Android

Facebook per Android: addio Google Play Store?

Facebook per Android: addio Google Play Store?

Secondo alcune informazioni, condivise in rete dal sito 9to5google.com, Facebook starebbe effettuando una serie di test per capire quanto può essere indipendente dal Play Store di Google. A quanto parte il social numero uno al mondo vuole ridurre la dipendenza da Mountain View e quindi dalla sua applicazione per Android. Facebook avrebbe, a quanto pare, sviluppato di proposito degli errori per mandare in crash la sua app Android durante il suo utilizzo e capire quanto gli utenti siano dipendenti dal servizio.

Ma quali sono stati i risultati di questa mossa sinceramente non molto simpatica? Lo stesso Facebook ha riferito che gli utenti davanti al crash dell’applicazione si sono arresi e nella maggior parte dei casi per poter accedere comunque al servizio hanno utilizzato la versione mobile di Facebook. In alcuni paesi il social ha voluto utilizzare una politica differente permettendo agli utenti di scaricare l’applicazione dal proprio sito e non dal Play Store dove era stata eliminata.

La società non vuole essere troppo dipendente da Google per portare al successo la sua applicazione Android. Google in passato ha più volte minacciato di rimuovere l’applicazione dal Play Store, in un primo momento per la violazione di alcune regole della società e in un secondo momento per mettere a disposizione il dowonload dell’applicazione all’interno del suo sito invece di utilizzare lo store di BigG. Al di la di questo il diverbio tra le due società non è mai stato così grave da far pensare ad un uscita di Facebook per Android dal Play Store ma i test fatti dal social non fanno pensare ad un futuro insieme.

Quali sono le intezioni di Facebook a questo punto? I test effetuati per capire l’utilizzo dell’applicazioni a quali scelte porterà? Il social di Mark Zuckerberg vuole indipendenza, dipendere da altri non è nelle sue corde. In futuro gli utenti Android utilizzeranno ancora l’app scaricata da Play Store, l’app scaricata dal sito di Facebook oppure addirittura la versione mobile del sito web?

Dendroid: chiesti 10 anni di carcere  per il suo sviluppatore

Dendroid: chiesti 10 anni di carcere per il suo sviluppatore

Uno studente della Carnegie Mellon University, rischia fino a dieci anni di carcere per aver creato un malware per Android che permette di prendere il controllo dei dispositivi di altre persone. Morgan C. Culbertson, questo il nome del ragazzo, sperava di vendere la sua creazione Dendroid sul forum criminalità informatica Darkode.

Culbertson, ex stagista presso la società di sicurezza informatica FireEye, è statp dichiarato colpevole dal tribunale federale per aver sviluppato Dendroid, un software in grado di rubare foto, file, conversazioni telefoniche e altri dati personali da dispositivi con sistema operativo Android.

Dendroid, pubblicizzato su Darkode, era in vendita per 300 dollari, ma non è chiaro se sono sono state vendute delle copie. Culbertson oltre a questo ha anche pubblicizzato il codice sorgente della sua creazione, dando ad altri hacker la possibilità di sviluppare una propria versione. A questo proposito il suo avvocato, Emily McNally, ha dichiarato che non erano arrivate offerte a riguardo.

Mi dispiace per le persone a cui potrei aver compromesso la loro privacy per colpa di Dendroid – ha dichiarato Culbertson alla corte. Il giudice distrettuale Maurice Cohill Jr. ha per il momento permesso Culbertson di rimanere libero su una cauzione di 10.000 dollari, ma rischia fino a dieci anni di prigione per quello che ha creato, difficilmente però otterrà il massimo della pena. Culbertson fa parte delle 70 persone tenute sotto controllo dall’FBI in un’indagine su Darkode, un mercato creato dagli hacker gruppo Lizard Squad dove si effettuano scambi e condisioni di questo genere.

Questo è ormai uno dei tanti casi in cui viene arrestata una persona perchè ha creato o diffiso un programma altamente pericoloso per i nostri dispositivi ma soprattutto per la nostra privacy. Avere oggi tra le mani un disposiivo mobile è sicuramente comodo, sicuramente utile ma la nostra privacy è al sicuro, quanto siamo protetti e quanto possiamo proteggerci? Una domanda che non porta ad una risposta certa.

 

Twitter Audio Card: la musica in un tweet

Twitter Audio Card: la musica in un tweet

Twitter ha annunciato un nuova fuznione sulle sue applicazioni per dispositivi mobile che permetterà agli utenti di riprodurre musica direttamente da un tweet. La nuova Twitter Audio Card audio sviluppata permetterà ad alcuni utenti (c’è una lista sul blog di Twitter) di condividere l’audio caricato su SoundCloud con gli utenti in linea. A questo punti gli utenti saranno in grado di ascoltare questi file embeddati durante la visualizzazione della time line di Twitter. Twitter dichiara di aver appena iniziando a testare la nuova funzionalità e che in futuro prevede di estenderla a più creatori di contenuti e siti audio. L’applicazione, con la nuova funzione integrata è disponibile sia per iOS che per Android.

Fonte | blogTwitter

Hextris: ecco Tetris esagonale

Hextris: ecco Tetris esagonale

Ora che la mania per 2048 sta diminuendo, viene spontaneo chiedersi quale sarà il prossimo gioco di tendenza da installare sui nostri dispositivi mobile. Tra i tanti presenti in rete Business Insider, sito di notizie tecnologiche, segnala Hextris, un nuovo gioco di abilità che definische una reincarnazione di Tetris, ma in forma di esagonale. Il gioco consiste infatti nel disporre una serie tasselli colorati, che arrivano dai sei punti diversi, dui lati di un esagono posizionato centralmente. Per effetturare gli accoppiamenti corretti sarà poi necessario ruotare l’esagono andando ad accoppiare i tasselli dello sesso colore. Unendo quindi tre o più tasselli, scompariranno, facendo guadagnare punti al giocatore.

Il gioco è disponibile per quasi tutte le piattaforme, c’è infatti una versione per iOS e Android e per desktop integrato in Google Chrome. Per la versione mobile, basterà semplicemente toccare il lato sinistro dello schermo per ruotare l’esagono in senso antiorario e il lato destro per ruotarlo in senso orario. Durante la partita poi i tasselli colorati compariranno con maggiore intensità aumentando le difficoltà per il giocatore. Il gioco terminerà quando non si riusicirà a tenere il passo imposto dal programma e l’esagono si riempirà di linee colorate.

Hextris è stato creato da quattro ragazzi delle scuole superiori di Boston, Garrett Finucane, Noah Moroze, Michael Yang e Logan Engstrom che, presentati con il nome Team Snowman  hanno ottenuto il pimo posto al concorso HackExeter 2014. Successivamente Engstrom e Finuncane hanno poi ottimizzato e commercializzato il gioco mantenendolo open source. Alcune persone ci hanno detto che è divertente – ha detto Finuncane – dopo la prima presentazione i download del gioco hanno iniziato ad arrivare e ci siamo sorpresi dei risultati interessanti. I primi download stanno dando ragione a questi due ragazzi e secondo le prime impressioni Hextris potrebbe diffondersi molto rapidamente grazie alla sua semplicità e immediatezza nel giocarci. Potrebbe essere il nuovo 2048? Non resta che aspettare e vedere come la rete risponderà a Hextris il tetris esagonale!

Ecco il trailer di Hextris sul canale ufficiale:

Fonte | businessinsider

Smash: il nuovo braccialetto per tennisti

Smash: il nuovo braccialetto per tennisti

Molti dei dispositivi indossabili oggigiorno non raggiungono lo scopo desiderato, a causa delle innumerevoli funzionalità che poi si rivelano mal funzionanti. Ma oggi Smash ha trovato la soluzione con il nuovo progetto creato da Rob Crowder pubblicato su Kickstarter, basato su una specifica funzione e niente di più.

Smash non è altro che un braccialetto utile per migliorare il vostro modo di giocare tennis.Il dispositivo, tenendo traccia di ogni movimento che si fa, invia suggerimenti per migliorare la tecnica utilizzata. Solo questo, niente messaggi, chiamate o social network. Il dispositivo, dal design nero e flessibile, presenta dei LED così che Smash può comunicare con noi attraverso una applicazione, dove compaiono i nostri risultati con statistiche e nuovi record personali. Identifica qualsiasi nostra azione: l’inclinazione della racchetta, la velocità di impatto con la pallina, memorizza il numero totale degli shots suddividendoli per tipologia, rotazione e velocità.

Al suo interno Smash racchiude un accelerometro, un giroscopio, un magnetometro, una batteria ai polimeri di litio, un memoria flash, una porta USB per la ricarica e la connesione Bluetooth LE per il collegamento al vostro dispositivo con sistema operativo Android o iOS. Il braccialetto verrà messo in vendita a circa 190 dollari,  ma è possibile pre-ordinarlo ora per soli 120 dollari, anche se non sarà spedito fino all’inizio del prossimo anno. Per tutti  giocatori di tennis potrebbe essere molto utile, avere sotto mano tutte le statistiche degli allenamenti potrebbe essere un enorme vantaggio. Che ne pensate?

Fonte | technobuffalo

Google Search: inserito OK Google sull’app per Android

Google Search: inserito OK Google sull’app per Android

Google, ha creato un importante aggiornamento la sua ricerca app per Android presentato all’ultimo Google I/O. La funzione OK GOOGLE inserita nella versione 3.5.14, dove si aggiungono diverse nuove funzionalità, ma la più interessante è la possibilità di attivare una ricerca vocale da qualsiasi punto all’interno del sistema operativo. Questa caratteristica è stata inizialmente annunciata ad aprile, ma sta solo ora è stata inserita nell’applicazione.

Per attivare questa funzione, basta andare su Google Now, scorrere verso il basso, toccare Menu e passare a Impostazioni, quindi la voce, poi e l’impostazione Detection “Ok Google”. Dopo aver fatto questo, è possibile richiedere una ricerca vocale da qualsiasi Android semplicemente dicendo Ok Google seguito da un comando. interessante notare che questa funzione è attiva in tutto il sistema operativo, tra cui dalla schermata di blocco.

In aggiunta alla nuova funzione, viene aggiunta anche una nuova funzionalità denominata History Audio. Google dice che sarà ora possibile utilizzare le nostre ricerche per creare una storia che a sua volta renderà tutti i nostri comandi vocali e le ricerche molto più accurate. L’azienda dice che l’app imparerà frasi nuove, nuove pronunce, e molto di più. Comoda come applicazione vero? Google non smette mai di stupirci! L’aggiornamento è disponibile sul Play Store, anche se sembra essere non disponibile per tutti, il che significa che potrebbero essere necessari alcuni giorni per averla sul vostro dispositivo.

Fonte | 9to5google

 

Legion Meter: carica più velocemente il tuo smartphone

Legion Meter: carica più velocemente il tuo smartphone

Legion Meter PLX Devices è un piccolo dispositivo, un dongle per essere più precisi con connessione USB, presente attualmente su Kickstarter. Un accessorio che, secondo i suoi sviluppatori ,vi aiuterà a ricaricare il vostro iPhone o il vostro smartphone Android fino a due volte più velocemente. La campagna è appena iniziata con più di 20 giorni prima della data di scadenza ma il progetto ha già superato il suo obiettivo 10.000 dollari, raggiungendo l’enorme cifra di 260.000 dollari. Questo significa che Legion Meter è già stato finanziato.

Come abbiamo detto la nuova chiavetta accelera in modo sicuro la velocità di ricarica dello smartphone o tablet fino al 92%, tutti i dati di ricarica vengono poi inviati dal multimetro che  invia i dati di ricaica su un piccolo display OLED, dove si portà visualizzare la tensione, la corrente e la potenza in ore espressa in milliwatt.

Il sistema di accelerazione della carica ha due modalità di funzionamento spiega la società  – la modalità Apple e modalità Android selezionabile dall’utente così da convertire qualsisi porta USB e ottimizzare la velocità di carica del dispositivo. Il circuito PLX Charge Accelerator presente all’interno è in attesa di brevetto. Legion Meter può essere attualmente acquistato tramite Kickstarter a 49 dollari e dovrebbe essere spedito a partire da ottobre 2014.

PLX sta nel frattempo portando avanti altre due campagne su Kickstarter collegate a Legion Meter, stiamo parlando di una batteria esterna e della torcia Luxor. Ecco il video di presentazione del funzionamento di Legion Meter presente su Kickstarter.

Fonte | bgr

Google Search: adesso ti dice dove hai parcheggiato

Google Search: adesso ti dice dove hai parcheggiato

Google ha aggiornato in questi giorni, alla versione 3.4, la la sua app su Android con diverse nuove funzionalità interessanti. Tra le diverse novità disponibili ne vogliamo segnalare una su tutte, una funzione che potrebbe essere una comodità per i tanti utilizzatori di smartphone che hanno problemi con il parcheggio della loro auto. L’aggiornamento annunciato ad inizio del mese di aprile e ora disponibile su Google Search offre la possibilità di rilevare automaticamente la posizione dove avremo parcheggiato aiutandoci poi a ritrovarlo più tardi.

La domanda a questo punto è scontata: come fa Google a sapere se abbiamo parcheggiato? La risposta va cercata negli ultimi aggiornamenti lanciati dal colosso americano con l’applicazione Play Service e le tante funzioni che dispone. Tra queste troviamo Activity Recognition, presentata al Google I/O 2013, che tramite alcuni sensori, rileva il nostro movimento, se per esempio stiamo camminando, guidando o andando in bicicletta. La nuova funzione per Google Search, disponibile inizialmente solo negli Stati Uniti è attualmente utilizzabile anche in Italia.

Fonte | 9to5google

Twitter: tag e upload multiplo di foto nel nuovo aggiornamento

Twitter: tag e upload multiplo di foto nel nuovo aggiornamento

Twitter ha annunciato alcune nuove funzionalità per la sua applicazione per iPhone. Gli utenti con l’ultimo aggiornamento per iPhone app avranno quindi a disposizione nuove funzioni interessanti per gestire meglio le foto da condividere sul social. Tra la nuove funzioni potranno per esempio selezionare fino a quattro foto contemporaneamente all’interno di un tweet visualizzate poi come un collage.

 

Oltre alle foto multiple nei tweet, gli utenti saranno in grado di taggare altre persone nelle loro foto tramite un apposito pulsante. Interessante notare che i tag non ruberanno caratteri da utlizzare nel tweet, lasciando a disposizione dell’utente i 140 caratteri del tweet. Twitter ha inoltre dichiarato che in futuro, queste funzioni sarà rese disponibili anche per applicazioni di terze parti, come Tweetbot.

multiupload_final_1Twitter sta progettando anche alcune ulteriori modifiche, riporta il Wall Street Journal. Dopo aver annunciato la chiusura di #music la scorsa settimana, la società prevede di rinnovare la sua offerta musicale a sfruttando sia la conversazione via tweet che in streaming. L’azienda sta infine lavorando sulla possibiltà di offrire i video musicali sfruttando il servizio video che l’azienda sta attualmente sviluppando. Quando però tutte queste modifiche verranno attivate non è ancora chiaro, Twitter non ha rilasciato dichiarazioni in merito.

Gli aggiornamenti sono disponibili sia per iOS che per Android.

Mogees: trasforma il mondo in uno strumento musicale

Mogees: trasforma il mondo in uno strumento musicale

Pensando a questo dispositivo possiamo dire che ne è passato di tempo da quando ne abbiamo sentito parlare per la prima volta, ma ora dopo una lunga rincorsa Mogees ha finalmente fatto colpo su Kickstarter. Ma vediamo di capire di cosa di tratta e come funziona questo dispotivo. Mogees è uno strumento musicale un po’ speciale, infatti per poter produrre dei suoni questo dispositivo utilizza un microfono speciale sensibile che trasforma le vibrazioni prodotte dall’utilizzatore su una superficie traducendole in suoni tramite un applicazione dedicata. Il dispositivo è abbastanza sensibile da registrare praticamente tutto come per esempio quando si  trascina su un piano di vetro una moneta. Mogees per poter funzionare deve essere collegato alla sua app disponibile sia per Android che per iOS ed è possibile attaccarlo praticamente ovunque per iniziare a produrre un brano musicale.

Mogees in configurazione base costa circa 67 dollari e include l’applicazione in versione classic e il microfono. Se poi siete veramente interessati a questo dispositivo e volete incorporarlo in spettacoli dal vivo o registrazioni professionali è possible scegliere la versione pro in vendita a circa 100 dollari. Questa versione mette a disposizione dell’utente una lunga serie di diverse impostazioni audio e un microfono con maggiore sensibilità.

Ecco il video che dimostra il funzionamento di questo interessante dispositivo:

Fonte | engadget