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Project Ara: gli ultimi aggiornamenti sullo smartphone modulare di Google

Project Ara: gli ultimi aggiornamenti sullo smartphone modulare di Google

Il lancio dello smartphone modulare di Google è in programma, dichiara PhoneBlocks, nei primi mesi del 2015 dopo essere stato presentato in occasione della seconda conferenza degli sviluppatori Ara nel mese di dicembre al Google I/O. Ma quali sono le caratteristiche di Project Ara, quali sono le potenzialità di questo interessante progetto? Il direttore di Project Ara Paul Eremenko ha voluto spiegare cosa realizzerà Google in un recente discorso.

Gli smartphone modulari di Project Ara disporranno di una versione modificata di Android L, l’ultima versione del sistema operativo realizzata da Google, che verrà diffuso su tutti i dispositivi prossimamente. Si tratta sicuramente di un dettaglio importante l’avere a disposizione l’ultima release del sistema operativo. Ancora più interessante all’interno di Project Ara sono i moduli hotswap, che potranno essere tolti e sostituiti senza spegnere il dispositivo.

Unica condizione che comporta lo spegnimento la sostituzione del processore o del display. La possibilità di sosituire il modulo è molto interessante a livello pratico, permettendo all’utente una grande flessibilità nella sostituzione e aggionamento del dispositivo. Google con Project Ara punta proprio a questo, mettere a disposizione dell’utilizzatore un telefono completamente aggiornabile nel tempo, permettendogli di sostituire il modulo obsoleto e non tutto il dispositivo come avviene oggi.

project ara modular

I moduli, una volta commercializzato il telefono saranno disponibili online in un negozio simile al Play Store. PhoneBlocks, oltre alla rivelazione sulla data di lancio ha aggiunto che molti partner, tra cui Quanta, Toshiba, Rockchip, Foxconn, Laird Technologies e Array Labs stanno lavorando con Google su Project Ara. BigG ha dichiarato inoltre che con Laird e Array  è in corso lo sviluppo di moduli con caratteristiche innovative mai viste prima. A questo punto non resta che aspettare per vedere cosa ci porterà tra le mani Project Ara, un dispositivo che potrebbe davvero cambiare e rendere flessibile il mondo degli smartphone.

Fonte | bgr

Google Project Ara: vengono inviati i primi dispositivi

Google Project Ara: vengono inviati i primi dispositivi

Project Ara di Google è un progetto sicuramente entusiasmante guardando al futuro, quante volte ci siamo lamentati del fatto che il nostro smartphone sarebbe perfetto se avesse questa funzione o se non avesse questo difetto? Certo non è possibile accontentare tutti, il prodotto perfetto non esiste. Forse è proprio per questo che Project Ara crea molto aspettativa tra gli utenti, grazie proprio alla sua flessibilità è possibile personalizzarsi il proprio dispositivo. Recentemente Google ha dichiarato durante il Google I/O che Ara è entrato nella fase beta e ora secondo quanto riferito, Google ha iniziato ad accettare le prime richieste per avere il dispositivo su cui effettuare i test.

Importante notare che l’ok da parte di Google all’invio del dispositivo non sarà per gli utenti finali ma agli sviluppatori che sviluppati i loro moduli sono pronti a provarli. Google non si occuperà infatti dell’intero sviluppo dei moduli saranno gli sviluppatori di terze parti a trovare nuove idee e a i moduli che potrebbero essere collegati al portatile. Ad esempio, Toshiba fornirà i chipset per il telefono e Sennheiser si occuperà della parte audio. portatile pure. I dispositivi, secondo le notizie diffuse in rete, verranno inviati ai pochi fortunati entro la fine del mese, Google effettuerà poi una seconda distribuzione con scadenza il 17 agosto. Supponendo che tutto vada secondo i piani, Project Ara verrà commercializzato agli inizia del 2015.

Fonte | ubergizmo

Blocks: ecco lo smartwatch modulare

Blocks: ecco lo smartwatch modulare

Il sitema modulare nel mondo dei dispositivi mobile, viste le premesse davvero interessanti di Google Project Ara, si diffonderà e sarà sicuramente molto apprezzato per la sua flessibilità nella configurazione. Lo smartphone composto da moduli è partito, come abbiamo potuto vedere all’ultimo Google I/O e il colosso americano, ne siamo certi, porterà sicuramente a termine questo progetto così da poter vedere nel 2015 Projet Ara tra le nostre mani.

Ma se a questo punto spostassimo la nostra attenzione sul mondo dei dispositivi indossabili e dovessimo ripensare i tanto chiaccherati smartwatch con un sistema modulare? Non sarebbe una brutta idea neanche in questo caso vista la potenzialità che offre Ara. Pensando proprio a questo sistema a blocchi un gruppo di sviluppatori ha creato Blocks. Gli smartwatch e i braccialetti per il fitness sono una categoria tecnologia che crescerà a breve, sia in termini di interesse dei consumatori che in termini di sviluppo del prodotto, e il team di Block partendo proprio da questa potenzialità non vede alcun motivo per cui la tecnologia da polso non possa essere modulare.

Il dispositivo, realizzato in platica tramite stampa 3D, è un prototipo molto grezzo a cui manca sicuramente la parte estetica e un lavoro di miniaturizzazione dei componenti per essere indossato comodamente. Ci sono molte potenzialità in questo dispositivo, pensate solo alla batteria che può essere sostituita facilmente oppure sfruttando i vari moduli dare al dispositivo una seconda fonte di energia. Sarà poi semplice aggiungere grazie ai tanti moduli un giroscopio, un accelerometro, un cardiofrequenzimetro, un sensore per la misurazione dell’ossigeno nel sangue. Allo stesso modo, potremmo collegare modulit per le attività all’aria aperta come un modulo GPS un altimetro, un termometro e un barometro. Infine potremmo inserire doduli per una SIM-card, per la connessione RFID, chip NFC, una fotocamera e un microfono. Insomma come succederà presto per Project Ara anche Blocks avrà a disposizione una flessibilità enorme.

Uno dei principali punti da risolvere per Blocks è il software, il team sta attualmente sperimentando Wear Android ma la versione definita, adatta al dispositivo, è ancora molto lontana dall’essere completata. ma utilizzare il sistema operativo di Google da sicuramente dei vantaggi come per esempio esser ecompatibile su diverse forme dello schermo. Blocks sarà sicuramente da raffinare, ma spera di essere pronto e di attivare una campagna di crowdfunding questo autunno, con una possibile commercializzazione l’anno seguente. La versione base di questo dispositivo con tutte le funzionalità dovrebbe aggirarsi intorno ai 200-250 dollari e un livello premium con moduli aggiuntivi costerebbe 300-350 dollari, considerate che queste sono solo stime di costo e molto probabilmente non corrisponderano.

Tuttavia, va considerata anche la possibilità che i creatori di Blocks abbiano pensato troppo in grande partendo con un progetto troppo grosso per loro. Le tecnologie presenti all’interno di questo dispositivo sono davvero tante e l’impresa è davvero ambiziosa, non resta quindi che aspettare e vedere se questo nuovo smartwatch modulare vincerà la sua sfida e vedrà la luce nei prossimi anni.

Fonte | engadget

Google: Project Ara è entrato nella fase beta

Google: Project Ara è entrato nella fase beta

Svelato nel 2013, Project Ara, è nato per creare uno smartphone modulare per tutti sta compiendo i suoi primi passi verso quello che sarà sicuramente una soluzione innovativa per il mondo dei dispositivi mobile. Creato da Google il progetto è stato recentemente presentato all Google I/O 2014 dove è stato letteralmente avviato per la prima volta. Project Ara è un’idea davvero molto interessante, se proviamo a pensare per un attimo alle tantissime possibilità che questi moduli possono dare, Google potrà creare un dispositivo con tantissime configurazioni molto diverse tra loro.Un esempio potrebbbe essere la fotocamera, attualmente per averne una migliore dovrei cambiare lo smartphone, con Ara cambierò solo la parte interessata.

La buona notizia di queste ore, riguarda l’annunci fatto da Google proprio sullo stato del progetto e del suo avanzamento. BigG ha infatto dichiarato che Project Ara è entrato nella fase beta, e che Google selezionerà 100 utenti fortunati a cui verrà inviato il dispositivo per effettuare i primi test sul campo. Sono circa 30.000 i richiedenti, possiamo sicuramente dire che chi è stato scelto è molto, molto fortunato. Anche se è è certamente una buona notizia che il progetto sia entrato nella fase beta, Google ha anche annunciato che ci vorranno altri otto mesi prima della versione finale e quindi del suo lancio sul mercato. Questo significa che Project Ara arriverà sugli scaffali nel marzo del 2015.

Fonte | ubergizmo

Google: com’è nato Project Ara

Google: com’è nato Project Ara

Gli ultimi prototipi dell’avvenieristo Project Ara di Google stanno iniziando a prendere letteralmente forma, ma lo smartphone modulare non ha avuto semore l’attuale forma rettangolare he abbiamo visto negli ultimi mesi, le prime idee su queso dispositivo non erano, per così dire molto lineari, tante sono state le idee iniali degli sviluppatori prendendo per esempio ispirazione dalla natura con una struttura a forma di un alveare.

Il sito americano The Next Web ha avuto la possibilità di poter vedere i primi disegni realizzati per Project Ara, e a voluto raccoglierli in un post, pubblicando i lavori nati dalla mente creativa di Gadi Amit, che aveva già progettato il braccialetto per il finess Fitbit Force, la fotocamera Lytro luce – materia e di più . Potrei mostrarvi alcune idee folli che avevamo agli inizi – spiega Amit – prima di consegnare una pila di carte che potrebbero un giorno essere avere un inestimabile per Google se il nuovo smartphone modulare diventasse la prossima grande evoluzione nella telefonia mobile.

Google Project Ara nel 2015 e offrirà 3 dimensioni di smartphone: una piccola, una media e una grande, che potranno essere personalizzate potenzialmente con una conbinazione illimitata di moduli. Google venderà queste strutture, chiamate Endos, per circa 50 dollari, mentre i produttori esterni si preoccuperanno di realizzare i componenti che andranno a formare Ara realizzando praticamente tutto il resto: schermi intercambiabili, batterie, trasformatori e tutti gli altri moduli che si potranno sviluppare e realizzare.

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Fonte | thenextweb

Google Project Ara: diventerà anche una console portatile?

Google Project Ara: diventerà anche una console portatile?

La scorsa settimana vi abbiamo parlato di Project Ara, il progetto Google per lo smartphone componibile. Successivamente alla prima conferenza sul progetto e alla diffusione della documentazione per gli sviluppatori la fantasia su questo dispositivo assemblabile inizia a diffondersi. Partendo dal principio di base di Project Ara, Mountain View vuole dare la possibilità utenti potranno di potersi costruire uno smartphone su misura e secondo le proprie esigenze. Ma se oltre ad assemblare uno smartphone personalizzato potremmo costruire una console portatile? Il designer Samuel Herb, dando sfogo alla sua fantasia ha provato ad immaginarsi proprio questo, creando Flippypad, un accessorio che trasforma Ara in un telefono dotato di D pad, due stick analogici e 6 pulsanti,  due sul bordo superiore. Ecco il link al suo sito.

Considerando le dimensioni del controller si potrebbe ipotizzare l’inserimento di una batteria aggiuntiva per prolungare l’autonomia del dispositivo. Il concept realizzato è molto interessante perché mette in evidenza le potenzialità di Ara e quindi della sua flessibilità, concetto che sta alla base di tutto il progetto. In questo post, scritto la scorsa settimana, Google Project Ara: le 10 cose da sapere, potete trovare le informazioni interessanti su Project Ara e quali sono gli obbiettivi di Google per il futuro.

Fonte | ubergizmo

 

Google Project Ara: 10 cose da sapere

Google Project Ara: 10 cose da sapere

Project Ara, lo smartphone modulare di Google che permetterà a tutti gli utenti di costrursi fisicamente lo smartphone perfetto potrebbe presto diventare realtà. Non sarà disponibile a breve, ma il 2015 potrebbe essere l’inizio di un cambiamento significativo nel panorama degli smartphone. Questo progetto è parte del gruppo Advanced Technology and Projects (ATAP) di proprietà Google sezione della società che ha mantenuto nella vendita di Motorola Mobility a Lenovo. Il progetto è un piano audace per creare una piattaforma hardware smartphone open-source. Gli utenti potranno iniziare con un componente hardware di base chiamto Endo su cui potranno aggiungere i vari moduli sviluppati.

Questi moduli potranno essere: una fotocamera, una batteria, una radio wi-fi. Tutti questi componenti permetteranno agli utenti di creare un telefono che funziona esattamente come vorranno. Supponiano per esempio di richiedere molto da uno smarphone sfruttando molto la batteria. Con questo telefono sarà sufficiente inserire un modulo con una seconda batteria. Tali moduli saranno costruiti dagli sviluppatori in funzione della documentazione MDK (Modulo Developers Kit ) pubblicata alla manifestazione Project Ara.

Ma a questo punto quali sono le informazioni disponibili su questo progetto avvenieristico? The Next Web le ha volute raccogliere in 10 punti che vi riportiamo di seguito.

  1. Disponibilità – Il telefono è ancora nelle prime fasi di sviluppo. Ma un primo modello di telefono  è previsto a volte nel 2015.
  2. Costo: Google spera di introdurre un modello entry-level sul mercato che costerà 50 dollari. Paul Eremenko, responsabile del Progetto Ara si è affrettato a sottolineare che il prezzo del telefono sarà determinato dai partner del commercio. Google sta anche progettando anche un telefono di fascia alta con un costo di produzione di 500 dollari.
  3. Dimensione – Google ha presentato solo il modello medium del prototipo e le dimensioni sono in linea con l’attuale iPhone 5S o il Samsung Galaxy S5 quindi gli utenti avrano la possibilità di avere tra le mani un mini telefono e un modello più rande per accontentare gli amanti della linea Samsung Galaxy Note.
  4. Moduli – I vari moduli dovranno collegarsi al scheletro del telefono, noto come Endo tramite piccoli elettro-magneti semi-permanenti. Quando i magneti riceveranno un impulso elettrico rimarrano solidamente attaccati ad Endo, tolto l’impulso i magneti si disattiveramnno e sarà possibile sostituire il modulo. I magneti non hanno bisogno di una carica costante per mantenere il collegamento tra i due compoenenti. Queste parti saranno create da diversi sviluppatori che utilizzeranno la MDK open source appena rilasciata. Fotocamere, antenne, batterie, processori e tutto quello che potrà essere inserito in un modulo sarà disponibile. I componenti per i moduli saranno realizzati tramite stampante 3D su disegno specificato dell’utente.
  5. L’acquisto dei moduli – Google avrà un sito e-commerce che lavorerà a fianco del Play Store. Come per l’acquisto di un app, sarà possibile acquistare i moduli on-line. Per aiutare l’utente a decidere quali moduli di acquistare, Google metterà a disposizioni tre modalità di acquisto. Il primo è quello di vendere Endo e permettere agli utenti di acquistare moduli tramite un app. Il secondo è quello di usare il telefono di un amico in modalità ospite. La terza opzione è acquistarli fisicamente.
  6. Aggiornamento Android – Attualmente, Android non supporta una struttura modulare, ma il sistema operativo sarà aggiornato per sostenerlo, con una data di uscita prevista all’inizio di 2015.
  7. Prototipo – Un prototipo pre-produzione sarà mostrato nel mese di settembre. L’attuale prototipo mostrato alla manifestazione Project Ara non dispone del sistema di magneti elettropermanente. Questo modello  utilizza clip per tenere i moduli in posizione. Il bus di alimentazione è inoltre ancora in lavorazione e purtroppo, il prototipo aveva lo schermo incrinato. Anche se Paul Eremenko ha scherzato sul fatto che lo schermo del telefono potrebbe rapidamente essere sostituito con un modulo diverso in futuro .
  8. I moduli possono avere più funzioni – Un modulo può supportare molte caratteristiche in funzione di quello che sviluppatore vorrà mettere al suo interno. Un modulo potrebbe per esempio avere un rivestimento posteriore ed essere una piccola batteria per compensare il consumo di energia del display.
  9. Perché i concorrenti dovrebbero preoccuparsi – I telefoni del Project Ara sono stati pensati per avere una vita di cinque o sei anni, molto più a lungo di quanto lo smartphone attuale. Invece di aggiornare il telefono ogni due anni, si risparmierà acquistando solo gli ultimi moduli. L’obiettivo di Google è quello che nel momento in cui verrà introdotto un nuovo processore o una fotocamera con più megapixel, verrà messo in vendita solo il modulo e non l’intero telefono.
  10. Perché gli sviluppatori dovrebbero considerare Project Ara – Il sistema modulare è una grande occasione per gli sviluppatori per creare un modulo specifico che si collegherà direttamente ad un telefono, avendo quindi la possibilità di realizzare componenti hardware dedicati. Rimuove la gran parte degli elementi di design industriale sarà questa la grande sfida per chi svilupperà per Ara. Potrà aprirsi un nuovo mercato di moduli o meglio di compoenti dedicati per ogni telefono in funzione dell’utilizzo di ogni utente

Google sta scommettendo molto su un futuro in cui aggiorneremo i componenti non i telefoni, tuto questo unito alla speranza di fornire agli utenti molti telefoni Ara. Se si riuscirà a permettere agli sviluppatori di iniziare a realizzare i moduli, il vostro prossimo telefono potrebbe essere assemblabile come i mattonici Lego e non più un pezzo unico.

Fonte | thenextweb