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Standard della comunità di Facebook: la protezione del nostro account

Standard della comunità di Facebook: la protezione del nostro account

Nel momento in cui ci iscriviamo su Facebook accettiamo di inserire il nostro nome e cognome, la nostra vera identità, e di non poter, in mancanza di consenso, pubblicare informazioni personali di altri utenti. Due regole base che stanno alla base della protezione di noi stessi e degli altri utenti all’interno del social network. Facebook inizia così la sezione degli standard della comunità dedicata alla protezione dell’account e delle informazioni personali, mettendo subito in chiaro qual è la sua linea per quanto riguarda questo argomento.

Tre sono i punti toccati da Facebook, vediamoli insieme:

Identità autentica

Avere una comunità più responsabile è importante. Ecco spiegato il motivo Facebook ci chiede di utilizzare la nostra identità autentica, perchè nel momento in cui pubblicheremo qualcosa, quel determinato contenuto sarà riconducibile a un nome e ad una reputazione autentica. Per dirla molto semplicemente Facebook ci chiedere di mettere la faccia per avere da noi maggiore responsabilità nella pubblicazione. La soluzione alla pubblicazione senza responsabilità è quella di utilizzarla sotto falso nome, ma Facebook interviene anche in questo caso e, nel caso in cui verificasse la presenza di  più profili personali, ne chiederà la chiusura oppure di un unirli in un unico account.

Il social rimuove inoltre profili che fanno le veci di altre persone. Se quindi vogliamo creare su Facebook il profilo del nostro cane, di un’organizzazione, di un personaggio per noi importante o altro ancora va creata una pagina e non un profilo. Le Pagine sono state pensate proprio per questo è possono essere un imporante aiuto per gestire un’azienda, oppure promuovere una causa.

La protezione da frodi e spam

Facebook è molto chiaro: ci impegniamo al massimo per garantire che le tue informazioni siano protette. Le violazioni e i tentativi di compromissione di un profilo e le frodi, verranno segnalati alle forze dell’ordine. Facebook non permette in maniera assoluta l’utilizzo di false informazioni con l’unico scopo di incrementare “Mi piace”, fan e condivisioni. Il social chiede infine di rispettare gli utenti evitando di contattarle, senza la loro autorizzazione, per scopi commerciali.

Il ricordo di Facebook di amici o parenti che sono venuti a mancare

Su Facebook le persone condividono le proprie esperienze e a volte ricordano amici e parenti che sono venuti a mancare. Ricevuto un documento che ne certifichi il decesso – spiega il social – l’account della persona scomparsa verrà protetto e trasformato in un account commemorativo. Questo sarà però possibile – precisa il social network – solo se ci saranno prove sufficienti per confermare il decesso.  Per spiegare meglio questo processo Facebook mette a disposizione a questo link una spiegazione più completa e dettagliata senza dimenticare però che i familiari più stretti hanno il diritto di richiedere la rimozione del profilo del loro parente scomparso.

 

Terzo step legata agli standard della comunità Facebook, una sezione importante che parla di un argomento che tocca tutti noi: la protezione del nostro account. Il social numero uno al mondo, sempre molto attento e vigile, tiene sotto controllo le situazioni che si possono verificare all’interno della sua rete e nel momento in cui qualcosa non funziona interviene bloccando e segnalando il fatto a chi di dovere. Facebook però chiede come sempre il nostro aiuto non solo per segnalare qualcosa di sospetto ma anche di essere corretti al momento dell’iscrizione. Confidando infatti nel senso di responsabilità di tutti Facebook ci chiede di iscriverci con il nostro vero nome e non con uno inventato.

Facebook li ha chiamati standard della comunità non a caso, iscrivendoci al social accettiamo di fare parte di una gigantesca comunità digitale e come succede nella vita di tutti i giorni, per far si che questa fuzioni, ci sono delle regole da seguire. Per Facebook possiamo dire che è la stessa cosa e noi siamo tenuti a rispettarle per far si che questa enorme comunità digitale funzioni.

 

Safe Harbor non valido: niente più memorizzazione dei dati personali

Safe Harbor non valido: niente più memorizzazione dei dati personali

Il trattato commerciale Safe Harbor, che permette alle società americane, che operano in ambito tecnologico, di memorizzare i dati degli utenti europei, è stato dichiarato non valido dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea. Secondo i giudici, che hanno seguito il caso, il trattato viola la privacy dei cittadini del vecchio continente. Questa sentenza renderà quindi la vita più difficile ad aziende come Google, Apple, Facebook e Amazon che fino ad oggi hanno memorizzato le varie informazioni inserite dagli stessi utenti durante l’utilizzo dei loro canali.

Causa scatenante di questa sentenza è stata la denuncia nei confronti di Facebook di Max Schrems, uno studente austriaco di 27 anni. Secondo l’ipotesi formulata da Scherms, i dati personali degli utenti europei, successivamente alla collaborazione di Mark Zuckerberg con l’Nsa, sono stati manipolati. Dopo varie analisi e controlli da parte della Corte di Giustizia si è quindi arrivati a questa sentenza.

La decisione presa della corte di giustizia potrebbe dare vita ad un importante cambiamenti in fatto di privacy, i governi dei 28 stati dell’Unione Europea avranno maggiori possibilità nel blocco del trasferimento dei dati personali anche grazie alla non contestabilità della sentenza alla quale non è possibile fare ricorso perchè si tratta di una decisione definitiva.

Per quanto la sentenza sia a favore degli stati europei non tutti la pensano allo stesso modo. Francia e Germania ritengono che sia necessaria una maggiore protezione dei dati personali, Regno Unito e Irlanda sono invece a favore di Safe harbor. Nonostante la sentenza presa dalla Corte di Giustizia, il trasferimento dei dati non verrà per il momento per il momento bloccato, a dare la notizia è stato Frans Timmermans, vicepresidente della Commissione Europea aggiungendo che in attesa del nuovo trattato dove verranno inserite le nuove regole, la Commissione Europea pubblicherà una serie di linee guida che potranno essere utilizzate dalle autorità nazionali che si occupano della protezione della privacy.

I messaggi che postiamo su Facebook, le tante ricerche che effettuiamo su Google, gli acquisti su Apple Store o Amazon portano a queste aziende una serie di dati personali che gli permettono per esempio di crearci una campagna pubblicitaria in funzione dei nostri gusti. Il blocco imposto dalla Corte di giustizia, vista l’importanza di questi dati potrebbe costringere le aziende a sviluppare un nuovo sistema più complesso e certamente costoso, per mantenere la fonte di dati per loro molto importante.

Secondo alcuni esperti del settore questa decisione potrebbe aprire nuovi scenari in certi casi pericolosi per le varie società. Secondo una prima ipotesi sarà più semplice, per le autorità nazionali, aprire un inchiesta su una sospetta violazione della privacy. La decisione non è però un fulmine a ciel sereno, Stati Uniti e Unione Europea ormai da due anni sono al lavoro su un nuovo Safe harbor, ma fino ad oggi non si sono visti risultati.

Facebook: ecco Security Checkup per il controllo della sicurezza

Facebook: ecco Security Checkup per il controllo della sicurezza

Facebook pubblica oggi nella sua newsroom un importante notizia in fatto di sicurezza. Da oggi è disponibile un nuovo sistema di controllo della sicurezza per migliore protezione del nostro profilo. Il nuovo strumento si chiama Security Checkup e avrà il compito di effettuare una serie di controlli di sicurezza sull’account. Penserà a tutto Facebook, l’utente non dovrà cercarlo ne attivarlo, nelle prossime settimane, spiega il social nel suo post, verrà visualizzato un promemoria nella parte superiore della News Feed. Per utilizzarlo basterà semplicemente farlo partire e seguire le istruzioni in tre semplici passaggi:

controllo accessi facebookIn questo primo step Facebook permette di fare pulizia dei dispositivi con cui abbiamo effettuato l’accesso al social in passato. Con questa funzione sarà possibile eliminare quelli inutilizati.

avvisi di accesso facebookFacebook inserisce la possibilità di attiavare un Login Alert che consente di ricevere una notifica via mail nel momento in cui qualcuno tenta di accedere al profilo da un dispositivo sconosciuto oppure da un altro browser.

proteggi la tua passwordTerzo e ultimo passaggio è il controllo della password. Facebook in questo step da all’utente alcuni suggerimenti sul tipo di passoword da utilizzare. Il social consiglia infatti di scegliere una parol segreta forte e non di uso comune, che sia unica e che non venga utilizzata su altri canali a cui ci siamo iscritti e di non condividerla con nessuno.

In pochi semplici passaggi, Facebook ci fa quindi controllare l’account verificandone i nostri accessi, gli accessi sospetti e la password. Un’ottima novità che da maggiore tranquillità ai tanti utenti che ogni giorno usano il social numero uno al mondo. Se volete effettuare subito il controllo sul vostro profilo e non aspettare la notifica nelle News Feed è possibile utilizzare Security Checkup in qualsiasi momento cliccando su questo link. Facebook in chiusura fa due precisazioni: Security Checkup è disponibile in tutto il mondo ma per ora solo da desktop, presto sarà disponibile anche su smartphone e ci ricorda che possiamo sempre accedere alla pagina di controllo della sicurezza del nostro profilo cliccando su Impostazioni e selezionando scheda Protezione.

Tim Cook: Google e Facebook non proteggono la vostra privacy

Tim Cook: Google e Facebook non proteggono la vostra privacy

Si rivolge ad una platea ristretta Tim Cook per parlare nuovamente di privacy. Piu preciasmente durante la EPIC (Electronic Privacy Information Center) dove è stato nominato “Champion of Freedom”, il primo dirigente aziendale ad essere premiato. Così dopo aver parlato di diritti civili di energie rinnovabili, il CEO Apple affronta il discorso privacy e lo fa in modo molto deciso mettendo in evidenza che Cupertino ha una politica diversa rispetto a tutti gli altri. Nel suo intervento non ha fatto riferimento a nessuno ma i riferimenti a Facebook e Google erano molto chiari.

Nel suo discorso Tim Cook parla, senza dirlo apertamente del nuovo servizio Foto di Mountain View. Capisco che i servizi gratuiti siano belli e comodi per tutti – spiega il CEO Apple – ma noi pensiamo che non è giusto cercare tra i contenuti delle email, nella cronologia delle ricerche fatte online e di recente tra le foto di famiglia per ottenere informazioni da usare a scopi pubblicitari. Osservazione che non fa una piega quella di Cook ma dobbiamo considera che i ricavi maggiori di Apple arrivano dall’hardware come per esempio gli iPhone e non dalla pubblicità e servizi vari come avviene per Google e Facebook.

Proprio per questo Tim Cook può parlare in maniera molto sicura di questo aspetto, mettendosi nella posizione ideale di protettore della privacy e della sicurezza per i suoi utenti. Alcuni mesi fa il CEO di Apple aveva scritto una lettera aperta dove spiegava che la Cupertino non utilizza le informazioni personali come fonte di guadagno, non controlla i dati personali presenti negli iPhone e che infine che proprio per queste ragioni non ha mai fornito a nessun governo i dati privati dei suoi clienti. I dati personali – scrivera Cook – solo utilizzato solo per mettere a disposizione degli utenti Apple la migliore esperienza possibile.

Durante il discorso all’Electronic Privacy Information Center Tim Cook ha voluto parlare anche delle transazioni bancarie e più precisamente di Apple Pay, dei dati sulla salute, che secondo le previsione saranno il prossimo ostacolo in fatto di privacy. Il concetto è molto semplice – spiega Cook – ogni utente deve avere la possibilità di poter controllare le informazioni personali. La privacy è un diritto, un diritto fondamentale.

Google: quanto ci conosce?

Google: quanto ci conosce?

La nostra presenza online, grazie allo sviluppo e alla creazione di nuove tecnologie negli ultimi anni è aumentata. La necessità di essere sempre connessi è sicuramente cresciuta, portandoci a passare più tempo in rete interagendo in maniera sempre più attiva con altri utenti. Quando effettuiamo ricerche, quando ci connettiamo con nuovi canali, quando compiliamo un form, andiamo inevitabilmente ad inserire una serie di dati personali in rete che vengono memorizzati e utilizzati per effettuare ricerche e statistiche dai colossi del web.

Una parte importante di questo mondo è gestita da Google, il motore di ricerca numero uno al mondo che in funzione delle nostre iscrizioni delle nostre ricerche, immagazzina dati stilando per ogni utente una sorta di scheda con la maggior parte delle operazioni immesse in rete. Ma quali sono le informazioni memorizzate da Google? Quanto ci conosce? Cosa possiamo permettergli di sapere e cosa possiamo in certi casi cancellare?

Vediamolo insieme in questi punti:

1. Google, analizza quello che un utente fa online come per esempio cosa cerca, come si muove tra le pagine. In funzione di questo proporrà una serie di annunci ottimizzati e dedicati per ogni singolo utente. A questo link è possibile vedere cosa Analytics, il sistema di analisi che si occupa di questo, cosa conosce dell’utente. Google da la possibilità a chi volesse, di cancellare queste informazioni e non permettere la pubblicazione di annunci durante una ricerca sul web tramite questo link.

2. BigG è principalmente un motore di ricerca che viene utilizzato da moltissimi utenti. Tutte le ricerche effettuate vengono memorizzate da Google ed è possibile vederle a questo link. La memorizzazzione di tutte le ricerche effettuate, è importante dirlo, avviene solo quando ci si è registrati su Google, in caso contrario non viene mantenuta traccia delle ricerche.

3.  Se in possesso di uno smartphone con sistema operativo Android, tutti le volte che verrà inviata la posizione Google la memorizzerà stilano un elenco delle localizzazioni indicando anche in quale giorno mese e anno è stata inviata. Questo è possibile vederlo a questo link.

4. Controllare la propria privacy è importante, Google aiuta in questo con la possibilità di ricevere un report sulla sicurezza e sulla privacy una volta al mese. A questo link è possibile effettuare questo tipo di richiesta semplicemente spuntando la frase “Inviami promemoria mensili per controllare l’attività del mio account”.

5. Quali sono le applicazioni che hanno accesso ai dati personali? Quali dispositivi li utilizzano? A questo link è possibile vedere tutto questo: dispositivi, applicazioni web e per dispositivi mobile. In questa pagina è poi possibile revocare l’accesso con cui non si vuole più condividere i dati personali.

6. Sesto punto ma non meno importante riguarda il backup. Google permette infatti di scaricare, suddiviso per applicazione o servizio, un copia di sicurezza dei dati personali. Il servizio di backup è disponibile a questo link.

Moments: un nuovo concetto di privacy per Facebook

Moments: un nuovo concetto di privacy per Facebook

Facebook, nel suo interesse di avere tutto condiviso in rete, ha sempre evitato di spiegarci come utilizzare gli elenchi e le impostazioni di privacy per condividere momenti intimi solo con i nostri amici più cari e i familiari. Secondo le ultime notizie il social numero uno al mondo sta cambiando idea in questo attivando un nuovo progetto che andrà a proteggere meglio i nostri dati più personali.

Il team di Mark Zuckerberg sta sviluppando nuova applicazione con nome in codice Moments, pensata per gestire in maniera più semplice la condivisione delle nostre informazioni personali garantendo più riservatezza. Il prodotto è attualmente sottoposto a vari test di funzionamento da parte dei dipendenti di Facebook. Il design di Moments presenterà una griglia dove verranno visualizzati vari gruppi di amici e di familiari. Sfruttando questi gruppi, impostati precedentemente con vari livelli di condivisione, sarà possibile condividere rapidamente per esempio immagini o video con il gruppo selezionato.

L’obiettivo che la società vuole raggiungere con Moments è quello di rendere la condivisione con diversi gruppi di persone molto più veloce rispetto alla principale applicazione di Facebook, con però un occhio di riguardo verso la privacy.  Di questa nuova possibile app è importante notare che Facebook a volte non lancia prodotti sviluppati, una notizia diffusa in rete spiega che la società ha recentemente bloccato un app calendario per gli eventi, è quindi possibile che Moments non arrivi oppure che venga rilasciata con un nome diverso.

Facebook, non ha rilasciato dichiarazioni a riguardo dichiarando di non vole commentare voci o speculazioni su una possibile applicazione per la gestione della privacy. Non resta che attendere, come succede spesso in questi casi, per vedere se la società rilascerà o meno un app che potrebbe cambiare e di molto la gestione della privacy ai suoi utenti.

Fonte | techcrunch

Baseline Study: il nuovo progetto Google per il corpo umano

Baseline Study: il nuovo progetto Google per il corpo umano

Google è sempre in attività e nelle sue ricerce e progetti in tanti settori non si pone limiti cercando di dare risposte a molte domande che il mondo si pone. Tra le tante sfide di Mountain View ecco riportato dal Wall Street Journal, Baseline Study il nuovo progetto Google che vuole studiare e capire il corpo umano per scoprire esattamente come funziona e cosa ci fa stare bene così da potere, a ricerca finita, sviluppare delle soluzioni per migliorare la nostra salute.

Google spera con questo nuovo progetto di conoscere ulteriori dettagli sul corpo umano, analizzando l’enorme quantità di dati derivanti dalle varie prove che l’azienda andrà ad effettuare. Dopo un’attenta analisi la società potrebbe essere in grado in futuro di fornire trattamenti potenzialmente preventivi per vari problemi di salute invece di sottoporre il paziente a trattamenti una volta che la malattia è stata diagnosticata.

Baseline Study sarà diretto dal dottor Andrew Conrad, un biologo molecolare che ha sviluppato a costi contenuti un test su larga scala per l’HIV nelle donazioni di sangueplasma. In questo nuovo progetto sarà a capo di un team di 70 a 100 scienziati provenienti da altri campi della medicina. Il progetto partirà con uno programma pilota, dove 175 persone verranno testate per fornire a Google le informazioni necessarie a partire, compresi i dati genetici e molecolari.

Il colosso americano si sta ponendo come obbiettivo quello di cercare i biomarcatori, che potrebbe essere molto importnati per capire se si è predisposti af una certa malattia. Google analizzerà i dati derivati dal progetto per poi essere passanti ad un team molto più ampio dove lavoreranno migliaia di persona in collaborazione con la Duke University e la Stanford University. Le persone sottoposte al test indosseranno molto probabilmente indossano le lenti a contatto per il controllo del diabete e possono e sensori  sviluppati da Google per monitorare alcuni parametri tra cui la frequenza cardiaca, il ritmo cardiaco e livelli di ossigeno.

A questo punto però un primo problema che si presenta per Google e quello relativo alla privacy, in quanto la società, in fase di studio, avrà a disposizione una enorme quantità di dati personali del paziente che potrebbero essere utilizzati, ad esempio, dalle compagnie di assicurazione medica offrendo una poliza mirata in funzione delle condizioni di salute. Il Wall Street Journal afferma però che i dati raccolti da Baseline Study verranno utilizzati nell’anonimato da ricercatori della Duke e della Stanford, una protezione adeguada a dei dati molto molto personali.

Google, dopo l’annuncio di questo nuovo progetto, non pone davvero limiti a quello che è il suo panorama dei tanti progetti che ha in corso, un progetto in campo medico è sicuramente importante per tutti, per capire, scoprire e trovare soluzioni. La tecnologia avanzata a questo punto si fonde completamente con il settore medico per trovare insieme una soluzione per farci vivere nel miglior modo possibile, quali saranno i vantaggi di tutto questo? Questo nuovo progetto cosa porterà al mondo intero? Non resta che aspettare per capire cosa sta nascendo in casa Google.

Fonte | bgr

Apple: due livelli di sicurezza per gli account iCloud

Apple: due livelli di sicurezza per gli account iCloud

Dopo poco più di un anno dall’inserimenti della verifica in due passaggi per gli account ID Apple, Apple sta aggiungendo lo stesso procedimeno per alcuni utenti per quanto riguarda el sue applicaizone web presenti su iCloud.com. Secondo AppleInsider, come testimonia la foto, Cupertino starebbe alzando il livello di sicurezza per alcuni suoi servizi.

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La nuova impostazione di sicurezza inserirà un’icona a forma di lucchetto su tutte le applicazioni iCloud tranne per Trova il mio iPhone, supponendo che l’utente abbia già l’autenticazione a due livelli. Per sbloccare il secondo livello di sicurezza l’utente dovrà ottenere il secondo codice di verifica a quattro cifre da un dispositivo approvato come per esempio un iPhone oppure un iPad.

Fonte | thenextweb

iPhone 6: i satelliti di Google diranno quando uscirà

iPhone 6: i satelliti di Google diranno quando uscirà

La recente acquisizione di Skybox Imaging da parte di Google per un cifra di 500 milioni di dollari, potrebbe avere sviluppi molto interessanti. Il nuovo acquisto infatti, potrebbe dare a BigG la possibilità, tramite le mappe, di utilizzarlo in numerose applicazioni per il controllo via satellite in determinate situazioni, come per esempio lo spionaggio industriale e il controllo della privacy. Skybox Imaging, per fornire questo tipo di servizio, sta costruendo una rete di satelliti per effettuare rilevazioni fotografiche ad alta risoluzione, che sarà ultimata entro il 2018.

La rete sarà composta da 24 satelliti, che saranno in grado di fotografare tutta la superficie terrestre permettendo per esempio la registrazione di un’auto in movimento, questo per tre volte in un giorno. Tutto questo sarà sicuramente utilizzato da Google per migliorare Maps ma questo tipo di la tecnologia sviluppata da Skybox Imaging può fare molto di più come controllare zone industriali e porti commerciali, monitorando lo spostamento delle merci.

Skybox afferma, senza farsi troppi problemi dichiara, tramite il iclarified

 

iOS 8: ecco le novità al WWDC 2014

iOS 8: ecco le novità al WWDC 2014

Il WWDC 2014 si è appena concluso e Apple, come previsto, ha presentato il nuovo sistema operativo per dispositivi mobili: iOS 8. Come succede sempre alla presentazione di nuovi prodotti Cupertino, per il momento ha messo a disposizione la versione beta solo agli sviluppatori, per tutti gli altri utenti sarà disponibile in autuno. Secondo i dati presentati dal colosso americano il 97% degli utenti del precedente iOS 7 si sono dichiarati molto soddisfatti del prodotto e è logico pensare che compresa in questa percentuale molto alta ci siano utenti Android che sono passati alla piattaforma Apple.

Ma vediamo le principali novità del nuovo sistema operativo Apple:

  • Interactive Notification – sarà possibile rispondere ai messaggi direttamente dalla tendina delle notifiche oppure dalla lockscreen, senza come attualmente succede, interrompere quello che si sta facendo. Sarà possilbe inserire widget di terze parti all’interno del Notification Center accedendo direttamente dal menù ai contatti preferiti.
  • Mail migliarata la gestione delle mail facilitando l’inserimento delle etichette e degli appuntamenti sul calendario direttamente dall’email.
  • iMessage – utilizzando il menù dettagli, sarà possibile condividere la posizione, silenziare le notifiche di un gruppo. La novità importante riguarda la possibilita di registrare un messaggio vocale oppure un video e condividerli in tempo reale come fanno attualmene i vari servizi di messaggistica. Direttamente dalla lockscreen sarà possibile ascoltare i messaggi audio e rispondere, oppure eliminarli con un semplice swipe, senza dover sbloccare il dispositivo.
  • iCloud – sarà possibile salvare i file direttamente online sfruttando il nuovo iCloud Drive che metterà a disposizione un servizio ancora più completo.
  • Spotlight – sarà possibile fare una ricerca all’interno del dispositivo oppure su internet. Nel momeno in cui verrà effettua una ricerca con Safari oltre alla serp di Google verranno inseriti anche i dati di Spotlight.
  • Quicktype – la tastiera con Quicktype supporterà il sistema predictive typing suggestion fornendo all’utente suggerimenti durante la digitazione del testo. Il sistema sarà in grado di ‘imparare’ il tipo di conversazione utilizzata dalla persona fornendo suggerimento inerenti al contesto. Apple parlando di privacy ha assicurato che le informazioni memorizzate saranno protette all’interno del dispositivo.
  • Healthkit – la tanto attesa app per il settore salute che raccoglierà tutte le info relative all’attività fisica dell’utente monitorandone la salute. Healthkit è stata predisposta per  essere integrata con applicazioni di terzi sia in campo sportivo come Nike+, sia medico come l’app in realizzata con Mayo Clinic.
  • iPhoto – disponibili su iCloud e tutti i device, saranno ricercabili per luogo, ora e album. Apple metterà inoltre a disposizione degli utenti nuovi sistemi di editing per migliorare le immagini modificanone molti parametri.
  • Siri – l’assistente vocale Apple ha subito alcuni miglioramenti interessanti come il riconoscimento delle canzoni grazie all’integrazione di Shazam. Altra novità riguarda la possibilità di comunicare con Siri senza dover tenere premuto il tasto Home ma semplicemente dicendo Hey, Siri.
  • Family Sharing – applicazione di condivisione che mette a dispozione in semplice e immediato la condivisione di documenti importanti con il nucleo famgliare, come per esempio foto, impegni, promemorioa reminders o localizzare il dispositivo di un membro del nucleo. Sarà possibile condividere tutto questo tra un massimo di 6 componenti che utilizzano la stessa carta di credito.

Apple ha subito messo a disposzione degli sviluppatori la versione beta, tutti gli altri utenti dovranno aspettare quest’autunno per poter installare il nuovo sistema operativo iOS8 sui propri dispositivi. Cupertino precisa inoltre che iOS 8 sarà disponibile per iPhone 4S – 5 – 5C – 5S, iPod touch 5, iPad mini,  iPad 2 – iPad Retina e iPad Air.