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Google-Twitter: i tweet saranno indicizzati, cosa cambia

Google-Twitter: i tweet saranno indicizzati, cosa cambia

I tweet entrano nella SERP di Google. La notizia del nuovo accordo arrivata in contemporanea sia da BigG che da Twitter annuncia la fine dei test di funzionamento e l’inizio dell‘integrazione dei tweet nei risultati di una ricerca effettuata su Google. La novità è disponibile sia in versione mobile che desktop.

I tweet verranno quindi inseriti nei risultati di una ricerca effettuata su Google e visualizzati subito dopo i primi risultati. Un esempio pratico? Scrivendo per esempio NASA Twitter troveremo come primo risultato l’account ufficiale dell’agenzia spaziale americana, le info correlate riguardanti il profilo e i tweet.

Google-Twitter

La visualizzazione non è però estesa a tutto il mondo, attualmente solo Google.com dispone di questa funzione e solo in lingua inglese. L’integrazione non fa poi differenza tra la versione mobile o la versione desktop, come detto, in entrambi i casi i tweet sono ricercabili. L’accordo tra Google e Twitter sembra un vero e proprio ritorno di fiamma e non a caso arriva dopo il ridimensionamento di Google+ che dopo l’ultima comunicazione del colosso americano si staccherà gradualmente dall’account principale del motore di ricerca.

Il fine di questo accordo sembra abbastanza evidente, il primato assoluto di Facebook sta intaccando sia la leadership di Google come motore di ricerca che l’utilizzo di Twitter come social, l’unione di questi due mondi potrebbe portare a risultati interessanti che andranno molto probabilmente ad aumentare le ricerche su Google e di conseguenza il traffico su Twitter.

Come cambierà a questo punto la ricerca su Google e la visibilità di Twitter integrato nella serp? L’inserimento, non c’è dubbio, sarà una novità interessante per chi vorrà ottenere maggiore visibilità ai propri contenuti consivisi su Twitter. Rispetto al passato i tweet hanno sicuramente più valore e questo non potrà che invogliare gli utenti Twitter a pubblicare più spesso sul social dando maggiore traffico sia a Google per la ricerca sia a  per Twitter per le visualizzazioni. La sfida a questo punto è aperta, chi vincerà tra il binomio Google-Twitter e Facebook?

 

Google ci ripensa e separa Google+ dal suo account

Google ci ripensa e separa Google+ dal suo account

Google, in un post pubblicato sul suo blog, aunnuncia importanti cambiamenti nella gestione dei suoi profili e in particolare di Google+. Il colosso americano, nello spiegare le novità che presto arriveranno, parla di un vero e proprio ripensamento spiega che decisioni prese in passato oggi vanno riviste in funzione delle esigenze e degli utenti che nel tempo possono cambiare. Il primo cambiamento riguarda Google+, che BigG descrive come un luogo dove le persone condividono i loro interessi comuni, dove le persone trovano le ispirazioni. In funzione di questo Google vuole dare di più ai suoi utenti e spiega che sono state aggiunte nuove caratteristiche come Google+ Collezioni dove è possibile raccogliere sotto varie i propri interessi e condividerli in rete e la nuova gestione delle foto dove presto sarà possibile indicare la posizione.

Il punto più importante del post sul blog Google riguarda la divisione di Google dal profilo Google+. La società spiega che l’unione sotto un unico account di tutti i servizi Google è stato molto apprezzato dagli utenti perchè molto comodo, ma attualmente non ha più senso che il profilo Google+ sia la carta di identità per gli altri prodotti Google utilizzati. Google+ camminerà quindi con le sue gambe e i nuovi utenti non saranno più costretti ad avere un profilo social nel iscrizione a BigG, le due cose saranno da oggi separate.

Nei prossimi mesi Google procederà con la divisione, tutti i servizi rimarranno invariati solo non più legati a G+. YouTube spiega Google nel post sarà il primo ad essere separato, successivamente toccherà a tutti gli altri. A modifica completata il nostro account Google non sarà quindi ricercabile a differenza di un profilo Google+. I tempi di realizzazione, leggiamo nel post, sono quantificati in alcuni mesi, non resta che aspettare il cambiamento o meglio la divisione del mondo G+ da Google. A questo punto è logico anche chiedersi: quanti, completata questa modifica, si cancelleranno dal social? Quanti erano i finti utenti presenti su Google+? BigG terminata la modifica potrà sicuramente saperlo ma sarà una bella o una brutta sorpresa? Non resta che aspettare.

Tim Cook: Google e Facebook non proteggono la vostra privacy

Tim Cook: Google e Facebook non proteggono la vostra privacy

Si rivolge ad una platea ristretta Tim Cook per parlare nuovamente di privacy. Piu preciasmente durante la EPIC (Electronic Privacy Information Center) dove è stato nominato “Champion of Freedom”, il primo dirigente aziendale ad essere premiato. Così dopo aver parlato di diritti civili di energie rinnovabili, il CEO Apple affronta il discorso privacy e lo fa in modo molto deciso mettendo in evidenza che Cupertino ha una politica diversa rispetto a tutti gli altri. Nel suo intervento non ha fatto riferimento a nessuno ma i riferimenti a Facebook e Google erano molto chiari.

Nel suo discorso Tim Cook parla, senza dirlo apertamente del nuovo servizio Foto di Mountain View. Capisco che i servizi gratuiti siano belli e comodi per tutti – spiega il CEO Apple – ma noi pensiamo che non è giusto cercare tra i contenuti delle email, nella cronologia delle ricerche fatte online e di recente tra le foto di famiglia per ottenere informazioni da usare a scopi pubblicitari. Osservazione che non fa una piega quella di Cook ma dobbiamo considera che i ricavi maggiori di Apple arrivano dall’hardware come per esempio gli iPhone e non dalla pubblicità e servizi vari come avviene per Google e Facebook.

Proprio per questo Tim Cook può parlare in maniera molto sicura di questo aspetto, mettendosi nella posizione ideale di protettore della privacy e della sicurezza per i suoi utenti. Alcuni mesi fa il CEO di Apple aveva scritto una lettera aperta dove spiegava che la Cupertino non utilizza le informazioni personali come fonte di guadagno, non controlla i dati personali presenti negli iPhone e che infine che proprio per queste ragioni non ha mai fornito a nessun governo i dati privati dei suoi clienti. I dati personali – scrivera Cook – solo utilizzato solo per mettere a disposizione degli utenti Apple la migliore esperienza possibile.

Durante il discorso all’Electronic Privacy Information Center Tim Cook ha voluto parlare anche delle transazioni bancarie e più precisamente di Apple Pay, dei dati sulla salute, che secondo le previsione saranno il prossimo ostacolo in fatto di privacy. Il concetto è molto semplice – spiega Cook – ogni utente deve avere la possibilità di poter controllare le informazioni personali. La privacy è un diritto, un diritto fondamentale.

Google: quanto ci conosce?

Google: quanto ci conosce?

La nostra presenza online, grazie allo sviluppo e alla creazione di nuove tecnologie negli ultimi anni è aumentata. La necessità di essere sempre connessi è sicuramente cresciuta, portandoci a passare più tempo in rete interagendo in maniera sempre più attiva con altri utenti. Quando effettuiamo ricerche, quando ci connettiamo con nuovi canali, quando compiliamo un form, andiamo inevitabilmente ad inserire una serie di dati personali in rete che vengono memorizzati e utilizzati per effettuare ricerche e statistiche dai colossi del web.

Una parte importante di questo mondo è gestita da Google, il motore di ricerca numero uno al mondo che in funzione delle nostre iscrizioni delle nostre ricerche, immagazzina dati stilando per ogni utente una sorta di scheda con la maggior parte delle operazioni immesse in rete. Ma quali sono le informazioni memorizzate da Google? Quanto ci conosce? Cosa possiamo permettergli di sapere e cosa possiamo in certi casi cancellare?

Vediamolo insieme in questi punti:

1. Google, analizza quello che un utente fa online come per esempio cosa cerca, come si muove tra le pagine. In funzione di questo proporrà una serie di annunci ottimizzati e dedicati per ogni singolo utente. A questo link è possibile vedere cosa Analytics, il sistema di analisi che si occupa di questo, cosa conosce dell’utente. Google da la possibilità a chi volesse, di cancellare queste informazioni e non permettere la pubblicazione di annunci durante una ricerca sul web tramite questo link.

2. BigG è principalmente un motore di ricerca che viene utilizzato da moltissimi utenti. Tutte le ricerche effettuate vengono memorizzate da Google ed è possibile vederle a questo link. La memorizzazzione di tutte le ricerche effettuate, è importante dirlo, avviene solo quando ci si è registrati su Google, in caso contrario non viene mantenuta traccia delle ricerche.

3.  Se in possesso di uno smartphone con sistema operativo Android, tutti le volte che verrà inviata la posizione Google la memorizzerà stilano un elenco delle localizzazioni indicando anche in quale giorno mese e anno è stata inviata. Questo è possibile vederlo a questo link.

4. Controllare la propria privacy è importante, Google aiuta in questo con la possibilità di ricevere un report sulla sicurezza e sulla privacy una volta al mese. A questo link è possibile effettuare questo tipo di richiesta semplicemente spuntando la frase “Inviami promemoria mensili per controllare l’attività del mio account”.

5. Quali sono le applicazioni che hanno accesso ai dati personali? Quali dispositivi li utilizzano? A questo link è possibile vedere tutto questo: dispositivi, applicazioni web e per dispositivi mobile. In questa pagina è poi possibile revocare l’accesso con cui non si vuole più condividere i dati personali.

6. Sesto punto ma non meno importante riguarda il backup. Google permette infatti di scaricare, suddiviso per applicazione o servizio, un copia di sicurezza dei dati personali. Il servizio di backup è disponibile a questo link.

10 ottimi motivi per utilizzare Google Plus

10 ottimi motivi per utilizzare Google Plus

Google Plus, un oggetto misteriso per molti, l’anti facebook per altri. Ma cos’è davvero questo servizio sviluppato dal motore di ricerca numero uno al mondo? Cerchiamo di capirlo insieme. Prima tutto è importante capire che Google Plus non è un social network possiamo definirlo un social layer per la sua struttura integrata completamente nell’ecosistema Google. Altro punto da chiarire riguarda Facebook, non è la sua alternativa, il social blu connette le persone, Google Plus lavora anche sui contenuti non solo sugli utenti.

Il social che anni fa davano per spacciato già alla sua uscita mette a disposizione degli utenti interessanti servizi e possibilità, un servizio completo che solo Google Plus può fare. Il confronto con Facebook non regge da diversi punti di vista, certo anche il social numero uno al mondo si sta completando con l’aggiunta di tanti servizi ma il layer messo a disposizione da Google Plus è unico.

Ma la domanda a questo punto è: perchè devo scegliere Google Plus, quali sono i motivi che potrebbero farmi cambiare idea? Proviamo a vederli insieme

  1. La personalizzazzazione dei contenuti come formattare il testo in grassetto e corsivo come un vero e proprio articolo da blog.
  2. Caricare una foto ad alta risoluzione, Facebook non permette di farlo, perchè riduce in automati la foto del 60/70%, redendendole magari di pessima qualità. Oltre a questo Google plus mette a disposizione una serie di strumenti per modificarle e quindi migliorarle. In più è possibile sapere le visualizzazioni di singola foto.
  3. I post pubblicati su Google Plus sono visibili nella SERP di Google e quindi più visibili in fase di ricerca.
  4. i contatti possono essere suddivisi in cerchie, delle liste dove sarà possibile suddividere le persone secondo una categoria. Alle cerchie sarà poi possibile, vista l’integrazione con GMail, inviare direttamente una newsletter.
  5. La grande differenza rispetto a tutti gli altri social è la possibilità di usufruire di una serie di servizi collegati tra loro come drive, calendar, youtube, da qui la denominazione di Social Layer
  6. Grazie a Google My Businnes è possibile creare delle pagine collegate con Google Analytics e Google adWords per delle campagne pubblicitarie.
  7. Seguire i temi trend come su Twitter, con la possibilità di sapere l’argomento più chiaccherato.
  8. Gestione avanzata dei post con la possibilità di disattivare i commenti e le condivisioni, effettuare l’analisi del post oltre comunque alle funzioni per modificare, eliminare e inserire gli hashtag.
  9. Sfruttare il widget del social come badge per il profilo sul tuo blog.
  10. Utilizzare il comment form nei post sul blog così da poter tener sotto controllo commenti e condivisioni

Conclusioni
I 10 punti che ho voluto elencarvi sono alcune delle cose che Google Plus ci mette a disposizione. Il social del motore di ricerca numero al mondo ci mette davvero a disposizione una serie di servizi che altri servizi non hanno, un servizio completo con vantaggio che portano a definirlo Social Layer e non più Social Network, un serie di servizi integrati nell’ecosistema di Google. Tu cosa ne pensi? Lo stai utilizzando oppure è ancora un oggetto misterioso?

Google e SpaceX insieme per una connessione ad internet nello spazio

Google e SpaceX insieme per una connessione ad internet nello spazio

Google e SpaceX, secondo le ultime notizie svilupperanno insieme una nuova rete internet. L’obbiettivo delle due società si sposta pero nello spazio, al di fuori dell’atmosfera terrestre, dove svilupperanno un nuovo tipo di connessione a livello mondiale. Protagonisti del progetto saranno quindi SpaceX, societa con a capo il suo fondatore Elon Musk CEO di Tesla e Google la più importante società del mondo web.

Il progetto ha iniziato a prendere forma nei giorni scorsi quado Musk ha dichiarato di voler costruire alcuni satelliti che una volta lanciati orbiteranno intorno alla terra ad un’altezza di 1.200 Km che collegati tra loro tramite un sistema laser andranno a formare una rete dati ad alta velocità. Per quanto riguarda le prestazioni il fondatore di SpaceX dichiara che sono superiori del 40% rispetto alla fibra ottica, dati davveero interessanti.

Questo nuovo progetto targato Google SpaceX potrebbe finalmente risolvere il problema della mancanza di una copertura mondiale su tutto il territorio terrestre andando a coprire zone ancora scoperte. La posizione di Google nel progetto secondo quanto riportato da The Information e Wall Street Journal, è quella dell’investitore, dove secondo quanto riportato metterà a disposizione di SpaceX un miliardo di dollari esattamente un decimo di quanto è stato stimato in fase di studio.

Come possiamo notare, i soldi messi a disposizione da Mountain View, non bastano per la realizzazione dell’intero progetto ma, molto probabilmente altre società affiancheranno Google e SpaceX in questo avvenieristico progetto. Le due aziende pubblicata la notizia non hanno rilasciato dichiarazioni per il momento considerando che tutto questo va a contrastare Project Loon, i palloni aerostatici sviluppati da Google per lo stesso obbiettivo. A questo punto non resta che aspettare una dichiarazione ufficiale da Google e SpaceX in merito per capire se questo progetto prenderà davvero forma, certo questo potrebbe essere davvero il progetto che connetterà ad internet tutto il nostro pianeta.

Fonte | 9to5google

Moffett Airfield sarà la nuova sede di Google X?

Moffett Airfield sarà la nuova sede di Google X?

Moffett Airfield, usata negli ultimi anni come pista di lancio per i jet privati dei fondatori di Google cambierà volto. L‘azienda ha infatti accettato un accordo in cui utilizzerà in leasing il campo di volo dalla NASA per i prossimi 60 anni. Un contratto di locazione dove Google assumerà le operazioni del campo di volo, mentre il governo degli Stati Uniti manterrà la proprietà del terreno. In un comunicato stampa, la NASA ha annunciato il contratto con la Planetary Ventures LLC, una società satellite gestita da Google per la parte immobiliare, investirà 1,16 miliardi dollari riducendo i costi di manutenzione e di funzionamento al governo per 6,3 milioni dollari all’anno. La parte migliore del comunicato stampa è questa citazione dell’amministratore NASA Charles Bolden: NASA amplia la propria presenza nello spazio, stiamo facendo passi avanti per ridurre la nostra presenza sulla Terra.

NASA e la US General Services Administration (GSA) continueranno comunque ad essere proprietari del terreno che comprende: Hangar One, Two, Three, un edificio per i test di volo campo di volo, due piste, e un campo da golf privato ma, tutto sarà gestito da Google che ha accettato di riabilitare e mantenere l’integrità storica di Hangar One e il quartiere storico Shenandoah Plaza. Si farà questo e altro ancora, secondo il comunicato stampa, Planetary Ventures investirà più di 200 milioni di dollari per ristrutturare oltre all’Hangar One, l’Hangar Two e Three, il funzionamento del campo di volo e infine la creazione di un servizio educativo aperto al pubblico per informare sui progressi tecnologici del nuovo sito ristrutturato e della Silicon Valley.

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Nel comunicato stampa viene riportato anche che, dopo la ristrutturazione di Moffett Airfield, Google utilizzerà il sito come sede per le proprie ricerche avanzate. Quando i lavori di ristrutturazione saranno stati completati, l’Hangar One diventerà la nuova casa per la sezione di ricerca e sviluppo di Google dove verranno sviluppati nuovi progetti nei settori dell’esplorazione spaziale, dell’aeronautica, della robotica e altre tecnologie emergenti. Tutto questo significa che il nuovo sito NASA sarà la nuova sede di Google X?

Fonte | techcrunch

Project Ara: ecco Spiral One, un nuovo prototipo funzionante

Project Ara: ecco Spiral One, un nuovo prototipo funzionante

Il futuristico Project Ara ha raggiunto un importante traguardo. Un nuovo video mostra il prototipo più avanzato visto fino ad oggi in grado di lanciare un app. Project Ara è l’ambizioso ambizioso progetto di Google che vuole trasformare il mondo degli smartphone creando dei moduli intercambiabili. L’idea di base del colosso americano è quella di creare telefoni i cui singoli componenti, come il processore, schermo, o la fotocamera, siano dei moduli che possono essere sostituiti così da permettere agli utenti di personalizzare i propri dispositivi a costi inferiori.

L’ultimo prototipo realizzato, chiamato Spiral One, è quello che presenta le dispone di maggiori funzionalità rispetto a tutti gli altri realizzati in precedenza. Nel video demo, il dispositivo Android viene acceso, il display sbloccato e lanciata un’applicazione. Google ha mostrato il primo prototipo funzionante all’ultimo I / O nel mese di giugno, dove le dimensioni e l’estetica lasciavano molto a desiderare rispetto al modello presentato nel video.

Google, seconodo quanto dichiarato da Paul Eremenko su Google+, promette il prototipo successivo, Spiral 2, sarà ancora meglio grazie ai nuovi componenti personalizzati realizzati da Toshiba aggiungendo che svelerà il prototipo alla prossima conferenza dedicata a Project Ara dedicata agli sviluppatori nel mese di gennaio. L’azienda è inoltre intenzionanta a rilasciare una nuova release del Module Developers Kit e rivelare i  primi disegni realizzati dagli sviluppatori.

Ecco il video dove viene presentato il prototipo di Project Ara Spiral One:

Fonte | mashable

Ecco le 50 aziende più innovative al mondo

Ecco le 50 aziende più innovative al mondo

Quali sono le aziende più innovative? La Boston Consulting Group (BCG) che ogni anno effettua questa ricerca ha recente pubblicato quella riguardante l’anno in corso. La classifica stilata dalla BCG va a confermare per nono anno consecutivo Apple come l’azienda più innovativa del pianeta seguita da una new entry passata dal terso a secondo posto. Stiamo parlando di Google che ha superato Samsung nel 2014.

Tre società nella top 50 troviamo la  giapponese Hitachi che si posizione al trentasettesimo posto, SalesForce.com di Marc Benioff atterrato al quarantesimo, e il produttore cinese di smartphone Xiaomi al trentacinquesimo posto. Tra i primi dieci troviamo anche aziende del settore automobilistico come Tesla Motors al settimo posto, seguita all’ottavo da Toyota Motor. In questo settore e quindi in questa classifica è presente anche un po’ di Italia con la Fiat al trentaduesimo posto.

Ma come è stata stilata questa classifica? La BCG ha intervistato più di 1.500 dirigenti a livello mondiale così da avere davanti a se una fotografia delle delle aziende più innovative al mondo. Ad ogni dirigente è stato chiesto di valutare le aziende nel loro settore e come secondo loro sono innovativi. I risultati ottenuti sono stati poi valutati in funzione della crescita degli azionisti negli ultimi tre anni e la crescita economica.

Ecco di seguito la classifica con le cinquanta 50 aziende più innovative di quest’anno:

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Fonte | businessinsider

 

Foto imbarazzanti? Ecco come rimuoverle

Foto imbarazzanti? Ecco come rimuoverle

Vi è mai capitato di essere fotografati e non ve lo aspettavate? Immortalati in un immagine magari sgradita che potrebbe trasformarsi in un cattivo biglietto da visita per un nuova possibilità lavorativa. Non è importante se quella foto magari sfuocata in cui siete addormentati con magari a fianco delle bottiglie risale a tanti anni fa, bisogna sempre ricordarsi che tutto quello che viene caricato sul web è per sempre. Come si può procedere allora nella rimozione di queste immagini indesiderate? Ecco una serie di procedimenti per i principali social network utilizzati:

Facebook

Prima di tutto, se venite taggati in una fotografia compromettente o imbarazzante, la prima cosa da fare è quella di rimuovere il tag, così da eliminare l’immagine tra le vostre foto. Fatto questo sarà possibile rimuovere definitivamene la foto che, nel caso fosse stata scattata da un vostro amico, non avrà probabilmente problemi a rimuovere l’immagine. Nel momento in cui questa richista non venissa ascoltata potrete richiedere la rimozione direttamente a Facebook scrivendo a info@support.facebook.com. Se questo non bastasse, un ulteriore possibilità è quella di scrivere sul Forum di assistenza di Facebook spiegando il problema.

Al di la di questi episodi che a volte possono verificarsi è importante controllare bene le impostazioni della privacy, così da permettervi prima di decidere se la foto può essere condivisa oppure no sulla vostra pagina personale.

Twitter

Per proteggersi su Twitter da foto e nel caso affermazioni poco corrette dovrete inviare una richiesta agli amministratori oppure utilizzando il centro di assistenza, spiegando i motivi della richiesta, spiegando quindi se si è coinvolti direttamente, chi è e quali motivi i moivi della segnalazione.

Google

Successivamente alla sentenza della Corte di Giustizia Europea, che ha imposto a Google la rimozione di alcuni risultati ottenuti dalle ricerche su motore di ricerca, nel momento in cui troviamo tra i risultati un link  che riteniamo inadeguati possiamo richiedere la sua rimozione attraverso questo link. Sembra davvero facile a questo punto, ma non è  proprio cosi, per ottenerne infatti la rimozione da Google non è sufficiente che la pagina sia, per qualsiasi motivo, indesiderata. La Corte di Giustizia spiega infatti che la pagina pagina in questione per essere rimossa deve avere anche al suo interno informazioni inadeguate o comunque sbagliate in relazione allo scopo per cui sono state pubblicate.

Instagram

Sul social di propietà Facebook nel momento in cui dovremmo trovare immagini indesiderate basterà per prima cosa selezionare Nascondi dal mio profilo e rimuovere il tag selezionando Eliminami dalla foto. Nel caso in cui non foste soddisfatti di questo tipo di rimozione sarà possibile segnalare ad Instagram l’immagine incriminata.