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iPhone 6: testato nello spazio

iPhone 6: testato nello spazio

A fine novembre la Urban Armor Gear azieda che produce cover ha inviato un iPhone 6 nello spazio con un pallone sonda meteorologico. Nei primi di gennaio, il sito ha poi condiviso il video dell’esperimento. Il melafonino è salito a 101.000 piedi nell’atmosfera, ed è stato sottoposto ad un vento di 70 miglia all’ora e temperature che di -79 gradi Fahrenheit a causa di questo fretto il telefono si è speto e congelato.

La cover della Urban Armor Gear con al suo interno lo smartphone Apple è stata lanciata come dicevamo con un pallone sona meteorologico che comprendeva anche un localizzatore GPS e due telecamere GoPro per le riprese. Risultato finale di questo esperimento il nuovo iPhone 6  è uscito illeso rispetto ad altre parti delle apparecchiature che hanno riportato alcuni danni.

I test che effettuiamo normalmente, soddisfano gli standard militari, ora possiamo dire di averlo testato anche nello spazio con risultati positivi – afferma Steve Armstrong, co-fondatore di Urban Armor Gear. In questo esperimento lo smartphone Apple è sopravvissuto alla sua avventura spaziale ed è tornato pienamente operativo, confermando – spiega Armstrong – il nostro impegno nel fornire ai nostri clienti la migliore protezione per i loro dispositivi.

Ecco il video dell’esperimento:

Fonte | macrumors

iPhone 6: test sull’impermeabilità

iPhone 6: test sull’impermeabilità

Apple, in fatto di vendite ottiene sicuramente risultati interessanti confrontabili con la concorrenza, ma ci sono diverse caratteristiche che il nuovo iPhone 6 non possiede rispetto ad altri modelli. Una delle caratteristiche più richieste dalla maggior parte degli utenti in uno smartphone è l’impermeabilità e la resistenza alla polvere, mentre sia Sony e Samsung hanno entrambi questa caratteristica nei loro smartphone Xperia Z3 e il Galaxy S5, Apple è ancora più vulnerabile a polvere e acqua. A questo punto potremmo dire che Apple è un passo indietro rispetto agli altri non avendo uno smartphone impermeabile. SquareTrade, società che effettua test sui dispositivi, smentisce almeno in parte questo, ha infatti scoperto che il nuovo iPhone 6 e iPhone 6 Plus potrebbe sopravvivere per breve periodo di tempo quando completamente immersi in acqua.

Per un tempo massimo di 10 secondi, secondo le prove effetuate il nuovo iPhone 6 resisterà ad una totale immersione in acqua. In alcune foto pubblicate da iFixit la scorsa settimana, dopo alcune prove distruttuve è possibile capire il perchè di questo, nelle immagini è infatti possibile vedere delle guarnizioni in gomma che circondano i tasti. Questa protezione potrebbe essere una scelta di Apple per migliorare la durata del suo dispositivo finito accidentalmente in acqua. Questa prova non è ovviamente una garanzia che il vostro iPhone 6 o 6 Plus potrà sicuramente sopravvivere ad un tuffo in piscina, ma con questa nuova configurazione potremo stare più tranquilli.

Ecco il video con le prove effettuate da SquareTrade:

Fonte | bgr

Google Car: partono i test con volante e pedali

Google Car: partono i test con volante e pedali

Quando Google ha presentato a tutto il mondo i prototipi delle sue vetture con guida automatica nel mese di maggio, in tutto il monto si è creata tanta aspettativa per quello che può essere definito un progetto futuristico. Condiviso il nuovo progetto BigG sta ora proseguendo nella sua sperimentazione passando alla fase pratica della messa in strada delle nuove vetture. A scombinare però i piani del colosso americano potrebbero essere le le nuove norme in California che impongono la costruzione e quindi la messa in strada di una vettura dove il conducente deve essere capace di prendere il controllo del veicolo in qualsiasi momento, questo significa che le Google Car dovranno disporre di volante e pedali .

Il Wall Street Journal riporta che le Google Car rispetteranno le nuove norme realizzando un volante e pedaliera temporanei sul centinaio di prototipi che la società sta costruendo e, aggiunge il WSJ che i test avranno inizio il prossimo mese su strade private, a questo punto con i necessari controlli manuali. BigG a proposito del progetto ha dichiarato che le Google Car sono progettate per garantire la sicurezza del guidatore, grazie alla presenza di sensori che eliminano i punti ciechi e altri in grado di rilevare oggetti ad una distanza di oltre 200 metri in tutte le direzioni, infine le velocità è stata limitata a 25 mph.

Fonte | thenextweb

 

Skully AR-1: il casco intelligente

Skully AR-1: il casco intelligente

Un sacco di gente spenderebbe volentieri i suoi soldi per utilizzare i nuovi dispositivi heads-up display nei loro veicoli, che tramite il collegamento all’automobile mediante una porta dati a 16 pin e la connessione ad uno smartphone tramite connessione Bluetooth, sarà possibile tramite comandi vocali e gestuali ricevere ed effettuare delle chiamate, rispondere ai messaggi e chiedere indicazioni, senza dover prendere in mano il telefono. Per tutto questo sarà necessario disporre di iOS o Android app per aiutare configurare il dispositivo. Oggi tutto questo può trasformarsi in realtà e non essere solo un progetto futuro.

Il Skully AR-1, casco per moto completamente finanziato da Indiegogo, ha raggiunto la cifra di 1 milione di dollari in circa 45 ore, finanziamento che grazie all’aiuto di 24 Paesi e 43 Stati, ha raggiunto il totale attuale di circa 1.242.000 mila dollari. Il casco utilizza una rete di sensori, microprocessori, e una macchina fotografica per fornire un display heads-up sulla visiera del casco con la funzionalità turn-by-turn di navigazione GPS, che appare per circa 10 metri di fronte al pilota. Etichettato come piattaforma Synapse, offre distanza focale variabile in automatico, il che significa che l’informazione è sempre chiara, non importa dove il pilota sta guardando. Oggi il Skully AR-1 è venduto in preordine per 1399 dollari, sul sito della società, un grande progetto per tutti gli amanti delle due ruote.

Fonte: techcrunch

Auto senza conducente sulle strade del Regno Unito da gennaio 2015

Auto senza conducente sulle strade del Regno Unito da gennaio 2015

Il Regno Unito sta progettando un cambiamento importante, un cambiamento che sicuramente passerà alla storia: permettere la circolazone delle auto senza conducente sulle strade pubbliche il prossimo anno. Attualmente questa tipologia di veicoli è ammessa solo su strade private, ma secondo le intenzioni dello stato anglosassone questo limite potrebbe essere tolto e tra poco più di sei mesei su alcune strade britanniche potremmo veder circolare una vettura a guida automatica.

Questo progetto non è nuovo per il Regno Unito, in passato, il Ministero dei Trasporti aveva dichiarato che avrebbe permesso la circolazione alle auto senza conducente da sulle strade pubbliche, entro la fine del 2013, ma i tempi si sono allungati e solo nel dicembre scorso, il Tesoro ha creato un piano da 10 milioni di sterline per finanziare il progetto. L’indiscrezione per la partenza nel gennaio 2015 è stata accennata all’inizio di questo mese, quando il governo si era interessanto per la creazione di siti di prova in cui testare progetti di robotica e sistemi autonomi (RAS).

Così, mentre le auto senza conducente sarà la tecnologia che i media racconteranno in ogni piccolo particolare, lo stato potrà permettere molti test su larga scala di sistemi robotici ed autonomi, un secondo fine ben studiato. Nel dicembre dello scorso anno il governo aveva pubblicato un piano nazionale delle infrastrutture che delineava il suo impegno per lo sviluppo per un futuro robot-powered, ma nessun calendario è stato definito. Questo nuovo annuncio conferma quindi quanto detto in questi mesti portando ufficialmente il Regno Unito verso un futuro con le auto senza conducente.

Fonte | techcrunch

iPhone 6: test con arco e freccia

iPhone 6: test con arco e freccia

Nuovo video test su quello che potrebbe ssere il display in vetro zaffiro del prossimo iPhone 6. Questa volta grazie a Joe Rogan, il presunto nuovo componente verrà sottoposto ad una prova d’urto davvero impegnativa. Verranno scoccate una serie di frecce contro il display. Ecco il video con la prova effettuata, una prova davvero folle se vogliamo, mettere alla prova un display con una freccia è davvero una prova molto dura per il nuovo componente del prossimo iPhone 6.

Non penso che utilizzeremmo il nostro nuovo iPhone 6 come bersaglio su cui fare delle prove di resistenza sul vetro zaffiro! Specialmente con delle frecce! Cosa ne dite?

Fonte | iclarified

Google Project Tango ecco i test con la Nasa

Google Project Tango ecco i test con la Nasa

Google, sempre attiva nei suoi tantissimi progetti, in accordo con la NASA manderà nello spazio i suoi dispositivi della sezione Project Tango. Alcuni mesi fa la sezione ATAP che si occupa di questo progetto, aveva sviluppato uno smartphone con motion tracking 3D per per effettuare una scansione a tre dimensioni. In futuro grazie ad una accordo con la NASA questi dispositivi potranno essere utilizzati all’interno della Stazione Spaziale Internazionale. Project Tango sfrutta per le sue scansioni 3D il processore Myriad 1 effettuando 250.000 misurazioni al secondo che poi vengono trasformate in un immagine tridimensionale del luogo.

Lo smartphone Project Tango sfruttando questo tipo di scansione verranno quindi collegati a Spheres, un robot utilizzato dalla Nasa, per poter lavorare nello spazio in assenza di gravità e muoversi all’interno della Stazione Spaziale. Sfruttando la precisione dello smarphone Google il robot potrà muoversi nell’ambiente a gravità zero senza sbattere contro tutte le attrezzature presenti sulla stazione. La Nasa attualmente usa già questi robot all’interno della struttura ma la precisione di movimento non era molto attendibile. Grazie a Projcet Tanto tutto questo potrà essere migliorato.

Google e Nasa hanno avviato inoltre i primi test con Speres a gravità zero sull’aereo utilizzato per simulare la gravita zero sul G-FORCE ONE 727. I test sugli smartphone sono stati soddisfacenti e gli smartphone di Project Tango inseriti all’interno dei robot Spheres saranno lanciati in orbita di questa estate.

Ecco il video dei test a gravita zero:

Fonte | thenextweb

Twitter: test sulle visualizzazioni di un tweet

Twitter: test sulle visualizzazioni di un tweet

In questo ultimo periodo sentiamo spesso parlare delle sperimentazioni di Twitter e delle nuove caratteristiche che potrebbero arrivare sui nostri dispositivi e computer. Un nuovo test che social network sta effettuando riguarda l’inserimento di una nuova funzione che potrebbe essere molto utile per analizzare meglio i tweet, si tratta della possibilità di sapere il numero di visualizzazioni di un tweet, una funzione poco originale se vogliamo e molto molto simile a quella di Faceboook.

In precedenza queste statistiche erano disponibili solo per gli inserzionisti, è la prima volta che Twitter apre al pubblico questa funzione. Per ora la funzione è disponibile solo per un gruppo di persone selezionate e Twitter non ha detto se e quando inserirà la nuova funzione a tutti li utenti. Se questo aggioramento verrà inserito sarà uno strumento in più per gli utenti per capire se i propri tweet vengono visualizzati oppure no, invogliandoli magari a mettere più impegno nei loro messaggi per cercare di incrementare le visualizzazioni.

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Tutto questo può essere molto utile a tanti utenti per capire la visiblità ma, se guardato da un altro punto di vista la nuova funzione potrebbe essere pericolosa. Se un utente ha molti follower ma poca visibilità dei suoi tweet potrebbe in certi casi perdere la voglia di tweettare e quindi ridurre l’utilizzo del social di microblog. Questo potrebbe essere uno dei motivi per cui Twitter non inserirà presto questo tipo di visualizzazione per tutti gli utenti.

Fonte | ubergizmo

Mai pensato di utilizzare il monitor in verticale?

Mai pensato di utilizzare il monitor in verticale?

Pensare di sedersi su una sedia al contrario, utilizzare una racchetta da tennis come chitarra sono modi di vedere le cose in maniera molto originale, dando a quei determinati oggetti di uso quotidiano pensando che possono essere utilizzati in molto alternativo o meglio originale. A questo punto viene da chiedersi: e se girassimo il monitor in verticale? Potrebbe migliorare la nostra lettura dei vari siti che consultiamo?

Pensando ai nostri utilizzi classici, siamo un popolo che nella maggior parte dei casi ha una cultura che del tipo da sinistra a destra. Gli artisti di tutte le epoche hanno dipinto da sinistra a destra, la maggior parte delle persone scrive da sinistra a destra, ma se osserviamo internet in quale direzione si è sviluppato? Con l’inserimento di certi accessori, il web ha cominciato a crescere in verticale e oggi questa logica è presente praticamente su tutti i siti. Perchè se si dispone di un mouse con rotella di scorrimento il gioco è fatto.

Allora a questo punto il dubbio comincia a prendere forma e ci si chiede: perchè non girare il monitor di 90 gradi per aumentare lo spazio visibile di un sito? Un giornalista di Mashable, ha voluto testare su se stesso questo modo di utilizzare un monitor e i risultati sono stati interessanti. Nella prova che ha messo in pratica ha prese il suo monitor da lavoro, un HP LV2311 da 22 pollici e lo ha ruotato di 90° notando che  in ogni sito era meglio con la visualizzazione in verticale, ottenendo queste visualizzazioni interessanti:

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Osservando l’immagine, possiamo vedere che gli spazi bianchi sono completamente spariti e sfruttando un punto di vista verticale avremmo davanti una pagina di giornale intera. Ma i vantaggi non sono solo nella navigazione web, Jason Abbruzzese ha trovato altri vantaggi interessanti. Per quanto riguarda la scrittura per esempio, è possibile vedere la maggior parte della pagina durante la scrittura così da poter tornare indietro velocemente per vedere cosa è stato scritto in precedenza. Avremmo davanti una visione più completa del testo che stiamo scrivendo.

Altro vantaggio fa notare Jason, è la possibilità di sovrapporre in verticale le finestre invece di affiancarle perchè lo ritiene molto più comodo e più pratico, utilizzandolo orizzontalmente ne aprirebbe molte meno. Una funzionalità che potremmo dire abbastanza soggettiva che varia in funzione del metodo di lavoro che ognuno di noi ha. Ovviamente ci sono anche i contro a questo utilizzo originale perchè per esempio la parte superiore dello schermo è troppo in alto la parte inferiore non viene molto sfruttata. Ma ci sono un sacco di applicazioni che non vanno d’accordo con questa rotazione come l’editing audio e video, i video games a meno che non si stia giocando a Tetris.

La prova che Jason ha fatto è sicuramente interessante per determinate applicazoni ma non per altre, come è giusto che sia, ma non c’è dubbio che questa rotazione possa essere resa standard in determinate applicazioni dove un monitor verticale ci permetterà di scorrere meno verso il basso e di avere davanti agli occhi un’ immagine più di insieme di un documento oppure di un sito di notizie.

Ecco una foto condivisa da Jason di come potrebbe essere visualizzato il New York Times:

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Fonte | mashable