Russia: ecco la prima centrale nucleare galleggiante a prova tsunami

Mosca realizzerà la prima centrale nucleare galleggiante del mondo. Annunciata da diversi giorni la nuova centrale nucleare è stata pensata a prova di tsunami e di terremoti e una volta ultimata sarà installata in una zona artica della Russia, la regione di Chukotka per la precisione. Il progetto prevede la sua attivazione e quindi la produzione di energia a partire dal 2020.

Georgui Tijomirov, professore dell’istituto di Ingegneria e fisica di Mosca, parlando del centrale nucleare galleggiante ha spiegato che attualmente la piattaforma, sulla quale sono montati i due reattori nucleari, è all’interno di un cantiere navale dove verrà sottoposta ad una serie di test che termineranno entro la fine di quest’anno oppure, nella peggiore delle ipotesi nel 2017. Terminata questa serie di prove, la centrale nucleare galleggiante verrà trasportata a Pevek, la città più settentrionale della Russia. Nella città di destinazione nel frattempo è partita alla fine del 2015 la costruzione di una struttura necessaria per poter effettuare l’attracco dell’impianto. 

Parlando di numeri la piattaforma su cui saranno installati due reattori nucleari è lunga 144 metri e larga 30 pari a un peso di 21 mila tonnellate. I reattori KLT-40SK, verranno utilizzati in contemporanea e saranno in grado di produrre 40MW. I progettisti hanno stimato una riserva di combustibile nucleare per il funzionamento ininterrotto e autonomo dell’impianto per tre anni e una vita complessiva dell’impianto di 40 anni. Una curiosità riguarda infine i dipendenti dell’impianto che potranno disporre di ogni confort, sulla piattaforma infatti sarà realizzato un hotel 4 stelle.

nucleare-russia-galleggiante

Com’era facile prevedere non tutti sono d’accordo con questo modo di produrre energia, tra questi gli ambientalisti che considerano le centrali nucleari galleggianti delle vere e proprie bombe ad orologeria perché, accumulando una grossa quantità di uranio, potrebbero trasformarsi un vero e proprio bersaglio per i terroristi, obbligando lo stato proprietario dell’impianto a garantire la protezione. I progettisti russi, assicurano però che i reattori installati sono sicuri, come confermano i reattori installati su almeno tre rompighiaccio atomici. Fino ad oggi non si sono verificati fatti di questo tipo ma è sempre importante tenerli in considerazione. Va però ricordato che Chukotka, grazie alla sua sua posizione, è un luogo molto isolato e poco accessibile.

Per quanto riguarda il pericolo tsunami o terremoto, la centrale nucleare si solleverà sopra del livello del mare, la struttura dei reattori resa compatta e autonoma garantirà una migliore gestione della situazione di pericolo escludendo il ripetersi di un’altra Fukushima. Infine, nel caso in cui la centrale venisse presa di mira dai terroristi è importante ricordare che gli impianti di ultima generazioni sono dotati di una serie di sistemi di sicurezza che impediscono l’accesso diretto al combustibile.

Il tanto discusso nucleare continua ad esistere e anzi non sembra fermarsi. I nuovi impianti continuano ad essere sviluppati per incrementare la produzione di energia elettrica mai sufficiente per il nostro fabbisogno. Ma questa è davvero la strada giusta per produrre energia? Non esistono alternative più pulite che possono sostituire completamente una tecnica che se non gestita con cura può portare a pericoli inimmaginabili?