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NetRider: i mezzi di trasporto diventano hotspot gratuiti

NetRider: i mezzi di trasporto diventano hotspot gratuiti

Vi è mai capitato di essere in una grossa città alla ricerca di un HotSpot Wi-Fi e magari non trovare nelle vicinanze un bar, un locale che lo mettere a disposizione gratuitamente? Credo proprio di si. A questo punto se non ci sono punti di connessione vicine e se la rete dati del vostro cellulare vi ha abbandonato, le possibilità di connessione sono pari a zero. A quanto pare, grazie ad una startup portoghese una possibilità di connessione esiste.

NetRider, questo il nome del dispositivo, è stato testato a Porto, capitale del Portogallo, dove la startup, invece di pensare ad una fornitura di massa della rete wi-fi, ha pensato di equipaggiare diverse centinaia di veicoli con un router WiFi, più di 600 per l’esattezza. Grazie alla circolazione di questi veicoli la città sarà coperta anche in punti dove prima non era possibile avere connessione WiFi. L’azienda, per sviluppare al meglio il progetto, ha recentemente trasferito la sua sede negli Stati Uniti, dove però prima di tutto dovrà capire la regolamentazione legale per poterlo testare. NetRider verrà secondo le prime ipotesi testato in città come San Francisco, New York City e Austin prima di passare ad altre parti del paese.

NetRider è interessante non c’è dubbio, in altri paesi, come per esempio i Paesi Bassi, la presenza del wi-fi a bordo dei mezzi pubblici è già presente, ma questa vuole andare oltre e creare una vera e propria rete all’interno delle città. Ecco di seguito il video di presentazione di Veniam la società che ha sviluppato NetRider:

Fonte | ubergizmo

Wi-fi gratis in Italia: l’ennesimo tentativo?

Wi-fi gratis in Italia: l’ennesimo tentativo?

Alcuni parlamentari italiani hanno recentemente presentato una proposta per la connessione Wi-Fi gratuita in migliaia di luoghi pubblici con l’obbiettivo per colmare un divario con gli altri paesi europei dove la rete a banda larga è molto utilizzata. Attualmente in italia per poter accedere ad una rete internet all’interno di commerciali, taxi, aeroporti, tribunali e altri luoghi pubblici l’utente, causa legge Pisanu di qualche anno fa, deve inserire una password effettuando un vero e proprio login. Questo modo di connettersti sta bloccando l’utilizzo di questo tipo di rete e non sta favorendo l’utilizzo su larga scala della connessione Wi-fi.

Siamo davvero messi male quando parliamo di connesioni a Internet – spiega Sergio Boccadutri, membro del Partito Democratico che ha lanciato la proposta La connessione Wi-Fi avrebbe un grande impatto culturale e potrebbe aiutare l’economia a recuperare terreno, a partire da settori quali il turismo. La proposta, presentata questa settimana, ha il sostegno di più di 100 membri del parlamento e dovrebbe destinare il 5 milioni di euro, in tre anni, come contributo per l’acquisto delle attrezzature.

L’obbiettivo è quello di portare il disegno di legge all’esame del Parlamento entro la metà del 2015. Secondo un rapporto realizzato dal Politecnico di Milano, i prezzi elevati e la mancanza di infrastrutture di accesso sono i principali ostacoli alle famiglie che utilizzano e che vogliono utilizzare internet. I dati dello studio mostrato che la disponibilità di connessione dei servizi a banda larga con una velocità superiore a 30 megabit al secondo in Italia è inferiore a 1%, ben al di sotto della media europea che è parli al 6%.

Davanti a questi dati e a questi valori davvero bassi sulla diffusione della connessione wi-fi è forse arrivato il momento di fare qualcosa per risolvere questo problema? Certo questa proposta non risolverà i problemi più importanti del nostro paese come la disoccupazione ma sarà sicuramente uno slancio importante verso una tecnologia che in tutto il mondo si sta diffondendo e aiutando varie categorie nel proprio lavoro quotidiano. Speriamo solo che tutto questo diventi realtà, non l’ennesima proposta che si perderà tra le tante fatte in passato.

Fonte | reuters

Google: cabine telefoniche trasformate in hotspot a New York

Google: cabine telefoniche trasformate in hotspot a New York

Sarà sicuramente difficile da credere, ma a New York ci sono ancora più di 7.300 cabine telefoniche, uno spreco di spazio senza dubbio, specialmente in una città dove ogni metro quadrato è importante. Ma come possiamo sfruttare questi apparecchi ormai inutilizzati? Semplice! Trasformarli in hotspot WiFi! Il dipartimento di Information Technology e Telecomunicazioni di New York City ha convocato oltre 50 aziende per sostenerlo nel progetto di trasformare le cabine telefoniche in punti di accesso per la connessione ad internet.

Le compagnie telefoniche potrebbero quindi ottenere dei ricavi, non più dalle chiamate ma dall’utilizzo della rete dati. Presente alla convocazione c’era Google e sappiamo benissimo che ha tra i suoi obbiettivi quello di mettere a disposizione di più utenti possibile la linea internet e visto il progetto del dipartimento, una città come New York potrebbe essere un obiettivo importante per il colosso americaneo. Insieme a Google hanno risposto alla convocazione anche Samsung, IBM e Cisco.

Questo progetto è davvero interessante perchè si creerebbe una rete WiFi su gran parte della città, e non sarà necessario collegarsi ad una singola cabina perchè verranno collegate tutte insieme creando così un punto di accesso unico. New York City a questo punto potrebbe dare il via ad una nuova tendenza da cui tanti potrebbero prendere spunto e noi potremmo quindi beneficiare. Una idea intelligente per non sbarazzarsi di tutti i telefoni pubblici non c’è dubbio. Alcune persone ancora oggi non possiedono dispositivi mobili e allo stesso tempo tutti sappiamo quanto sia frustrante avere il telefono scarico e non avere nessun telefono nelle vicinanze.

Oggi pochi di noi considerano i telefoni pubblici perchè a causa dell’evoluzione della tecnologia sono inutili, sarebbe bello vedere che quei dispositivi abbandonati diventassero un nuovo punto di accesso dati. A questo punto non resta che sperare che questa idea venga sfruttata da molte altre città e visto che dietro a tutto questo ci sarà Google le possibilità che potrebbe accadere sono alte.

Fonte | androidauthority