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Dendroid: chiesti 10 anni di carcere  per il suo sviluppatore

Dendroid: chiesti 10 anni di carcere per il suo sviluppatore

Uno studente della Carnegie Mellon University, rischia fino a dieci anni di carcere per aver creato un malware per Android che permette di prendere il controllo dei dispositivi di altre persone. Morgan C. Culbertson, questo il nome del ragazzo, sperava di vendere la sua creazione Dendroid sul forum criminalità informatica Darkode.

Culbertson, ex stagista presso la società di sicurezza informatica FireEye, è statp dichiarato colpevole dal tribunale federale per aver sviluppato Dendroid, un software in grado di rubare foto, file, conversazioni telefoniche e altri dati personali da dispositivi con sistema operativo Android.

Dendroid, pubblicizzato su Darkode, era in vendita per 300 dollari, ma non è chiaro se sono sono state vendute delle copie. Culbertson oltre a questo ha anche pubblicizzato il codice sorgente della sua creazione, dando ad altri hacker la possibilità di sviluppare una propria versione. A questo proposito il suo avvocato, Emily McNally, ha dichiarato che non erano arrivate offerte a riguardo.

Mi dispiace per le persone a cui potrei aver compromesso la loro privacy per colpa di Dendroid – ha dichiarato Culbertson alla corte. Il giudice distrettuale Maurice Cohill Jr. ha per il momento permesso Culbertson di rimanere libero su una cauzione di 10.000 dollari, ma rischia fino a dieci anni di prigione per quello che ha creato, difficilmente però otterrà il massimo della pena. Culbertson fa parte delle 70 persone tenute sotto controllo dall’FBI in un’indagine su Darkode, un mercato creato dagli hacker gruppo Lizard Squad dove si effettuano scambi e condisioni di questo genere.

Questo è ormai uno dei tanti casi in cui viene arrestata una persona perchè ha creato o diffiso un programma altamente pericoloso per i nostri dispositivi ma soprattutto per la nostra privacy. Avere oggi tra le mani un disposiivo mobile è sicuramente comodo, sicuramente utile ma la nostra privacy è al sicuro, quanto siamo protetti e quanto possiamo proteggerci? Una domanda che non porta ad una risposta certa.

 

1 Mac su 5 è a rischio per attacchi malware

1 Mac su 5 è a rischio per attacchi malware

Tra le tante cose che diamo per scontate nel mondo dell’informatica c’è la quasi totale sicurezza che un dispositivo Apple non sia a rischio da virus o altri pericoli di questo genere, ma secondo una recente ricerca questo mito potrebbe essere sfatato. Proprio come accade per gli utenti di Windows XP che si rifiutano di eseguire l’aggiornamento a un sistema operativo più recente per essere più al sicuro da attacchi lo stesso vale per gli utenti Mac che utilizzano ancora la versione OS X 10.6 Snow Leopard, chi utilizza ancora questa versione dovrebbe davvero pensare di fare l’aggiornamento al più presto.

ComputerWorld fa notare che negli ultimi due aggiornamenti sulla sicurezza, Apple non li ha rilasciati per Snow Leopard ma solo per per Lion, Mountain Lion e Mavericks. Questo significa che chiunque utilizzi ancora Snow Leopard sul proprio Mac, attualmente il 19% degli utenti, non avrà i recenti upgrade di sicurezza e i computer saranno quindi potenzialmente esposti agli attacchi.

A questo punto ci si chiede perché di Apple non ha pubblicizzato la mancanza di questi aggiornamenti e la logica chiusura del supporto Snow Leopard, mentre Microsoft sta dicendo da più di un anno che sta per chiudersi il supporto per Windows XP entro questa primavera? Andrew Storms, direttore di DevOps, società che si occupa di sicurezza di proprietà di CloudPassage, ha dichiarato a ComputerWorld, che tutto questo arriva da una scelta coerente di Apple nel non dire il minimo indispensabile agli utenti  su quanto succede ai suoi prodotti.

Tuttavia ci sono buone notizie per gli utenti Apple, a differenza di Microsoft, Windows XP come è stato detto chiuderà e chi avrà questo sistema operativo rimarrà chiuso, Cupertino ha lanciato l’aggiornamento a OS X 10.9 Mavericks libero in modo che anche i possessori di Snow Leopard possano aggiorarsi al sistema operativo più recente.

Fonte | bgr