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Google Car: un aiuto per la criminalità secondo l’FBI

Google Car: un aiuto per la criminalità secondo l’FBI

Le futuristiche Google Car, le vetture a guida automatica, come i veicoli sperimentali di Google, saranno a disposizione degli utenti nei prossimi anni, sicuramente un importante cambiamento per l’industria dell’automobile. Non è della stessa idea l’FBI che in un rapporto riservato pubblicao sul The Guardian esprime le sue preoccupazioni a riguardo. La Federal Bureau of Investigation mette in evidenza il fatto che in futuro i criminali possano usare questa tecnologia per raggiungere i loro scopi così da poter fare altre cose mentre l’auto gli aiuta a sfuggire dalla polizia. Secondo l’agenzia di investigazione americana le auto a guida automatica avranno un forte impatto sul mondo della criminalità grazie ad un possibile utilizzo sbagliato di questi nuovi strumenti.

L’agenzia prevede in futuro che alcuni criminali sarannoo sicuramente in grado di personalizzare il software a bordo delle vetture smart per eludere la polizia bypassando le regole della strada. Avere le mani libere durante un inseguimento inoltre darà loro la possibiltà di sparare agli inseguitori. In altri scenari, le Google Car potrebbero essere programmate per colpire determinati obiettivi dopo essere state riempito di esplosivo, l‘FBI le dipinge come armi letali.

Tuttavia, l’FBI riconosce anche che le Google Car saranno molto utili per i consumatori abituali, e potrebbe portare a un’importante riduzione degli incidenti causati dall’errore uman. L’agenzia come abbiamo detto fa notare che queste auto possono aiutare i criminali, ma potranno anche aiutare la polizia e le agenzie che analizzando il traffico potranno inseguirli in un modo più efficace. La sorveglianza sarà sicuramente più efficace e più facile, con meno possibilità che la pattuglia perde di vista l’obiettivo – si legge nel rapporto – gli algoritmi potranno controllare a distanza un sospettato senza dover avere per forza un conatto visivo.

Nel frattempo, le auto di Google sono ben lontane dal diventare minacce per l’FBI, come possiamo notare dai dati condivisi il veicolo di Google non può superare le 25 miglia orarie, velocità non molto utile ad un criminale che vuole sfuggire alal polizia.

Fonte | bgr

Moves per iPhone: modificata politica sulla privacy

Moves per iPhone: modificata politica sulla privacy

Moves un applicazione per controllare l’attività fisica è stata recentemente acquistata da Facebook. L’acquisizione da parte di Menlo Park ha portato alcuni vantaggi interessanti all’applicazione come per esempio il fatto di renderla immediatamente gratuita ma, come molti temevano , la società ha anche modificato la le regole sulla privacy. Per consentire una maggiore condivisione e di conseguenza un maggiore flusso di informazioni anche dal punto di vista della publicità Moves è adesso collegata a Facebook come era prevedibile tutti i dati di ogni singolo utente sono a disposizione per eventuali campagne di marketing realizzate dalle società collegate al social numero uno al mondo.

L’introduzione di queste nuove regole potrebbero non piacere a molti utenti Moves, vedere i propri dati condivisi in rete e magari dati in pasto a società di marketing collegate a Facebook non è proprio il massimo dobbiamo dirlo. Va detto anche che tra i tanti utenti che sono a favore della condivisione dei contenuti, ci sarà anche chi apprezzerà questo nuovo modo di condivisione e poca protezione. E tu da che parte stai? Meglio una protezione dei propri dati oppre una condivisione completa?

Fonte | theverge

 

Facebook posso modificare il mio Look Back?

Facebook posso modificare il mio Look Back?

Se sei un utente di Facebook, probabilmente avrai creato il tuo Look Back, il video che raccoglie i momenti principali da quando ti sei iscritto. Il video, come tutti sappiamo, è stato lanciato per il decimo anniversario del social network e come era logico pensare si è subito dimostrato molto popolare tra gli utenti di Facebook e tutti vogliono condividerlo in rete.

Tuttavia, manca una funzione importante a questo video: la modifica. Se andiamo però a controllare la pagina di aiuto per il Look Back possiamo vedere che si parla di una funzione di modifica che spiega di cliccare in un determinato punto per poter modificare il filmato, di utilizzare i segni di spunta sulle foto per farli apparire nel filmato. Questo è quello che dice la pagina di aiuto peccato che il pulsante modifica non esiste!

Secondo TechCrunch  il pulsante è in arrivo presto. Inseriremo presto la funzione modifica, ha  dichiarato un rappresentante di Facebook TechCrunch – che permetterà alle persone di cambiare i momenti nei loro film e di aggiornare quelli che condividevano in futuro. ma non abbiamo ancora definito quando la funzione sarà attivata. Quindi, se siete scontenti del vostro Look Back, non dovrete aspettare ancora molto. Sarà interessante vedere come Facebook  sfutterrà questa nuova funzionalità, vista la reazione molto positiva, potrebbe trasformarsi in un nuovo servizio a tutti gli effetti.

Fonte | mashable
Adobe Photoshop: aggiunta la funzionalità 3D

Adobe Photoshop: aggiunta la funzionalità 3D

Prima di procedere nella stampa di un oggetto 3D, un utente deve poter, nel caso in cui ci fossero errori, modificare il modello digitale e quindi di un programma che abbia questo tipo di funzionalità. Tra i programmi disponibili per questo tipo di modifiche anche Adobe ha voluto aggiornare i suoi programmi.

A partire da oggi, gli utenti di Adobe Photoshop possono progettare, modificare e personalizzare i modelli 3D con le stesse funzionalità che si utilizzando per la foto 2D. La società ha infatti deciso di aggiornare il suo software per poter lavorare su oggetti per la stampa tridimensionale.

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L’aggiornamento è disponibile da subito scaricando la versione 14.1 da installare sui computer . Si tratta di un aggiornamento gratuito per i soci di Adobe Creative Cloud, i membri app Creative Cloud, i clienti CS3. Queste nuove funzioni sono disponibili per chi fosse interessato per un periodo di prova gratuito di 30 giorni direttamente dal sito.

Fonte | mashable