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PayPal.me: il pagamento adesso è social

PayPal.me: il pagamento adesso è social

PayPal lancia un nuovo servizio chiamato PayPal.Me che metterà a disposizione dei suoi utenti un nuova nuova modalità di pagamento più semplice e più intuitiva. Grazie alla novità introdotta sarà possibile, creando un URL personalizzato collegato all’account principale, ricevere una somma in denaro via sms, chat, email semplicemente condividendolo.

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Una volta condiviso, chi dovrà inviare soldi per esempio per saldare un debito, visualizzerà una semplice schermata nella quale potrà effettuare l’operazione. Per poter utilizzare PayPal.me è necessario disporre di un account PayPal. Il servizio di pagamenti, per rendere il servizio più accessibile, ha inserito nella sezione di  PayPal.Me la possibilità di creare velocemente il profilo così evitare all’utente di creare prima il profilo su PayPal e poi accedere al nuovo servizio.

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Se ci pensiamo bene, il denaro è una tra le cose più social – spiega il general manager di PayPal Italia Angelo Meregalli –  tramite l’utilizzo dei soldi si possono creare relazioni per esempio tra le persone e le aziende. Oltre ad essere conveniente per tutti, l’ingresso del sistema di pagamento all’interno dei social network è un processo del tutto naturale. I pagamenti digitali, soprattutto via smartphone, si stano diffondendo sempre di più – contiuna Meregalli – Apple, Samsung e Google sono da tempo al lavoro su applicazioni che permettano una transazione virtuale di denaro. Stesso discorso per Facebook che, per il momento solo negli Stati Uniti, sta testando l’invio di denaro tramite Messenger.

Guardando invece al nostro paese com’è la situazione ? In Italia i pagamenti digitali stanno crescendo del 20% ogni anno, secondo il Politecnico di Milano, un valore inferiore rispetto al resto dell’Europa. La strata è ancora lunga, ci sono ancora tante cose da sistemare prima di vedere utilizzato nella maggior parte dei casi il pagamento in digitale. Al di là delle tante applicazioni e possibilità che le tante aziende ci mettono a disposizione c’è da affrontare un discorso di mentalità. Sono ancora tante le persone che si rifiutano di utilizzare il pagamento in digitale per abitudine oppure per paura.

L’ostacolo grosso che si troveranno davanti le aziende come Apple, Samsung o Google è proprio qui. Cambiare la mentalità, le abitudini delle persone. Ci vorrà tempo, ci vorrà pazienza ma magari con un po’ di informazione fatta nel modo giusto, spiegando a chi è scettico di queste nuove modalità di pagamento che è meglio, veloce e sicuro. Le speranze di Meregalli nel parlare della novità PayPal.me sono molte. Speriamo – dichiara – di riuscire a rompere questo tabù dei soldi, un punto spinoso per tantissime persone. L’arrivo di questo nuovo servizio potrà essere la carta in più da giocare per ottenere nuovi utenti?

Pagamenti da mobile: quali sono i servizi disponibili

Pagamenti da mobile: quali sono i servizi disponibili

Sarà davvero l’anno giusto? Sarà davvero il 2015 l’anno in cui passeremo al tanto atteso pagamento tramite dispositivi mobile? Viste le scelte dei più importanti colossi americani possiamo azzadare e dire di si. Apple e Google hanno dedicato molte loro energie a questo nuovo tipo di pagamento generando una reazione a catena portando diverse società ad offire la modalità di pagamento tramite dispositivo mobile.

Il cambiamento sta avvenendo, Bi Intelligence ipotizza che tra poco meno di quattro anni, più precisamente nel 2019 il mobile payment passerà dai 37 miliardi di dollari del 2015 a 808 miliardi, una vera e propria esplosione del servizio. Grazie a protocolli come la tecnologia NFC, i consumatori saranno più invogliati ad utilizzare questo sistema, facendo da un lato salire la richiesta, riducendo dall’altro la diffidenza nei confronti di questo sistema di pagamento. Se la tendenza cambierà le esigenze dei consumatori cresceranno chiedendo maggiore sicurezza, maggiore praticità di utilizzo e velocità di esecuzione; punti che i gestori del servizio non potranno non affrontare.

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Ma quali sono gli attuali servizi attivi per effettuare pagamenti mobile? ViralBeat in collaborazione con il Centro Studi Etnografia Digitale ha effettuato un’analisi del mercato attuale raccogliendo tutto in un inforgrafica per spiegare in maniera molto immediata gli attuali canali di pagamento disponibili con i relativi servizi.

Nell’infografica sono stati analizzati:

Infografica-Mobile-Payment

Nell’analisi effettuata ViralBeat ha voluto mettere a confronto i vari servizi in funzione di:

  • Mobile remote payment
  • Mobile commerce
  • Mobile money transfer
  • Mobile proximity payment
  • Svincolo da carta o conto
  • Lettura QR Code
  • NFC
  • Cashback

Analizzando la tabella pubblicata possiamo notare che i due colossi Apple e Google sono molto simili tra loro, unica differenza il sistema di trasferimento di denaro tra persona a persona. Il Mobile Money Transfer è infatti disponibile per Mountain View e non per Cupertino. Importante non dimenticare che recentemente Google durante l’I/O 2015 ha allargato il suo servizio affiancando a Google Wallet, Android Pay, il nuovo servizio che sarà disponibile sui suoi dispositivi.

Per quanto riguarda il servizio di mobile commerce che consiste nell’effettuare acquisti direttamente dal dispositivo, possiamo notare che, esclusi Mysi e PlainPay è disponibile per tutti. Una caratteristica interessante per quanto riguarda la funzione di Mobile Payiment la troviamo su 2Pay e Hype i quali sono gli unici servizi a non richiedere obbligatoriamente una carta di credito per effettuare il pagamento avendo a disposizione un credito caricato in precedenza all’interno dell’applicazione. Altro punto intessante è la presenza o meno del protocollo NFC che, quando non è presente viene sostituito dal QR Code, unica eccezzione MySi.

Paypal, leader dei pagamenti online grazie alla partnership con Ebay e Amazon, è il servizio che tra le funzioni analizzate è attualmente quello che ne offre di meno. Non dispone infatti di NFC e QRCode. Infine per quanto riguarda l’ultima caratteristica presa in considerazione, il Cashback che consiste nel ricevere tramite app soldi reali tramite una rete di acquisti è la funzione meno utilizzata. Solo 2Pay lo ha reso disponibile tra i suoi servizi. Un servizio forse poco diffuso vista la scelta diffusa di non inserirlo. A questo punto come si evolveranno i pagamenti da mobile? L’Italia come reagirà a questo cambiamento? Saremo pronti a reagire in fretta oppure come succede spesso in questi casi dovremo attendere ancora molto?