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Tim Cook: Google e Facebook non proteggono la vostra privacy

Tim Cook: Google e Facebook non proteggono la vostra privacy

Si rivolge ad una platea ristretta Tim Cook per parlare nuovamente di privacy. Piu preciasmente durante la EPIC (Electronic Privacy Information Center) dove è stato nominato “Champion of Freedom”, il primo dirigente aziendale ad essere premiato. Così dopo aver parlato di diritti civili di energie rinnovabili, il CEO Apple affronta il discorso privacy e lo fa in modo molto deciso mettendo in evidenza che Cupertino ha una politica diversa rispetto a tutti gli altri. Nel suo intervento non ha fatto riferimento a nessuno ma i riferimenti a Facebook e Google erano molto chiari.

Nel suo discorso Tim Cook parla, senza dirlo apertamente del nuovo servizio Foto di Mountain View. Capisco che i servizi gratuiti siano belli e comodi per tutti – spiega il CEO Apple – ma noi pensiamo che non è giusto cercare tra i contenuti delle email, nella cronologia delle ricerche fatte online e di recente tra le foto di famiglia per ottenere informazioni da usare a scopi pubblicitari. Osservazione che non fa una piega quella di Cook ma dobbiamo considera che i ricavi maggiori di Apple arrivano dall’hardware come per esempio gli iPhone e non dalla pubblicità e servizi vari come avviene per Google e Facebook.

Proprio per questo Tim Cook può parlare in maniera molto sicura di questo aspetto, mettendosi nella posizione ideale di protettore della privacy e della sicurezza per i suoi utenti. Alcuni mesi fa il CEO di Apple aveva scritto una lettera aperta dove spiegava che la Cupertino non utilizza le informazioni personali come fonte di guadagno, non controlla i dati personali presenti negli iPhone e che infine che proprio per queste ragioni non ha mai fornito a nessun governo i dati privati dei suoi clienti. I dati personali – scrivera Cook – solo utilizzato solo per mettere a disposizione degli utenti Apple la migliore esperienza possibile.

Durante il discorso all’Electronic Privacy Information Center Tim Cook ha voluto parlare anche delle transazioni bancarie e più precisamente di Apple Pay, dei dati sulla salute, che secondo le previsione saranno il prossimo ostacolo in fatto di privacy. Il concetto è molto semplice – spiega Cook – ogni utente deve avere la possibilità di poter controllare le informazioni personali. La privacy è un diritto, un diritto fondamentale.

50 Canon EOS-1D X per realizzare un video Bullet Time

50 Canon EOS-1D X per realizzare un video Bullet Time

Un giorno in futuro, ne siamo sicuri la tecnologia ci permetterà di girare i video con effetto bullet time, quelli utilizzati in Matrix per capirci, direttamente da un unico dispositivo, ma fino a quando questo non sarà possibile l’unica possibilità è avere a disposizione una serie di telecamere come in questo video realizzato con 50 DSLR Canon. Lo Swiss DokLab TV società di produzione che ha pubblicato il suol lavoro sul Canon Professional Network (CPN), ha recententemente realizzato un filmato con questa tecnologia utilizzando 50 Canon EOS-1D X full-frame con obbiettivo EF 24-70mm f/2.8L II USM.

Normalmente, tale produzione sarebbe costata tantissimo circa mezzo milione di dollari, solo per acquisire le macchine fotografiche, ma fortunatamente per DokLab, tutto quello che doveva fare era chiedere a Canon. Avere a disposizione macchine fotografiche è stata la parte facile per DokLab, la parte difficile è stato realizzare il lavoro un’emittente pubblica svizzera, SRF, che le ha chiesto di documentare un nuovo sport chiamato surf bungee, dove i surfisti vengono trainati a velocità elevate, con una corda bungee. La società di produzione ha voluto dare al video leffetto Matrix sfruttando la tecnica bullet time costruendo un impianto speciale, lungo la riva dell’acqua e posizionare le 50 DSLR nella maniera corretta.

Considerando i costi e quanto sia difficile catturare questo effeto, l’installazione è stata sicuramente molto complessa e guardando il risultato possiamo dire che è davvero spettacolare. CPN ha poi pubblicato un resoconto dettagliato della configurazione, ma ha anche un video del dietro le quinte spiegano come DokLab ha realizzato filmato.

Fonte | digitaltrends