti 10 anni di carcere  per il suo sviluppatore

Dendroid: chiesti 10 anni di carcere per il suo sviluppatore

Uno studente della Carnegie Mellon University, rischia fino a dieci anni di carcere per aver creato un malware per Android che permette di prendere il controllo dei dispositivi di altre persone. Morgan C. Culbertson, questo il nome del ragazzo, sperava di vendere la sua creazione Dendroid sul forum criminalità informatica Darkode.

Culbertson, ex stagista presso la società di sicurezza informatica FireEye, è statp dichiarato colpevole dal tribunale federale per aver sviluppato Dendroid, un software in grado di rubare foto, file, conversazioni telefoniche e altri dati personali da dispositivi con sistema operativo Android.

Dendroid, pubblicizzato su Darkode, era in vendita per 300 dollari, ma non è chiaro se sono sono state vendute delle copie. Culbertson oltre a questo ha anche pubblicizzato il codice sorgente della sua creazione, dando ad altri hacker la possibilità di sviluppare una propria versione. A questo proposito il suo avvocato, Emily McNally, ha dichiarato che non erano arrivate offerte a riguardo.

Mi dispiace per le persone a cui potrei aver compromesso la loro privacy per colpa di Dendroid – ha dichiarato Culbertson alla corte. Il giudice distrettuale Maurice Cohill Jr. ha per il momento permesso Culbertson di rimanere libero su una cauzione di 10.000 dollari, ma rischia fino a dieci anni di prigione per quello che ha creato, difficilmente però otterrà il massimo della pena. Culbertson fa parte delle 70 persone tenute sotto controllo dall’FBI in un’indagine su Darkode, un mercato creato dagli hacker gruppo Lizard Squad dove si effettuano scambi e condisioni di questo genere.

Questo è ormai uno dei tanti casi in cui viene arrestata una persona perchè ha creato o diffiso un programma altamente pericoloso per i nostri dispositivi ma soprattutto per la nostra privacy. Avere oggi tra le mani un disposiivo mobile è sicuramente comodo, sicuramente utile ma la nostra privacy è al sicuro, quanto siamo protetti e quanto possiamo proteggerci? Una domanda che non porta ad una risposta certa.

 

Dropbox: è possibile salvare gli URL

Dropbox: è possibile salvare gli URL

Dropbox, inserisce una nuova funzione nel suo cloud storage, grazie alla quale non sarà più necessario ricorrere ad un altro servizio di bookmarking per salvare un URL. Grazie a questa nuova funzione sarà quindi possibile memorizzare gli URL come se fossero dei normalissimi file all’interno del servizio. Per salvarli, grazie alla funzionalità drag and drop, basterà semplicemente trascinare il link all’interno della pagina. Una funzione molto pratica e veloce disponibile sia da web che da desktop.

Dropbox ha pensato proprio a tutto integrando la funzione anche nelle applicazioni mobile, dove tramite la funzione di condivisione sarà possibile salvare il file sia su Safari per iOS che Chrome per Android. Il link, una volta trascinato o condiviso per le applicazioni mobile, verrà memorizzato sotto forma di file insieme agli altri già presenti sul cloud e sarà immediatamente sincronizzati su tutti i dispositivi dov’è presente Dropbox, così da averlo sempre disponibile.

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La nuova funzione inserita da Dropbox sarà molto utile ai suoi tanti utenti che hanno a che fare con tanti URL, sia per gli utenti privati sia per il mondo del lavoro. Un esempio possono essere gli studenti che grazie a questa funzione potranno organizzare e memorizzare i tanti URL trovati magari durante una ricerca insieme ai documenti dello stesso argomento. Una soluzione molto pratica che gli permetterà di avere tutto ordinato e in un unico punto.

Il nuovo aggiornamento di Dropbox è molto interessante e andrà quasi certamente a rubare utenti ai tanti servizi di bookmarking presenti in rete. Avere tutto a disposizione nello stesso punto è davvero comodo, poter consultare nell’immediato sia file che link dello stesso argomento può fare sicuramente la differenza. Utilizzare la nuova funzione è molto semplice, sia la versione web che la versione desktop sono state aggiornate, restano a questo punto da aggiornare, in funzione del dispositivo Apple o Android, le app DropBox.