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Bill Gates: una nuova macchina per diagnosticare le malattie

Bill Gates: una nuova macchina per diagnosticare le malattie

La Bill & Melinda Gates Foundation che festeggia i suoi 10 anni, grazie al suo progetto Grand Challenges in Global Health, ha sempre sostenuto e finanziato, grazie a delle borse di studio, le migliori idee sviluppate per risolvere i vari problemi di salute che affliggono il mondo. Attraverso la sua fondazione, Gates ha investito in aree che altri avrebbero evitato, come ad esempio nuovi tipi di servizi igienici, batterie che funzionano grazie all’urina umana, preservativi che offrono una migliore protezione contro le malattie a trasmissione sessuale.

Giovedì, la fondazione ha lanciato una nuova sfida, creare un nuovo dispositivo che esegue rapidamente la diagnosi per l’HIV, la tubercolosi, la malaria e altre malattie analizzando campioni di sangue, saliva, un apparecchio che possa essere utilizzato ovunque senza limiti. Tutto questo sembra qualcosa di molto futuristico e quasi impossibile da realizzare, ma sono già pronti 10 milioni di dollari per il vincitore che vincerà questa sfida, che verranno assegnati nel 2016.

Bill Gates ha condiviso una foto di quello che potrebbe essere il dispositivo su cui gli scienziati lavoreranno, che a prima vista assomiglia molto ad una stampante 3D ma che presenta nella parte bassa una zona dove inserire i campioni da analizzare e nella parte alta un display dove poter visualizzare la diagnosi.

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Sono cinque le squadre che lavorano sulla sfida – spiega Bill Gates – e questo dispositivo nella foto è stato realizzato da una società che opera nel settore della salute la Stratos con sede a Seattle. Oggi sappiamo – continua Bill – che è tecnicamente possibile costruire un dispositivo di questo tipo e che ci sono partner pronti a contribuire.

Il progetto è davvero avveniristico, le domande e i dubbi a riguardo sono davvero tanti, che vanno dai costi alla possibilità di essere utilizzati in aree dove l’assistenza medica è davvero bassa. L’atteggiamento di Bill Gates a proposito è davvero positivo dichiarando che se questa idea avrà successo sarà fantastico ma allo stesso tempo se andrà male saremo tutti delusi. Se lungo questo progetto – conclude Gates – troveremo un vicolo cieco, non dovremo scoraggiarci ci sono sempre molte altre strade ancora da esplorare. Un buon consiglio per chi ha tra le sue idee un progetto difficile da realizzare.

Fonte | venturebeat

Project Wing: droni per il servizio Google Shopping Express

Project Wing: droni per il servizio Google Shopping Express

Il vostro prossimo smartphone Nexus non sarà sicuramente consegnato da Google attraverso i suoi droni o in alternativa quelli Amazon ma in futuro potrebbe davvero accadere. Mountain View ha infatti segretamente testato alcuni droni effettuando delle prove di volo in Australia. Soprannominato Project Wing viene presentato dopo due anni di test e sviluppo dove il team di ricerca di Google ha concluso che il servizio può prendere forma affermando che le future consegne potrebbero essere fatte dai droni.

Project Wing

Questi droni, spiega Google che oltre ad essere utilizzati per trasportare le merci, per esempio per il servizio di consegna Shopping Express, potrebbero anche essere impiegati in situazioni di emergenza, sfruttandoli per l’invio di defibrillatori o forniture di emergenza nelle regioni colpite dalla catastrofe.Google rivale Amazon in queso settore ha già presentato in unnuovo video i propri esperimenti con i droni. I velivoli a differenza di quello del colosso dell’e-commerce non sono normali elicotteri, i droni di Google sono davvero sorprendenti. Progettati dai laboratori di Google X, pesano poco più di 7kg e dispongono di un’apertura alare di 5 metri con quattro eliche per essere movimentati.

Il design del drone Google gli permette di decollare in verticale per poi continuare il suo tragitto posizionandosi in orizzontale. Per una precisione negli spostamenti è dotato di GPS, di una fotocamera, di una connessione radio e una serie di sensori per i controlli durante il volo. Il drone di Project Wing ha però un limite a causa del suo peso molto basso, non sarà in grado di effettuare il trasporto di pacchetti pesanti. A differenza poi degli altri droni il modello di BigG non dovrà atterrare per consegnare la merce, per ragioni di sicurezza e per evitare il rischio di lesioni entrando in contatto con le eliche in movimento, i pacchi verranno calati dal drone ancora in volo, volando poi via una volta sganciato il pacco.

Project Wing è sicuramente interessante, così come lo era stato quello di Amazon, ma prima di arrivarea questo tipo di consegne dovranno essere modificate le leggi che regolamentano questo settore andando a creare un nuovo canale di trasporto dedicato ai droni. La sfida al cambiamento è agli inizi e le tante difficoltà potrebbero fermare tutto ma Google è fiduciosa dichiarando che le future difficoltà possono essere superate.

Fonte | androidcentral

 

Hoverbike: ecco la prima bicicletta volante

Hoverbike: ecco la prima bicicletta volante

Mai pensato di far volare una bicicletta e magari percorrere un tratto di strada fluttuado? Come per esempio succedeva nel film ET l’extraterrestre? Il team di Malloy Aeronautics, una società londinese, sta tentando di realizzare proprio questo, un veicolo delle dimensioni di una bicicletta in grado di trasportare una persona. Il progetto Hoverbike, questo il nome del velivolo, è stato recentemente avviato su Kickstarter per raccogliere fondi superando la richiesta di finanziamento iniziale di 30000 sterline, raggiungendo la cifra di circa 48000 sterline.

A tutti i finanziatori del progetto verra inviato in omaggio un gadget anche con una cifra minima di 3 sterline, nel momento in cui poi si offriranno 595 sterline la Malloy Aeronautics invierà in omaggio una versione di Hoverbike in scala 1/3. Quello che inizialmente un normalissimo drone è stato trasformanto in un velivolo che ha ancora tanta strada fare come vedete nel video, ma come potete vedere nel video le premesse di un progetto davvero interessante ci sono tutte. A questo punto il progetto raggiunto il suo obbiettivo di non resta che aspettare per veder su strada Hoverbike, quella che potrebbe essere la prima bicicletta volante. Nel frattempo ecco il video dove si possono vedere i primi test effettuati su Hoverbike.

Fonte | engadget

Skully AR-1: il casco intelligente

Skully AR-1: il casco intelligente

Un sacco di gente spenderebbe volentieri i suoi soldi per utilizzare i nuovi dispositivi heads-up display nei loro veicoli, che tramite il collegamento all’automobile mediante una porta dati a 16 pin e la connessione ad uno smartphone tramite connessione Bluetooth, sarà possibile tramite comandi vocali e gestuali ricevere ed effettuare delle chiamate, rispondere ai messaggi e chiedere indicazioni, senza dover prendere in mano il telefono. Per tutto questo sarà necessario disporre di iOS o Android app per aiutare configurare il dispositivo. Oggi tutto questo può trasformarsi in realtà e non essere solo un progetto futuro.

Il Skully AR-1, casco per moto completamente finanziato da Indiegogo, ha raggiunto la cifra di 1 milione di dollari in circa 45 ore, finanziamento che grazie all’aiuto di 24 Paesi e 43 Stati, ha raggiunto il totale attuale di circa 1.242.000 mila dollari. Il casco utilizza una rete di sensori, microprocessori, e una macchina fotografica per fornire un display heads-up sulla visiera del casco con la funzionalità turn-by-turn di navigazione GPS, che appare per circa 10 metri di fronte al pilota. Etichettato come piattaforma Synapse, offre distanza focale variabile in automatico, il che significa che l’informazione è sempre chiara, non importa dove il pilota sta guardando. Oggi il Skully AR-1 è venduto in preordine per 1399 dollari, sul sito della società, un grande progetto per tutti gli amanti delle due ruote.

Fonte: techcrunch

Baseline Study: il nuovo progetto Google per il corpo umano

Baseline Study: il nuovo progetto Google per il corpo umano

Google è sempre in attività e nelle sue ricerce e progetti in tanti settori non si pone limiti cercando di dare risposte a molte domande che il mondo si pone. Tra le tante sfide di Mountain View ecco riportato dal Wall Street Journal, Baseline Study il nuovo progetto Google che vuole studiare e capire il corpo umano per scoprire esattamente come funziona e cosa ci fa stare bene così da potere, a ricerca finita, sviluppare delle soluzioni per migliorare la nostra salute.

Google spera con questo nuovo progetto di conoscere ulteriori dettagli sul corpo umano, analizzando l’enorme quantità di dati derivanti dalle varie prove che l’azienda andrà ad effettuare. Dopo un’attenta analisi la società potrebbe essere in grado in futuro di fornire trattamenti potenzialmente preventivi per vari problemi di salute invece di sottoporre il paziente a trattamenti una volta che la malattia è stata diagnosticata.

Baseline Study sarà diretto dal dottor Andrew Conrad, un biologo molecolare che ha sviluppato a costi contenuti un test su larga scala per l’HIV nelle donazioni di sangueplasma. In questo nuovo progetto sarà a capo di un team di 70 a 100 scienziati provenienti da altri campi della medicina. Il progetto partirà con uno programma pilota, dove 175 persone verranno testate per fornire a Google le informazioni necessarie a partire, compresi i dati genetici e molecolari.

Il colosso americano si sta ponendo come obbiettivo quello di cercare i biomarcatori, che potrebbe essere molto importnati per capire se si è predisposti af una certa malattia. Google analizzerà i dati derivati dal progetto per poi essere passanti ad un team molto più ampio dove lavoreranno migliaia di persona in collaborazione con la Duke University e la Stanford University. Le persone sottoposte al test indosseranno molto probabilmente indossano le lenti a contatto per il controllo del diabete e possono e sensori  sviluppati da Google per monitorare alcuni parametri tra cui la frequenza cardiaca, il ritmo cardiaco e livelli di ossigeno.

A questo punto però un primo problema che si presenta per Google e quello relativo alla privacy, in quanto la società, in fase di studio, avrà a disposizione una enorme quantità di dati personali del paziente che potrebbero essere utilizzati, ad esempio, dalle compagnie di assicurazione medica offrendo una poliza mirata in funzione delle condizioni di salute. Il Wall Street Journal afferma però che i dati raccolti da Baseline Study verranno utilizzati nell’anonimato da ricercatori della Duke e della Stanford, una protezione adeguada a dei dati molto molto personali.

Google, dopo l’annuncio di questo nuovo progetto, non pone davvero limiti a quello che è il suo panorama dei tanti progetti che ha in corso, un progetto in campo medico è sicuramente importante per tutti, per capire, scoprire e trovare soluzioni. La tecnologia avanzata a questo punto si fonde completamente con il settore medico per trovare insieme una soluzione per farci vivere nel miglior modo possibile, quali saranno i vantaggi di tutto questo? Questo nuovo progetto cosa porterà al mondo intero? Non resta che aspettare per capire cosa sta nascendo in casa Google.

Fonte | bgr

Google: cabine telefoniche trasformate in hotspot a New York

Google: cabine telefoniche trasformate in hotspot a New York

Sarà sicuramente difficile da credere, ma a New York ci sono ancora più di 7.300 cabine telefoniche, uno spreco di spazio senza dubbio, specialmente in una città dove ogni metro quadrato è importante. Ma come possiamo sfruttare questi apparecchi ormai inutilizzati? Semplice! Trasformarli in hotspot WiFi! Il dipartimento di Information Technology e Telecomunicazioni di New York City ha convocato oltre 50 aziende per sostenerlo nel progetto di trasformare le cabine telefoniche in punti di accesso per la connessione ad internet.

Le compagnie telefoniche potrebbero quindi ottenere dei ricavi, non più dalle chiamate ma dall’utilizzo della rete dati. Presente alla convocazione c’era Google e sappiamo benissimo che ha tra i suoi obbiettivi quello di mettere a disposizione di più utenti possibile la linea internet e visto il progetto del dipartimento, una città come New York potrebbe essere un obiettivo importante per il colosso americaneo. Insieme a Google hanno risposto alla convocazione anche Samsung, IBM e Cisco.

Questo progetto è davvero interessante perchè si creerebbe una rete WiFi su gran parte della città, e non sarà necessario collegarsi ad una singola cabina perchè verranno collegate tutte insieme creando così un punto di accesso unico. New York City a questo punto potrebbe dare il via ad una nuova tendenza da cui tanti potrebbero prendere spunto e noi potremmo quindi beneficiare. Una idea intelligente per non sbarazzarsi di tutti i telefoni pubblici non c’è dubbio. Alcune persone ancora oggi non possiedono dispositivi mobili e allo stesso tempo tutti sappiamo quanto sia frustrante avere il telefono scarico e non avere nessun telefono nelle vicinanze.

Oggi pochi di noi considerano i telefoni pubblici perchè a causa dell’evoluzione della tecnologia sono inutili, sarebbe bello vedere che quei dispositivi abbandonati diventassero un nuovo punto di accesso dati. A questo punto non resta che sperare che questa idea venga sfruttata da molte altre città e visto che dietro a tutto questo ci sarà Google le possibilità che potrebbe accadere sono alte.

Fonte | androidauthority

Realtà Virtuale fai-da-te grazie a Google

Realtà Virtuale fai-da-te grazie a Google

Al Google I/O 2014 è stato distribuito un regalo a tutti gli sviluppatori, almeno all’inizio, un pezzo di cartone, dono abbastanza deludente. Quello che era un cartone da imballaggio, in realtà, si è rivelato essere stato una realtà virtuale in cuffia fai-da-te  (VR)  che potrebbe essere utilizzato per interagire con uno smartphone Android. La buona notizia per tutti coloro che non sono andati al I/O è che anche voi, potete unirvi alla divertentissima idea di BigG in totale risparmio economico.

Google ha pubblicato le istruzioni complete per costruire il proprio dispositivo in cartone sul sito degli sviluppatori. Per iniziare è necessario acquistare il cartone (ovviamente), lenti, magneti, velcro, un elastico e un tag NFC. Avrete anche bisogno di un assortimento di strumenti che potrebbero includere un laser cutter. Ma, se non si vuole andare in cerca di questi elementi, si può acquistare il kit completo a 24.95  dollari (con tag NFC) altrimenti 19,95 dollari.

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Se siete grandi amanti del fai-da-te, oppure volete semplicemente “staccare” da cio che avete intorno e provare la realtà virtuale i due links sotto fanno per voi. Approfittatene. A questo link è possibile comprare Cardboard VR kit from DODOcase, mentre a questo sono disponibili le istruzioni: Google cardboard VR headset DIY instructions

Fonte | androidcentral

iWatch da 2.5 pollici: la rivoluzione

iWatch da 2.5 pollici: la rivoluzione

Abbiamo visto un sacco di articoli, di immagini e di video sul tanto chiaccherato iWatch nel corso degli ultimi mesi, ma ora sappiamo che una versione del display verrà allungata a 2,5 pollici. Possiamo allora ri-immaginare la prima entrata di Apple nei werable device. SET Solution, la stessa società di consulenza che presentò la sua propria versione di un iPad Pro all’inizio di quest’anno, è tornata con un video sul prossimo iWatch che risalta davvero il display da 2,5 pollici in prospettiva.

Il concetto di SET Solution propone quadrante rettangolare con un display in vetro curvo e questo che sembra essere una versione indossabile-friendly di iOS 8, compresi di dati biometrici, sensori per la salute e la nuova Healthbook app di Apple. La funzionalità principale del dispositivo è ancora sconosciuta, ma gli analisti, esperti e consumatori si aspettano che il fitness e la salute saranno al centro del nuovo iWatch. L’arrivo di dell smartwatch Apple è prevista per il mese di ottobre, poco dopo il nuovo iPhone 6…. speriamo!

Fonte: bgr

Project Ara sul palco del Google I/O 2014

Project Ara sul palco del Google I/O 2014

Gli sviluppatori durante Google I/O sono riusciti a vedere, anche se per poco, il prototipo di Project Ara, telefono molulare di BigG, annunciato nel mese di febbraio. Paul Eremenko, a capo di Ara, ha detto che il prototipo è stato per molto tempo su un banco di laboratorio per effettuare i primi test e poche settimane fa la squadra ha iniziato a testare le funzioni del telefono.

Quando Eremenko ha portato il prototipo sul palco durante il Google I/O al Moscone Center di San Francisco, il pubblico era in delirio vedendo lampeggiare la schermata di avvio di Android. Il telefono purtroppo, non è riuscito ad avviarsi completamente a testimoniare che siamo davvero all’inizio di questo progetto ma Eremenko ha comunque elencato le tante sfide che Project Ara dovrà affrontare, compresa quella di realizzare un design accattivante. Un punto molto importante per il capo progetto che vuole vedere un estetica interessante e che metta in luce la modularità  dello smartphone.

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Il prototipo di Google è chiaramente molto lontano da questo obbietivo, sembra una costruzione di mattonici non molto belli da vedere. Google non vuole però gestiore internamente design del telefono e proprio per questo Eremenko giovedì ha anche annunciato il primo concorso a premi per la crezione di un dispositivo accattivante. Le squadre interessate devono presentare una loro proposta per Project Ara entro il primo settembre e la squadra vincitrice si porterà a casa un premio da 100.000 dollari.

Fonte/Foto | mashable

Samsung costruirà un tablet/smartphone

Samsung costruirà un tablet/smartphone

Samsung è al lavoro per lo sviluppo di display AMOLED flessibile. Successiviamente alla tecnologia utilizzata nel Galaxy Round e nel Gear Fit, un nuovo rapporto l’azienda sudcoreana mette in evidenza che il nuovo progetto potrebbe portare l’azienda a presentare l’anno prossimo un tablet-smartphone pieghevole.

Questa indiscrezione arriva dal portale web coreano Daum ma non si hanno molti dettagli sul prodotto rivoluzionario Samsung, anche se si intuisce chiaramente che questo dispositivo si trasformerà da un tablet da 8 pollici o 9 pollici in uno smartphone da 4 pollici o 5 pollici piegandosi su se stesso. Daum fa anche notare della presenza di brevetto Samsung fatto precedenza per un dispositivo tri-fold molto simile a quello spiegato nel nuovo rapporto.

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L’idea di Samsung di combinare tablet e smartphone in un unico dispositivo non è del tutto originale, ASUS e la sua linea di PadFones dispone di caratteristiche abbastanza simili. Una tablet che si trasforma in uno smartphone più piccolo potrebbe essere un enorme successo, anche se Samsung dovrà assicurarsi che la transizione software tra i due modelli sia immediata e comoda per l’utente. Un altro dubbio riguarda le dimensioni, perchè il dispositivo potrebbe essere piuttosto ingombrante in modalità telefono, dal momento che sarà probabilmente almeno due volte più spesso di quando è in modalità tablet.

Naturalmente, queste sono solo voci, uno smartphone-tablet ibrido di Samsung potrebbe non esistere ne adesso ne mai. La società sta però lavorando su schermi flessibili da diverso tempo e non sappiamo cosa l’azienda abbia tra i suoi progetti futuri. A questo punto è solo una questione di tempo per capire se un prodotto con queste caratteristiche arriverà sul mercato.

Fonte | technobuffalo