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MeezyCube: proteggi dallo sfilacciamento l’alimentatore del tuo MacBook

MeezyCube: proteggi dallo sfilacciamento l’alimentatore del tuo MacBook

Quando dovete proteggere il vostro iPhone utilizzate una custodia, per il vostro MacBook magari uno skin più la borsa, ma per quanto riguarda l’alimentatore MagSafe? Come lo protegete? Per prima cosa dobbiamo fare una premessa, il piccolo alimentatore bianco che viene fornito con i computer portatili di Apple non ha proprio un design ottimo. A causa della sua forma il cavo è a richio sfilacciamento. Il problema esiste da diverso tempo tanto da portare Apple a modificare l’accessorio e ultimamente ad attivare un programma di sostituzione gratuita.

MezzyCube

Al di la dei suggerimenti Apple cosa è possibile fare? Leon Spencer, un inventore di Atlanta, in Georgia, ha la risposta: inserire l’alimentatore in una custodia protettiva speciale.  MeezyCube, questo il nome della protezione è una custodia protettiva, è stata pensata proprio per prevenire lo sfilacciamento del cavo dell’alimentatore, proteggerlo dallo sporco e graffi evitando il surriscaldamento durante l’uso.

MeezyCube, realizzato dalla Bulwark Products, si rivela come un grande aiuto per Apple, grazie alla sua forma infatti riesce a diminuire la tensione sul cavo che avremmo se lo arrotoliamo su quelle dell’alimentatore. La protezione dispone inoltre una parte in plastica morbida che protegge la base del cavo, evitando anche in questo caso tensioni e pieghe che con l’andare del tempo rovinerebbero il cavo. Gli angoli di MeezyCube sono stati pensati per prevenire il surriscaldamento, lasciando che il flusso d’aria passi intorno all’alimentatore mantenendolo fresco. MeezyCube è composto da sei pezzi di plastica, disponibili in un vasto assortimento di colori, che lo rendendono molto personalizzabile. I colori possono essere mescolati e abbinati in funzione dei gusti dell’utente.

MeezyCube ha attivato una campagna di crowfounding su Kickstarter della durata di 12 giorni. Per averlo sarà sufficiente versare 15 dollari, un prezzo nettamente inferiore di un alimentatore MagSafe sostitutivo. La campagna Kickstarter si conclude il 18 novembre con una data di spedizione stimata di gennaio 2015. Questo post è portato a voi da Baluardo Products, creatore del MeezyCube.

Fonte | cultofmac

Apple: due livelli di sicurezza per gli account iCloud

Apple: due livelli di sicurezza per gli account iCloud

Dopo poco più di un anno dall’inserimenti della verifica in due passaggi per gli account ID Apple, Apple sta aggiungendo lo stesso procedimeno per alcuni utenti per quanto riguarda el sue applicaizone web presenti su iCloud.com. Secondo AppleInsider, come testimonia la foto, Cupertino starebbe alzando il livello di sicurezza per alcuni suoi servizi.

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La nuova impostazione di sicurezza inserirà un’icona a forma di lucchetto su tutte le applicazioni iCloud tranne per Trova il mio iPhone, supponendo che l’utente abbia già l’autenticazione a due livelli. Per sbloccare il secondo livello di sicurezza l’utente dovrà ottenere il secondo codice di verifica a quattro cifre da un dispositivo approvato come per esempio un iPhone oppure un iPad.

Fonte | thenextweb

Sistema antifurto per i dispositivi Microsoft e Google

Sistema antifurto per i dispositivi Microsoft e Google

Secondo un analisi pubblicata da PC World, Google e Microsoft stanno progettando un sistema di antifurto da aggiungere al proprio software mobile, nel tentativo di combattere il furto del dispositivo. La funzionalità dovrebbe consentire agli utenti a cui è stato rubato il dispositivo didisabilitarlo così da impedire l’utilizzato senza l’inserimento delle credenziali. Questa funzione prensente sui dispositivi Apple, ha già dimostrato la sua efficacia scoraggiando il furto di iPhone.

La notizia su questo nuovo progetto arriva dopo che il New York Times ha diffuso i dati della polizia dove viene evidenziato un calo del 19% dei furti di iPhone nel 2014 rispetto allo stesso periodo nel 2013, periodo nel quale  Apple aveva attivato la funzione di blocco con il rilascio di iOS 7. PC World mette poi in evidenza i furti di dispositivi Samsung che sono aumentati di oltre il 40%. Da qui la decisione delle le due società di inserire nel sistema operativo un sistema di blocco del dispositivo. Possibil dettagli su una funzione antifurto per l’attivazione di blocco del dispositivo, potrebbero essere annunciati, per quanto riguarda Android, al prossimo Google I / O di fine mese.

Fonte | 9to5google

Moves per iPhone: modificata politica sulla privacy

Moves per iPhone: modificata politica sulla privacy

Moves un applicazione per controllare l’attività fisica è stata recentemente acquistata da Facebook. L’acquisizione da parte di Menlo Park ha portato alcuni vantaggi interessanti all’applicazione come per esempio il fatto di renderla immediatamente gratuita ma, come molti temevano , la società ha anche modificato la le regole sulla privacy. Per consentire una maggiore condivisione e di conseguenza un maggiore flusso di informazioni anche dal punto di vista della publicità Moves è adesso collegata a Facebook come era prevedibile tutti i dati di ogni singolo utente sono a disposizione per eventuali campagne di marketing realizzate dalle società collegate al social numero uno al mondo.

L’introduzione di queste nuove regole potrebbero non piacere a molti utenti Moves, vedere i propri dati condivisi in rete e magari dati in pasto a società di marketing collegate a Facebook non è proprio il massimo dobbiamo dirlo. Va detto anche che tra i tanti utenti che sono a favore della condivisione dei contenuti, ci sarà anche chi apprezzerà questo nuovo modo di condivisione e poca protezione. E tu da che parte stai? Meglio una protezione dei propri dati oppre una condivisione completa?

Fonte | theverge

 

La biblioteca del Vaticano verrà digitalizzata, vediamo come

La biblioteca del Vaticano verrà digitalizzata, vediamo come

Il Vaticano sta compiendo un grande passo per entrare nel mondo della digitalizzazione, raggiunto infatti l’accordo con una società giapponese nei prossimi anni procederà con la  digitalizzazione dell’intera biblioteca Vaticana. Poco più di un mese fa, durante una conferenza stampa, il Vaticano aveva annunciato di aver raggiunto l’accordo con una società giapponese, la NTT Data, per svolgere l’intero lavoro. Così, dopo il finanziamento per la cappella Sistina il Giappone è ancora protagonista all’interno delle mura vaticane con la sua tecnologia. Il lavoro che questa società dovrà svolgere consisterà nella scansione di oltre 40 milioni di pagine che saranno effettuate da 50 tecnici esperti, italiani e giapponesi, che a loro volta avranno a disposizione cinque scanner realizzati appositiamente per effeuttare la digitalizazione della biblioteca.

Per dare una del dimensione al lavoro che verrà effettuato la Biblioteca Vaticana,  fondata nel 1451, conta circa 82.000 manoscritti, alcuni dei quali risalgono a circa 1.800 anni fa. Il lavoro sarà diviso in lotti e NTT Data converitirà i primi 3.000 manoscritti nei prossimi 4 anni. Secondo le prime previsioni alcuni di questi documenti potranno online verso la fine del 2014. Prima del raggiungimento dell’accordo e dell’inzio dei lavori, NTT Data e il Vaticano hanno svolto alcuni test per assicurarsi che gli scanner non danneggiassero i documenti storici, proprio per questo motivo sono stati realizzati alcuni scanner speciali. Secondo il Wall Street Journal, le macchine saranno infatti dotate di un sistema che proteggerà i documenti da qualsiasi luce esterna che potrebbe rovinare i libri e la scansione verrà quindi effettuata in stanze completamente prive di luce.

Ecco il video in cui viene spiegato come questi documenti verranno scansionati e la conferenza stampa della NTT Data in Vaticano:

Quando i tecnici giapponesi inizieranno la scansione dei manoscritti dovranno indossare guanti e dovranno rimuovere tutti i gioielli in modo da evitare di graffiare la carta, il tutto sotto l’occhio vigile di alcuni addetti del Vaticano controllando le regole vengano rispettate. Una volta digitalizzato l’intero manoscritto verrà ritirato e prottetto per la conservazione a lungo termine, secondo il Wall Street Journal, successivamente il documento digitale sarà poi caricato sul sito web della Biblioteca Vaticana e  messo a disposizione gratuitamente a tutti gli utenti con la possibilità di essere visualizzato da diverse angolazioni. Non è ancora stato definito il tempo di durata del processo, ma è possibile ipotizzare che, se ci vogliono quattro anni per 3.000 manoscritti, per vedere on-line l’intera libreria dovremo aspettare oltre 109 anni e occuperannno 43 quadrilioni di byte di spazio di archiviazione, e verrà ovviamente eseguito il backup nel caso in cui i file vengano danneggiati o eliminati accidentalmente.

Vatican-Documents

La fase iniziale di quattro anni dovrebbe costare circa 18 milioni di euro, che secondo saranno compensate da donazioni e sponsorizazioni. Il Vaticano e NTT Data hanno già completato una serie di test e a breve quindi potremo vedere i primi risulati.

Fonte | mashable