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Standard della comunità di Facebook: protezione della proprietà intellettuale

Standard della comunità di Facebook: protezione della proprietà intellettuale

Siamo al quarto punto dell’analisi degli standard della comunità di Facebook e l’argomento trattato è la protezione della proprietà intellettuale. Un tema molto discusso in rete che spesso non porta ad una linea chiara da seguire. Nell’introdurre questa sezione Facebook non sembra lasciare dubbi in merito dichiarando che l’utente è proprietario di tutti i contenuti e di tutte le informazioni pubblicate su Facebook. Può inoltre controllare se e come vengono condivisi tramite le impostazioni sulla privacy e sulle applicazioni.

Facebook però sottolinea anche questa cosa che ritengo molto importante: prima di condividere qualcosa su Facebook, assicurati di avere i diritti per farlo. Rispetta i diritti d’autore, i marchi e altri diritti legali legati alla proprietà intellettuale. Cliccando poi sul link interno alla sezione Informazioni sulla proprietà intellettuale è possibile visualizzare una seconda pagina con informazioni più approfondite a riguardo dove, riportando Dichiarazione dei diritti e delle responsabilità Facebook ci spiega come comportarsi nel caso di Copyright e marchi commerciali.

Copyright

Nel caso del copyright, Facebook spiega che il copyright ha valenza legale, una protezione per le opere dell’ingegno originali come per esempio libri, musica, film e opere d’arte. Il copyright quindi protegge una modalità di espressione originale, come parole o immagini, ma non le idee, che possono essere protette da parole o immagini originali utilizzate per descriverla. Non sono protetti infine i nomi, i titoli e gli slogan, che fanno parte di un altra sezione chiamato marchio commerciale.

A questa serie di link possiamo poi trovare altre informazioni più approfondite in merito al copyright sul sito web dell’Organizzazione mondiale della proprietà intellettuale mentre se vogliamo consultare la gestione paese per paese sempre sullo stesso sito troviamo questo elenco. Nel caso in cui qualcuno sta usando qualcosa di nostro protetto da copyright senza la nostra autorizzazione, è poi possibile compilare questo modulo oppure contattare un persona incaricata da Facebook per seguire il nostro caso a questo link. Prima di fare questo è consigliabile contattare la persona che ha pubblicato i contenuti e chiedere spiegazioni in merito oltre a rimuovere il contenuto. Facebook confida nel fatto che potremmo risolvere il problema da soli senza contattarlo.

Marchio commerciale

Premessa: cos’è un marchio commerciale? Un marchio commerciale è una parola, uno slogan, un simbolo oppure una riproduzione grafica che va ad identificare quel determinato prodotto. Com’è intuibile i marchi sono protetti da una serie di leggi che ne regolamento i limiti, utilizzarne uno senza autorizzazione è una violazione e proprio per questo Facebook impone delle regole a questo proposito. Se questo si verificasse il possessore del marchio, che ha effettuato la registrazione presso un ufficio brevetti e marchi, può sporgere denuncia per un utilizzo non autorizzato.

Facebook dispone di una rete a livello mondiale e di conseguenza ogni paese dispone di una sua serie di regole che potrebbero andare bene per uno stato e non per l’altro. A questo proposito è importante conoscere bene questi limiti per evitare il rischio di essere denunciati.  Nel caso in cui fossimo noi vittime di un utilizzo non autorizzato del nostro marchio sempre tramite il modulo a questo link è possibile segnalare a Facebook il fatto.

N.B. Nel caso in cui si verificasse violazioni che non riguardano il Copyright o il marchio commerciale Facebook, come spiegato a questo link, suggerisce comunque di utilizzare il modulo a questo link per inoltrare la segnalazione che verrà presa in carico.

Standard della comunità di Facebook: la protezione del nostro account

Standard della comunità di Facebook: la protezione del nostro account

Nel momento in cui ci iscriviamo su Facebook accettiamo di inserire il nostro nome e cognome, la nostra vera identità, e di non poter, in mancanza di consenso, pubblicare informazioni personali di altri utenti. Due regole base che stanno alla base della protezione di noi stessi e degli altri utenti all’interno del social network. Facebook inizia così la sezione degli standard della comunità dedicata alla protezione dell’account e delle informazioni personali, mettendo subito in chiaro qual è la sua linea per quanto riguarda questo argomento.

Tre sono i punti toccati da Facebook, vediamoli insieme:

Identità autentica

Avere una comunità più responsabile è importante. Ecco spiegato il motivo Facebook ci chiede di utilizzare la nostra identità autentica, perchè nel momento in cui pubblicheremo qualcosa, quel determinato contenuto sarà riconducibile a un nome e ad una reputazione autentica. Per dirla molto semplicemente Facebook ci chiedere di mettere la faccia per avere da noi maggiore responsabilità nella pubblicazione. La soluzione alla pubblicazione senza responsabilità è quella di utilizzarla sotto falso nome, ma Facebook interviene anche in questo caso e, nel caso in cui verificasse la presenza di  più profili personali, ne chiederà la chiusura oppure di un unirli in un unico account.

Il social rimuove inoltre profili che fanno le veci di altre persone. Se quindi vogliamo creare su Facebook il profilo del nostro cane, di un’organizzazione, di un personaggio per noi importante o altro ancora va creata una pagina e non un profilo. Le Pagine sono state pensate proprio per questo è possono essere un imporante aiuto per gestire un’azienda, oppure promuovere una causa.

La protezione da frodi e spam

Facebook è molto chiaro: ci impegniamo al massimo per garantire che le tue informazioni siano protette. Le violazioni e i tentativi di compromissione di un profilo e le frodi, verranno segnalati alle forze dell’ordine. Facebook non permette in maniera assoluta l’utilizzo di false informazioni con l’unico scopo di incrementare “Mi piace”, fan e condivisioni. Il social chiede infine di rispettare gli utenti evitando di contattarle, senza la loro autorizzazione, per scopi commerciali.

Il ricordo di Facebook di amici o parenti che sono venuti a mancare

Su Facebook le persone condividono le proprie esperienze e a volte ricordano amici e parenti che sono venuti a mancare. Ricevuto un documento che ne certifichi il decesso – spiega il social – l’account della persona scomparsa verrà protetto e trasformato in un account commemorativo. Questo sarà però possibile – precisa il social network – solo se ci saranno prove sufficienti per confermare il decesso.  Per spiegare meglio questo processo Facebook mette a disposizione a questo link una spiegazione più completa e dettagliata senza dimenticare però che i familiari più stretti hanno il diritto di richiedere la rimozione del profilo del loro parente scomparso.

 

Terzo step legata agli standard della comunità Facebook, una sezione importante che parla di un argomento che tocca tutti noi: la protezione del nostro account. Il social numero uno al mondo, sempre molto attento e vigile, tiene sotto controllo le situazioni che si possono verificare all’interno della sua rete e nel momento in cui qualcosa non funziona interviene bloccando e segnalando il fatto a chi di dovere. Facebook però chiede come sempre il nostro aiuto non solo per segnalare qualcosa di sospetto ma anche di essere corretti al momento dell’iscrizione. Confidando infatti nel senso di responsabilità di tutti Facebook ci chiede di iscriverci con il nostro vero nome e non con uno inventato.

Facebook li ha chiamati standard della comunità non a caso, iscrivendoci al social accettiamo di fare parte di una gigantesca comunità digitale e come succede nella vita di tutti i giorni, per far si che questa fuzioni, ci sono delle regole da seguire. Per Facebook possiamo dire che è la stessa cosa e noi siamo tenuti a rispettarle per far si che questa enorme comunità digitale funzioni.

 

Standard della comunità Facebook: la nostra sicurezza

Standard della comunità Facebook: la nostra sicurezza

Trattato l’argomento comportamento rispettoso, un altro punto presente tra gli standard della comunità di Facebook è la sicurezza. Una sezione importante, che parla di un argomento che non può non essere preso in considerazione da tutti gli utilizzatori del social. Introducendo questa sezione, il social di Mark Zuckerberg promette ai suoi utenti che, nel caso in cui la loro sicurezza venga messa a rischio, provvederà a rimuovere i contenuti, disabilitare gli account e nel caso in cui ci fosse la necessità contattare le forze dell’ordine. Per spiegarci meglio questo argomento Facebook ha voluto suddividerlo in alcuni punti principali, vediamoli insieme:

Minacce: come Facebook ci aiuta

Facebook, per vigilare meglio sulla sicurezza, tiene sempre sotto controllo le segnalazioni che gli utenti inviano per verificare che non ci siano reali minacce che mettano in pericolo la sicurezza pubblica e dell’utente stesso. Nel caso in cui questo si dovesse verificare il social rimuove le minacce fisiche, di furto, di atti di vandalismo o altri danni economici. In alcuni casi, per un maggiore controllo, la minaccia, spiega inoltre Facebook, viene inoltre analizzata anche secondo altri fattori come il luogo geografico in cui vive l’utente e la sua visibilità all’interno del social, un sorta di incrocio dei dati per capire meglio la situazione.

Prevenzione dell’autolesionismo e del suicidio

Su questo secondo punto Facebook è molto chiaro dichiarando di essere vigile e attento al verificarsi di situazioni di autolesionismo e suicidio. In collaborazione con decine di organizzazioni nel mondo il social fornisce infatti aiuto alle persione in difficoltà. Su Facebook è vietata quindi la pubblicazione di contenuti che invogliano il suicidio e forme di autolesionismo, compresa l’automutilazione e i disturbi alimentari. Non tutto viene eliminato su questi argomenti, gli utenti possono infatti condividere informazioni a riguardo per informare gli altri di queste situazioni.

Organizzazioni criminali: come vengono gestite

Le organizzazioni che promuovono il terrorismo e il crimine organizzato verranno rimosse. I contenuti che sostengono un comportamento violento o criminale verranno rimossi. Facebook, molto chiara anche su questo punto condanna questi argomenti ma allo stesso tempo permette la possibilità di discutere di questi argomenti, per sensibilizzare e informare gli utenti di queste situazioni molto pericolose.

Il bullismo e le intimidazioni

Facebook non tollera atti di bullismo e intimidazioni. Permettendo come sempre la possibilità di discutere di questi argomenti, il social è molto attento a questi contenuti rimuovendoli nel caso in cui vengono pubblicati con il solo scopo di umiliare e mettere in imbarazzo una persona. Verranno quindi eliminate pagine, foto e video che provocano queste situazioni, che condividono informazioni molto personali che provocano imbarazzo, che ricattano determinati utenti.

Protezione ai personaggi pubblici

Per quanto riguarda i personaggi pubblici Facebook permette ai suoi utenti di discutere di quello che viene per esempio menzionato sui giornali o riviste. Tutto questo senza dimenticare la sicurezza di questi personaggi molto in vista Facebook rimuoverà tutte le minacce credibili nei loro confronti e le possibili incitazioni all’odio, azione che, come sottolinea il social, gia avviene anche per tutti gli utenti.

Lo sfruttamento sessuale

Facebook spiega che lo sfruttamento sessuale, in modo particolare a minorenni, e le aggressioni a sfondo sessuale sono sempre sotto controllo. A protezione delle vittime il social rimuove foto, video che portano a situazioni di violenza sessuale, oppure immagini pubblicate per vendetta e soprattuto senza l’autorizzazione della persona presente nella foto. Facebook mette sotto controllo anche le richieste di materiale a sfondo sessuale, le minacce di condivisione di immagini intime e di offerte di servizi sessuali. Al verificarsi di queste situazioni il social chiede l’intervento delle forze dell’ordine.

Beni soggetti a limitazioni legali
Facebook proibisce infine ogni tentativo di rivendere tramite il proprio profilo qualsiasi prodotto soggetto a limitazioni legali. Non è quindi possibile acquistare, vendere o barattare medicinali, marijuana o armi da fuoco. Nel caso in cui l’utente voglia vendere prodotti come alcol, tabacco o prodotti per adulti, è importante che conforme alle le leggi vigenti in materia e di essere verificare a quale pubblico è indirizzato quel determinato prodotto. Il social network vieta l’utilizzo di  sistemi di pagamento al suo interno per la vendita di prodotti che sono soggetti a delle limitazioni legali.

In questa sezione Facebook affronta l’argomento sotto molti aspetti per metterci a disposizione tutte le risposte di cui potremmo avere bisogno. Il social network, leggendo questa sezione, non ci abbandona e nel caso di situazioni pericolose e difficili è pronto ad intervenire per risolvere al meglio la situazione.  La nostra sicurezza è importante, molto importante, non è una cosa che va lasciata al caso, queste situazioni a volte pericolose si verificano e, non dimentichiamolo, potrebbero purtroppo succedere anche a noi.

Far finta di niente negando il fatto che queste cose non succedono non è giusto e proprio per questo oltre ad essere attenti alla nostra sicurezza è importante, nel caso in cui le visualizziamo, di segnalarle aiutando chi si trova in difficoltà. Spesso alla fine dei post riporto sempre la mia idea di un mondo, quello dei social, pulito educato e corretto, lo so è difficile ma con un po’ di impegno da parte di tutti questo luogo di condivisione lo possiamo migliorare.

Standard della comunità di Facebook: il comportamento rispettoso

Standard della comunità di Facebook: il comportamento rispettoso

Come si utilizza un social network? Ci sono delle regole da rispettare? Quali sono i limiti che non dobbiamo superare? Bella domanda! Spesso ce lo dimentichiamo, spesso ci sfugge che non siamo a casa nostra e che stiamo utilizzando un servizio di un’azienda privata che portrebbe per un motivo o per un altro buttarci fuori e non farci più accedere al servizio. Ultimamente su Facebook trovo sempre di più post un po’ fuori dalle righe pieni di rabbia di cattiveria di sfogo nei confronti di qualcuno o qualcosa. A volte faccio finta di niente, a volte no e per capire se quel post può davvero stare li oppure no. Facebook, come gli altri social, mette a disposizione di noi utenti ha tra le sue pagine un regolamento su come ci si comporta, su cosa si può e cosa non si può pubblicare.

Tra i vari punti presenti nella sezione Standard della Comunità c’è il punto Invito ad un comportamento rispettoso dove viene spiegato cosa possiamo e cosa non possiamo condividere, delle regole del gioco per farci capire che non possiamo fare quello che vogliamo nel rispetto di tutti. Nell’introdurre questa sezione Facebook spiega che molte persone usano il suo servizio per condividere un esperienza e un’argomento di sensibilizzazione. Questo, spiega giustamente il socia numero uno al mondo, può portarci a trovare opinioni diverse dalle nostre, che possono portare a conversazioni anche molto accese. A regolamentare tutto questo ci pensa Facebook stesso che per mantenere un certo equilibrio nel rispetto di una comunità eterogenea, potrà decidere di rimuovere determinati contenuti ritenuti inappropriati oppure dargli una visibilità limitata.

Facebook a questo punto suddivide gli argomenti legati al comportamento rispettoso a tre punti principali:

I contenuti di nudo
Per ognuno di questi il social da una spiegazione, un motivazione della sua scelta spiegandone il motivo. Nel caso dei contenuti di nudo, per esempio, Facebook spiega che a volte alcuni utenti condividono contenuti che mostrano nudi legati a campagne di sensibilizzazione e proprio per questo nel rispetto della cultura e dell’età ne limita la visualizzazione. Attento alle segnalazioni degli utenti, Facebook è vigile su quello che pubblichiamo e, una volta ricevuta la notifica, analizza e risponde all’utente che ha sengalato l’anomalia.

I contenuti che incitano all’odio
Altro punto toccato da Facebook sono i contenti che incitano all’odio, e quelli rivolti ad una persona o ad un gruppo in funzione della razza, dell’etnia della nazionalità, della religione, dell’orientamento sessuale, del sesso, di una disabilità o malattia. Il social a questo proposito è molto chiaro: chi promuovere l’odio non può essere su Facebook. Come per i nudi, anche in questo caso, le segnalazioni degli utenti vengono ascoltate per individuare meglio questi contenuti. La discussione su questi temi è bene accetta ma entro certi limiti e nel rispetto di tutti.

I contenuti violenti e immagini forti
Facebook è per molti un ottimo modo per condividere un’esperienza. A volte però queste condivisioni contengono immagini forti, immagini violente come per esempio la violazione dei diritti umani e di atti di terrorismo. Spesso gli utenti condividono questi contenuti per condannarli e sensibilizzare gli altri sull’argomento. Facebook, si legge, le rimuove quando vengono utilizzate per secondi fini per esempio per giustificare la violenza. La condivisione deve essere fatta responsabilmente, scegliendo chi vedrà il contenuto avvisando magari chi lo vedrà del tipo di argomento condiviso.

Facebook in questi tre punti ci mette a disposizione delle semplici regole di comportamento legate in questo caso al rispetto. Pubblicare contenuti offensivi, violenti non portano da nessuna parte, il nostro contenuto se trovato o segnalato da un altro utente quasi sicuramente verrà eliminato. In conclusione potrei vedere la cosa da due punti di vista, il primo legato al mio, al nostro comportamento perchè penso che come nella vita di tutti i giorni è importante il rispetto per gli altri, non possiamo aprire Facebook per scaricare la nostra rabbia mandando a quel paese tutto e tutti. Secondo se troviamo altri che fanno di questo servizio la loro valvola di sfogo segnaliamolo, farlo è molto semplice e costa poco. Avere un luogo sano e tranquillo dove poter ridere, scherzare o perchè no parlare di un argomento importante è il diritto di tutti.