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HealthKit: supporto nativo per gli accessori bluetooth

HealthKit: supporto nativo per gli accessori bluetooth

HealthKit, la nuova piattaforma Apple per tutte le app legate alla salute presentata con iOS 8, sarà un nuovo centro informazioni a disposizione dell’utente dove potrà memorizzare e condividere i dati sanitari. Cupertino in merito alla compatibilita con altre app ha inserito una compatibilità molto interessante: alcuni accessori Bluetooth funzioneranno nativamente senza bisogno di uno sviluppo specifico. Ciò significa che i produttori di accessori potranno saltare complettamente il processo di sviluppo della loro app per essere compatibili con HealthKit e quindi connettersi automaticamente.

Apple, per permettere questa facilità di connessione, sta utilizzando specifiche ufficiali standard per i dispositivi Bluetooth LE da Bluetooth.org, così da garantire automaticamente una connessione diretta, quindi senza bisogno di modifiche con i  dispositivi che misureranno i seguienti parametri: frequenza cardiaca, pressione, misuarazione del glucosio e termometro. Non solo HealthKit sarà in grado di stabilire automaticamente una connessione con i dispositivi ma, gestirà anche i dati in uscita da queste app salvandole al suo interno permettendo quindi un scambio di informazioni nelle due direzioni.

Apple sta, oltre a questa facilitazione in connessione Bluetooth,  incoraggiando i produttori a costruire altri tipi di accessori che non rientrano nell’ambito dei dispositivi supportati in modo nativo. Apple HealthKit, questo è certo, ma va detto che è nel suo interesse mettere a disposizione più strumenti possibili se vogliono sviluppare al meglio questa nuova sezione legata alla salute.

Fonte | 9to5mac

Google Project Ara: ecco il Kit Developers (MDK)

Google Project Ara: ecco il Kit Developers (MDK)

Project Ara, il progetto avvenieristico dello smartphone modulare annunciato da Google lo scorso anno, sta prendendo forma, oggi è stato infatti rilasciato il primo modulo Kit Developers (MDK). Il documento dedicato agli sviluppatori è composto da 81 pagine dove viene descritto come è possibile personalizzare il dispositivo. La pubblicazione di questo kit vuole essere il punto di partenza per applicazioni accessori e tutto quello che può essere legato a questo progetto. Leggendo questo documento potremo inoltre capire cosa gli utenti finali potranno avere in futuro tra le mani, anche se il progetto è ancora in una fase molto precoce.

Project Ara 1

Il nuovo dispositivo sarà disponibile in tre dimensioni diverse, sarà possibile utilizzare più batterie, che potranno essere cambiate senza dover spegnere il telefono. Tra le tante cose interessanti nel documento troviamo alcuni plug-in che andranno a monitorare lo stato di salute dell’utente come per esempio per misurare la saturazione di ossigeno nel sangue, e altro ancora. La prossima settimana presso il Computer History Museum a Mountain View ci sarà il primo evento dedicato a questo progetto chiamato Ara Developers Conference.

Project Ara 2

Per una maggiore informazioni su Prokect Ara e sulle linee guida diffuse sa Google è possibile accedere ai documenti MDK tramite il post di Google+ qui sotto:


 

Fonte | thenextweb

Google affitta dalla Nasa

Google affitta dalla Nasa

Google compra casa diventando l’inquilino dell’Hangar One della Nasa, edificio storico che negli anni ’30 ospitava il  dirigible USS Macon della marina americana. Ma perchè Mountain View chiede in affitto questo enorme edificio? Quali sono i suoi progetti?

BigG affittando questo edificio aprirà una nuova sezione di robotica dove poter sviluppare nuovi progetti e test pratici su quanto verrà creato. La notizia del particolare contatto di affitto è stata confermata da entrambe le parti, ma nessuno dei due ha fornito come verrà utilizzato nello specifico questo enorme hangar.

In mancanza di dichiarazioni specifiche su quanto verrà fatto fa pensare che l’edificio della Nasa sarà la nuova casa per le attività di ricerca e sviluppo della nuova divisione di Google dedicata alla robotica guidata da Andy Rubin, ex numero uno di Android. Google ha investito molto in questo settore, nel 2013 l’azienda ha portato a termine numerose acquisizioni nel settore della robotica acquistando otto aziende come la Boston Dynamics.

Su cosa faranno i futuri robot Google al momento non si sa molto filtra davvero posto, secondo il Wall Street Journal, però BigG ha gia interpellato l’azienda Foxconn come partner nella costruzione dei futuri robot.

L’edificio affitatto si trova nell’ex base navale di Moffett Field, a pochi chilometri dalla sede di Google a Mountain View e ha una superficie di di 3,2 ettari. Nel 2011 era stato smantellato perchè erano stati ritrovati dei policlorobifenili tossici lasciando in piedi soltanto la struttura portante. Prima dell’interessamento di Google l’agenzia spaziale americana era pronta a demoliltro, vista la interessante offerta di Mountain View ha concesso in affitto l’edificio annettendo al contratto altre due aviorimesse, due piste di atterraggio e un campo da golf.

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Il contatto verrà firmato entro questa settimana, dalla società Planetary Ventures, società sussidiaria di Google che avrà il compito di rimettere a nuovo l’hangar seguendo in più costruzione di un museo.

Fonte | repubblica