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Cosa Facebook sa di noi analizzando i nostri Mi Piace?

Cosa Facebook sa di noi analizzando i nostri Mi Piace?

In funzione di tutti i nostri mi piace Facebook cosa può sapere di noi? Può arrivare a capire cosa ci piace e cosa no? La risposta è si, il social numero uno al mondo è in grado, analizzando quello che facciamo, di tracciare un profilo e capire la nostra vita privata e i nostri interessi. A questo proposito la Facoltà di Psicometria dell’Università di Cambridge ha realizzato uno strumento che, analizzando la nostra attività su Facebook, è in grado di delineare chi siamo, cosa facciamo, se abbiamo o meno una relazione e cosa ci piace. Lo strumento realizzato, riesce a sapere tanto di quello che siamo e cosa facciamo su Facebook semplicemente in funzione del nostro comportamento. Non è perfetto in tutti i suoi aspetti, ci sono infatti alcuni errori e alcuni limiti di lettura ma questo non toglie il fatto che sia un interessante progetto.

Il nuovo strumento chiamato Apply Magic Sauce tool realizzato dall’università indovinerà il sesso, l’orientamento sessuale, la religione, il posizionamento politico e altro ancora. Oltre a questo il software dirà anche che tipo di personalità abbiamo analizzando quello che ci piace. Potrebbero esserci delle sorprese, lo strumento, come era prevedibile non è infallibile e alcuni dati potrebbero essere una sorpresa, dirci per esempio che abbiamo una personalità diversa da quella che pensavamo di avere oppure un orientamento politico completamente opposto alle nostre idee. Provare il software è semplicissimo, cliccando su Apply Magic Sauce tool potrete accedere al sito dove  cliccando Predict my profile e dando l’accesso al programma a Facebook in pochi secondi il tool vi presenterà il profilo.

Davanti a questo programma, sicuramente interessante, la curiosità di sapere che cosa Facebook sa di noi cresce, sapere come, in funzione delle nostre scelte, che tipo di personalità abbiamo ci attira molto. Appena trovata e letta la notizia di questo tool anch’io ho provato a cliccare per vedere cosa Facebook dice di me ma, appena fatto mi sono fermato chiedendomi: ma cosa sa il social di me? Niente di preoccupante stiamo tranquilli, però mi chiedevo: se Apply Magic Sauce tool riesce a sapere questo di noi quanto in più sa Facebook?

La nostra privacy la nostra protezione estiste davvero oppure siamo semplicemente all’interno di un sistema dove ogni informazione che inseriamo viene utilizzata per farci vedere quello che ci piace e invogliarci a seguire, commentare e condividere determinate cose? La risposta penso di saperla.

Facebook: via i contatti inattivi dalle pagine Mi Piace

Facebook: via i contatti inattivi dalle pagine Mi Piace

Facebook in un comunicato appena pubblicato rende noto che nelle prossime settimane, più precisamente dal 12 marzo, rimuoverà  i Like delle pagine Mi Piace degli account disattivati o appartenenti a persone defunte. Scopo di questa operazione, fornire un numero più affidabile possibile di iscritti ai gestori delle pagine.

Questo porterà alla diminuzione dei Mi Piace in alcune pagine in funzione dei contatti inattivi presenti. Questa notizia potrebbe essere un problema per chi ha comprato account fake per incrementare il numero dei Mi piace. La procedura comunicata da Facebook non è nuova, alcuni mesi fa infatti  Instagram, social di proprietà Facebook, aveva messo in pratica una pulizia simi e alcuni account avevano perso fino al 50% degli iscritti. Ecco di seguito il comunicato stampa in italiano:

Molte aziende usano i dati delle loro Pagine per capire chi sono i loro iscritti e cosa sta loro a cuore. Per far sì che quei dati siano più affidabili e significativi, stiamo aggiornando il modo in cui vengono contati i “Mi piace” delle Pagine, rimuovendo dalla conta degli iscritti gli account che nel frattempo sono stati disattivati o appartengono a persone morte. Questo cambiamento fa sì che i dati di Facebook siano aggiornati e coerenti.

Rimuovere gli account inattivi

Ci sono principalmente due buone ragioni per rimuovere dalla conta dei “Mi piace” gli account disattivati o appartenenti a persone morte:

  • Per i proprietari delle Pagine: la rimozione di questi account fornisce ai proprietari delle Pagine dati sempre aggiornati sulle persone che seguono davvero i loro aggiornamenti, e rende più facile identificare e trovare un pubblico simile per i loro annunci a pagamento.
  • Per coerenza generale: filtriamo già dai singoli post i “Mi piace” e i commenti generati da account disattivati o di persone morte, quindi questo rende i nostri dati coerenti tra loro.

Cosa aspettarsi

Nelle prossime settimane i gestori delle Pagine vedranno un piccolo calo nel numero dei “Mi piace”, come conseguenza di questo aggiornamento. È importante ricordare, però, che i “Mi piace” rimossi appartengono a persone che erano già inattive su Facebook.

Per il futuro, tutti gli account volontariamente disattivati o appartenenti a persone morte saranno rimossi automaticamente dalla conta dei “Mi piace” delle pagine a cui erano iscritti. Qualora un account disattivato venisse poi ri-attivato, sarebbe aggiunto alla conta dei “Mi piace” delle pagine a cui era iscritto.

Se i dati su Facebook sono più significativi e affidabili, tutti ci guadagnano. Speriamo che questo aggiornamento renda le Pagine ancora più preziose per imprese e aziende.

Facebook: tasto non mi piace si o no?

Facebook: tasto non mi piace si o no?

La maggior parte degli utenti di Facebook ha sicuramente sentito il bisogno di un pulsante Non mi piace almeno una volta nella vita, ma ad oggi il primo social al mondo non ha apparentemente preso in considerazione la richiesta. Successivamente alle ultime novità su CEO Mark Zuckerberg condivise in rete, qualcosa a prosito si sta muovendo, ma prima di vedere qualcosa di concreto dovremo aspettare ancora. Diverse persone – dichiara Mark Zuckerberg – hanno chiesto un pulsante diverso dal solito Mi Piace, così da poter dire che qualcosa non è positivo, ma non abbiamo intenzione di farlo, perchè credo che non sia un bene per la community.

Guardando però la cosa da un altro punto di vista, è piuttosto imbarazzante mettere Mi Piace ad uno stato che contiene una cosa tragica come per esempio un lutto in famiglia. Zuckerberg a questo proposito ha sottolineato che ci sono diversi sentimenti tra le persone e e che nella vita di tutti i giorni non tutto è positivo. Per capire meglio tutto questo – spiega il CEO di Facebook – il social attualmente sta cercando di capire come la gente potrebbe esprimere una gamma più ampia di emozioni. Proseguendo nella ricerca – continua Zuckerberg –  molto probabilmente si arriverà ad inserire qualcosa di simile ad un pulsante Non Mi piace così da poter esprimere emozioni diverse.

Tutto questo potrebbe davvero gradito dalla community Facebook? Non resta che aspettare per capire se ci saranno sviluppi in merito.

Fonte | neowin

Facebook: il post perfetto in 4 mosse

Facebook: il post perfetto in 4 mosse

Quanto sarebbe bello sapere subito se il post appena pubblicato su Facebook otterra un alto numero di clic, di mi piace e di commenti. Ovviamente tutto questo è impossibile l’unica soluzione è quella di creare un post perfetto in partenza in tutte le sue parti per giocarsi così al meglio le sue possibilità. A questo punto la domanda sarà: come si fa a creare il perfetto post per Facebook? La risposta la possiamo dare in 4 punti, che andranno a formare un contenuto completo in tutte le sue parti che gli permetterà di ottenere la massima visibilità on-line.

Da un interessante post pubblicato da TheNextWeb, da cui ho preso spuno ho voluto riportare di seguito 4 punti da tentere in considerazione per realizzare un post perfetto:

  1. Un post perfetto ha un link

  2. Un post perfetto è breve, ha meno 40 caratteri, se possibile

  3. Un post perfetto non va pubblicato nelle ore di punta

  4. Un post perfetto fa parte di una strategia di condivisione

Proviamo ad entrare nel dettaglio per capire meglio cosa andrebbe fatto:

1. Un post perfetto ha un link

Prima di tutto possiamo analizzare questo dato direi abbastanza interessante: i post che contengono un link ottengono il doppio dei clic rispetto ai link con immagine. Questi dati provengono da Facebook stesso, che ha eseguito degli studi sul numero di clic per diversi tipi post. Quando stiamo per condividere un contenuto su Facebook e dobbiamo scegliere tra un link e una foto è meglio il primo.

2. Un post perfetto è breve, ha meno 40 caratteri, se possibile

I messaggi di questa lunghezza tendono a ricevere più commenti, insomma più coinvolgimento. Uno studio di Buddy Media su 100 top account di Facebook ha riscontrato che un post con 40 caratteri o meno riceve un maggiore coinvolgimento. A tal proposito è importante notare che spesso questi messaggi brevi sono quelli meno frequenti.

Altri studi hanno confermato che più corto è il testo migliore è la resa. Maxim e BlitzLocal hanno studiato pià 11.000 pagine di Facebook arrivando alla conclusione che l’engadgement è aumentato quando i post sono più brevi. Track Social  nel suo studio ha ottenuto lo stesso risultato: i cosiddetti messaggi brevi da zero a 70 caratteri hanno ottenuto più like, più commenti.

3. Un post perfetto non va pubblicato nelle ore di punta

Il pensiero da fare è semplicemente questo: se pubblico un post in una fascia oraria in concorrenza con centinaia di migliaia di post il mio aggiornamento sarà inghiottito dagli e non verrà visualizzato da nessuno. Tra i vari studi fatti è interessante vedere alcune conclusioni di Track Maven che dopo aver analizzato 5.800 pagine e oltre 1,5 milioni di post è arrivato a queste conclusioni per ottenere visibilità: pubblicare il sabato e la domenica e dopo l’orario di lavoro.

Un ulteriore suggerimento, per verificare se questi suggerimenti funzionano, è quello di effettuare dei test, in funzione dei risultati in fatto di visibilità e coinvolgimento sarà possibile decidere quando è meglio pubblicare.

4. Un post perfetto fa parte di una strategia di condivisione

Mark Schaefer e Tom Webster hanno analizzato i dati su 8.000 pagine di Facebook per identificare come le marche hanno risentono dell’apparente calo di portata. Da questa analisi i risultati ottenuti sono abbastanza interessanti, il 70% delle pagine ha avuto un calo del 30% della portata organica. Ma come è possibile risolvere questa riduzione di visibilità? Prima di tutto devono esserci due condizioni: un buon pubblico che segue la pagina e la pubblicazione di contenuti di buon livello. A questo punto cosa manca? Una linea editoriale nella pubblicazione.Le pagine di successo grazie a questo riescono a creare aspettativa tra i loro fan, pubblicando ovviamente contenuti di qualità

Conclusioni

Questi quattro punti non sono ovviamente una soluzione a tutti i problemi di visibilità che una pagina Facebook potrebbe avere, sono alcuni suggerimenti su come far rendere al meglio quello che pubblicate e pubblichiamo. Ma se in un buon piano editoriale per la nostra Like Page staremo attenti ad inserire per esempio un link, ottimizzare al meglio il testo inserito decidere quando pubblicare e come pubblicare, faremo fare alla nostra pagina un buon salto di qualità che con impegno e un po’ di pazienza otterrà buoni risultati. Se avete suggerimenti o altre tecniche di condivisione e vi va di condividerla inseritela nei commenti.

5 punti per rendere più coinvolgente la tua pagina Facebook

5 punti per rendere più coinvolgente la tua pagina Facebook

Rendere interessante la propria pagina Facebook non é così semplice a volte e alcuni consigli e qualche piccolo trucco potrebbe tornarci utili a volte. Facendo una breve ricerca in rete abbiamo trovato una serie di suggerienti di Buffer che ci possono aiutare a realizzare un post interessante per aumentare il coinvolgimento in rete e perchè no faccia aumentare il numero di mi piace.

  1. Foto – La presenza di foto sul post é molto importante per aumentare l’interesse dell’utente. Secondo una statistica di Kissmetrics la presenza di una foto aumenta del 53% i mi piace e del 104% i commenti. L’utilizzo di foto poi invoglia a cliccare sul link rispetto a un post di viene visualizzato solo testo.
  2. Post corti – Fare post corti su Twitter é praticamente obbligatorio perchè non possiamo superare i 140 caratteri, ma anche su Facebook questo modo di scrivere sembra essere molto apprezzato. Un post di massimo 250 caratteri ci permette di ottenere un coinvolgimento maggiore, che può arrivare al 60%. Essere chiari, rapidi e coincisi è quindi molto importante e probabilmente farà aumentare i mi piace.
  3. Emoticons 😉 – Se pensate che le emoticons siano cose da teenagers e non pensate siano adatte a voi, vi state sbaliando. Le faccine, contrariamente al pensiero comune creano attenzione portando il oltre il 30% in più di commenti e condivisioni e quasi il 60% in più dei mi piace.
  4. Giovedì e Venerdì – Se pubblicate un post il giovedì e il venerdì ha sicuramente più probabilità di essere letto. Questo è dovuto all’effetto week-end in arrivo perchè meno le persone vogliono pensare al lavoro, più tempo passano sui social e sono più disponibili a leggere un post.
  5. Domande – Se si vogliono ottenere molti commenti la strada migliore è quella di utilizzare le domande perchè fanno aumentare il livello di coinvolgimento e invogliano il lettore a rispondere esprimendo la sua opinione. Quindi per procurarsi commenti il trucco è chiudere un post con una domanda. Ma bisogna però considerare un fattore. Una ricerca di HubSpot mettee in evidenza che il numero di commenti aumenta grazie alle domande ma fa diminuire il numero di “mi piace” e di condivisioni.