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Facebook: test sui post che si autoeliminano, ma come utilizzarli?

Facebook: test sui post che si autoeliminano, ma come utilizzarli?

Nuovi test in casa Facebook, sulla quanto già fatto da Snapchat e Slingshot di proprietà di Zuckerberg, il social più grande del mondo sta testando una nuova funzione chiamata Choose Expiration, che permette ad un utente di mettere ad un post scegliere entro quanto tempo un post pubblicato sparirà dalla sua bacheca. La notizia, pubblicata su vari siti statunitensi, è stata confermata poi dalla stessa società che in una dichiarazione ha spiegato che stanno conducendo alcuni test su una nuova funzione che permette agli utenti di programmare la cancellazione di un post.

La sperimentazione, come succede spesso in questi casi, verrà effettuata su un numero ridotto di utenti Facebook sulla versione mobile dell’applicazione per iOS, su iPhone e iPad. Chi potrà testare la nuova funzione si troverà davanti un menu dove sarà possibile scegliere il tempo di durata della visualizzazione, che varierà da un minimo di un’ora a sette giorni, scaduto il post pubblicato si autoeliminerà.

Ma a questo punto al di la delle chat come Snapchat e Slingshot, come potrà essere sfruttata questa nuova funzione su Facebook? L’utilizzo principale e magari più concreto sarà per le società presenti sul social che grazie a questi post a tempo potranno pubblicare per esempio coupon con offerte promozionali, offerte durante i saldi, insomma post che grazie alla durata potranno portare un guadagno alle aziende se sfruttato bene. La nuova funzione, sembra indirizzata più verso le attività commerciali, un utente privato non avrà sicuramente interesse a pubblicare un post che si autoelimina. Tutto questo sarà ovviamente disponibile se i test che Facebook sta effettuando andranndo a buon fine, ad oggi però non si conoscono ancora i particolari di questa nuova funzione e di come Zuckerberg vorrà implementarla nella sua creatura, una cosa è certa, se giocata bene potrebbe essere una grande possibilità per le aziende.

 

Google My Business: il nuovo servizio per le aziende

Google My Business: il nuovo servizio per le aziende

Google, pensa ancora una volta alle aziende e alla loro visibilità presentando una serie di utilità per gli imprenditori. Nel nuovo servizio il colosso americano mette a disposizione delle società un aiuto importante per condividere in rete le informazioni aziendali, foto, recensioni e, come era logico pensare, utilizzare Google+. Il nuovo pacchetto per le aziende si chiama Google My Business, che suona come un invito a coloro che non hanno ancora capito come utilizzare Google e sfruttare le sue potenzialità di cui dispone.

Effettuata la registrazione e inserite le informazioni richieste da Google, i dati verranno inviati in automatico su Google Search, Google Maps e Google Search, così da permettere agli utenti più possibilità di ricerca e quindi di visibilità per le aziende. Le aziende, per incrementare la loro visibilità sono quindi invitati ad aggiungere foto e tour virtuali, leggere e rispondere alle recensioni caricate dagli utenti, ad aggiungere informazioni come indirizzo, telefono, orari di apertura e altro ancora. Il nuovo servizio facililità alle imprese la condivisione su Google+.

Tra i servizi disponibili, sempre collegati a Google My Business, troviamo l’integrazione con AdWords Express, un importante aiuto per gli imprenditori che vorranno analizzare i dati in arrivo da Google per capire meglio come le persone interagiscono con loro. Google oltre alla versione per desktop o laptop ha rilasciato una versione mobile di Google My Business, dando la possibilità di inserimente anche da telefono o tablet.  L’applicazione è attualmene disponibile solo per Android su Google Play, a breve sarà disponibile anche per iOS.

Fonte | techcrunch

Apple acquista i micro-LED di LuxVue

Apple acquista i micro-LED di LuxVue

Apple ha confermato in queste ore di aver acquisito LuxVue, una società che realizza micro-led display a basso consumo. I motivi di questo acquisto non sono ancora stati specificati da Cupertino ma a quanto pare la tecnologia che dispone la nuova acquisita potrebbe essere utilizzata per prolungare la durata della batteria dei nuovi dispositivi. TechCrunch, sito di tecnologia, riporta che LuxVue verrà inserita nella sezione delle innovazioni hardware. Mentre il prossimo iWatch potrebbe beneficiare di un display a basso consumo, la nuova tecnologia acquisita potrebbe aiutare tutti i dispositivi mobili della mela.

La breve durata della batteria è ancora uno dei problemi che affligge tutti gli smartphone. LuxVue, che dispone di una tecnologia davvero interessante che era avvicina ad una collaborazione per la realizzazione dei nuovi display della prossima generazione dei Google Glass. Naturalmente, essendo stata acquistata da Apple i possibili piani per il futuro cambieranno. Apple conclude quindi il ventiquatresimo acquisto di un azienda negli ultimi 18 mesi.

Fonte | thenextweb

Sochi 2014: traduttore di tweet in 75 lingue

Sochi 2014: traduttore di tweet in 75 lingue

Gli utenti di  Twitter in questi giorni, in occasione delle Olimpiadi invernali a Sochi 2014, hanno twittato, commentato tutto quello che è successo in Russia in molte lingue diverse. Davanti a questa grande diversità di lingue il problema che si è verificato è stato proprio quello di capire cosa dicevano certi utenti e allo stesso tempo di farsi capire. Per risolvere questo problema una società che si occupa di traduzioni con sede in Israele ha voluto creare un servizio interno a Twitter in aiuto a tutti gli utenti.

One Hour Traslation, questo il nome dell’account presente su Twitter vi permetterà di tradurre gratuitamente il vostro tweet in 75 lingue. Il funzionamento è molto semplice, basterà semplicemente inviare il tweet all’account @OHT della società israeliana la frase da traudurre e indicare la lingua in cui deve essere tradotta. Gli utenti riceveranno in pochi istanti la traduzione nella ligua desiderato.

One Hour Translation ha attirato l’attenzione di molti investitori in Israele ricevendo 10 milioni dollari in finanziamenti nel mese di gennaio cosi da poter creare una rete di più di 15.000 traduttori certificati, anche se tra questi, pochi sono dipendenti a tempo pieno.

Ecco un esempio di traduzione richiesto dal sito Mashable:

 

 

Fonte | mashable